giovedì 10 luglio 2008

Il Partito democratico a lezione di democrazia dai post-fascisti

Tutti a stracciarsi le vesti. Tutti a fare mea culpa. Tutti impossessati da un irrazionale bisogno di dissociarsi dalle parole di piazza Navona, improvviso teatro dello scandalo e dell’eresia. Anzi, non tutti. Giusto il PD. Su invito delle destre. A questo siamo arrivati: ad accettare, supinamente, col capo chino e cosparso di cenere, che siano Berlusconi, Fini e Bossi a darci lezioni di democrazia, di etica istituzionale, di moralità e di civiltà (di civiltà!).

Beppe Grillo non è certo un esempio di ciò che la sinistra riformista di questo paese deve essere. Così come non lo è Di Pietro. Il primo pericolosamente vicino alle posizioni del Carroccio, ed il secondo a quell’uso spregiudicato della giustizia come grimaldello del potere - per usare un’espressione di Gad Lerner- che lo rende tanto simile a Silvio Berlusconi.

Ma Veltroni ha scelto il momento sbagliato per imporre il suo aut-aut (“Di Pietro scelga: o con noi, o con Grillo”). Avrebbe dovuto lanciare questa diffida mesi fa (magari quando sul palco del V-Day volarono inaccettabili –queste sì- frasi diffamatorie verso i cittadini rumeni e albanesi) - ma non ieri. Perché in piazza Navona (come dare, stavolta, torto a Travaglio?) Grillo non ha offeso nessuno. Non ha “attaccato e offeso il Presidente, simbolo della Costituzione repubblicana” (sempre Veltroni, ieri sera a Matrix). Lo ha criticato, semmai, appena criticato. E sarà o no lecito poter criticare il nostro Presidente? Oppure la critica "presidenziale" deve essere ritenuta per definizione vilipendio? Si avvertano storici, allora, e scrittori, ed intellettuali, e la stessa coscienza popolare nazionale: tutti colpevoli nel perseverare a condannare, e senza appello, Vittorio Emanuele III per aver firmato le leggi fasciste. In alternativa, continuiamo così, continuiamo a demandare al Parlamento europeo la salvaguardia dei nostri valori costituzionali e di un orgoglio politico e culturale che ci stiamo perdendo per strada (è stata l’Assemblea europea, stamani, a bocciare, definitivamente, il provvedimento Maroni sui rilievi dattiloscopici per i rom).

Come sono stati solerti, invece, ieri, i senatori democratici. Pronti a rispondere, con l’applauso, all’invito di Schifani, in solidarietà di Napolitano per le “ignobili ingiurie”. Senatori democratici che paiono essersi scordati in quali scranni parlamentari siedano. Loro, gli eredi dei partiti della Resistenza, a cercare accredito democratico, quasi con la bava alla bocca, presso coloro che dall’arco costituzionale si sono autoesclusi dal 1922 fino all’altro ieri. Loro, i senatori democratici, disposti ad accettare un test di fedeltà repubblicana da parte di chi governa insieme alla Lega Nord, un partito la cui denominazione sociale è già, in sé, un vilipendio alla Nazione. Un partito che ha più volte invitato la sua piazza a bruciare il tricolore - e a pulircisi il culo.

Meglio, invece, dissociarsi da Sabina Guzzanti. Più urgente censurare e condannare la pretesa inciviltà delle parole di un’artista, non di un leader politico. Anche a costo di soprassedere su ciò che davvero andava stigmatizzato, su ciò che davvero avrebbe meritato l’indignazione di un partito che si ponga sulla scia di chi la democrazia e la civiltà, in questo paese, l’hanno animate e rianimate: la barbara caccia ai trans, in un quartiere romano, mandata in onda dal TG1 di Riotta, barbarie cui l’inviata giornalista mostrava allarmanti segni di compiacenza.

Questa era la denuncia dell’artista Sabina Guzzanti. Ma i politici “democratici” paiono non averla raccolta. Perché troppo impegnati a fare le moine a chi quella “cultura” barbara la coltiva, l'accarezza, e l'alimenta.

Daniele Sensi

11 COMMENTI:

Andrea ha detto...

Buona analisi. Pd rialzati! sveglia!!

daniele sensi ha detto...

Oppure, Andrea, in alternativa il Pd può consegnare definitivamente le chiavi di questo paese a Berlusconi, e lasciarlo del tutto libero di "governare"

Luca Genova ha detto...

Veltroni deve capire che i suoi hanno voglia di piazza e di protestare. Parisi non è dipietrista ma è questo che voleva dire ieri quando ha detto a Veltroni di non dispiacersi di essere andato al No Cav Day

Max ha detto...

Ottima analisi. E il Blog lo inserirò tra i preferiti, come il Blog del bastardo, d'altra parte. Complimenti. Quanto dura il PD ?

daniele sensi ha detto...

Grazie Max. Quanto dura il PD? Se non si muovono ad avviare una campagna di tesseramento evaporerà presto, molto presto. Il problema sarà poi far notare alla sua dirigenza di star dirigendo il nulla.

Anonimo ha detto...

Veltroni e' avvilente. L' Italia di oggi e' un paese nano non solo nella persona del suo presidente del consiglio, ma anche nella sua morale, cultura e modo di essere: frutto di quasi trentanni di lavaggio del cervello televisivo, di spazzatura mediatica, di vespe, mosche, de filippi e quanto altro.

Piazza Navona e' stato un evento molto importante per la parte di italiani che non accetta di essere governata da un miliardario, magnate dei media, che sta in politica per salvarsi dalla galera.

Piazza Navona e' stato un evento importante perche' ha ridato coraggio, forza, spinta ad un elettorato demoralizzato da una batosta elettorale che ha vito la sparizione della sinistra e la sconfitta del PD.

Le cose dette sono tutte espressioni delle liberta' ancora costituzionalmente garantite, nel merito delle critiche non credo siano falsita' un ministro che sta' li' non proprio per meriti politici, un papa che e' di parte ed e' di destra, ed un presidente della repubblica che non dice no allo scempio operato dal governo e dal parlamento con il lodo alfano che dara' impunita' al miliardario di arcore.

www.fascino.splinder.com

tu0rlo ha detto...

totalmente d'accordo, anche se il video (che non conoscevo e che non ha avuto in effetti l'eco polemica che avrebbe meritato) è di un mese fa. Bisogna riportare Veltroni sulla retta via. Che ne dite di invadere democraticamente il sito del PD?

daniele sensi ha detto...

Tu0rlo, invadere democraticamente il sito del PD? Chissà perchè sul PDnetwork in home page vengono riportati, da "qualche" giorno, solo post inneggianti al PD. Non volevo pensare che ci fosse dietro un "disegno" editoriale. Poi, proprio ora, leggo sul sito del PD un invito a evitare di pubblicare contenuti di critica al Partito. Fai un po' te... Se proprio gli facciamo schifo che ce lo dicano, e che vadano davvero a quel paese.

tu0rlo ha detto...

Dentro comunque ci sono molti commenti critici anche lì :) Pare proprio che la base non abbia apprezzato

daniele sensi ha detto...

tu0rlo, pare che mi precedi sempre ogni volta che arrivo qui dopo esser passato dal network del PD. Comunque, sono appunto stato or ora lì ed ho letto di come martedì si darà il via al tesseramento. Da un lato mi dico: meno male, era ora. Dall'altro: mi sa che è troppo tardi, la base s'è rotta.

tu0rlo ha detto...

io nel blog di gad avevo scritto che se il pd avesse perso, avrei preso la tessera. Ora che si avvicina il momento di tener fede alla promessa, mi viene la tentazione di non farlo...

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