mercoledì 18 giugno 2008

Immigrazione, Gad Lerner: "Un giorno qualcuno dovrà vergognarsi"

Dall'incontro "Mille voci contro il razzismo", tenutosi ieri a Roma, all'Università La Sapienza, trascrivo l'intervento di Gad Lerner - troppo prezioso perchè possa andar perso.

Sono venuto a questo consesso di "minoranza" perché ho paura che ci stiamo abituando al fatto che l’ingiustizia, il sopruso, il linguaggio dell’odio e la violenza praticata facciano parte del senso comune di questo paese, e che ne facciano parte, per di più, in nome del popolo, perché è il popolo che lo vuole, e che quindi ci si debba adeguare a questa forma della volontà popolare che sembra, in nome del popolo, cancellare la pietà, cancellare gli ideali , cancellare i valori fondamentali di una civiltà e dividere la gente tra quelli che muoiono e quelli che crepano - di nuovo, come è stato tanto a lungo nella storia. Quelli che muoiono in mezzo al mare, com’è successo la settimana scorsa, non è gente che muore, ma gente che crepa; sono nullità, come gli immigrati clandestini che cascano giù dalle impalcature dei cantieri. Non pubblichiamo neanche i loro nomi sui giornali - valgono di meno, e ci stiamo assuefacendo a questa idea, appunto, di una sicurezza che capovolge i dati di realtà: loro muoiono a decine e a centinaia ma il problema della sicurezza è nostro. Una sorta di capovolgimento logico alla base del quale, però, io temo -ed è la ragione per cui credo che anche se siamo minoranza, anche se ci chiediamo se servirà davvero, valga la pena di ritrovarci per cercare di costruire iniziative insieme- temo che corriamo il pericolo di essere noi stessi vittime e attori di uno scrupolo di autocensura: ma cosa andiamo a dire in giro queste cose che non veniamo capiti?, cosa andiamo a perdere del tempo a sollevare eccezioni di costituzionalità sull’aggravante, per i reati, legato all’immigrazione irregolare, quando sappiamo benissimo che nei sondaggi la grande maggioranza dei cittadini italiani è favorevole a questa ulteriore sanzione - e pazienza se non è costituzionale?
Ecco, vorrei se non altro che sistemassimo alcune cose tra di noi per poi proporle anche al mondo della politica.

Noi rischiamo, per abitudine e per scrupolo di autocensura, di diventare totalmente subalterni a una cultura oggi egemone per la quale è possibile prevedere, per la prima volta dopo 70 anni, di nuovo in questo paese, dei commissari ad hoc per una etnia -è qualche cosa che dovrebbe farci accapponare la pelle- , censimenti che riguardano una singola comunità ed una singola appartenenza di popolo, l’obbligatorietà delle impronte digitali anche per i minori, anche per i bambini - e ieri a Milano il ministro Maroni ci ha tenuto a sottolinearlo perché sa che fa un bell’effetto e che corrisponde ad aspettative diffuse.

Nei campi rom attorno a Milano è stato avviato un censimento che per la verità le forze di polizia prolungano perché sanno benissimo di non saper dove sistemare quelle persone , sanno benissimo che sono già tutti schedati e quindi il censimento è anzi usato per procrastinare … quale momento? Quello per il quale il Ministro promette l’abolizione di tutti i campi, anche di quelli cosiddetti regolari, in quanto non attrezzati, per poi separare i rom di cittadinanza italiana, che potranno restare in campi diversi da questi e chissà quali saranno , da quelli che dovranno essere espulsi in quanto extracomunitari e da quelli comunitari che potranno restare ma soltanto per tre mesi.

Tutto questo non accadrà, è evidente che non accadrà, perché per farlo accadere occorrerebbe la costruzione di campi di concentramento - uso apposta questa parola - … migliaia e migliaia di persone che non sai dove mettere… Puoi cambiare il linguaggio dei cpt perché vuoi metterci la parola espulsione, puoi mettere l’aggravante di clandestinità - puoi immaginare, però, verosimilmente, che nel giro di poche settimane, o mesi, raddoppi, triplichi, quadruplichi la popolazione carceraria italiana? Non credo, così come non credo che andranno ad adoperare treni speciali , treni blindati per espulsioni collettive di centinaia o di migliaia di persone . Non ci arriveranno, ma avranno creato un’aspettativa di ordine e sicurezza che andrà delusa, e che solleciterà, ulteriormente, episodi di violenza o giustizia fai da te, legittimata, ancora una volta, da un nuovo uso ed abuso delle parole sul quale dobbiamo stare molto attenti. La parola "territorio"… da presidiare… cosa significa ormai oggi..? La parola "ronda"… il significato che si dà al volontariato e alla partecipazione popolare , che poi può essere tradotta in "polizia volontaria" nel linguaggio "democratichese" .

Mi ha fatto specie trovare in un documento del partito democratico della Lombardia, sulla sicurezza e l’ordine pubblico, questo riferimento - che, forse, chissà, ha anche reminiscenze culturali nella vecchia logica dei servizi d’ordine- alla possibilità della polizia volontaria come alternativa alle ronde padane. Ma più ancora mi ha fatto specie che in quello stesso documento, dedicato alla sicurezza e all’ordine pubblico, vi fosse un capitolo sul tetto massimo di bambini stranieri che è opportuno ammettere nelle scuole primarie: il 20 per cento, per questioni didattiche. Badate, la questione di una presenza diffusa e articolata, la questione dell’evitare scuole ghetto in cui il numero dei bambini immigrati superi una certa soglia, è più che ragionevole, ma quello che spaventa è quell’inconscio birbone per cui quel tema della didattica, dell’integrazione, del rapporto educativo con l’infanzia, dove lo vai a trattare? nel documento in cui parli delle ronde, nel documento sull’ordine pubblico… A tal punto, per sbaglio, è passata dentro di noi l’equazione "immigrati = problema di emergenza sicurezza".

Io credo che di tutto questo noi un giorno ci vergogneremo . Così come credo che un giorno si vergogneranno -ma sarà troppo tardi- i miei colleghi che usano per radio o sui giornali la parola "derattizzazione" riferita ad esseri umani. Ancora ieri per radio -la radio di un partito di governo- si è potuto sentir dire che "se gli zingari sono finiti nei lager una qualche buona ragione ci sarà pure stata". E mi chiedo allora che cosa noi possiamo proporre alla politica democratica di questo paese . Forse qualche ritorno a esperienze di tipo elementare ? C’è un precetto biblico che è quello dell’immedesimazione , del mettersi nei panni degli altri, del pensare che ogni generazione debba vivere al suo interno, come se fosse accaduto oggi, anche la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto: e allora proviamo tutti, ogni volta che si pone il problema di un decreto, ogni volta che leggiamo un titolo di giornale, a sostituire la parola "rom" , per esempio noi con la parola "ebrei", voi con quella che preferirete . Proviamo a metterci nei panni degli altri . Rendiamoci conto che abbiamo dei giornali governativi che oggi fanno titoli che sono dello stesso genere e dello stesso tipo de La difesa della razza di 70 anni fa.

E proviamo a non vergognarci più, a non considerare sociologismo patetico, inefficace, un ragionamento sul nesso fra povertà e devianza. Non illudiamoci di risolvere i problemi della devianza, della criminalità diffusa, senza risolvere i problemi dell’integrazione. E poi, di nuovo, evitiamo questa autocensura per cui i sembra che in Italia, di fronte a sgomberi effettuati coinvolgendo donne incinte e bambini che interrompono percorsi di obbligo scolastico, debba poter esser soltanto un arcivescovo, il cardinale Tettamanzi, a porre il problema dei diritti fondamentali dell’uomo. E’ troppo poco redditizio porlo per un leader politico ?

Io credo che sì, abbiamo perso le elezioni su questa equazione "immigrati/ordine pubblico", ma questo non è un buon motivo per adeguarci, per non fare un investimento sul futuro, esattamente nello stesso spirito per cui, come dicevo, non credo sia obbligatorio essere ebrei per conservare memoria degli stereotipi e dei pregiudizi che oggi colpiscono la comunità rom, tipo la favola diffusa e confermata dai politici sui rom che rubano i bambini.

Ecco, non credo che ci escludiamo dalla dialettica politica se riproponiamo questi fondamentali elementi di civiltà- a partire da un voto contrario, senza tentennamenti, al decreto sulla sicurezza da oggi in discussione al Senato.

12 COMMENTI:

Anna ha detto...

Il tuo blog si conferma un'oasi di civiltà. Complimenti per il tuo lavoro.

Anonimo ha detto...

Quando torna il programma di Gad Lener sulla 7? Lo hanno licenziato anche a lui?

daniele sensi ha detto...

Grazie Anna.

Per il ritorno de L'Infedele dovremo aspettare fino a Settembre. Ma Gad continua a "fare il bastardo" sul suo blog (gadlerner.it).

Andrea ha detto...

Ma tu Daniele conosci il motivo per cui Gad da quando è tornato dal Perù interviene sul suo blog solo per pubblicare i post e non scrive più nei commenti?

daniele sensi ha detto...

Forse per via di vicende nuovo corso editoriale La7, Assemblea PD e... estate. ;)

Anonimo ha detto...

Io infatti non capisco piu' niente...
Ho acceso la tv e sento al telegiornale :"pacchetto sicurezza" e quindi penso che si faccia qualcosa per la nostra sicurezza.. ma no'.. il pacchetto sicurezza è la legge che impedisce a berlusca di andare in galera..
tolleranza zero per gli stranieri ed impunità per il premier...
mi devo rileggere sul vocabolario cos'è la parola sicurezza.. almeno finchè berlusca non cambia anche i vocabolari !!!
lina

almaz ha detto...

daniele, thank you for commenting on my daily tip today :-) nice ;-)
veryheavenly greetings

Anonimo ha detto...

complimenti per il blog ... per il resto ho appena finito di ascoltare la trasmissione di radio padania sui rom e i campi di sterminio... ho firmato l'appello contro il nuovo razzismo di massa ... ho mandato l'indirizzo del blog a un po' di persone e resta la tristezza solita e l'incapacita' di capire.
Grazie chiara

daniele sensi ha detto...

Grazie Chiara. Sì, se si è persone perbene si fa proprio difficoltà a "capire". Ma teniamo alta la guardia, onde evitare che la frustrazione si faccia indifferenza. E sproniamo in tal senso chi ci sta attorno. Come -vedo- tu fai.

barbara ha detto...

Insisto sul fatto che si dovrebbe anche organizzare qualcosa di pratico. E se ci facessimo schedare tutti come se fossimo rom? Linguaggio corrente insopportabile, veleno che attecchisce su un terreno già troppo fertile.

Danx ha detto...

oggi loro, domani noi.
SIAMO TUTTI ROM!

adele ha detto...

Incisivo, limpido, chiaro lo stile del nostro Gad come la nostra coscienza perduta, che non riusciamo a ritrovare più nemmeno innanzi agli occhi più innocenti.
Questo mi domando spesso : ma fu solo un'illusione quella coscienza che ritrovammo all'indomani della cesura della barbarie? Forse , è rimasta lì, sepolta coi morti , mentre noi superstiti che abbiamo edificato sulle macerie l'illusione di una società giusta e libera respirano il silenzio della nostra vergogna.

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