lunedì 17 marzo 2008

Immigrazione: a che gioco gioca Di Pietro?

L’Italia dei valori correrà alle elezioni insieme al Pd.
L’Italia dei valori ha sottoscritto il programma elettorale del Pd.
I deputati eletti dell’Italia dei valori confluiranno nei gruppi parlamentari del Pd.
Ma allora, perché Di Pietro continua a propagandare il suo programma elettorale e le sue proposte per il governo dell’Italia?

É una routine, questa, in campagna elettorale, certo. Un’ordinaria prassi a costo zero per mantenere vivo il rapporto con gli elettori più affezionati.

Ma quando si vive il proprio ruolo di rappresentanza politica con il compiacimento di aver instaurato un rapporto diretto coi propri simpatizzanti per mezzo di un frequentatissimo blog – come fa, appunto, Di Pietro - e quando si finisce, così, per avallare una deriva populistica della partecipazione democratica, per la quale il politico non è più una mediazione "razionale" tra interessi e bisogni degli elettori e la macchina statale, ma un notaio, passivo, nemmeno della volontà diversificata dei diversi cittadini ma di quella "generale" del
-presunto- "popolo" , allora almeno un invito alla riflessione lo si dovrà pur suggerire.

Immigrazione. All’inizio della campagna elettorale, Di Pietro proponeva, per la regolamentazione dei flussi migratori, non meglio specificati vincoli di reddito o di lavoro. Un po’ la stessa generica ricetta -che poco impegna- di Alleanza nazionale così come del Partito socialista.
Questa proposta, aperta ai contributi dei lettori del suo blog, si è trasformata nel giro di neppure un mese in una gelida : "espulsione immediata ed effettiva di tutti gli immigrati clandestini". Senza se e senza ma.

Ma qual è la convinzione di Di Pietro in proposito? La prima o la seconda proposta? Se era la prima, è questo il ruolo di un politico ? Quello di rinunciare ai propri convincimenti e alla magari difficile battaglia volta alla persuasione dell’opinione pubblica per sposarne, invece, dell’opinione pubblica o di una sua parte, il delirio?
E a poco servirebbe domandarglielo direttamente, poiché la sua risposta sarebbe: "gli italiani vogliono questo e quest’altro".

É evidente che "espulsione immediata ed effettiva di tutti gli immigrati clandestini" voglia dir nulla, nei fatti. Perché è un proponimento -grazie al cielo- non praticabile. Almeno non in questi termini, e non in uno stato di diritto - e comunque non con la nostra burocrazia (possa servire almeno a questo, la vituperata burocrazia: a far da resistenza ai capricci di un momento).

Tuttavia resta tutta la volgare violenza di quel "punto programmatico". Ancora più volgare se davvero steso proprio in seguito ad un acritico "sondaggio" online.

Tutti sono contro la clandestinità, caro Di Pietro. Ma un conto è essere contro l’immigrazione clandestina e adoperarsi perché i migranti possano entrare e vivere regolarmente in questo paese – un altro è essere contro i clandestini in sé. Perché tra la prima e la seconda posizione passa quella differenza che la Storia ci insegna e ci autorizza a chiamare fascismo.
"Espulsione immediata ed effettiva di tutti i clandestini", caro Di Pietro, compare pure sul programma elettorale di Forza Nuova.

Ma evidentemente a Di Pietro poco importa degli immigrati. Nemmeno se lo pone il problema di quale dramma possa rappresentare neanche già l’espulsione ma la sola minaccia di espulsione per un individuo (non esistono "popoli", caro Di Pietro: esistono individui) magari nato in Italia, da sempre residente in Italia ma mai "regolarizzato" : espulsione verso un paese (la sua Patria? Il suo Popolo?) che mai ha conosciuto e nel quale non conosce nessuno.

Allora: sostenere ugualmente il Pd? Riuscire ad augurarsi non solo la sconfitta delle destre ma pure, positivamente, la vittoria di Veltroni? Certo. Assolutamente. Perché è il programma del Pd quello che conta. Ed il programma del Pd prevede – finalmente- l’introduzione del diritto di cittadinanza per nascita.

Sostenere e votare il Pd nonostante Di Pietro, quindi. Sostenere la proposta di Veltroni di riforma della legge sulla cittadinanza (questa sì civile proposta contro la "clandestinità") nonostante la forse distratta ma ugualmente colpevole deriva disumana di Di Pietro.

E sperare che il maggior numero possibile dei simpatizzanti dell’Italia dei valori dirottino il loro voto al Pd.

Questione di responsabilità.

Una nota personale, infine.

Evidenti motivi di opportunità "intellettuale" mi portano a cessare la collaborazione con il periodico Orizzonti Nuovi, giornale d’area dell’Italia dei valori – al cui direttore esprimo comunque gratitudine per aver ospitato alcuni miei "pezzi" nonostante io non sia vicino al partito di Antonio Di Pietro.

Vero che il problema non è tanto mio, quanto della situazione in cui l’Italia dei valori ha messo il suo giornale: un giornale comunque schierato a sinistra (o centrosinistra, che dir si voglia) che si ritrova, però, a sponsorizzare, ora, programmi di estrema destra. Ma sarebbe davvero poco rigoroso – e ben poco decoroso- permettere che altri articoli "anticomunitaristi" possano uscire a distanza di qualche pagina dallo spot all’incivile punto programmatico di cui sopra.

Daniele Sensi

14 COMMENTI:

Anonimo ha detto...

Bravissimo!! Veramente un bel articolo.

Anonimo ha detto...

Che ti sei fatto oggi???

adele ha detto...

Caro Daniele,
una fortuna davvero, aver trovato una mente così lucida, giovane e scevra da compromessi.Non fatico certo a crederci, perchè così ero io, e così vorrei che diventasse mia figlia.

Di Pietro è stata una grande delusione anche per me. Dietro la sua semplicità mi ero illusa vi fosse un attaccamento ai valori, ormai diventati apparenza e vacuità.
Gli scrivevo spesso e lui mi rispondeva sempre puntualmente. Una volta, si fece persino portavoce, in una trasmissione, di una precisa istanza, da me propostagli.
Ma, all'improvviso, un giorno smise di rispondere alle mie lettere, o meglio mi diede una risposta inconsueta, impersonale, fredda, distaccata, laconica:
"Noi, Italia dei valori andiamo per la nostra strada".
Da allora, capii che mi ero illusa, ed oggi ho trovato attraverso questo tuo articolo una conferma.
La mia domanda, caro Daniele, riguardava mia figlia, gli chiedevo, se dopo le dichiarazioni razziste, del signor Veltroni, Valentina, figlia di un romeno, poteva esser esclusa dalla cittadinanza, perchè, per sangue, facente parte di quell'odiosa razza criminale.

Il responsabile però, di questo snaturamento del Pd,, della sinistra di maggior rilievo, a mio avviso, resta Veltroni. Lui parla, parla, parla, e in prima fila, o alle sue spalle, gli strateghi della comunicazione inquadrano il viso di un negretto. Ma con chi sta parlando il signor Veltroni? Chi vuol convincere?
Di Pietro ha già deciso, da tempo, quale strada prendere. Invece, gente come noi, che sono un'esigua minoranza, rimangono ai margini e, purtroppo, senza alcuna rappresentanza.
Scusami, Daniele per il mio sfogo.

daniele sensi ha detto...

Adele, grazie della visita.

Preciso che l’Italia dei valori non è mai stato il mio partito di riferimento, quindi non è che Di Pietro trovasse da parte mia aspettative che potesse tradire.

Quanto a Veltroni, invece, ben ricorderai di come pure io lo abbia criticato con forza, sul blog di Gad, per le dichiarazioni rilasciate all’indomani dell’omicidio di Tor di Quinto.
Ma ritengo che quelle dichiarazioni fossero figlie di una poco nobile timidezza di fronte al fantasma dell’ “opinione pubblica”. O forse, di un distorto senso di responsabilità nei confronti del governo in carica.

Tuttavia oggi non posso non prendere atto di quella parte del programma del Pd, in materia di immigrazione, che non sarà “rivoluzionaria”, d’accordo, ma che comunque marcia in senso opposto rispetto alle proposte del Pdl.

Nessun voto o sostegno “lirico” o “provvidenziale”, dunque. Ma prammatico, di buon senso.

ilja ha detto...

Grazie per quello che hai scritto!
Non perche mi sia mai fatto illusioni di DiPietro - giusto perche certe cose vanno dette per forza e con forza.

ps
Spero che su Walter non sbagli...

ame ha detto...

Daniele, la mia impressione su Di Pietro, pur con una buona serie di riserve, e' sempre stata complessivamente positiva. Anche se in realta' l'ho sempre considerato come un uomo tendenzialmente di destra, approdato alla sinistra semplicemente perche' a destra non ci sono spazi sufficienti per chi difende la legalita'. D'altronde, non e' l'unico esempio, basti pensare a un giornalista come Travaglio, allievo di Montanelli, che e' diventato un "paladino della sinistra" (!) solo perche' si rifiuta di sottostare a certi ricatti. Quindi, non approvo ma non mi sorprende piu' di tanto questa "deriva" sull'immigrazione, dovuta anche, probabilmente, ad una malintesa idea di rappresentanza (forse in parte mutuata da Grillo, che pero' si guarda bene dal prendere iniziative esclusivamente a titolo di vox populi). In tutto cio', ieri sono andata a sentire Uòlter. Non e' certamente un trascinatore di folle e sembrava anche piuttosto stanco, ma tutto sommato mi ha dato l'impressione di essere abbastanza fuori dal coro in questa ennesima, misera, campagna elettorale.
Buon fine settimana pasquale.

ilja ha detto...

ame,
VW fuori coro, forse... Ma intanto ieri Franceschini parlando sull'indulto alla repubblica.it: un errore, mai piu, bisogna costruire nuove carceri.

Buona Pasqua.

ame ha detto...

Perche', ilja, a te l'indulto e' piaciuto? Per me e' stato un provvedimento vergognoso. Che poi facendo funzionare la giustizia non ci sia bisogno di nuove carceri, e si potrebbe magari utilizzare quel danaro per rendere piu' vivibili quelle esistenti, e' un altro discorso che approvo in pieno. Ma non so se e' questo che volevi dire.
Buona Pasqua anche a te!

daniele sensi ha detto...

Io invece il coraggio di andare a sentire Walter che ieri era ad Asti non lo ho avuto, per timore che nel tripudio di bandiere tricolore che da quanto ho capito accompagna i suoi comizi potessi cambiare ancora una volta idea.

ame ha detto...

Daniele, se e' per questo alla fine c'era anche l'inno di Mameli. Il tutto poi amplificato dal fatto di essere in un teatro invece che in una piazza. Ma insomma, un comizio e' un comizio...

ilja ha detto...

ame,
l'indulto era necessario e doveva seguire anche l'amnistia... Poi il fatto che certi reati avrei preferito rimanessero fuori e un'altro discorso.

Si, mi e piaciuto perche:
- penso piu di 60% dei carcerati aspettano ancora la sentenza
- solo 20% dei scarcerati e ritornato
- le condizioni sono dissumane
- le carceri sono piene di pesci piccoli
- la giustizia italiana non e giusta; e quasi criminale
ecc

Invece mi spaventa - ancora di piu dopo il "decreto sicurezza" e l'affiancamento con IDV questa voga "giustizialista", forse antigarantista. La lascerei a Fini & Co.

ame ha detto...

ilja non sono d'accordo, non si puo' fare un indulto perche' non funziona la giustizia, bisogna far funzionare la giustizia, e non e' affatto utopistico. L'indulto e' il tipico strumento (come i condoni) di chi in realta' non vuole risolvere niente.

ilja ha detto...

ame,
spero tu abbia ragione e non e utopistico; ma probabilmente ne riparleremo tra 10 anni - e intanto le persone ci sono e ci sono senza processi.
Con la seconda parte non concordo affatto.
E i miei timori rimangono.

ciao
i

Anonimo ha detto...

Se Di Pietro è di sinistra, io sono cittadino del Madagascar. Complimenti ad "Obama" Veltroni, che non ha voluto i socialisti (inequivocabilmente di sinistra) ed ha voluto Di Pietro per un debito di riconoscenza, ben sapendo che con la sinistra non ha nulla da spartire. Ma, a dir del vero, neanche il partito democratico è più di sinistra, ormai è una forza di centro, come i Democrats americani da lui non a caso scopiazzati.

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