lunedì 5 ottobre 2009

Enlarge your Europe

I manifesti che hanno fatto cambiare parere agli irlandesi:




Realizzati dal movimento giovanile del Fine Gael. Un partito cristiano democratico.

24 COMMENTI:

Rigitans' ha detto...

cristo santo, erano disperati allora!!

credo che abbia fatto piu' cambiare idea la crisi finanziaria però eh...

crevalcorepadana ha detto...

Davvero degli ottimi argomenti.

Padanina ha detto...

no euro. no lisbon. no no no. ci stanno impelagando in una melma che ci soffocherà. doveva restare un accordo economico!! no euro, no global, pro local.

daniele sensi ha detto...

Spiacente Padanina: hanno già votato.

crevalcorepadana ha detto...

"hanno già votato" non è un'argomentazione valida. Anche la Germania aveva già votato Hitler, eppure guarda com'è andata la storia. Noi, partigiani padani, siamo i partigiani di oggi, e come quelli di ieri nessuno crede che noi possiamo vincere. Attenti a fare parallelismi con la Storia. A fare la fine di Hitler potreste un giorno esserci voi. Lui, come voi, voleva distruggere i popoli. Ha pagato.

daniele sensi ha detto...

Sì, e Gad Lerner è Heinrich Himmler. Ma fammi il favore.

crevalcorepadana ha detto...

Gad Lerner è semplicemente un essere insignificante.

crevalcorepadana ha detto...

Resta il fatto, che al di là di tette e prostate non vi restano molti argomenti. In Italia, perlomeno.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

A quanto pare, ognuno mette in gioco Hitler e i nazisti come argomento dialettico per dare forza alle proprie argomentazioni: l'ha fatto Daniele per la manifestazione di sabato, lo stanno facendo commentatori leghisti per schierarsi contro la UE. Mi dispiace osservare che tutto ciò avvenga attraverso fantomatiche correlazioni e paragoni improponibili. La storia ormai non viene più studiata in maniera minimamente seria, ma citata a sproposito in contesti evidentemente completamente differenti.
Il senso delle proporzioni si è davvero perso.

Alessandro Arcuri ha detto...

Cosa vuoi, quando non si hanno argomenti... confondere desideri di conquista egemonica e attuata con la forza, con accordi finanziari. Eeevabbè...
Comunque quelle campagne con "enlarge your Europe" sono simpatiche dai! E non fanno leva sul sesso, santo cielo! (Vorrei conoscere chi dice "si" all'Europa sperando che gli si ingrossi l'uccello... e soprattutto voglio conoscere chi crede che esistano davvero personaggi così!)
Ma non ci arrivate? Fanno leva sul fastidio che ormai tutti provano quando arriva nella propria casella di email la solita spam con "enlarge your penis".
Arriva a tutti, quindi tutti possono cogliere il gioco di parole, con lo slogan europeista.
Spero davvero che non ci sia stato qualcuno convinto che i votanti abbiano espresso la loro preferenza sperando di vedersi crescere il bigolo!!

Anonimo ha detto...

In effetti la lombarida è la regione con ilpiù alto uso del viagra...

Piero ha detto...

Scusa Alessandro, ma secondo me è contraddittorio dire che non sia una campagna che non faccia leva sul sesso adducendo la motivazione che ormai tutti ricevono lo spam nella propria casella email riguardante proprio quell'argomento. Pur se gli slogan pro-europa non si riferissero all'argomento dello spam in questione, fanno comunque proprio il "metodo", legittimandolo pienamente, ovvero tentare di far breccia attraverso riferimenti di "debolezza" dando ad intendere che sono presenti e che si potrebbero eliminare se si aderisse a quanto proposto.

Anche se fosse la verità, ovvero che alcuni paesi siano più "deboli" di altri, non pensi che ci sarebbero stati argomenti (seri) e maniere (serie spiegazioni) per comunicarlo?

La pubblicità è l'anima del commercio, ma se cominci ad accettare che leggi, proposte per la collettività, principi ed ideali di convivenza sociale vengano mercificati in questa maniera in nome della "propaganda", beh, allora fai un bell'assist all'economia, ovvero gli sottendi la politica.

Ovvero quel che è successo nella maniera più piena e completa (unico stato in Europa) qui da noi.

La politica per forza di cose dovrebbe regolare (leggi: moderare) anche l'economia, non diventarne un sottoinsieme essa stessa. In un'ottica di convivenza sociale (l'uomo è un animale sociale) questa gerarchia non può essere sovvertita, altrimenti hai quello che vedi oggi. Efficienza zero.

Ciccio Formaggio ha detto...

Berlusconi docet!

Alessandro Arcuri ha detto...

Forse non mi sono spiegato: la campagna non fa leva direttamente sul sesso, lasciando intendere che chi vota sì ce l'ha più grosso (o più duro... remind you of anyone?!) ma si appoggia al fenomeno dello spam "enlarge your penis", dal quale poi viene anche il doppio senso che fa sorridere "enlarge your Europe".
Ma non credo proprio che la gente voti si all'europa per via di tetteculi, dai su!!

crevalcorepadana ha detto...

Perchè l'Europa cos'è se non soldoni bancari e tetteculi all'Erasmus? Questi manifesti segnano chiaramente di cosa si tratti questa "unione", che non potrà che modificarsi radicalmente oppure crollare.

Padanina ha detto...

si lo so che hanno già votato. ma il mio pensiero non cambia su questa brutta idea di europa che ci stanno facendo ingoiare..

Gioann Pòlli ha detto...

Bene, allora tutti gli euroentusiasti diano un'occhiata qui:
http://it.peacereporter.net/articolo/18146/Europa%2C+il+Trattato+dei+burocrati

Tranquilli, non è certo un sito in "odore di leghismo"...

In Italia tutti si stracciano le vesti gridando che la democrazia è a rischio. Ma quando a rischio lo è veramente, su un piano continentale e per di più senza ritorno, nessuno se ne accorge. Le burocrazie e i poteri finanziari non hanno gradito che gli irlandesi, il 13 giugno 2008, hanno detto no? Pazienza, poco più di un anno dopo li facciamo rivotare, questa volta stando ben attenti che la situazione non sfugga più di mano... Per non parlare di tutti gli altri Stati in cui i cittadini sono stati obbligati a rinunciare alla loro sovranità senza che nemmeno ci si sia premurati di chiederglielo. Schifo, schifo e ancora schifo. Il paragone con le "elezioni di Hitler" non è davvero così campato per aria.

gioann pòlli

daniele sensi ha detto...

Gioann,
come ben sai la nostra Costituzione esclude, dalla consultazione popolare, la ratifica di trattati internazionali. Non si tratta di una deroga ai princìpi democratici: i Padri fondatori ebbero uno sguardo lungimirante, e pensarono bene di sottrarre ai sempre possibili irrazionali istinti dei cittadini la collocazione internazionale della Nazione, affidata ad un Parlamento comunque da quegli stessi cittadini eletto, ma che, si presumeva, avrebbe mediato con ragione e saggezza. Il Trattato di Lisbona non è la miglior Carta possibile, ma è già qualcosa: l’alternativa non era un altro documento, bensì il nulla. E tra il nulla e il meno peggio io preferisco il meno peggio. Né mi stupisce che il sito da te suggerito sia di sinistra: su certi temi non capita certo raramente che la sinistra radicale e le destre tradizionali o identitarie si ritrovino dalla stessa parte (si pensi solo all’antiamericanismo). E’ quella dimensione della sinistra che a me piace meno, e che talvolta determina la mia predilezione elettorale per i Radicali.

Gioann Pòlli ha detto...

Daniele, la tua collocazione ideale/ideologica è abbastanza evidente, quindi il tuo pensiero è del tutto comprensibile.
Però nel merito non mi capacito, in linea di principio ma anche in concreto, di come sia possibile istituire questa sorta di "superstato" a forma di ircocervo (o meglio di leviatano...) in cui i cittadini non hanno tutti gli stessi diritti. Fra cui, quello di decidere se rinunciare o meno a porzioni ampie e sempre crescenti della propria sovranità.
Tu parli della Costituzione italiana: quella fu scritta da un'assemblea votata a suffragio universale. Che cosa mi dici del trattato di Lisbona? In nome di chi, di cosa ma soprattutto con quale strumento giuridico legittimo o legittimabile io dovrei rinunciare a parte della mia libertà??? Certo, se rimaniamo nel quadro formale hai ragione tu: l'Ue nasce e si sviluppa fondandosi su trattati internazionali e il referendum in merito, in Italia, non è ammesso dalla Costituzione. Ma dal punto di vista del diritto sostanziale, accidenti se la cosa è diversa! "La sovranità appartiene al popolo", recita l'articolo 1. Fra poco non più, non tutta. Ma al popolo nessuno ha chiesto se rinunciarvi o meno. Ce la stanno letteralmente scippando dalle tasche, di notte, senza che nessuno dica nulla. Peggio dei peggiori ladri. Tu dici che il Parlamento italiano, decidendo per noi avrebbe "mediato con ragione e saggezza". Sei davvero convinto che sia così? Che sia bello, saggio, giusto, inevitabile - solo per un esempio piccolo piccolo, si fa per dire, di ciò che sta accadendo, spalancare le frontiere non solo interne ma anche esterne, e trasferire l'economia reale nel terzo mondo, lasciando a casa milioni di lavoratori "troppo cari" per sfruttare invece la manodopera cinese o indiana? Come vedi, non è una questione di "sinistra radicale" o di "destra identitaria". E' una questione puramente di buon senso. E di sopravvivenza.
gioann

daniele sensi ha detto...

Gioann,
“la sovranità appartiene al popolo”, certo, che però “la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ovvero -anche- non direttamente, poiché il nostro, grazie al cielo, non è un ordinamento a democrazia diretta (come invece talvolta la Lega vorrebbe far credere ai suoi elettori, ad esempio promuovendo raccolte di firme per "scacciare i rom", in evidente violazione di un paio dei suddetti limiti costituzionali - un gioco pericoloso, poiché le conseguenti e doverose azioni giudiziarie, di carattere censorio, vengono inevitabilmente vissute da quei cittadini, aizzati e strumentalizzati, come intollerabili attentati alle loro libertà).
Il trasferimento dell’economia reale “nel terzo mondo” dipende poco dall’UE (che in ogni fase del suo allargamento prevede, da parte dei paesi candidati, il soddisfacimento delle rigide condizioni economiche definite a Maastricht nel 1992 e a Copenaghen nel 1993) e molto dai vizi di sempre del genere umano (avrei potuto dire “del capitalismo”, ma, da un lato, temo che cupidigia e ricerca smodata del profitto siano trasversali ai sistemi economici; dall’altro, non vorrei ritrovarmi in cattiva compagnia, visto che a denunciare i mali del “capitalismo mondialista” c’è rimasto solo più Borghezio, che, a naso, mi pare abbia ben poco a cuore lo sfruttamento della manodopera cinese e indiana...)

gioann pòlli ha detto...

Sai qual è il problema? Che applicare quel "che lo esercita nelle forme e nei limiti della costituzione" a momenti di cessione della sovranità stessa, da un punto di vista del diritto sostanziale, significa snaturare la stessa Costituzione, e non certo per ampliare la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica. Perché qui si mette in discussione il principio di base su cui si fonda la sovranità, non in cui, semplicemente, la si "esercita"… Vorrei poi fare presente che l'articolo 11 della Costituzione recita che "L'Italia (…) consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo".
Allora, limitazioni di sovranità è cosa ben diversa da "cessioni" di sovranità… e poi è tutto da dimostrare che il Trattato di Lisbona sia votato ad assicurare "pace e giustizia" e non già intervenire pesantemente sui diritti dei cittadini anche e soprattutto in materia economica o civile…

Poi che dire a proposito della "condizione di parità" con gli altri Stati? Chiedere un sacrificio di 30 a chi ha 100 è pari a chiederne 30 a hi ha 40? Il trattato di Maastricht, sostanzialmente, garantiva questa parità tra Stati? "Parità", da un punto di vista sostanziale, significa che i cittadini irlandesi o francesi hanno avuto più diritti dei cittadini italiani o spagnoli? Non mi pare proprio.

Qui non è tanto un problema di democrazia diretta (che pure io auspico nelle forme più radicali possibili, proprio come in Svizzera, Stato che mi pare tutto fuorché antidemocratico) ma di rispetto sostanziale della democrazia tout court e delle sue basi. Perché, ragionando solo formalmente senza rifarsi anche ai principi generali su cui si fonda la democrazia, sarebbe anche possibile il paradosso, in Italia, del ritorno della monarchia, abrogando prima di tutto - nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione stessa - lo stesso articolo 139 che lo vieta solennemente…
Gioann

Anonimo ha detto...

Il parlamento italiano ha pienamente in se' espressa la sovranità popolare.

Questo aviene nel momento delle elezioni.

Non si può strillare al popolo solo quando quest fa comodo. Bisogna riconoscere al parlamento piena sovranità popolare, in quanto rappresentanti del popolo.

Il momento in cui si esprime la sovranità popolare sono le elezioni e eccezionalmente il referendum.

Saluti.

gioann pòlli ha detto...

Caro Anonimo, se dici a me, io non "strillo al popolo solo quando fa comodo" ma, come ho detto più sopra, sarei perfettamente d'accordo con il sistema elvetico: sistema parlamentare controllato dalla democrazia diretta sempre e in ogni circostanza. Non solo per decidere il prezzo dei peperoni ma anche e soprattutto quando sono in gioco le funzioni fondamentali della democrazia. E, sempre come il sistema elvetico insegna, piramide invertita rispetto al regime italiano: al vertice deve esserci il cittadino e non lo Stato.
Ciò detto, prendo atto che se per te il parlamento ha piena sovranità popolare su ogni tema, allora nulla osta a che un Parlamento composto per la maggioranza dei due terzi di fedeli al re abroghi l'articolo 139 della Costituzione e poi, di conseguenza, il primo. E faccia tornare i Savoja al loro posto. Oppure, anche peggio, si può anche tornare al solito esempio: la maggioranza parlamentare che sosteneva Hitler aveva piena sovranità popolare. Inutile lamentarsi, quindi...

Padanina ha detto...

molto interessante che quel sito mondial-pacific-comunista XD abbia praticamente le stesse idee della Lega Nord circa l'UE.

mi piacerebbe che la Sinistra tornasse localista.. quanto mi piacerebbe! ..al posto di questo Partito Dementi senza idee.

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