giovedì 21 maggio 2009

Dichiarazione di voto

Alle europee di giugno non voterò Pd. Perché a Franceschini capiterà anche di dirla spesso giusta, ma non è più possibile andare avanti con un un partito che su ogni argomento riesce a parlare con mille voci diverse e che, con sfacciata disinvoltura, in Parlamento denuncia il ritorno delle camicie nere e delle leggi razziali mentre sul territorio, nelle amministrazioni locali, si mette a far concorrenza alla retorica securitaria delle destre, ovviamente a spese dei migranti.

E non voterò Pd perché si tratta appunto di elezioni europee, non nazionali. Ed il Parlamento europeo è cosa seria, non è roba da candidati che lì andrebbero giusto per far numero, per aggiungere una pallina in più nel pallottoliere –anzi, nel medagliere– di equilibri partitici nazionali che dell’Europa se ne infischiano.

Scelgo dunque di sostenere l’unico autentico movimento europeista italiano. Scelgo di sostenere una lista fatta di donne e di uomini che, da sempre, hanno un unico progetto politico in agenda, un progetto fatto di diritti umani, civili e politici. Per tutti. Donne e uomini che hanno dimostrato di saper usare al meglio la postazione europea, vigilando sulle minacce di regressione, negli stati membri, di quei diritti e adoperandosi per la loro estensione nel resto del mondo.

Contro l’ideologia identitaria che ovunque, nell'Unione, guadagna terreno, scelgo di sostenere chi all’Europa delle patrie (o, per dirla alla Borghezio, all’Europa dei popoli) oppone, con orgoglio, l’orizzonte di una Patria europea. Una Patria cosmopolita e meticcia, che metta fuori gioco chi la vuole ridurre a fortezza e che sappia fare dei princìpi esposti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo la propria carta costituzionale:



P.s.: il mio voto di preferenza andrà a lui.

25 COMMENTI:

ilBeca ha detto...

per un attimo ho temuto che tu votassi idv. ok, i radicali te li concedo :P alla fine io il mio 5 per 1000 l'ho dato all'associazione luca coscioni.. quindi in quelle zone là :D

ilja ha detto...

Daniele, e bello leggere questo post, e sincero e sano.
Thx.

Forse alla fine anche PD nascera, ma bisogna spingerlo.
Forse nascera davvero - ma non credo che possa nascere senza i Radicali i Socialisti e i Verdi.

E tutti hanno un bisogno estremo dell'aiuto e della spinta dei Radicali; tutti, anche l'Europa.

daniele sensi ha detto...

Ilja,
lo penso anch'io: senza radicali e senza le diverse anime della sinistra radicale, il Pd è destinato alla morte.

lefteca ha detto...

Ma che speranza hanno i radicali di raggiungere il 4%?

E poi non si dovevano sciogliere nel Pd, tanto è vero che alle elezioni dei Giovani Democratici avevano un proprio candidato

chiara ha detto...

dei radicali c'è bisogno (a me non piacciono le loro posizioni in politica economica e in parte in politica estera)+io incrocio le dita e spero che almeno una delle due liste della sinistra extra-parlamentare raggiunga il 4%+ciao

daniele sensi ha detto...

@ Beca,
il mio voto di preferenza andrà proprio a Marco Cappato, segretario di quell'associazione.

@ Chiara,
pure io non condivido alcuni aspetti della politica economica dei radicali. Ma trattandosi di elezioni europee, i radicali sono i soli, penso, cui ci si possa appellare, con fiducia, per la costruzione di un'Unione davvero liberale e libertaria (che magari possa contenere o contrastare le spinte illiberali, se non liberticide, dei governi locali, primo tra tutti il nostro)

andrea ha detto...

Daniele, ti seguo: radicali anche io.

Rigitans' ha detto...

io ancora sono altamente indeciso se votare la truppa cammellata di sinistra e libertà o gli irriducibili radicali. certo che detta così mi lascia meno dubbi...stasera pannella da santoro!

daniele sensi ha detto...

Rigitan's,
e niente idv tra le tue "opzioni"? Non lo avrei detto (non che mi dispiaccia :D )

Le Favà ha detto...

Io ancora non so. Devo vedere ancora meglio tutti. Ma non credo voterò Pd.
Vediamo.

Iniquo ha detto...

Il Partito Radicale incarna da sempre quel che manca in Italia: una destra europea e liberale.
Il dramma è che da noi il popolaccio pensa che siano di sinistra, lo stesso stravolgimento che fanno indicando come tali anche l'IdV e Travaglio.

daniele sensi ha detto...

Iniquo,
che i radicali oltre che liberali e libertari siano pure, ahimè, piuttosto liberisti, è vero. Ma che siano di destra, ma va là! Lo fossero, mai darei loro il mio voto.

Iniquo ha detto...

Daniele,
sono proprio quelle loro idee sulla politica estera e del lavoro che non ti piacciono a farli rientrare nell'accezione di destra.
I liberali sono di destra, i progressisti di sinistra.

daniele sensi ha detto...

Iniquo,
voler catalogare i radicali come destra o come sinistra mi pare del tutto inutile, visto che non sono nè l'uno nè l'altro. Sono portatori di istanze tradizionalmente vicine alla sinistra, per quanto attiene a diritti della persona,diritti civili eccetera eccetera, e allo schieramento conservatore -ma non per questo necessariamente di "destra" (da quando il liberalismo è divenuto monopolio della destra? Anzi...)- per quanto attiene a economia e finanza.

flavia ha detto...

Be', fa veramente piacere leggere il tuo post Daniele. Lontana e solitaria nelle mie letture aspettero' la mia scheda elettorale di cittadina A.I.R.E. per dare il mio voto ai radicali. Distinguo anch'io tra il voto al parlamento europeo, e quello italiano.
Bellissima la frase votero' per la Patria Europa e non per l'Europa delle patrie.
Anch'io.

Iniquo ha detto...

Beh il liberalismo storicamente è destra nei paesi democratici (negli USA la situazione è un po' diversa, ma cerco di non divagare troppo), infatti ho parlato di una destra europea (e la auspico).
In Italia non ce l'abbiamo, quindi tendiamo a vedere come sicuramente non di destra persone democratiche con idee conservatrici.
Nel resto d'Europa le attuali battaglie civili del Partito Radicale sono patrimonio acquisito e condiviso (autodeterminazione, laicità, libertà scientifica...), invece da noi suonano come grandi conquiste solo perchè siamo una democrazia abortita da 60 anni.
La sinistra è socialismo, comunismo, anarchismo.
Solo negli ultimi anni c'è stato il New Labour che ha annacquato il socialismo tanto da essere disconosciuto ed avversato dalle Trade Unions dalle quali è nato.
Da noi il rapporto sindacato-partito è inverso (cinghia di trasmissione) e la maggiore associazione dei lavoratori è rimasta contagiata dalla mentalità da finanzieri speculatori e dal clientelismo, tanto da avere un crollo di iscritti ed una pesante perdita di rappresentatività delle istanze dei lavoratori.

Purtroppo siamo arrivati ad un punto tale da definire "di sinistra" coloro i quali si riconoscono nella costituzione democratica, ciò la dice lunga su cosa c'è dall'altra parte e su che genere di persone si identificano in quella gente.
Un po' come i tifosi del PdL che chiamano "comunista" chiunque non sia sempre d'accordo con il padrone.

daniele sensi ha detto...

@ Flavia,
non sai quanto mi faccia piacere rilevare che da luoghi relativamente distanti si sia giunti alla medesima conclusione. Segno di come oramai -e per fortuna- la dimensione del nostro vivere sia europea, appunto. E dimostrazione, anche, di come Franceschini, che continuamente, in questi giorni, invita a votare Pd "perchè altrimenti si rafforza Berlusconi", non solo stia strumentalizzando una votazione che con Berlusconi dovrebbe aver poco a che vedere (se non indirettamente, in quanto leader di un Paese sottostante a normative comunitarie), ma, soprattutto, di come sottovaluti o ignori la nuova dimensione di cittadinanza che coinvolge noi tutti. E quale visione, quale progetto EUROPEO si può pretendere da un partito tanto miope? Di quali strumenti potrà mai dotarsi simile "distratta" organizzazione politica a fronte di una destra identitaria che -lei distratta per niente- una dimensione europea già se la sta dando?

@ Iniquo,
convengo: in Italia la stuazione è talmente disperata che miti e moderati uomini che semplicemente pretendono il rispetto della Costituzione o di elementari princìpi di civiltà appaiono dei mezzi rivoluzionari. Ma insisto: esiste anche una sinistra liberale.

i* ha detto...

il video è fatto bene. però cappato tra gandhi, picasso e luther king.. non si può!

ilja ha detto...

:)

...............UNITA ............
Autoreferenziali, datati e poco mediatici: ecco gli spot dei partiti per le EuropeePrc-Pdci ha puntato sui morti sul lavoro, e sullo slogan “In Italia uccidere un operaio non è reato”. Più visionario lo spot dei Radicali di Emma Bonino e Marco Pannella, che hanno scomodato Gandhi e John Lennon per un video “dedicato ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli e ai piantagrane”, e che chiude all’insegna dello slogan “Think different”. Forse lo slogan più efficace di questa campagna elettorale, finora. Sicuramente meglio dello spot di Sinistra e Libertà, che con un lunghissimo monologo di Nichi Vendola della durata di 6 minuti e 35 secondi, dimostra che nella Repubblica Telecratica Italiana passano gli anni ma i politici ancora non hanno imparato a usare lo strumento che più di tutti invade la loro vita, la condiziona e l’influenza: la televisione.

daniele sensi ha detto...

Grazie!! Gesù, ma non se ne sono accorti che è un noto spot della Apple rimaneggiato?

Iniquo ha detto...

A Daniele che scrive:
>Ma insisto: esiste anche una sinistra liberale.Visto che insisti tanto mi verrebbe da chiederti quale sarebbe questa sinistra liberale, dato che non ne ho notizia.
E - per rispetto di tutti - non scrivere che è il Partito Radicale, perchè sarebbe una tautologia piuttosto imbarazzante.

La cosa più a destra che si può trovare negli schieramenti di sinistra in Europa sono i vari socialdemocratici, comunque nettamente distinguibili dal Partito Radicale proprio per quelle politiche - sociali ed internazionali - che sono caratteristica fondante per le forze di sinistra.

E` il solito vecchio discorso su cui si basano le critiche al PD: non si può sostenere la guerra e dirsi di sinistra, non si può intrallazzare con alta finanza e grandi imprese e dirsi progressisti.
Sempre che si voglia mantenere un briciolo di coerenza, è ovvio.

rigocentrico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
rigocentrico ha detto...

Non voterò radicali. E non credo siano l'unico movimento europeista.
Per il resto sono benissimamente d'accordo sulle battaglie che hanno portato e portano avanti delle quali moltissime ne condivido. Ma proprio per questo decido di "votarli" soltanto attraverso i quesiti referendari che propongono in modo da fare un a selezione degli argomenti che mi interessano. Infatti non condivido quando dite "si, d'accordo su tutto tranne le politiche economiche", cioè sul decidere di turarsi il naso su l'economia come fosse una cosa da poco conto su cui poter sorvolare, anzi proprio questa incide profondamente sulla vita delle persone.
Detto questo voterò a sinistra, quella che è rimasta e tentano di svuotare.
Ah e non è il PD, ovviamente .

Anonimo ha detto...

Come lei,voterò i Radicali e senza alcun bisogno di tapparmi il naso in quanto condivido tutte le loro idee, anche in materia economica e di politica internazionale.
Sono di destra, di sinistra, di centro, di sotto, di sopra? Mi sembra l'ultima delle preoccupazioni. Sono persone che stimo per quello che pensano e fanno, in base a quale altro criterio dovrei scegliere per chi votare?

Luigi

daniele sensi ha detto...

Caro Luigi,
abbia un po' di comprensione per chi già era approdato al Pd dopo dieci anni di militanza in Rifondazione Comunista!

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