domenica 21 dicembre 2008

"Vade retro, Pd!"

Come la crisi del Pd complica la vita
ai socialisti francesi

Sul blog redazionale di Politis, rivista -ed associazione- di stampo “umanista, sociale ed ecologista” che ospita diverse voci della “gauche plurielle” (la sinistra plurale francese), un intervento sul congresso di Madrid di inizio dicembre, congresso in cui il Pse ha varato il manifesto per le prossime elezioni europee (firmato da Piero Fassino per i Ds ma non da Veltroni, che, comunque presente ai lavori, ha rivendicato la linea del “né col Pse, né a prescindere dal Pse”).

A corredo del post due foto di rito che ritraggono alcuni dei leader presenti al congresso (“nella sala c’era gas esilarante che tutti ridono?”, si chiede qualcuno nei commenti). Il testo invita i lettori a soffermarsi su “un dettaglio solo in apparenza da nulla”: “Avete notato? Il logo del Pse è sempre stato scritta bianca su fondo rosso, ora al posto del rosso c’è l’arancione, il colore del MoDem e dei partiti democratici”.

MoDem sta per Movimento democratico, il partito di centro di François Bayrou che, nel parlamento europeo, è uscito dal gruppo popolare per fondare, con la Margherita, quello dei democratici. E MoDem è pure quella formazione con la quale molti, nel Partito socialista francese, ritengono essenziale arrivare ad una coalizione organica per uscire dall’attuale impasse: conquistare il voto moderato per tornare ad essere competitivi con l’Ump di Sarkozy. Il modello di riferimento è, esplicitamente, quello del Partito democratico italiano. Ed anche molti di quei socialisti che ritengono improponibile, in Francia, una fusione con il centro, è comunque sempre al Pd ed alle sue primarie che guardano per quel riassetto organizzativo la cui necessità si è definitivamente palesata all’ultimo congresso: è vero che Martine Aubry, neosegretario, a differenza della sconfitta Ségolène Royal è affezionata ad un partito di tipo tradizionale -e dalla chiara identità di sinistra- fatto più di militanti e di tesserati che non di società civile, ma la sua mozione ha guadagnato, al primo turno, poco più del 24 per cento dei consensi, per conquistare solo al secondo turno una risicata maggioranza assoluta. Numeri che hanno fatto sfiorare la scissione interna, ed una segreteria si cui già pesa l’ombra della delegittimazione.

Ma come persuadere al modello italiano se in molti vedono al Pd come ad una iattura portatrice di intollerabili derive centriste? Politis mette in guardia la base: “Il Pse che fino ad oggi raggruppava i partiti socialisti e social-democratici si è ora aperto ai democratici progressisti, in seguito alla mutazione dei Democratici di sinistra italiani in Partito democratico sotto la guida di quel Walter Veltroni, brillante becchino della sinistra italiana, che a Madrid era di casa - mancavano giusto i suoi amici: Ségolène Royal e… François Bayrou”. Parole magari ingenue e superficiali, che tuttavia la dicono lunga sulle resistenze cui vanno incontro i fautori francesi del modello democratico italiano. A maggior ragione adesso che il Pd viene investito dalla “questione morale”. Difficile rendere appetibile, oltralpe, il riferimento ad un’organizzazione le cui vicende giudiziarie all’improvviso compaiono sui quotidiani d’area a fianco delle consuete note sui procedimenti penali che coinvolgono Berlusconi: “Il centrosinistra italiano fiaccato dalla corruzione”, ha titolato Le Monde; “La sinistra italiana infangata dagli scandali”, gli ha fatto eco Libération. Alcuni lettori hanno commentano sarcastici: “E questo sarebbe il partito da cui avremmo dovuto prendere esempio?”.

Ingrato lavoro è pure quello che spetta ad Eric Valmir, corrispondente dall’Italia per Radio France. Solo un mese fa sul suo blog, in un post dall’evocativo titolo: “Così lontani, così vicini”, Valmir tracciava proprio un parallelo tra il Ps francese e il Pd. “Le due formazioni politiche simboleggiano la crisi d’identità della sinistra europea”, annotava, prima di registrare (sebbene nei due paesi “le nozioni di sinistra e di centro sono differenti, e quindi incomparabili”) l’enorme differenza tra la “tentata alleanza dell’ultima ora (in occasione delle ultime presidenziali, ndr) di Ségolène Royal con Bayrou, alleanza improvvisata ed opportunistica”, e quella che ha portato alla fusione della Margheria con i Ds, “risultato di un progetto politico che nel 2007 ha fatto partire il Partito democratico con il vento in poppa”.

Nel suo ultimo post Eric Valmir è ora invece costretto a parlare di una “sinistra veltroniana già K.O. per la disfatta elettorale negli Abruzzi (“Un elettore su due non ha votato: una cosa mai vista in Italia)”, indebolita ulteriormente da una mini Tangentopoli, sistema di corruzione organizzata che negli anni 90 decimò la classe politica italiana e che ora scuote il Pd”. “Pulire a fondo e purificare”, auspica Valmir nel corso di un testo in cui gli tocca parlare dei democratici italiani in termini di corruzione, concussione e malaffare.

E pensare che, poveretto, aveva aperto il blog per “comprendere l’Italia nelle sue sfumature, lontano dalle facili caricature che la riducono a pizza e mafia”.

Daniele Sensi

18 COMMENTI:

"Arturo" ha detto...

Daniele, io credo che da noi la crisi della sinistra e del centro sinistra sia una crisi di persone. A destra reggono perchè hanno un padrone invece di un leader.
In Francia poi hanno la capacità di rigenerarsi, noi ancora no. Sono suonati come dei vecchi pugili, sono come le squadre di calcio che dopo aver vinto tanto non reggono più: acciacchi, infortuni, mancanza di stimoli veri e frequentazioni di veline.
Ho scritto un piccolo posto: Sangue pazzo. Veltroni poverino magari ci crede ma intorno......
No in Francia non ci cascano.
Penso che scriverà un'altro post su un idea un pò surreale...

Buona domenica

Punzy ha detto...

Adesso Valmir saprà che non si può capire l'Italia se non vi associ pizza-mafia-corruzione
Il PD è lo zombie della vecchia dc, con persone vecchie e corrotte, ancorate ad un sistema politico fatto di favori e voti di scambio
E l'elettorato, quello di sinistra, quello colto, quello di valore, non li vota
ma la cosa sembra non turbarli

Elfobruno ha detto...

Non mi risulta siano così idioti da regalare elettorati interi ai lacché del papa. Va anche detto, tuttavia, che in Francia non esistono partiti che prendono ordini dal papa e dai suoi sicari parlamentari quali la Binetti o Rutelli.

La Mente Persa ha detto...

Buon per loro se decidono di non prendere esempio dal paese pizza-mafia-mandolino...

Padania libera! ha detto...

Fate ridere siete sempre stati a pontificare dall'alto della vostra snobberia sull'immoralità dei vostri nemici e ora eccovi pure a voi con le mani in pasta. Solo gli uomini della Lega sono puliti quando lo capirete? Imparate dai vostri ex elettori che si sono già svegliati.

Andrea ha detto...

Padania libera, dimentichi che esiste anche Di Pietro.

daniele sensi ha detto...

@ Arturo, senz'altro il Psf dovrà prima o poi decidersi ad avviare quell'importante e pesante lavoro di eleborazione "culturale" che, fino ad ora mai affrontato seriamente, determina, ad esempio, una insostenibile ambiguità nel rapportarsi del Partito a questioni quali il "liberalismo", spesso mal distinto dal "liberismo".

@ Punzy, hai ragione: in troppi, da destra a sinistra ( e sono quest'ultimi che ci fanno maggiormente incacchiare), sembrano essere i primi a lavorare affinché certi stereotipi possano continuare a riscontrare nella quotidianità la propria ragion d'essere.
(Ps.: facciamo che anche l'elettorato non "colto" è "di valore", ok?)

@ Elfobruno, rischio inesistente col culto della laicità che, come tu stesso sottolinei, regna oltralpe. Ma non vanno sottovalutati certi movimenti identitari che, pure in Francia, giocano con le inquietudini contemporanee per propugnare il delirio dell'ideologia comunitaria ("bianchi e cristiani; tutto il resto è feccia")

@ La Mente, il Psf dovrà comunque rinnovarsi, visto che la sua base è sì orgogliosamente di sinistra, ma i livelli di partecipazione alla vita del Partito, anche in fase congressuale, sono davvero minimi.

@ Andrea, tremo all'idea di un sistema bipolare in cui fossimo chiamati a scegliere tra Lega o Di Pietro...

Anonimo ha detto...

Ti auguro e mi auguro un 2009 decisamente migliore del 2008.
Ciao a presto.

Paolo Borrello
www.paoloborrello.ilcannocchiale.it

Rigitans' ha detto...

l'avevo letto il tuo post ma non so perchè non avevo voglia di commentare(non per colpa tua eh!)...ma ripensandoci qualcosa la dico.

per me il problema del psf non è guardare al liberalismo o restare ancorati al veterosocialismo, ma se essere per il cambiamento, la trasformazione, oppure la conservazione, la moderazione.

stesso problema che ha il pd e che non dipende dal binomio liberal-obamiano-socialdemocratico/europeo.

per lo meno il psf ha deciso che comunque vada non vogliono snobbare le sinistre, mentre il pd un pensierino ce lo fa.

inoltre prenderei a cuore la questione morale, che non è questione di legalità, ma molto piu'. e il pd ora è scoperto in entrambi i campi.

purtroppo il senso di appartenenza di molti piddini fa si che se dici queste cose ti si mangiano. invece sarebbe meglio punzecchiare il proprio partito con l'obiettivo di migliorarlo.

Punzy ha detto...

passo per farti gli auguri;

ti ho linkato (non pretendo assolutamente ricambio)

baci

Punzy ha detto...

p.s. intendevo dire "di valori"

che figura!!!

Primaticcio ha detto...

Potrà sembrare paradossale visto che non si sa nemmeno bene dove siederanno i suoi europarlamentari a Strasburgo, ma io credo che il PD trovi la sua ragion d’essere innanzitutto nell’orizzonte europeo.
Sono iscritto al PSE e sono un suo “attivista online”, ma la crisi d’identità dei Socialisti europei è davvero imbarazzante (qualche mese fa il partito slovacco è stato sospeso per essersi alleato con gli antisemiti…). E il recente congresso del PSF è stato fallimentare, con la sua degna conclusione in accuse di brogli e riconteggi dei voti. I guai giudiziari, morali e politici di questi giorni non faranno molta pubblicità al PD, ma credo che rimanga un modello valido per uscire dalla crisi della sinistra europea.
Ciao.

adele ha detto...

Buon Natale, Daniele!

Alieno ha detto...

Tanti auguri Daniele buon Natale e un felice anno nuovo e che il nuovo anno porti una ventata di aria nuova in questo paese che ne abbiamo un gran bisogno.Poveri francesi come possono capire loro se neanche noi riusciamo più a capirci niente?

il Russo ha detto...

Buon natale laico caro Daniele, che tu ci creda o meno possa essere una giornata serena.

daniele sensi ha detto...

@ Rigitan's, il Pd va "punzecchiato", ed anche tanto. E che torni al più presto a guardare a sinistra.

@ Primaticcio, pure io considero quello del Pd il modello destinato ad imporsi a livello europeo, pena l'affermazine definitiva della cultura di destra. Per quando vi sia affezionato, la forma di partito di vecchio stampo non può più funzionare. Bisogna però vedere cosa ci si mette dentro a questo nuovo contenitore, fatto di primarie e di società civile.

@ Adele, Alieno, Punzy e Russo: auguri affettuosi anche a voi.

Mr. Flamingo ha detto...

Mr. Flamingo ed il suo staff augurano un caloroso e stupendo Natale!

il monticiano ha detto...

Che dici riuscirete a combinare qualcosa di buono nello scenario che si prospetta , piuttosto oscuro e tragico, secondo me?
Dico a voi giovani nei quali noi vecchi riponiamo ogni speranza. Io, virando a sinistra già da troppo tempo, ho dato l'esempio a mio figlio,alla sua famiglia ed anche a parecchi altri, senza "indottrinare" nessuno ma dicendo loro di aprire bene occhi, orecchie e menti.

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