lunedì 21 aprile 2008

Integrazione o apartheid?

In fondo, a essere ingenui, si potrebbe pure pensare che la Lega Nord sull’immigrazione tenga una posizione responsabile e di buon senso. L’ideologia leghista non è xenofoba –tantomeno razzista-, e realmente quella del rigore e della tolleranza zero nei confronti dei clandestini può essere una posizione che, alla fine, magari tutelerebbe davvero gli immigrati regolari, favorirebbe la loro integrazione ed impedirebbe proprio l’emergere di fenomeni di intolleranza e di xenofobia.

Purtroppo, grattando più a fondo, anche il più ingenuo scoprirebbe che le cose, forse, stanno diversamente (e non ci vuole molto a grattare più a fondo: basterebbe ascoltarla, ogni tanto, Radio Padania - l’intellighenzia di sinistra di questo paese lo avesse ogni tanto fatto, negli ultimi anni, non si sarebbe dovuta stupire, lunedì scorso, dell’exploit elettorale del Carroccio).

E ad ascoltare, oggi, la rubrica condotta da Renata Galanti (del "gruppo politico femminile leghista") su Radio Padania, appunto, non pochi dubbi venivano su quale sia il concetto di "integrazione" in auge dalle parti di Via Bellerio. Una sorta di "integrazione a scadenza limitata", o, meglio, a corrente alternata.

É il fattaccio della studentessa aggredita e violentata a Roma a dare il "là" alla discussione. Una studentessa del Lesotho ma regolare, quindi dimostrazione, per la Galanti e per la sua ospite, Silvana Fandella, dell’associazione "Padanassistenza" ("aiutiamo i nostri anziani, i nostri disabili"), di come la linea della fermezza contro i clandestini convenga agli stessi immigrati regolari (ma quel balordo dell’aggressore non è un cittadino dell’Unione Europea?....).
Posizione di buon senso? aperta ed accogliente verso "chi viene a casa nostra per lavorare e per rispettare le nostre leggi"? Ascoltiamo meglio Renata Galanti e Silvana Fandella: "I clandestini", dicevano oggi, "non avendo lavoro, sono futuri criminali, mentre sono benvenuti gli stranieri regolari", gli stranieri regolari, però, "che vengono qui per studiare e per poi tornarsene a casa loro". Alla faccia dell’integrazione. Qui si ha poco a che fare con il diritto, e molto con la dispensazione di benevolenze.

Senza contare che questo spingere a mettere gli immigrati gli uni contro gli altri, questo fomentare concorrenza e invidia tra immigrati regolari e irregolari dopo aver già premuto troppo a lungo sull’acceleratore della guerra tra il disagio dei cittadini italiani e quello dei non-comunitari, rischia sì, lui, di risolversi in un pericoloso atteggiamento di irresponsabilità sociale, perché minaccia, seriamente, quei naturali legami di solidarietà che vengono a svilupparsi all’interno delle diverse comunità dei migranti, legami che fanno sì che qualcuno tra chi è senza lavoro e privo assistenza pubblica non debba davvero pensare di dover ricorrere a mezzi di fortuna per campare.

Ma per gli altri? Quale integrazione per chi, né clandestino né regolare, abbia acquisito la cittadinanza italiana? Prima considerazione: in simili casi, evidentemente, per Silvana Fandella un immigrato rimane tale. Come avrebbe potuto dire, oggi, altrimenti, che "alle ultime elezioni politiche anche gli stranieri hanno votato per la Lega"? Se hanno votato, non erano stranieri, ma italiani.

Seconda considerazione: ovviamente, per la Lega, di concessione del diritto di voto amministrativo ai regolari non se ne parla, ma la Galanti pare avere non poche perplessità pure sui diritti politici riconosciuti, per Costituzione, agli "italianizzati". Quale, secondo lei, infatti, la causa del disastro elettorale della Sinistra Arcobaleno? Eccola: a fronte di "quartieri popolari pieni di puttane, spacciatori e clandestini (accipicchia, altro che fisionomica: i leghisti capiscono dalla faccia se uno ha il permesso di soggiorno o meno), a fronte della signora che torna a casa e la trova occupata da un extracomunitario, a fronte di gente che chiedeva più sicurezza hanno candidato una rom". Cioè Dijana Pavlovic. Cioè una cittadina italiana. E perché mai la candidatura di una rispettabilissima cittadina italiana dovrebbe rappresentare una minaccia alla sicurezza del Paese? Per via della sua "appartenenza etnica", forse? Siamo a una riedizione dell’infelice accusa di "doppia fedeltà"?

Come a dire: in simili casi i diritti politici non possono essere negati, ma meglio non abusarne. Perché sulla pelle dei rom è lecito fare propaganda elettorale, sulla pelle dei rom è lecito magari costruirsi una carriera politica, sulla pelle dei rom in Parlamento è lecito legiferare, però in Parlamento è opportuno che i rom non abbiano rappresentanti. La politica, loro, devono solo subirla, non anche determinarla. Ma quale integrazione hanno allora in testa certi leghisti quando declamano di non essere xenofobi, ma, anzi, di "appoggiare l’integrazione di chi vive onestamente"? Forse quel tipo di "integrazione" a libertà vigilata che prende il nome di apartheid?

Daniele Sensi

5 COMMENTI:

Anonimo ha detto...

Pensare che ci governano...

Italiano vero ha detto...

continuate a ragionare così e la sinistra continuerà a perdere

Anonimo ha detto...

per daniele sensi : io non ti conosco ma leggendoti mi sgomenti intanto avete mutato il nome della regione non ricordo la padania nei banchi di scuola e poi se bossi dice Roma ladrona perchè ci va "alias" sputa nel piatto dove mangia - mi sembrate come quelli di Bolzano che si disgustano di appartenere all'Italia ma comunque Grillo a torto o a ragione almeno pittorescamente informa basta ricordare la prima denuncia sull'allora SIP con la visura camerale per enunciare il cda ( consiglio di amministrazione ).

Anonimo ha detto...

è ancora in vigore la bossi-fini..
prevede che possano entrare legalmente solo gli extracomunitari che hanno un lavoro...
in pratica un datore di lavoro dovrebbe prendere uno sconosciuto che arriva da 4.000 km lontano senza averlo mai visto...
che puo' dire il mio amico rumeno che è un cittadino comunitario che da 5 anni fa il muratore in italia senza libretti ???
smettetela di dire che i leghisti non sono razzisti.. lo sono piu' dei fascisti.. almeno loro lo dicono apertamente..
lina

Anonimo ha detto...

siete solo dei sudditi annebbiati dalla kultura italiota

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