venerdì 16 ottobre 2009

Il brand Italia secondo il francese Rue89

Sull’onda delle polemiche scatenate dalla nomina di Jean Sarkozy, figlio di Nicolas, alla guida dell'Epad (l'ente che amministra la Defense), l’online francese Rue89 dedica una veloce panoramica ad altri casi di figli illustri che –scrive ironicamente il sito- "devono i loro prestigiosi incarichi solo al proprio talento".

Si va dalla Libia, dove il primogenito di Gheddafi dirige la compagnia nazionale delle telecomunicazioni, al Senegal, il cui presidente Abdoulaye Wade ha piazzato il figlio alla testa dell’Agenzia nazionale dell’Organizzazione della conferenza islamica.

Passando per casi simili in Uzbekistan, Gabon e nella Repubblica democratica del Congo si approda, infine, a quella che è la patria del nepotismo: l’Italia, "un esempio da seguire". "Il termine stesso di ‘nepotismo’ trova la propria origine nella lingua italiana", ricorda Rue89, che, citando un certo Piersilvio ed una certa Marina, chiosa: "del nepotismo è italiano pure il il vero purista: Silvio Berlusconi".

d.s.

9 COMMENTI:

Paz83 ha detto...

con un commento ironico mi verrebbe da dire che almeno in questo momento di crisi qualcosa lo esportiamo tenendo sempre alta la bandiera del made in italy

Procellaria ha detto...

C'è un'importante differenza: Piersilvio e Marina stanno in aziende private per cui sono fatti loro e degli azionisti.

Zobi ha detto...

Sì, concordo con Procellaria. Mi pare che l'esempio sia poco azzeccato: son cazzi degli azionisti di Mediaset.

Si può invece ragionare sul fatto che in un Paese che vive di piccole e medie industrie la "successione automatica" dentro le aziende familiari può essere una debolezza.

daniele sensi ha detto...

Procellaria e Zobi,
leggendo il pezzo di Rue89 anch’io ho dapprima pensato la stessa cosa: è un azienda privata, saranno pur fatti loro… Proseguendo con la lettura, però, mi sono detto: uauh, esistono persone, per non dire culture condivise, per non dire paesi, per non dire popoli, che arrivano addirittura a ritenere immorale che qualcuno possa occupare una certa posizione nel settore privato per il solo fatto di essere figlio di qualcun altro. Il problema è che qui tutti si riempiono la bocca di meritocrazia, poi però al giornalista, all’avvocato, al medico viene spontaneo e naturale piazzare il proprio figlio nel piccolo giornale cittadino, nello studio notarile o nel laboratorio odontotecnico, tanto “è solo uno a fronte di milioni di connazionali… del tutto irrilevante.. ”. Moltiplica il tutto per quei milioni di connazionali, però, ed ottieni un sistema sociale dall’ascensione sociale pari a quella indiana. Siamo alle solite: armiamoci e partite...

Fosforo e cervello ha detto...

Ecco il profilo dei violentatori pericolosi che piace tanto alla lega credere essere extracomunitari...

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in effeti per alcune persone non basterebbero 20 anni aper avere la cittadinanza italiana...
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Agghiacciante a Varese
Violenta la figlia per 20 anni
poi molesta la nipotina

E' finito in manette un pensionato della provincia di Varese. Infamante l'accusa: aver abusato sessualmente della figlia fin da quando lei aveva sette anni, per rivolgere poi morbose attenzioni verso la nipotina di 9 anni

eva ha detto...

In effetti trovo normale che un genitore faccia lavorare i figli in azienda, succede anche a chi ha la fabbrichetta.
Se vogliamo indignarci per i nepotismi guardiamo piottosto al figlio di Bossi o a Silvia Garnero che a 25 anni è assessore alla provincia di Milano ed è fra i responsabili per l'expo. ah, ed è anche cugina della Santanchè.

daniele sensi ha detto...

Eva certo che è normale… siamo in Italia, dove Bill Gates, figlio di un avvocato, non si sarebbe mai avventurato nella produzione di software e, nel 2008, non avrebbe mai affidato la guida della Microsoft ad un Steven Ballmer qualsiasi.. Certo poi mi sorprende, però, lo scalpore -eccessivo- di blog e stampa per l’incarico affidato a Renzo Bossi nell’ambito dell’osservatorio sull’Expo di Milano: si tratta mica di un ente pubblico, bensì di una struttura interna alla Lega, quindi.. che ci frega a noi? La questione dovrebbe al massimo riguardare gli elettori leghisti, no?

ALEPH ha detto...

Evvabbè dai, dove cacchio li mettiamo tutti sti figli Dopotutto meglio a far danni nell'azienda di famiglia piuttosto che in quella statale. Almeno poi quando muore il vecchio va tutto a puttane.

Andrea ha detto...

Eh! Quanti ce ne sono di figli di papà a capo di un'impresa! In Francia non mancano, e quelli di Berlusconi non sono gli unici. Almeno -però- sono a capo di aziende di famiglia, e non di enti pubblici come "il Renzo".

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