venerdì 21 agosto 2009

Non ci bastavano i fanatici di casa nostra...

"A sfigurare i paesaggi ci pensavano già le moschee, i barbuti e le donne velate che per le strade esibivano senza vergogna strani modi di abbigliarsi… Ciò non bastava ad offendere il nostro sguardo disorientato, così ora dovremo pure fare i conti con l’arte islamica che parte all’assalto degli spazi urbani. L’avanguardia di questa nuova forma di invasione islamica? L’Italia".

Il Bivouac-ID (gruppo francese di resistenza all’"islamizzazione") se la prende con BR1, artista di strada (biellese) che a Torino affigge coloratissimi poster ritraenti, per lo più, donne col velo. Scopo di BR1, ovvero di Bruno, è affrontare il problema della condizione femminile nel mondo arabo, ma anche quello di mettere il luce l’attenuarsi, grazie alla globalizzazione, delle differenze tra donna mussulmana e donna occidentale.

Gli anti-islamici francesi non amano però documentarsi troppo. Preferiscono poter chiedersi, guardando le foto di quei poster: "ma è Torino o Teheran?"

D.S.

14 COMMENTI:

flavia ha detto...

Daniele, come donna libera, e atea la religione per me è un fatto privato.E mi sembra che lo preveda anche la Constituzione.

Perchè pensi che solo un anti-islamico, accezione negativa ed estremista, non sopporti le donne musulmane e il velo?

In Francia è la semplice applicazione delle leggi della Costituzione.

La laicità francese permette il libero culto della religione che si vuole, ad un patto : che non interferisca nel demanio delle libertà comuni.

La simbolica del velo nel Corano, è legata alla negazione del corpo della donna(di cui non si devono vedere i tratti del capo)per non suscitare pulsioni sessuali nel maschio: è per questo che la legge coranica condanna le donne violentate e non i violentatori.
L'Afghanistan, o l'Iran, dove le donne possono essere frustate dal maschio di casa se non portano il velo,non ne fa un esempio di tolleranza delle altrui libertà, ma al contrario proprio di intolleranza.
Non mi interessa se una donna per strada vuole indossare il velo, anche se a me non piace.
Mi disturba quando si confonde col tema della libertà, l'appartenenza ad una cittadinanza, la nostra, cosi' faticosamente raggiunta, e di cui l'identificabilità è una nozione centrale per essere considerato cittadino.
Quando vai al Comune per fare la C.I., cosa dichiara un funzionario se non vede di che colore sono i capelli?
E a scuola : come puoi tollerare una simbolica che in realtà è intollerante nei confronti delle donne, e diabolizza ancora una volta come nei peggiori periodi di caccia alle streghe il corpo della donna? E questo vale per tutte :siano favorevoli o come moltissime addirittura contrarie, ma obbligate dalla famiglia.

Io non sono pronta a rinunciare alla nostra democrazia, per una falsa "libertà" di portare il velo : ed in Italia penso che non abbiamo le idee chiare, giuridicamente parlando.

E lo dico innazitutto come donna che crede e spera nella democrazia, anche se in Italia dispero che riusciremo a salvarla se andrà avanti cosi'.

daniele sensi ha detto...

Flavia,
ho usato il termine "anti-islamico" perché è così che si definiscono gli animatori di quel 'gruppo'. In questo post non c'entra nulla la discussione sul 'porto del velo': ho solo riportato come quelli del Bivouac arrivino a strumentalizzare persino l'opera di un artista giusto per poter fomentare una volta di più l'odio contro l'"invasore musulmano".
Amo la laicità, e sogno un grande movimento di emancipazione femminile che scuota e riscatti vaste aree del mondo "islamico". Però, lo ripeto, qui non ho scritto di un artista che esalta il velo, bensì di gente che del velo agita l'immagine per reclutare crociati in una battaglia che con la laicità ha poco a che fare.

flavia ha detto...

Una prova in piu' che le manipolazioni su simboliche religiose sono sempre piu' frequenti nelle nostre società, che difendono sempre piu' a stento la loro laicità.
Da come era messa la storia e le immagini, tra l'altro con due burqa(!!!) alias i sarcofagi ambulanti,si prestava a fraintendimenti.
Ti ringrazio del chiarimento.

daniele sensi ha detto...

Beh, Flavia, che tu abbia frainteso quelle immagini è un po' la dimostrazione di come possa essere semplice giocare con le emozioni della gente (e degli elettori...). Comunque nel post avevo scritto che l'artista, tramite quei poster, cerca, anche, di richiamare l'attenzione sulla condizione delle "donne musulmane". Così come avevo spiegato, seppur velocemente, che il Bivouac non è un'associazione di dame (laiche) di carità...

GM ha detto...

Flavia, per la Costituzione italiana la religione non è un fatto privato.
Lo dice chiaramente l'articolo 19 che garantisce a tutti la libertà di professare, in privato od in pubblico, la propria confessione religiosa.
Se guardi nello specchio potrai notare che anche le suore cattoliche potrebbero turbare, visto che i preti non sono parimenti obbligati a portare il velo.
Ma il turbamento di anime particolarmente sensibili non vale la libertà individuale.

Per quanto riguarda la Francia, lì la questione foulard è diventata anche una rivendicazione politica delle ragazze che hanno usato un oggetto tradizionale (il velo) per emanciparsi dalle stesse tradizioni patriarcali che le vorrebbero tendenzialmente mute e remissive: si sono impegnate in prima persona con manifestazioni e disobbedienza civile, argomentando il loro diritto a portare anche a scuola un capo d'abbigliamento tradizionale e legato alla loro religione.
Ognuno può portare ciò che preferisce se così crede, la propensione missionaria ti taluni per l'eroica liberazione di tutte le donne musulmane viste come un enorme blocco indistinto di vittime inconsapevoli è offensivo sia per loro che per l'intelligenza di chi si trova a leggere simili slanci.
La questione è affrontata discretamente in un capitolo dell'agile libretto di Seyla Benhabib (professoressa di scienze politiche a Yale) "Cittadini Globali".

flavia ha detto...

GM ho vissuto gli ultimi 15 anni in Francia e dopo questa breve parentesi tedesca, vi ritornero' in marzo.Non vedo molta libertà in molte donne che portano il velo, è questo è quello che i democratici come te non vogliono vedere. Mentre noi ci leggiamo i libricini sulla globalizzazione e ci sforziamo di accettare il velo in occidente, in Iran, in Afghanistan ed in altri paesi dove la religione musulmana si è radicalizzata, le donne stanno soffrendo, e dal velo oggi si sta passando al burqa.
Non capire questo vuol dire non vedere che le disparità tra la donna e l'uomo si accrescono con i simboli religiosi, e che la laicità e l'applicazione delle sue leggi ce ne protegge.Dimenticavo : in Francia, perchè in Italia si parla,si parla e le donne restano sempre piu' indietro adesso anche con la "loro libertà" di velarsi!

flavia ha detto...

Per quanto riguarda i miei riferimenti letterali ho seguito il dibattito su Le Monde, prima con Robert Badinter,uomo politico, avvocato famoso per la sua vittoria contro la pena di morte in Francia,è contro il velo perchè intacca il principio di cittadinanza ed identità, di Elisabeth Badinter, filosofa e donna di lettere femminista,secondo la quale il velo deve nascondere la diabolizzazione del corpo della donna, di Nathalie Heinich sociologa al CNRS, ed il suo recente articolo apparso su Le Monde "Il burqa i sofisti e la legge" sottolinea come gli intransigenti utilizzano le nostre stesse argomentazioni democratiche per portare ad una discriminazione delle donne.
Io non voglio tornare indietro : queste ripeto non sono libertà.Sono delle differenze fondamentali che vogliono instaurare tra una donna e l'uomo : e non certo a favore delle donne che ne resterebbero solo discriminate.

daniele sensi ha detto...

Flavia,
ripeto: questo non è un post sul "velo" (argomento nel quale non voglio nemmeno infilarmi, poiché tende ad apparirmi un falso problema), bensì su una forma di fanatismo del tutto occidentale (esercitato da cristianissimi timorati di Dio).
Tra l'altro citi il Corano, ma presumo tu sia a conoscenza di come quella sorta di prescrizione della sudditanza della donna anche nella Bibbia non sia di certo assente. Non vedo perchè all'Islam si debba quindi chiedere di essere meno radicale di certe -cristiane ed occidentali- interpretazioni della Bibbia. Si dovrebbe pretendere piuttosto la separazione del momento religioso da quello politico (ma un pezzo di cammino pure noi, in questo senso, dobbiamo ancora compierlo), dopodiché ognuno sia lasciato libero di essere più o meno fedele all'interpretazione che preferisce del suo libro sacro.

daniele sensi ha detto...

GM,
non solo le suore.. nel meridione quante sono le anziane che ancora si coprono il capo? Proviamo a fare una legge che glielo vieti spiegando che ne va della loro libertà: quelle prendono il bastone! E' vero, si tratta spesso di donne che hanno passato la vita al servizio di uomini-padrone, ma l'emancipazione delle loro figlie non è avvenuta tramite il divieto del foulard, bensì -anche- per mezzo di una leglislazione atta a favorire l'indipendenza economica femminile. Un lavoro ben più faticoso e di lungo termine rispetto a certi facili proclami dal sapore elettorale.

GM ha detto...

Flavia, bisogna sempre vedere se indossare il burqa è un atto di libera e consapevole scelta o no.
E` ovvio che in uno Stato teocratico o confessionale non c'è né consapevolezza né libertà, quindi in questa conversazione mi pare fuori luogo parlare di Iran e Afghanistan.
Per quanto riguarda gli Stati europei il discorso ovviamente è più complesso e non si può negare la libertà religiosa di tutti perché in alcuni casi le donne sono obbligate a portare il velo (come faceva notare Sensi si dovrebbe intervenire anche per salvare le cristiane).
Sappiamo che con la clava dei divieti non si risolve niente e si salva solo la facciata; serve presenza sul territorio, ausilio per permettere organizzazioni di donne vessate (per prendere coscienza di sé) e maggiore accesso alle informazioni ed all'istruzione (biblioteche ed internet, tanto per cominciare).
Stando a quanto scrivi le donne sarebbero "libere" solo di vestirsi come te, in caso contrario ci troveremmo di fronte ad un intollerabile fanatismo maschilista.
Anche tu sei libera di coprirti la testa e non facendolo eserciti solo un tuo diritto, non sei migliore o più evoluta.

Un paio di appunti: ho citato quel libretto perché ricordavo che trattava la questione foulard e lo faceva proprio per penna di una musulmana che dubito si possa definire non libera, sempre che non si voglia ritenere "liberi" solo quelli che fanno scelte che noi approviamo;
non sono democratico.

matador ha detto...

I figli degli immigrati regalano l'oro all'Italia nel cricket:

"Per Bossi"

( e per quel coglione di suo figlio...)

La squadra è composta quasi interamente da figli di extracomunitari asiatici.

Simone Gambino, presidente del Federcricket :
«È il primo titolo europeo nella storia del cricket italiano. Quattro anni fa Man ci ha battuto di cento punti.
Dedico il titolo a Bossi perché questa vittoria dimostra che non è vero che gli extracomunitari danno solo guai, ma danno anche lustro all'Italia.
E credo anche che i ragazzi conoscano l'inno di Mameli».


http://www.corriere.it/sport/09_agosto_21/cricket_dedica_bossi_8f3142ca-8e91-11de-ba00-00144f02aabc.shtml

chiara ha detto...

tra il razzismo e il sessismo, rigurgitanti per ogni dove, non ho ancora deciso cosa mi fa più paura e rabbia (il velo è evidentemente un simbolo di oppressione ma mi chiedo perchè i cari cari cari anti-islamisti francesi sul cui sito noto un notevole interesse verso la questione femminile,non fanno una bella campagna di sensibilizzazione sul modo degradante in cui, quotidianamente, vengono rappresentate sulle tv, riviste, manifesti ecc. le donne nelle nostre meravigliose democrazie; per non parlare che bei articoloni riuscirebbero a buttare giù se si occupassero della chiesa cattolica e la questione femminile)+solidarietà a tutte le sorelle,con il velo e senza,che ogni giorno subiscono violenze+i fascisti si assomigliano tutti siano italiani o francesi, la differenzia sostanziale è che da noi stanno al governo

matador ha detto...

per la serie :

"notizie progresso"

trasmettiamo l'episodio:
"il giovane ignorante lego-fascista pluribocciato a scuola è stato bocciato anche in internet"

******************

Utenti contro "Rimbalza il clandestino"
Facebook cancella il gioco leghista.
L'applicazione era scaricabile dalla pagina amministrata dal figlio di Bossi.

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/immigrati-10/gioco-chiuso/gioco-chiuso.html

Danx ha detto...

Se le ragazze cristiane e le mignotte in tv possono mettersi mezze nude col crocifisso, perchè delle musulmane non possono coprirsi?
Affari loro, no?
Se vogliamo parlare della condizione della donna in Africa...è un altro discorso. Ma una volta giunte in Europa possono emanciparsi e trovare protezione se subiscono soprusi da parte dei familiari maschilisti.
A Torino ce ne sono tante di donne coperte, non mi da alcun fastidio, cosi coem non mi da fastidio vedere suore e gente col crocifisso, affari loro fintantoche (si scrive tutto attaccato?) non mi obbligano a fare quel che vogliono loro!

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