lunedì 1 giugno 2009

Votare per l'Europa senza parlare d'Europa

In Francia, invece...

Incredibile. Mentre il Pd sta ancora a decidere se l’Affaire Noemi sia questione pubblica o privata e mentre Sinistra e Libertà rende onore al nemico rinnovando il proprio linguaggio e facendo sua la nozione di “Padania” (Nichi Vendola in uno speciale TG3 di qualche sera fa e Grazia Francescato nell’appello al voto che in questi giorni sta girando sul circuito delle televisioni private), in Francia è in corso una campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo il cui principale tema di dibattito è -davvero inaudito- l’Europa. Ma, cosa ancora più incredibile, l’inusitata discussione si sta impadronendo pure delle maggiori testate giornalistiche.

Certo, anche i giornali d’Oltralpe ogni tanto parlano d’altro: c’è chi, ad esempio, si dedica ad una crisi dei rifiuti cui pochi paiono prestare attenzione e che sta travolgendo un’esotica città di nome Palermo, chi delinea smaliziati ritratti di partiti-persona che in nome dell’antiberlusconismo fanno propri i modi dell’avversario presenziando senza sosta in tv e giocando la carta del populismo, o, ancora, chi sottolinea come il tema europeo sia per l’appunto sparito -se mai vi è entrato- dall’attuale confronto politico italiano.

Prendiamo le edizioni online dei due principali quotidiani francesi: il progressista Le Monde e il conservatore Le Figaro. Entrambi, in home page, espongono un collegamento diretto ad uno “Speciale elezioni europee 2009” (lo stesso fanno, tra gli altri, France Tv, Radio France, Le Point e Le Journal du Dimanche). Inutile cercare qualcosa di simile sul sito della Repubblica. Esito positivo, invece, su quello del Corriere della Sera, ma a fatica, e solo dopo esser passati per un paio di link interni. Temi di discussione “europei” (nel momento in cui scrivo) del Corsera: i trucchi nel Pdl che preoccupano il Cavaliere, la Lega che mai entrerà nel Pdl, l’inopportunità della Bellezza come unico metro per la scelta dei candidati - e Nichi Vendola che cerca casa. Roba da leccarsi i baffi, mica come quei noiosi redattori del Le Monde che approfittano della sezione “Elezioni europee” per farci sapere che per iniziativa dei conservatori britannici verrà inaugurato, nel Parlamento europeo, un nuovo gruppo antifederalista, che Merkel e Sarkozy schivano la questione turca, che in Grecia gli ecologisti avanzano nei sondaggi… Redattori che hanno addirittura l’ardire di proporre ai loro lettori un confronto -smarronamento totale- sull’opportunità di aumentare i poteri delle istituzioni europee.

Non che la Francia sia “un paese normale”, beninteso. Sarebbe davvero difficile stabilire se sia peggio un paese dove il leader di un partito di governo possa invitare a “legnare” parte dell’opposizione senza che nessuno trovi nulla da ridire o uno in cui ad un comico di successo riesca di capitalizzare la notorietà televisiva per correre alle prossime elezioni con una propria “lista antisionista”, con tanto di simil-rabbino simil-ortodosso in locandina. Solo che quando vedi Ségolène Royal (nonostante il Ps non se la passi bene e nonostante sia forte nell’elettorato della sinistra francese l’atteggiamento anti-europeista) mettere da parte la rivalità con la neoeletta segretaria del Partito socialista per affiancarla nella campagna elettorale e per andarsene in giro a dire che è venuto il momento di fare entrare l’Europa nella Storia dando vita agli Stati Uniti d’Europa, con un solo Presidente e con liste transnazionali, perché la strada contraria non può che portare ai nazionalismi e il nazionalismo è la guerra e poi ti ritrovi nella buca delle lettere il volantino del Pd con le facce di Cofferati e di Fassino che ti chiedono il voto per difendere gli interessi del Piemonte in Europa, allora, diamine, lo sconforto ti si appicca addosso.

“Chiedete i programmi ai partiti in lizza!”, saggiamente avvertiva domenica scorsa Le Figaro. Esortazione in verità non necessaria, in Francia. Anche perchè chi dovesse sgarrare finirebbe subito sotto il tiro incrociato del Ps e dell’Ump di Sarkozy. Lo sa bene Bayrou, leader del centrista MoDem, in queste ore accusato, da destra e da sinistra, di “inclinazioni narcisistiche”, ovvero di star ignorando la questione europea per strumentalizzare la campagna elettorale in vista delle future elezioni presidenziali.

Ma quel monito può valere, al contrario, per i cittadini italiani. Perché un popolo che accetta di andare al voto senza aver prima preteso dai propri candidati l'enunciazione di idee e progetti, non solo è un popolo di idioti, ma è un popolo destinato a rimanere plebe, anche senza Berlusconi.

Daniele Sensi

6 COMMENTI:

silvia ha detto...

la vicenda "Veronica-veline-Noemi" è una vicenda politica (una classe dirigente che considera la donna mero corpo è una classe dirigente che cammina spedita all'indietro e che indietro ci vuole portare tutte)per il resto voto la lista comunista alle europee e forse (sinistra e libertà alle comunali, sono riusciti a dividersi pure al comune!)la desolazione è tanta, riusciremo a non naufragare solo impegnandoci

http://www.unaltraeuropa.eu/programma_unitario_per_le_elezioni_europee.php

Rigitans' ha detto...

ci spieghi la cosa di vendola e la francescato che non ho capito?

per il resto, l'italia è lontana dall europa, e il popolo italiano è culturalmente arretrato e attaccato al gossip e all ignoranza grazie alla scarsa presenza di libera informazione e di giusta e adeguata informazione giornalistica, che costringa gli italiani ad aguzzare l'ingegno del loro cervello.

daniele sensi ha detto...

Rigitan's,
mi riferisco all'uso del termine "Padania", in luogo di "settentrione" o "nord Italia", da entrambi utilizzato in tv, e non a mo' di provocazione o di sfottò.

flavia ha detto...

Daniele vedo che citi sempre di piu' apertamente testate giornalistiche straniere, in particolare francesi. Io lo faccio in privato con i miei amici, tu cominci a farlo su un blog che privato non è.
Arriveremo che alle radio la mattina la rassegna stampa ce la leggeranno tradotta in italiano dall'inglese, tedesco o francese per avere un po' di informazione vera?
Ma gli italiani che devono votare per l'Europa e che leggono solo giornali nazionali che punti di repere hanno? Vivo da piu' di 10 anni in Francia : qui un cittadino puo' crearsi una opinione, ovvero crearsi una scelta.
Molti italiani non sono purtroppo a questo livello, e di questo ne sono certa.
Mi è piaciuta molto perchè azzeccatissima la parola che hai usato : "noiosi".
Siamo cosi'.
L'italiano è ridotto che vuole spettacolo e paillettes (e magari l'interruzione pubblicitaria, perchè no?)su tutto.All'estero siamo spesso stigmatizzati come "homo ludens"! No.Non si puo' avere per 3 legislature un berlusconi, e pensare che siamo solo manipolati. E' questa la triste realtà alla quale sempre finisco.

daniele sensi ha detto...

Flavia,
ho poco da aggiungere al tuo amaro commento. Ahimé sono ancora pochi gli italiani che hanno accesso alla Rete e che quindi possano godere della possibilità stessa dell'informazione alternativa (o complementare). Qualcosa può anche dircelo un confronto tra la blogosfera italiana e quella francese: Wikio.fr indicizza più di 130 mila blog, Wikio.it, invece, nemmeno 30 mila. E mentre i più dei blog italiani si limitano alla riproposizione superficiale di quanto già detto dai media tradizionali, quelli francesi approfondiscono, indagano, si relazionano non sulla sola base di un comune sberleffo al governo in carica, ma nella cosapevolezza di essere "cittadinanza" prima che utenza informatica. Questo per dire che hai ragione, il "popolo" italiano non è né manipolato né plagiato da Berlusconi (troppo facile sarebbe: basterebbe una seduta analitica di gruppo per tornare ad essere un autentico stato di diritto, se mai lo siamo stato) - la verità è che la maggior parte di noi non è che dedita all'opportunismo (quando le cose buttano male) o al menefreghismo (quando la ruota della vita gira a proprio vantaggio). Un popolo di anarchici e di disillusi, si diceva un tempo. Magari fosse così; comincio a temere, al contrario, che anche i tanti che fino all'altro ieri votano a sinistra in realtà non lo facessero perché ubriachi di una visione universalistica del mondo ("Sii capace di sentire come tua ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo", Che Guevara) ma, anche allora, solo per egoismo, solo perché magari ritenevano il Pc l'unico partito che potesse difendere il loro posto di lavoro, o i loro diritti acquisiti. I "loro", non anche quelli di altri.

Anonimo ha detto...

Ciao Daniele,
vorrei condividere con voi questo video (premetto che non so se sia lecito fare un copia incolla da youtube sul blog);http://www.youtube.com/watch?v=Tlk1IPFciow. É una caricatura e l'ho trovata (tristemente) divertente (...il gusto del macabro). Come ogni caricatura oltre al lato ludico, offre spunti di riflessione. Benché non dica nulla di nuovo, lo trovo un'ottima fotografia di tutti coloro che stanno vagando, alla ricerca di un'alternativa, di qualcuno/qualcosa che rappresenti i nostri ideali e valori in cui crediamo. Sono stanca di scendere a compromessi e quello che vedo, leggo e sento mi fa solo ribrezzo.

complimenti per il tuo blog
fiorella

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