lunedì 1 dicembre 2008

Contro Sergio Chiamparino

Non è nevicato abbastanza, questo fine settimana, nel nord Italia. Non abbastanza da fermare Sergio Chiamparino, l’impavido sindaco di Torino che, febbricitante, è riuscito ad arrivare negli studi dell’In mezz’ora di Lucia Annunziata. Febbricitante ed afono. Ma, anche qui, non afono abbastanza. E così gli è riuscito di infilare nell’intervista quella dichiarazione di intenti che fatta il primo aprile farebbe sorridere (béla masnà, siamo mica fessacchiotti…), ma che lanciata con tanta nonchalance, quasi fosse la cosa più naturale al mondo, in una noiosa giornata di novembre, fa rabbrividire. Brividi freddi. Di collera e di rassegnazione. Come ci si trovasse dinanzi al baratro, ed una voce alle spalle, sicura di sé così come dell'altrui spossatezza, invitasse al salto: “Sei nato di sinistra, morirai leghista”.

Si sa, Chiamparino e i suoi compari (Penati e Cacciari) amano il federalismo. Lo adorano. Oramai non vivono per altro. Ci si chiede come abbiano vissuto fino all’altro ieri, quando la politica passava da circoli, e sezioni, e comitati provinciali, e comitati regionali, e su su fino al mega comitato politico centrale - romano di Roma. Ed il Partito era, ciononostante, radicato sul territorio come più sarebbe stato. Ora l’Italia si avvia a varare il proprio federalismo fiscale, anticipazione di chissà quali strazi futuri. E quei “tre somari sulla strada lunga lunga di Girgenti”, non paghi, pure il Partito lo vorrebbero federato. “Ma non lo si chiami Partito del Nord”, ammoniscono con sfacciata ipocrisia. “Giusto un coordinamento settentrionale”. E quando il referente politico dei cittadini sarà un’organizzazione politica “delocalizzata” (“Autonomia! Atonomia!”, il suono della lama sul collo di una nazione la cui testa rotola in un catino di zinco…), allora arriveremo a ringraziare Berlusconi, le cui reti televisive s’offriranno come ultima parvenza di un’Italia Una e non trina.

Era un invito al sogno, quello del 14 ottobre del 2007. Ma a Chiamparino i sogni non piacciono. Preferisce gli incubi. “Siamo aperti a stringere alleanze con la Lega Nord”, ha affermato, orgoglioso e rauco, davanti all’Annunziata. Ecco a cosa gli serve tutto quell’autonomismo: a poter abbracciare l’infamia. E nella processione funebre vorrebbe coinvolgere tutta l’Italia democratica del nord. Ad esclusione dell’Emilia-Romagna, però, perché “non omogenea”. Deve averla imparata male, la lezione: i suoi mentori leghisti la considerano territorio celtico, “padano”, l’Emilia Romagna. Il democratico Sergio Chiamparino a lezione di universalismo da Giancarlo Gentilini…

Certo, l’alleanza è possibile “a condizione che la Lega metta da parte l’impianto populistico che la tiene assieme”, ha precisato il sindaco –rosso fuori verde dentro- di Torino. Ma se è il populismo a tenerla assieme, la Lega rinunciandovi cesserebbe di esistere, ed allora Chiamparino, alla fine, con quale diavolo di un partito potrebbe stringere le sue dannate alleanze? E comunque, come certificare che il populismo venga messo realmente da parte? Con una firma dal notaio? Sottoscrivendo un accordo programmatico in cui ci si impegna a non dichiarare: “Roma ladrona, paga Pantalone per il mangione terrone, abbasso il culattone, l’immigrato lo infilzo col forcone”? Oppure è sufficiente che il torinese Borghezio dia la sua parola di scout? Giurin giuretta e il figliol prodigo torna tra le braccia del compiaciuto sindaco…

E’ evidente che Chiamparino sa quel che dice. In realtà quel “a condizione che la Lega metta da parte il populismo” (frase di circostanza tesa a rassicurare gli elettori) politicamente significa solo che la Lega e il "Pd del nord" dovrebbero mettere da parte ciò che li distingue in nome della comune lotta contro il centralismo romano. Ciò che a Chiamparino -chissà come- sfugge, però, è che è proprio con quell’intento che nasce la Lega, “un movimento né di destra né di sinistra che riunisca la gente del nord quale che sia l’orientamento politico dei singoli”. Alla Lega danno vita militanti e simpatizzanti cresciuti nell’estrema destra così come nell’estrema sinistra, ma anche liberali, socialisti, cattolici e radicali. Un movimento, appunto, e non un partito. “Prima ci uniamo per riconquistarci la Padania, e poi potremo tornare a dividerci sulla base dei canonici orientamenti politici”.

Chiamparino non ha dunque bisogno di minacciare, velatamente, una secessione politica in caso di responso negativo alle sue richieste da parte del comitato di garanzia nazionale del Pd. La sua creatura dei sogni -mostro dei nostri incubi- già esiste. Che Chiamparino faccia dunque domanda d’ammissione - loro sono sempre pronti ad accogliere a braccia aperte “chi viene per lavorare”. Solo non trascini pure noi nel fango, che noi vogliamo ancora poterlo dire di essere meglio.

Daniele Sensi

23 COMMENTI:

Skeight ha detto...

Comprendo bene la tua amarezza; anche io oggi ho scritto, tra le altre cose, sulla proposta di Chiamparino, che spero vivamente non vada in porto.
Io non sono contro il federalismo, ma è chiaro che riforme in questo senso possono essere attuate in molti modi diversi, e una sinistra federalista dovrebbe appunto proporre un modello alternativo a quello centrifugo della Lega, non inseguirlo. Purtroppo ai vari democratici del nord, che hanno già basi di consenso personali, questa cosa non interessa.

Anonimo ha detto...

Mi auguro vivamente che scempiaggini del genere rimangano teorie senza fondamento
Altrimenti non voterei mai più nessun candidato del PD in nessuna elezione e forse non andrei più a votare
La Lega è veramente il peggio del peggio del peggio del peggio che può offrire la politica italiana: un movimento populista che stuzzica e istiga i più biechi istinti e paure della gente comune per raggiungere un unico scopo: il potere. Quando ci arrivano, si accaparrano più posti possibili e ci rimangono inchiodati così fortemente che nemmeno col Black&Decker si riuscirebbe a smuoverli. Da quanti anni si riempiono la bocca di federalismo? 15? 20? Quanti anni sono stati al governo? 5, 6? E hanno forse mai ottenuto qualcosa? Gliene può fregare forse qualcosa? Certo che no... e anche a livello locale le cose non cambiano minimamente... occupano più posti pubblici e dirigenziali possibili... sono veramente tentacolari
NO LEGA

Un "padano" che non vuol essere preso per il culo

Grande Daniele, continua la tua battaglia contro i leghisti!!

il mago delle fiabe ha detto...

Ciao Daniele da FratelMaghetto.
Questa di Chiamparino è la più Grande Belinata del Terzo Millennio!
Pensino a perdere del tempo a recuperare i 98 miliardi di evasione fiscale delle slot-machine altro che dissertare su approcci leghisti e considerazioni sulla Social-Card. Che la smettano di far ridere a più non posso. Tanto Noi della Rete non molleremo mai l'osso.
Non molliamo mai l'osso come fai tu Daniele.
Ciao da FratelMaghetto!

Anna ha detto...

sono stanca, ma stanca stanca.
Il Mondo è sull'orlo di grandi cambiamenti, dalla risposta indiana al fanatismo dipenderanno forse le sorti dell'Ovest come dell'Oriente e noi stiamo appresso al vomito bilioso di Borghezio e compagnia e, cosa ben più tragica, anche la presunta opposizione lecca culi razzisti e sogna sogni di piccolo cabotagio provincial fascio sullo zerbino del piccolo mondo antico, blehaaaa.
Poveri quelli che verrano dopo di noi

Arturo ha detto...

Caro Daniele,

cosa vuoi che ti dica, se uno è bravo a fare il sindaco non è detto che sia bravo a fare il politico.
Era anche riuscito da segretario cittadino (credo se ricordo bene) a spaccare gli elettori di sinitra e portarli al ballottaggio tra Castellani e Novelli. Pensa un pò.
Se ci pensi bene però la causa è la mancanza di una idea di partito forte, una visione nuova della società, la mancanza di una alternativa a questo mondo fatiscente. Allora si sciolgono le catene ed i cani vanno randagi su per le valli del nord.
Poi al centro e poi al sud.
Cone se non bastasse la babele che c'è già nel PD.
Adesso mi guardo un Posto al Sole..giù al Sud.
Ciao

adele ha detto...

Il "Federalismo" l'ha mica inventato la Lega! Cosa ci trovi di tanto strano con l'esser di sinistra e nello stesso tempo federalista? Anzi è a sinistra, in Italia, che nasce la teoria federalista dello Stato ( quella autentica). I leghisti, originariamente, invece partono con l'idea di "separazione" e progressivamente maturano un'idea bislacca di federalismo ed oggi arrivano (dopo tanti stenti) a capire (forse) in cosa si caratterizza realmente questo tipo di Stato.
Perchè ce l'hai con Chiamparino? Non ti piace il metrò?

daniele sensi ha detto...

@ Skeight, speriamo che il Pd nazionale abbia forza e autorevolezza sufficienti per stoppare simili progetti

@ Anonimo e Mago delle Fiabe, grazie per il vostro supporto in questa "battaglia" di principio.

@ Anna, lo hai detto: "bleahh". Ovviamente mi associo

@ Arturo, sì, c'è la mancanza di identità, ma, in taluni, pure l'inquietante agitarsi di una idea che puzza di identitarismo.

@ Adele, non facciamo gli ingenui. Ovvio che la sinistra sappia a prescindere dalla Lega cosa sia il federalismo. Ma è per l'appunto con i federalisti leghisti (le-ghi-sti) che Chiamparino vuole stringere accordi. E ancora mi chiedi perchè ce l'ho con Chiamparino? Mah...

Gabriele Porri ha detto...

mi aspettavo questo tuo intervento e in effetti concordo al 100%... lasciamo perdere anche l'altro, il penati, mi spiace per chi sostiene ancora il pd, ma è un partito di destra moderata.

daniele sensi ha detto...

Gabriele, il lato positivo di tutta questa vicenda è che i dirigenti nazionali del Pd a confronto di 'sta gente qui finiscono con l'apparire quasi di sinistra "sinistra"..

ladytux ha detto...

Daniè...sei stato il primo a cui o pensato quando ho sentito della boiata...
Ma mandarli sonoramente a quel paese (stavolta chiamparinotrota, ieri un altro, l'altroieri un altro ancora...no eh? Sbatteteli fuori)
Vabè io sò comunista ;)
besos rojos
ladytux
-il mio fotomontaggio è più cattivo ;)-

ladytux ha detto...

-OT- bellino il banner del baretto..sono l'unica che ancora non l'ha messo :D
besos rojos
ladytux

La Mente Persa ha detto...

Quando leggo o ascolto certe notizie non posso far altro che pensare ai partiti odierni come una grossa macchina mediatica tesa a conquistare il più alto numero possibile di voti... Il tutto senza i nobili scopi, o progetti, che dovrebbero contraddistinguere chi opera in politica.
gio

Uhurunausalama ha detto...

Ho davvero paura:io vivo a Torino e ho sempre temuto le persone che non hanno un'idea chiara,netta;e questa specie di sindaco non è mai stato chiaro dall'inizio:anche io sono davvero stanca di tutta sta gentaglia che prima la pensa in un modo,poi quando si avvicinano le amministrative,ad esempio,cerca alleanze assurde!Fa più bella figura se si sposta di partito tanto lo abbiamo capito tutti da che parte sta!

Alieno ha detto...

Non ho capito bene vuol fare un Pd legaiolo?aridatece er PCI!

adele ha detto...

Pure Chiampa passa col "Barbarossa" ? Daniè, mi devi scusare davvero , ma questo particolare mica l'avevo afferrato... Ho letto di fretta e distrattamente e non seguito la questione che riguarda l'Annunziata. Sono d'acccordo con te , ovviamente.
Da ora innanzi, chiamami pure "mente persa 2" ( In questo periodo, sono proprio fusa).

il Russo ha detto...

Sti "primi cittadini" sono al delirio...

Punzy ha detto...

chissà se si tratta di amore x il federalismo o del solito opportunismo di sinistra che salta sul carro dei vincitori..

daniele sensi ha detto...

Punzy, la seconda che hai detto mi sa. Unita ad una fottutissima paura, per Chiamparino, di passare alle cronache come colui dopo il quale la destra s'è presa Torino.

Audrey ha detto...

Mah a me sta sortita di Chiamparino non convince proprio, nel senso di "pulizia ed onestà di intenti".
Non che voglia fare la dietrologa a tutti i costi (anche se in Italia a farlo ci si prende spesso),però la spaccatura interna al PD tra Dalemiani e Veltroniani è ormai palese, qui non si tratta più di battutine o stoccatine, è ormai guerra intestina, anche a costo di gettare quel rimasuglio di partito che rimane nella crisi più nera (della serie...crolli Sansone con tutti i Filistei).

Dichiare come ha fatto ad Invasioni Barbariche della Bignardi, l'altra sera:
occorre una federazione dei territori contro quella di correnti per aiutare Veltroni a gestire il Pd.
E rispondere, ad una domanda sull'atteggiamento di Veltroni in merito,
Non mi ha chiamato, ma non è una cosa che ci deve essere concessa. La dobbiamo fare e basta

A casa mia si chiama deleggittimazione della leadership. E D'Alema ringrazia.

Rigitans' ha detto...

dico che:

- mi piace l idea di un pd federale, oltre che VERAMENTE democratico, ma non mi piace l idea di un partito democratico del nord separato dal contesto nazionale. sarebbe come fare la cdu-csu tedesca

- chiamparino poteva risparmiarsela. capisco la necessità di smontare la lega ma le uscite nazionali che fa non permettono certe aperture, visto poi che gli hanno risposto con una sonora pernacchia.

- il pd ha una confusione della madonna...congresso, al piu' presto, e si decida lalinea, democratic party da bere oppure la pesantezza socialdemocratica ma la certezza di ancoraggio a "sinistra"

Anonimo ha detto...

E così si scoprì che anche nel PD c'è gente che non si sente italiana da alpe a sicilia.

In ogni caso rammentate sempre che i primi a parlare di Padania politica nel 1975 furono Guido Fanti (Pres. Emilia Romagna PCI) e Romano Prodi.


Saluti padani.


Ligure Magnanimo!

ame ha detto...

Daniele, mi solletica un dubbio: e se Chiampy l'avesse sparata grossa piu' che altro per attirare l'attenzione? Magari dell'ennesima proposta in seno al PD non avrebbe parlato nessuno. Cosi', invece... Ho le allucinazioni? Puo' darsi.

daniele sensi ha detto...

@ Audrey, non so quanto D'Alema possa ringraziare Chiamparino. Quello che so è che con quelle affermazioni è tutto il Pd a rischiare la delegittimazione.

@ Rigitan's, aprendo ad un'apertura alla Lega questa viene rafforzata, altro che smontata. Forse sarebbe il caso di riaprire da altre parti, magari a sinistra...

@ Ligure, non infierire, dai...

@ ame, quella di Chiamparino forse non era che una provocazione, ma si dovrebbe prestare maggior attenzione ai messaggi (culturali, ancor prima che politici) che il linguaggio veicola.

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