giovedì 3 luglio 2008

Nomadi, Lega nord: chi critica il governo è un golpista

"Non è necessario prendere le impronte a tutti i nomadi, ma a tutti i loro bambini sì, perché che gli zingari rubino i bambini è una cosa che nelle nostre famiglie si dice da sempre"

video

(clicca per ascoltare un estratto audio della trasmissione)

Ad ascoltare, nel tardo pomeriggio di ieri, su Radio Padania Libera, Massimo Zanello (assessore leghista alle "culture, identità e autonomie" della regione Lombardia), dapprima poteva sembrare che la Lega e Maroni, riguardo alla questione delle impronte digitali, fossero in parte tornati sui loro passi. Commentando recenti controlli presso alcuni campi nomadi lombardi durante i quali le forze dell’ordine, trattandosi di rom dall’identità già nota, non hanno proceduto ai rilievi dattiloscopici, Zanello ha infatti esordito sottolineando che "lo scopo è avere l’identità certe delle persone, e se queste possono fornirla non è necessario chiedere loro le impronte". Ma, il tempo di un batter di ciglio, e anziché apparire più moderati, i propositi leghisti si sono rivelati subito ben più odiosi. "Non è necessario prendere le impronte a tutti i nomadi", si è messo a dire Zanello, "ma a tutti i loro bambini sì, perché che gli zingari rubino i bambini è una cosa che nelle nostre famiglie si dice da sempre".

Un pregiudizio, certo. Cui le persone di buonsenso sanno quale credito dover accordare: nessuno. Pregiudizio che Zanello, invece, erge a metro dell’azione politica e amministrativa. E, si noti bene, non perché vittima di ignoranza, non perché qualcuno non gli abbia mai spiegato –qualora non ci fosse arrivato da solo- che, appunto, solo di pregiudizio si tratta - ma, al contrario, proprio perché pregiudizio, proprio perché pregiudizio riconosciuto in quanto tale. Poiché a coltivare il culto del sangue, della terra e delle radici si fa presto a ritenere il pregiudizio verità genuina spontaneamente espressa dal popolo, perché "che sia un pregiudizio è vero, ma, se lo si dice, qualche episodio sarà anche accaduto".

E quindi che si facciano "accertamenti sull’identità dei bambini", in modo tale che gli adulti "se non hanno niente da nascondere potranno così dimostrare che non ci sono problemi". Certo, con lo stesso criterio se si ha la coscienza pulita non si dovrebbe avere nulla da ridire a che le forze dell’ordine irrompano in casa nostra senza autorizzazione di un giudice, o che sempre senza autorizzazione di un giudice si possa procedere ad indagini sul nostro conto (autorizzazione concessa sulla base di elementi oggettivi – e non pare che, ad oggi, un pregiudizio possa essere considerato tale dal nostro sistema giudiziario). Che poi, non è quello in carica un governo che tanto declama il principio secondo il quale in sede processuale sta al pubblico ministero provare le sue accuse e non all’accusato la propria innocenza? Ed allora perché mai esponenti di un partito di maggioranza pretendono addossare all’accusato, se questi è un rom o un sintu, l’onere della prova? Per di più continuando a seguire il criterio indicato da Zanello nemmeno si dovrebbe avere nulla da ridire a che, sempre senza autorizzazione di un giudice, il telefono di chicchessia possa essere messo sotto controllo: altro argomento di moda, quest’ultimo - non sarà che lo sbandierato garantismo del Governo prevede allora deroghe in caso di particolari etnie ?

Senza considerare, inoltre, che in questi giorni è tutto un rovesciamento, un farsi beffe, del principio liberale per il quale una norma per essere giusta deve poter valere per tutti e senza danno per nessuno. Variante, questa, dell’imperativo kantiano: "Agisci in modo che la massima della tua volontà possa valere come fondamento di una legislazione universale". Si dice, infatti: "Se le prendessero a tutti, le impronte, se i rilievi dattiloscopici fossero universali, non ci sarebbe nulla di male, QUINDI se nel frattempo le prendono SOLO A LORO che male potrà mai esserci?"

Ad ogni modo, qualcuno spieghi all’assessore Zanello che, coscienza pulita o no che si abbia, il "criterio" da lui suggerito non è molto in linea con uno stato di diritto. E quel qualcuno, già che c’è, gli spieghi anche meglio cos’è, e come funziona, un regime di democrazia. Perché pure qui Zanello pare avere le idee un po’ confuse. Tant’è vero che, a suo parere, se "democrazia" significa "governo del popolo" allora, una volta che il popolo ha scelto i suoi rappresentanti, questi devono essere lasciati liberi di governare, senza quelle interferenze e senza quei condizionamenti rappresentati dalle… critiche. A detta di Zanello ("Oltre a portare più sicurezza nelle nostre case e nelle nostre strade dobbiamo portare più democrazia") chi non è stato eletto (qualcuno già affermò qualcosa di simile, una volta…) non dovrebbe avere quel "potere immenso che è loro dato dal poter urlare dai giornali le loro opinioni". Perché le parole di editorialisti, scrittori ed intellettuali "non rappresentano la verità, poiché le verità sono quelle che vuole la gente". Affermazione cui l’assessore lombardo alla cultura antepone pure un inquietante: "Dobbiamo riflettere su come ormai funzioni la democrazia, perché ci sono troppe persone che parlano, e che rappresentano solo se stesse" - cui segue un’accusa a "quell’arroganza di chi non rispetta la democrazia" rivolta ad Amnesty International, colpevole di "interferire sull’attività del Parlamento".

Come e dove poter esprimere un democratico dissenso, allora? Macché dissenso e dissenso! " Chi governa deve poterlo fare senza che nessuno si permetta di muovere obiezioni", puntualizza ulteriormente il Nostro: "quando queste persone (editorialisti di sinistra ed associazioni umanitarie, ndr) parlano, è un colpo di stato".

Non sono parole gravi. Sono parole idiote. Ma è grave che a pronunciarle sia un assessore di questo paese.

Daniele Sensi

6 COMMENTI:

Andrea ha detto...

E alla fine della puntata hanno il coraggio di dare dell'incivile a quella di Famiglia Cristiana che ha amandato a quel paese il leghista !

Luca ha detto...

Ma a questa gente a scuola non lo hanno spiegato che anche Mussolini e Hitler sono stati eletti?

i ha detto...

Splendido. Certo, Daniele, che di materiale te ne forniscono tonnellate - che invidia!
Per me invece sono parole gravissime. E penso che a questo rovesciamento della realta, sempre piu imperante, non possiamo dare tregua. Parte tutto da li.
Grazie

i

ps
salutami adele, se ti capita

i ha detto...

se permetti, lascio anche qui il link a questa conferenza di magistratura democratica:
http://www.radioradicale.it/palinsesto/2008/7/2 ore 21.01

c'entra anche con tuo discorso.
:)

daniele sensi ha detto...

Fai pure Ilja.

Adele non la si vede nemmeno qui da un bel pezzo (boh...)

Le parole di quell'assessore, intendiamoci, le ritengo gravi pure io. Ma voglio sperare che nessuno in questo paese voglia o sia in grado di metterne in atto la concezione "democratica" conseguente.

Lina ha detto...

lo sapete che dice un bimbo rom a maroni ?
per maggior sicurezza offro un dito a maroni ma è il medio ed è in atto di chi lo fa vedere per metterlo nel c....
lo potete vedere anche qui
http://balkan-crew.blogspot.com/2008/07/offri-un-dito-maroni.html

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