mercoledì 3 giugno 2009

"Stampa estera ispirata dalla sinistra"? Corrispondente francese risponde al Giornale, attaccandolo

Ma anche: "Del caso Noemi non resterà nulla. Della sinistra, invece, resteranno macerie"

Di stampa estera "insufflata dalla sinistra" ha recentemente parlato Silvio Berlusconi, riprendendo un articolo uscito sul (suo) Giornale. A questo articolo risponde Eric Valmir, corrispondente dall'Italia per Radio France (emittente pubblica), con un vibrante post dedicato ai lettori francesi del suo blog. Lo traduco:

E se “Il Giornale” si chiamasse così per illudersi, ogni tanto, d’essere un giornale?

Si tratta di un pezzo del 19 maggio scorso… “Il falso mito dei giornali stranieri”, firmato da un Gianni Pennacchi che comunque perdoneremo per lo pseudo-articolo, visto che ai suoi occhi il giornalismo deve apparire una nozione astratta e lontana.

Eccone, in sostanza, alcuni estratti:

- "I corrispondenti stranieri in Italia sono una lobby vicina alla sinistra radical chic. E per scrivere i loro articoli, si affidano a Repubblica e all’Unità".

- "Da sempre vanno a mangiare al Monserrato, da Pierluigi (…) mai visti alle conferenze stampa governative o a Montecitorio (…) Dopo cena, specie d’estate, dilagano sulle terrazze romane, tutte targate radical chic come i salotti invernali, frequentate da colleghi italiani, intellettuali e democratici di seconda fila (…) Hanno casa a Trastevere o a Campo de’ Fiori (…) Tutti si innamorano dell’Italia, di Roma e della Toscana in particolare"

- "Quando lavorano? È un mistero, ma di certo non li incontri negli sbarchi dei clandestini, nei terremoti o nei congressi di partito!"

Potrei continuare così per paragrafi interi.

Due parole di presentazione della testata su cui compare questo articolo:

Il Giornale, quotidiano milanese di centro-destra, viene fondato nel 1974 da Indro Montanelli, giornalista proveniente dal Corriere della Sera. Quattro anni più tardi, Silvio Berlusconi -che ancora non è in politica- acquisisce il 30% del capitale, prima di prendere il controllo del titolo (82%). Il quotidiano ha un’ambizione politica: opporsi ai comunisti di Berlinguer e incitare al voto democristiano.

Montanelli verrà pure gambizzato dalle Brigate Rosse.

Un giornale di destra, ed indipendente da ogni pressione politica. Nel 1990 una legge (la legge Mammì) stabilisce nuove regole per il sistema radiotelevisivo e per l’informazione. Silvio Berlusconi, che detiene Mediaset, deve cedere le proprie azioni al fratello Paolo. Si rimane in famiglia.

Il vento cambia con la creazione di Forza Italia e con l’ingresso del re dell’audiovisivo in politica. Berlusconi si autoinvita in redazione per dare direttive per la campagna elettorale. Montanelli sbatte la porta. Non sopporta di perdere quell’indipendenza che gli era cara. Il 12 gennaio del 1994 firma un editoriale di addio.

Nonostante la chiara identità berlusconiana, la redazione si mette in sciopero (2007) quando il Giornale della Libertà, organo dell’associazione di Michela Vittoria Brambilla (oggi ministro del Turismo) diviene il supplemento dell’edizione del venerdì.

Come sempre, non bisogna generalizzare. Nella redazione esistono buoni elementi. Penso, in particolare, ad Andrea Tornielli, di certo il miglior vaticanista attualmente in campo. Ma Il Giornale riesce ad essere anche un intreccio di volgarità: durante le penultime elezioni politiche, si è saputo distinguere per attacchi contro Romano Prodi che sapevano più di insulto che di altro. Ritroviamo questo stesso tenore nell’"articolo" di Gianni Pennacchi.

Ovviamente Il Giornale ha tutto il diritto di rivendicare un sostegno incondizionato a Silvio Berlusconi. Nulla da ridire sotto questo profilo. Anche La Repubblica d'altronde fa dell’antiberlusconismo la propria ragion sociale e resta saldamente ancorata al Partito democratico. Ma si dovrebbe comunque aver diritto ad argomentazioni, a solide dimostrazioni, e non ad un corsivo da due soldi i cui grossolani intenti non sfuggono a nessuno.

La stampa straniera, soprattutto quella inglese, batte su Silvio Berlusconi da mesi. Da rilevare, tra parentesi, una lotta di interessi in terra italiana (Murdoch contro Berlusconi, ovvero Sky contro Mediaset: la zuffa di due imperi televisivi).

La Repubblica ed il caso Noemi sono stati ampiamente ripresi dalla stampa internazionale. L’idea del Giornale: dimostrare fino a quale punto i furbi giornalisti stranieri approfittino dei sontuosi appartamenti italiani per parlar male proprio dell’Italia… Essi stringono amicizia con degli sporchi comunisti per abbattere il Cavaliere… Mentre Berlusconi fa talmente tanto per il Paese… Ma l’odio dei giornalisti stranieri è troppo forte…

E il cerchio si chiude.

Perché oggi solo La Repubblica, la sinistra e la stampa internazionale pensano che Berlusconi sia toccato da un caso, quello Noemi, che semmai gli torna utile.

D’altronde…

Chi è stato ad offrire pane per i denti in questo affaire? Emilio Fede, direttore di Rete 4, raccontando la storia del book dimenticato sul tavolo e da Berlusconi rinvenuto per caso. Suvvia, allora! Nello staff di Berlusconi non si farebbero simili errori di comunicazione.

Un paparazzo cui viene impedito di pubblicare foto di feste private nella villa sarda di Berlusconi. Vi si vedrebbero giovani ragazze poco vestite ballare al bordo della piscina! Suvvia, allora (bis): solo la morale inglese ne potrebbe essere scossa! Qui, in Italia, qualsiasi settantenne facoltoso organizza la propria festicciola con giovani ventenni (o, peggio, sogna di farlo)!

Rimane il problema degli aerei presi a noleggio dallo Stato, giacché un cantante napoletano amico di Berlusconi s’è fatto fotografare mentre scendeva da un aereo dell’Aeronautica militare che lo conduceva ad una festa in Sardegna…

Ma… passate le elezioni, la prossima settimana vi saranno un Berlusconi vincitore ed una sinistra a terra. Noemi sarà già stata dimenticata e non si parlerà che di una sinistra da ricostruire. Dibattiti ben più politici arriveranno… E forse ci si pentirà dell’assenza di programmi durante la campagna elettorale… Una campagna per le Europee giocata colpo su colpo su Noemi… E gli italiani sono stufi di simili diatribe… Come scrive Stefano Folli sul Sole 24 ore, "Berlusconi inasprisce il clima per vincere le elezioni"… E la sinistra, quanto a lei, mostra il suo lato più mediocre: sia quando cade nel tranello, sia quando, oramai alla frutta, si concentra essenzialmente sull’antiberlusconismo, senza proporre alternative. Si gira a vuoto.

E nel frattempo su David Mills silenzio stampa, nonostante sia stato accertato che Silvio Berlusconi lo ha corrotto (600 mila dollari) affinché deponesse falsa testimonianza in un processo contro il Presidente del Consiglio.

E nel frattempo sulla crisi dei rifiuti a Palermo silenzio stampa. Come sulla rottura tra Lombardo e Berlusconi. E poi l’ombra della mafia sulla gestione dei rifiuti…

E nel frattempo, all’Aquila, i cantieri per la ricostruzione. L’ombra della mafia sui finanziamenti, timori di collusioni… rimpiazzati da nuovi sospetti.

... Berlusconi è sensibile alle giovani ragazze. Non è uno scherzo: si tratta di una vera rivelazione…

Della sua immagine all’estero Berlusconi se ne infischia da tempo. Ciò che lo interessa davvero è la sua sorte italiana. E nel suo Paese egli è ovviamente la vittima combinata dei comunisti e dei giornalisti stranieri… e l’articolo di Gianni Pennacchi capita a fagiolo.

A proposito, Gianni: hai mai sentito parlare dei free-lance che vivono in camere di servizio perché le redazioni non possono più permettersi corrispondenti in pianta stabile? Non esistono solo CNN e Times.

A proposito, Gianni, è strano che tu ne parli, ma… a Lampedusa e all’Aquila io ci sono stato. Tu, invece?

E a proposito di interviste ai politici del Pdl, Gianni: strano, anche qui, che tu ne parli, poiché ogni volta che li si vuole intervistare, quelli pretendono la lista delle domande, con tre giorni di anticipo. Ma tu mi dirai che si tratta di una consuetudine italiana cui occorre adattarsi… Non c’è più rispetto.

A proposito, Gianni: ci conosciamo?

Eric Valmir, 1.06.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

18 COMMENTI:

Le Favà ha detto...

Ahahahaah. Ce ne vorrebbero di giornalisti italiani come lui. almeno uno intendo.

Bella traduzione. Grazie. Davvero.

Andrea ha detto...

Togli l'antiberlusconismo a questa sinistra e cosa rimane? Il nulla.

Pietro ha detto...

ottimo e abbondante post. I giornalisti prezzolati sputtanati come si deve...

Anonimo ha detto...

Ma in Francia per chi vota questo Valmir, si può sapere?

daniele sensi ha detto...

Anonimo,
evidentemente abbiamo seri problemi con l'Informazione, in Italia, se arriviamo a porci domande come le tue. Amo il giornalismo schierato e militante, ma ciò non significa che non possa e non debba esserci spazio per del giornalismo tout court. Cosa vota Valmir? Ma che importa, scusa? Forse è semplicemente un professionista che fa il suo mestiere, ovvero raccontare dei fatti - nel suo caso, la politica italiana. Certo, pure lui esprime delle opinioni, ma il lettore sarà ancora in grado, a sua volta, di farsene una propria, di opinione, senza aver bisogno di una dichiarazione di voto da parte dell'estensore del testo letto.

Alessandro Arcuri ha detto...

Sottoscrivo... ormai questo clima in cui c'è sempre il "cumunista" dietro ogni forma di dissenso da Berlusconi ha portato a questo. Cioè che uno non possa più considerare NORMALE un atteggiamento critico nei confronti del premier. Dev'esserci per forza il movente politico, dietro.
A volte, invece, ci si fanno delle idee basandosi semplicemente su esperienze personali, valori e senso critico.
Ma per qualcuno è troppo difficile da capire...

Anonimo ha detto...

Ieri sera il nano tra le tante str.nzate che ha detto a porta a porta ha avuto il coraggio di affermare che per tutti i lavoratori, e sottolineo TUTTI [cococo compresi, che perdono il lavoro lo stato gli è vicino e percepiscono l'80% dell'ultimo stipendio e nelle regioni governate da loro, frequentando alcuni corsi di formazione, raggiungono addirittura il 100%. Che lui racconti str.nzate è normale, ma che un lec.a.ulo che si definisce "giornalista imparziale" come bruno l'insetto non controbatta alle affermazioni del nano, anzi annuisca scuotendo la testa, è PATOLOGICO, roba da paesi sviluppati del terzo mondo. E c'è gente che si preoccupa di sapere per chi vota Valmi? Certamente non vota e non voterebbe mai per uno squallido essere come al tappone.

daniele sensi ha detto...

Già, il commento dell'Anonimo che si interrogava sull'orientamento politico di Valmir è desolante davvero.

zorro ha detto...

Ma quanti di quei precari nel sentire le str.nzate del nano si sono indignati, anzi incazzati e come minimo gli negheranno il voto? Mi auguro che alla gente sia rimasto ancora un briciolo di dignità.

Anonimo ha detto...

Chissà cosa ha da dire il decoder di Berlusconi,alias BelPietro

Anonimo ha detto...

chissà cosa ha da dire il decoder del pd alias franco mauro

Mariasol ha detto...

Eric Valmir sarebbe un "Corrispondente francese" ?

Uhaaaaaaaaaaaaaaaaaa ah ah ah !

:-)

Ma per favore....D'Alema è meno comunista del vecchio Eric.

Mariasol ha detto...

Mi ero persa questo pezzo dell'articolo, in cui Valmir riporta la falsità che scrive Folli sul quotidiano della sinistra finanziaria:

"Come scrive Stefano Folli sul Sole 24 ore, "Berlusconi inasprisce il clima per vincere le elezioni"

Classico esempio, come giustamente dice Berlusconi di " stampa estera (Eric Valmir) insufflata dalla sinistra" (Folli del Sole 24).

Finazio ha detto...

E' ridicolo, per non dire di peggio, che per leggere queste cose si debba ricorrere alla stampa estera e alla buona volontà dei blogger italiani. Non è un caso che l'Italia stia messa molto male nella classifica della libertà di stampa.

Anonimo ha detto...

Conoscere l'orientamento politico di questo Valmir, è indispensabile, non una cazzata. E' come leggere una critica su Berlusconi fatta da una persona equilibrata e leggerla su uno dei blog come questo che fanno dell'antiberlusconismo il loro senso di esistenza. Io non leggo mai giornali schierati per questo motivo, anche se poi le simpatie saltano all'occhio. Ma diciamoci la verità, quanti giornali esistono che sono ridicoli come e più del Giornale, ho letto qualche volta il Manifesto, è persino difficile da commentare...

Anonimo ha detto...

La deficiente Mariasol (come altro definirla?) e il geniale anonimo che vuol sapere come vota Valmir vadano qui http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001147.html
e leggano i dati di fatto che smentiscono le incredibili puttanate affermate in TV dal loro amato boss sulla cassa integrazione per tutti.
Dio che gentucola di cacca!

Luigi

Mariasol ha detto...

x l'ovviamente anonimo compagno che mi da della deficiente, nel classico stile fascista di chi, a sinistra, non sa rispettare opinioni diverse:

Lavoce.info, che citi, è diretta da Tito Boeri.

Tito Boeri è anche il presidente della Fondazione De Benedetti, il padrone di Repubblica/Espresso.

Lavoce.info è quindi una fonte non obiettiva e quindi non affidabile.

Ed anche Eric Valmir rimane quello che è: una voce di parte.

Anonimo ha detto...

non esistono voci indipendenti.
Chi lo dice è in malafede o è un ingenuo. dunque, dobbiamo credere a Libero, solo perché, apparentemente, non è di Berlusconi?

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