venerdì 24 aprile 2009

25 Aprile, chissenefrega di Berlusconi

Francamente non me ne importa nulla dell’adesione di Berlusconi alle celebrazioni per il 25 Aprile. Non perché sia insensibile all’ipocrisia del gesto, ma perché non accetto che, anche della Liberazione, colui che ha sdoganato la destra post-fascista prima, e quella identitaria e xenofoba poi, faccia teatro. Il suo teatro. Complici noi tutti, spettatori imbucati.

Certo, in un paese normale che il Primo ministro -quale che sia il suo colore politico- renda onore all’evento fondatore della propria repubblica sarebbe non solo cosa giusta, ma, ancor prima, un dovere istituzionale. Tuttavia nessun paese è normale. Men che mai il nostro. A ben guardare, poi, tutto lo spazio che la vicenda si sta conquistando sui media non è che l’ennesima manifestazione della debolezza della sinistra (di tutta la sinistra): talmente anestetizzata, vergognosa di sé, timida e codarda da avviarsi, alla stregua di un dead man walking, a far da comparsa anche in quella che dovrebbe essere la massima giornata del suo orgoglio. Ché persa oramai da un pezzo l’egemonia culturale c’era rimasta solo lei.

Allora… allora per parlare di Silvio Berlusconi ci sarà forse tempo tra un paio di giorni; oggi e domani, invece, voglio ricordare coloro che davvero non meritano un furto di scena: i 44.700 caduti per la Resistenza italiana, i 21.200 che rimasero mutilati e le donne… le 35.000 donne partigiane, ché uno poi vede la Carfagna e la Melandri e si chiede come possa trattarsi dello stesso Paese – altro che “razza italica”...

Un saluto, in particolare, lo voglio comunque riservare ai compagni delle Brigate Garibaldi. Non per altro: l’altra sera, a Ballarò, vedere Piero Fassino -pancia in dentro e sguardo basso- sperticarsi, davanti ad Ignazio La Russa (La Russa!!), per spiegare come la Resistenza non sia stata combattuta solo da comunisti e che anzi questi pezzenti non furono che una minoranza quasi irrilevante, è stato imbarazzante. Tre indecenze in una: accettare la messa in discussione della Resistenza, tanto da sentirsi in dovere di doverla giustificare; mostrare sudditanza nei confronti delle destre, presso le quali doversi prostrare lemosinando accreditamento e legittimazione; offendere dei martiri, dei santi laici, tra l’altro militanti di quello stesso partito di cui Fassino è stato uno degli ultimi dirigenti.

Partigiani che cominciano a farsi presenza scomoda ed ingombrante anche a sinistra. Davvero un pessimo segno dei tempi che ci attendono.

Questo post lo chiudo con il brano Fils de France, del cantautore Damien Saez (ho inserito la traduzione), scritto di getto -e distribuito gratuitamente in Rete- all’indomani del primo turno delle presidenziali francesi del 2002: tracollo, alle urne, del partito socialista, ed elettori chiamati a scegliere, al ballottaggio, tra la destra gollista (Chirac) e quella radicale (Le Pen), che s'era appena portata a casa poco meno del 20% dei consensi. Giusto per rammentarci che la Resistenza, oltre che quotidiana, è e deve essere Europea, perché è in Europa che le varie destre estreme guadagnano terreno e stanno facendo cartello. Ed anche per esorcizzare un orizzonte politico proprio dalle destre dominato, nel quale –implosi, dissolti, evaporati o scoppiati i grandi partiti di sinistra- toccherebbe appoggiare, per senso di responsabilità, la destra meno xenofoba o meno sciovinista. Dio ce ne scampi. Ad ogni modo, nel frattempo, buon 25 Aprile a tutti.

Daniele Sensi

15 COMMENTI:

Lisa ha detto...

Grazie mille delle tue parole e del bellissimo video.
Se la smettessimo di attaccare un po' di stronzate di meno sicuramente anche l'altra metà degli italiani si renderebbe conto che qui SI PUO' CAMBIARE!
Senza continuare a pensare ad attacchi gratuiti al Governo.

Arturo ha detto...

Daniele,

Beppe Fenoglio in un suo romanzo, se la memoria non mi inganna le 23 giornate delle città di Alba, faceva dire al protagonista, un partigiano azzurro, più o meno questa cosa: "combattiamo lo stesso nemico, ma tu (partigiano delle Brigate Garibaldi) ti batti per una idea per una utopia io solo contro un nemico e ti invidio."
Dici che bisogna ricordarlo a qualcuno dalle nostre parti?

chiara ha detto...

Buon 25 aprile

Andrea ha detto...

Buon 25 aprile Daniele! Ottimo il video di Saez, niente male i nostri cugini francesi.

progvolution ha detto...

wir sind partisanen!
Sussurri obliqui

Gioann Pòlli ha detto...

Per chi non la conosce, una tra le migliori pagine della Resistenza.

http://www.provincia.torino.it/organi/consiglio/resistenza/dwd/pdf/carta_chivasso.pdf

Peccato che rimase, di fatto, lettera morta. "Roma doma" ancora, oggi come ieri.

Gioann Pòlli ha detto...

purtroppo l'url è saltato. Chi la volesse leggere, cerchi in google "Carta di Chivasso".
Cordiali saluti

Gioann Pòlli

daniele sensi ha detto...

Saluti a te, Gioann,
pur non condividendola, riconosco l'onestà della tua "battaglia" identitaria, nel senso che non ne fai pretesto politico o motivo di fanatismo regionalista (di una regione, o di un gruppo di regioni, a scapito delle altre). Spesso segnali, durante le tue trasmissioni, avvenimenti culturali calabresi, o siciliani, o campani, ben sapendo quella che potrebbe essere la reazione dei tuoi ascoltatori. Il che rende il tuo programma uno spazio "pulito" (perdonami l'orribile termine), l'unico, forse, che riesco ad ascoltare con una certa rilassatezza, senza l'ansia di dover sentire, all'improvviso, un sussulto di indignazione prendermi alla stomaco e nella testa.

bradipa ribelle ha detto...

buon 25 aprile

Gioann Pòlli ha detto...

Ciao Daniele. Innanzitutto grazie di avermi risposto. Come puoi immaginare, nemmeno io condivido quasi nulla della tua impostazione ideologica (o ideale) né, tantomeno, la tua battaglia a muso duro contro Radio Padania e i suoi ascoltatori. I quali, ti assicuro, sono spesso più intelligenti di certe loro "uscite" che comunque, quando raramente arrivano nella mia trasmissione, non lascio mai passare senza commenti. Torno in ogni caso a ringraziarti per le parole che hai di nuovo speso (avevo letto tempo fa ciò che avevi già scritto) nei confronti miei e del mio lavoro. Se può valere qualcosa circa le tue considerazioni, ti segnalo che ho parlato per la prima volta di lingua sarda nel 1997 e, per la prima volta, di lingua siciliana con una diretta da Palermo nel 2000, con un ospite che ha letto le liriche di Buttitta. Ho le registrazioni: tutti gli ascoltatori intervenuti hanno manifestato interresse e positività verso questa impostazione. Così come l'editore. Non sempre chi ascolta Radio Padania (e chi vi trasmette) è così brutto come lo si dipinge. E ti ringrazio sinceramente per avermene dato atto.

Gioann

Anonimo ha detto...

Bellissimo video, mi è venuta la pelle d'oca. Dove sono finiti i nostri cantautori? Cantano solo più cuore e amore e marco se n'è andato.
Luca.

Gap ha detto...

Auguri di buona Resistenza tutti i giorni.

Anellidifumo ha detto...

Gran bel post, chapeau.

Anonimo ha detto...

Viva il vento del NORD.

Giovanni Greco ha detto...

Complimenti per il post.

P.S.: Vorrei proporti uno scambio link se sei d'accordo contattami.
[Re]write di Giovanni Greco
http://www.giovannigreco.eu

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