martedì 24 febbraio 2009

"L'Italia, dove i Tg parlano di burro ma non delle vicende giudiziarie di Berlusconi"

Traduco da "Andiamo!", blog del francese Libération dedicato a "l'Italia, gli italiani, Berlusconi e tutti quanti".

La settimana appena trascorsa è stata deprimente. Neve e freddo in tutta la penisola, dimissioni, alla Jospin, di Walter Veltroni dalla direzione del partito della sinistra italiana, il Partito democratico (Pd), dopo una sconfitta cocente in Sardegna, convocazione dell'ambasciatore italiano in Argentina a seguito dell'ennesima battutaccia berlusconiana (questa volta a proposito della sorte riservata ai desaparecidos durante la dittatura argentina, battuta che sarebbe stata mal interpretata perché decontestualizzata), “ronde” di cittadini di cui sempre più si parla come rimedio preventivo e curativo alla delinquenza (degli stranieri)...


Per fortuna, un deputato della Lega Nord (partito ultimamente molto presente sulla scena politica transalpina) ha trovato il modo per attirare l'attenzione dei media, allietando i nostri cuori sconfortati con un chicchirichì nazionale ed annunciando, con il clamore generalmente riservato agli avvenimenti sportivi: l'Italia ha battuto la Francia 1 a 0. Ma quando? Come? Mistero.

Tale punteggio, (mini) avvenimento della settimana per i deputati italiani, si riferisce ad una vittoria transalpina non ottenuta su di un campo di calcio o di rugby o in chissà quale sconosciuto incontro sportivo. Non si tratta che di una vittoria prettamente culinaria, guadagnata a colpi di tartine e di burro, con la gastronomia che tende a farsi sempre più un'arma di resistenza alle “invasioni straniere”.

Dopo la crociata di Bush contro i french fries e la messa al bando del roquefort dalle tavole americane, la cucina francese si ritrova nuovamente tirata in ballo dalla politica internazionale! Alla bouvette della Camera dei deputati, dunque, i parlamentari italiani potranno ora consumare “tartine patriottiche” preparate solo con burro autoctono, mentre il burro francese, finora utilizzato, viene espulso dal territorio (parlamentare) per favorire il made in Italy. Sciocchezze, direte voi. Ma che gesto simbolico per la lotta contro la crisi economica, no? Il burro e i suoi proventi ai produttori locali...

L'opposizione non ha mancato di replicare che la preferenza nazionale brandita come una bandiera dalla Lega Nord e ben praticata in Francia ( ma senza esagerazioni), dovrebbe essere applicata pure alle auto blu, le auto ufficiali dello Stato italiano che i deputati italiani usano (e di cui abusano), ma che, stranamente, sono quasi tutte di marca straniera... Immaginereste De Gaulle o Sarkozy giungere all'Eliseo a bordo di una Toyota o da un'Audi come avviene qui?

Il ristorante dell'Assemblea Nazionale francese adotterà misure di ritorsione? Le papille gustative dei deputati francesi saranno private del parmigiano, dell'olio d'oliva italiano e del tiramisù? Dovranno ripiegare su Entremont grattuggiato, Puget e Danette? Vasto dibattito all'orizzonte...

Ed io, ingenuo, che pensavo che, questa settimana, il grande motivo di preoccupazione che avrebbe alimentato la stampa (così come d'altronde è avvenuto su molti media stranieri) e animato le conversazioni, al bar come in parlamento, sarebbe stata la condanna a quattro anni e mezzo di prigione per un avvocato britannico, David Mills, riconosciuto colpevole del reato di corruzione per aver acquistato a prezzo d'oro il silenzio di testimoni scomodi per il suo cliente e co-imputato, il Primo Ministro in carica... Quest'ultimo è oramai al riparo da ogni azione giudiziaria grazie ad una recente legge su misura, e il telegiornale di Rai Uno, canale pubblico, non ha, per esempio, ritenuto opportuno dedicare alla vicenda più di due minuti, relegando la condanna di Mills (uno dei pochi avvocati di Berlusconi a non essere, anche, deputato o senatore) in una “breve” lanciata sbrigativamente.

Il presidente del Consiglio, esperto di marketing, non ha forse detto, un giorno, che “se la televisione non parla di una cosa, questa non esiste? E questa regola vale per ogni prodotto, uomo politico o idea...”

Sagge parole (sacrosante come si dice qui) e già molte volte messe in pratica, in Italia come altrove...


Eve Mongin, 24.02.2009
(traduzione di Daniele Sensi)


9 COMMENTI:

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

Quindi, adesso, basta nascondere in tv le verità sul nucleare, per abbindolare gli italiani.
Invito te e i tuoi lettori a leggere il nostro post sui metodi di persuasione della tv che, nei prossimi mesi, verranno adottati, per il ritorno al nucleare.

Leftorium, il blog Riformista ha detto...

Beh, tanto per girare il coltello nella piaga... da attento osservatore delle cose d'oltralpe non ti sarà sfuggito nemmeno quel "Dario Franceschini nouveau chef de la gauche italienne" sempre di Libération. Gulp :(

daniele sensi ha detto...

Sì, visto e letto. Pressoché lo stesso titolo del Nouvel Observateur ("Dario Franceschini prend la tête de la gauche italienne") che però, nel giro di soli tre minuti, ha poi rititolato, più modestamente, "Dario Franceschini, nouveau chef du Parti démocrate italien"

Punzy ha detto...

ma in fondo, agli italiani interessa di più il pane col burro che la vicenda mills..

Dario ha detto...

per non parlare dell'assordante silenzio sulla vicenda Cuffaro in commissione di vigilanza rai. Nessuno ne parla se non noi blog, gli stessi blog che fra D'Alia e la Carlucci stanno tentando di imbavagliare

fabrizio ha detto...

Come siamo ridotti!!! Per capire realmente il basso livello dell'informazione nel nostro paese basta guardare ogni sera il tg5.

BECA ha detto...

Ma scusa daniele, se parlassero dei fatti di silvio.. cosa le avrebbe comprate a fare tutte queste tv? ci ha investito soldi ed ora raccogliendo...

La Mente Persa ha detto...

“Il vero potere risiede nelle mani di chi ha in mano i mass media” Licio Gelli.

..:: Symbian ::.. ha detto...

Che bello...

http://cristianbelcastro.blogspot.com

Posta un commento

ARTICOLI CORRELATI
 
Twitter fan box