martedì 3 giugno 2008

Il “sarkoberlusconismo”, avatar latino di una destra europea conquistatrice

Traduco un pezzo pubblicato oggi dal francese Le Monde.

Mi preme sottolinearne un passaggio: per quanto possano essere simili, " mentre Sarkozy riesce a distruggere politicamente il Fronte nazionale, Berlusconi deve governare con i suoi alleati xenofobi della Lega Nord".

Questo l'articolo:

Nicolas Sarkozy è il primo dirigente straniero ad essere ricevuto ufficialmente da Silvio Berlusconi, il capo del governo italiano, da quando questi è tornato al potere. Il presidente francese era già stato il primo a congratularsi con il "Cavaliere", il 14 aprile, per la sua vittoria elettorale. I due uomini si apprezzano.

Il loro incontro, martedì 3 giugno, in margine al summit dell’Organizzazione delle Nazioni unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sulla sicurezza alimentare, è commentato dalla stampa italiana come la promessa di un asse franco-italiano in Europa. Da qualche settimana, il "sarkoberlusconismo", un neologismo analizzato dal politologo francese Pierre Musso in un recente saggio, ha fatto la sua comparsa negli editoriali transalpini.

Prima di assumere la presidenza dell’Unione europea, il capo di Stato francese deve assicurarsi il sostegno italiano, facendo attenzione, però, a non portare troppa acqua al mulino di coloro che l’accusano di essere un Berlusconi francese. Nel 2007, il "Cavaliere" aveva già sostenuto questa tesi: "Se si leggono i discorsi di Sarkozy, si vedrà che molti punti sono tratti dai miei libri", aveva detto. Una prossimità denunciata allora dall’eurodeputato verde Daniel Cohn-Bendit, per il quale "Berlusconi e Sarkozy, sono lo stesso modo di vedere la società e di servirsi dei media".

"FRATELLI, NON GEMELLI"

Entrambi di destra, grandi seduttori e abili comunicatori, condividono numerosi valori, uno stile "bling-bling" (ostentazione volgare della ricchezza e del successo, ndt) ed un talento per la teatralizzazione. Bestie nere per gli ambienti culturali, esecrati dalla sinistra, sono sovente messi nello stesso sacco. Economicamente, i due dirigenti si ispirano al modello americano, venerano l’efficienza dell’impresa, ma senza disdegnare, all’occorrenza, comportamenti interventisti, e magari protezionisti.

Politicamente, si appellano alla rottura con la destra tradizionale, arrivando a conquistare l’elettorato popolare a prezzo di derive populiste. Tuttavia, mentre Sarkozy riesce a distruggere politicamente il Fronte nazionale, Berlusconi deve governare con i suoi alleati xenofobi della Lega Nord.

"Se sono fratelli, non sono di certo gemelli", precisa il quotidiano di destra Il Foglio. Ricordando come i loro itinerari viaggino da tempo su strade diverse. Dopo trent’anni di un percorso classico da professionista della politica, l'ex sindaco di Neuilly, 53 anni, ha beneficiato ovviamente del sostegno della grande borghesia e del patronato, per poi sedurre solo strada facendo gli artigiani, i commercianti e gli strati popolari. All’inverso, Berlusconi, 71 anni, ha dapprima fatto fortuna nel campo immobiliare ed in quello degli audiovisivi, per poi lanciarsi nella politica in opposizione ai "poteri forti", e costruendo, al contrario di Sarkozy, la sua legittimità sulla piccola borghesia delle piccole e medie imprese familiari.

L’uno è ricchissimo, già da prima del suo ingresso in politica. L’altro è affascinato dal denaro… che non ha ancora. Sarkozy dovrà attendere una seconda vita, dopo quella politica, per far fortuna, come il cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Tutti e due sono accusati di intromettersi nella stampa. L’uno servendosi delle sue molteplici amicizie presso gli editori dei media francesi. L’altro essendo un magnate dell’audiovisivo e dell’editoria.

Infine, se i giudici sono spesso stati nella loro mira, è per ragioni diverse. Berlusconi per difendere i propri interessi nei numerosi processi che lo hanno coinvolto, a costo di far varare leggi ad personam. Sarkozy, che non è mai stato oggetto di inchieste giudiziarie, contesta la politica penale dei magistrati francesi, in nome della difesa delle vittime, senza aver però mai trattato quegli stessi magistrati da "disturbati mentali".

Al di là del gioco delle apparenze, gli osservatori sottolineano che la vicinanza tra i due uomini verte essenzialmente su una concezione similare dell’esercizio del potere, del modo di rapportarsi al popolo. "Il sarkoberlusconismo è un americanismo latinizzato di plastica, capace di adattarsi a realtà nazionali differenti, spiega Pierre Musso. Questo nuovo modello politico neoliberale, euro-mediterraneo e di tipo bonapartista, combina l’autorità dello Stato, la reverenza alla cattolicità e il riferimento all’impresa."

Jean-Jacques Bozonnet e Arnaud Leparmentier, Le Monde, 3.06.08
(traduzione di Daniele Sensi)

3 COMMENTI:

Andrea ha detto...

Siamo solo noi italiani a non vedere il razzismo della lega

Anonimo ha detto...

sempre pronti a dar la pagella agli altri i francesi

Anonimo ha detto...

perchè sarkoberlusconismo e non berlusarkosismo?

Posta un commento

ARTICOLI CORRELATI
 
Twitter fan box