venerdì 21 novembre 2008

"Minacce e pressioni politiche: Berlusconi tratta la Rai come se fosse casa sua"

Traduco un vivace articolo apparso sul francese Le Monde di oggi.

La televisione pubblica italiana dà una falsa immagine della realtà? A questa domanda, Silvio Berlusconi ha già risposto di sì. Egli le rimprovera, in questi tempi di crisi, di “diffondere l’angoscia e il pessimismo” mentre “dovrebbe cooperare al fine di migliorare le cose”. “Farò il possibile perché le televisioni non siano fattori di ansietà”, ha spiegato qualche giorno fa.

Anche Marcello dell’Utri, suo amico e cofondatore di Forza Italia, si è permesso di commentare: “In televisione vedo conduttori dalle facce un po’ gotiche, un po’ cupe. Il direttore dovrebbe dar maggior prova di esprit de finesse”. “La Rai non è proprietà di Berlusconi”, ha replicato il sindacato dei giornalisti della televisione pubblica.

Ma sono soprattutto i programmi di approfondimento e di satira politica –numerosissimi in Italia- ad infastidire il presidente del Consiglio. “Ogni giorno, su tutti i canali, vengo dileggiato. Un’abitudine che s’è fatta insopportabile e che deve cessare”, ha osservato Berlusconi. “Non andremo mai più in televisione a farci insultare”, ha detto ai suoi ministri. Un diktat poco rispettato. A cominciare da lui.

Martedì 18 novembre. Mentre la trasmissione di dibattito politico “Ballarò” su Rai 3 volgeva al termine, il presidente del Consiglio si è autoinvitato intervenendo telefonicamente per sfidare uno dei suoi avversari, Antonio Di Pietro, presidente dell’Italia dei valori (IDV), che precedentemente l’aveva accusato di essere “un corruttore politico”: “Che vada dai magistrati a denunciarmi, altrimenti sarò io a trascinarlo in tribunale per calunnia”.

Intrusione? L’ennesima. Nel passato Berlusconi è già intervenuto a più riprese, all’improvviso, in trasmissioni alle quali non era invitato. Pressione politica? Si tratta anche di un modo, per lui che possiede un impero televisivo (Mediaset), di mostrare che la Rai è come se fosse casa sua.

Tali segnali di nervosismo giungono nel momento in cui Berlusconi deve fronteggiare la contestazione di piazza ed una grave crisi economica. Anche se la sua popolarità si mantiene attorno al 60%, il presidente del Consiglio ha perso qualche punto al momento delle manifestazioni studentesche di inizio novembre contro la riforma dell’istruzione del ministro Mariastella Gelmini.

“CAMPO DI BATTAGLIA”

Lo inquieta, inoltre, la prospettiva di una lunga crisi accompagnata dal rischio di un ritorno dell’antipolitica. Essere il bersaglio di imitatori e fantasisti non è il modo migliore per poter divenire un giorno –questo il suo sogno- presidente della Repubblica, una delle cariche più rispettate della Penisola. Ciò spiega la nuova offensiva contro la televisione pubblica e il tentativo di controllare come vengano rappresentati la sua immagine e il suo operato. “La televisione torna a farsi campo di battaglia della politica”, scrive il politologo Ilvo Diamanti sul quotidiano La Repubblica.

Per il momento non si tratta che di pressioni e minacce. Nel passato Berlusconi ha dimostrato di sapersi spingere ancora più in là. Nel 2002 aveva chiesto –e ottenuto- la testa di due giornalisti, tra i quali il rinomato Enzo Biagi.

Alcune intercettazioni telefoniche hanno rivelato che tra il 2001 e il 2006 dei collaboratori di Mediaset erano stati piazzati ai vertici della Rai per pilotare la linea dei programmi della televisione pubblica. Obiettivo: orientare l’informazione in favore di Berlusconi.

Gli attacchi contro il servizio pubblico giungono in un momento di grande incertezza sulla scelta del futuro presidente della commissione parlamentare di sorveglianza della Rai, un posto che tocca all’opposizione e che aprirà la strada ai futuri cambiamenti nella direzione dei canali.

E’ dal mese di luglio che i partiti di sinistra ancora non hanno trovato l’accordo su un nome. Berlusconi ha acconsentito a che i membri di destra della commissione designassero un candidato di sinistra che non aveva l’avallo del suo campo. Il presidente del Consiglio, non contento di seminare zizzania nell’opposizione, si è, ovviamente, astenuto dall’intervenire in questa vicenda.

Philippe Ridet, Le Monde, 21.11.2008
(traduzione di Daniele Sensi)

22 COMMENTI:

Michael Grimaldi ha detto...

Caro Daniele, hai fatto un lavoro egregio e mi sono permesso di ripostare da me l'articolo nella tua traduzione, ovviamente citando la fonte. Grazie per il lavorone che hai compiuto e per la splendida opera di divulgazione.

daniele sensi ha detto...

Grazie a te, Michael.

elysabetta ha detto...

Articolo molto interessante. C'è tutto quello che il 90% dei giornalisti italiani non scrive.

..:: Symbian ::.. ha detto...

Ciao Daniele, mi sono permesso di aggiungere la notizia al mio blog (naturalmente citandoti e linkandoti).
Spero non ci siano problemi.

Ciao!

daniele sensi ha detto...

Hai fatto benissimo

..:: Symbian ::.. ha detto...

Grazie!

;)

..:: Symbian ::.. ha detto...

Ti aggiungo tra i siti amici nel mio blog!
Se ti va puoi fare lo stesso con me.

grazie

silvio di giorgio ha detto...

sempre la stessa storia..per leggere un articolo scritto decentemente bisogna tradurre un giornale straniero...

adele ha detto...

Mi associo ad Elysabetta e Michael : Bravo Daniele, hai fatto un lavoro eccellente! Fra tanti intellettuali sordi e ciechi, sei la nostra speranza. Continua così,ragazzo

daniele sensi ha detto...

'acchio, "intellettuale" è un parolone, ho solo tradotto un articolo
;)
(dovremmo invece ringraziare Philippe Ridet, un corrispondente poco distratto che non registra gi eventi italiani in maniera pigra.

adele ha detto...

Hai fatto un lavoro di ricerca e traduzione, Daniele. Prima di tutto, diceva Weber, il lavoro intellettuale come professione si caratterizza per l'impegno e la probità. In mezzo a tanti parolai e personaggi da varietà, ben vengano "gli intellettuali".
A proposito di pseudo-intellettuali, hai visto, per caso, "Anno zero" la scorsa settimana ? Hai notato l'altro campione più recente lanciato dal partito di regime? Viene sempre dal varietà, mi sfugge in questo momento il suo nome, ma ho ancora registrata nel cervello la sua grossolana sortita : "Cosa pretendiamo...l'Italia , rispetto alla Francia e Germania è solo una democrazia giovane....".
Ti rendi conto , Daniele? La Francia del 1946, Germania del 1949, Italia del 1948, tutt' e tre gli ordinamenti democratici nascono nello stesso periodo, quindi che cacchio voleva dire quest'altro clown? Forse si riferiva alla nascita dell'Italia come stato unitario nel 1861? Ma anche la Germania nasce nel 1871. Boooh! Fatto sta che la cultura , caro amico, sta sprofondando proprio come un fiume carsico, proprio come nel ventennio ( definizione di N. Bobbio).

Alieno ha detto...

E pensare che in Italia i giornalisti nostrani lo fanno passare per un grande statista,che ci fa fare bella figura nel mondo.

fabrizio ha detto...

complimenti un lavoro fantastico!! purtroppo non leggeremo mai un articolo come questo in Italia!!

Markus ha detto...

Berlusconi è uno sciocco, ormai doverbbe sapere che la RAI è una casa occupata da tempo dai vari Santoro, Floris, Riotta, Fazio, Travaglio, Mineo, Minoli, Di Bella, Badaloni e soldatini vari più o meno riciclati...

Arturo ha detto...

Silvio ha detto ai suoi ministri non andate più in TV.
No problem, sarà la TV ad andare dai ministri.
La scorsa domenica, una puntata in Veneto con il ministro Zaia sena alcun contraddittorio, anzi il conduttore sembrava lui, il ministro.
E vedrai continuerà così.
Poi sai qual'è la cosa che più gli da fastidio? E' la satira o critica in in fasce orarie di maggior audience, di notte chi se frega. In prima serata o quando si mangia no! Li deve vandare in odna l'ottimismo od al massimo la fatalità.

Buona notte

vincenzo ha detto...

questo articolo è piuttosto interessante e casca a fagiolo:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Operazione-Forza-Rai/2049866&ref=hpsp

daniele sensi ha detto...

Grazie del contributo Vincenzo

articolo21 ha detto...

In Italia ormai la vera informazione la facciamo noi blogger. Quando leggo le notizie sui nostri siti hanno idee, fonti e notizie che altri quotidiani non pubblicano. Se da una parte c'è da essere allegri, dall'altra c'è da deprimersi... visto che internet è utilizzato da una forte minoranza in Italia... che fortunatamente, andando avanti con gli anni, si sta sviluppando.

La Mente Persa ha detto...

Meno male che la stampa estera mi ricorda che non sono pazza ad avere certe opinioni ^^
gio

Meggy ha detto...

Questo vuol dire parlare con i fatti, e non come moltissimi giornalisti italiani che ci buttano in faccia fumo dimenticandosi che esistono dei fatti. E come dice Travaglio, i fatti sono fatti, oggettivi, ne di destra nè di sinistra. Ciao a tutti

daniele sensi ha detto...

Ben detto Meggy

stellavale ha detto...

La solita stampa estera comunista.... :-)

Posta un commento

ARTICOLI CORRELATI
 
Twitter fan box