venerdì 2 ottobre 2009

Libertà di stampa, spuntano i primi crumiri

Come nel ’39 sul fiume Bzura, c’è chi prende parte e si sbilancia, scegliendo di stare con Hitler o con i polacchi. Altri (“Non manca la libertà di stampa, manca la serenità di stampa”: hai detto niente…) decidono invece di attardarsi, champagne in una mano ed iPhone nell’altra, al grottesco ricevimento per lo scampato pericolo, dalle parti di Monaco.

Milan bevve e disse con una risata: “Alla Francia! All’Inghilterra! Ai nostri gloriosi alleati!” poi scagliò con tutta la forza il bicchiere contro il muro; gridavano: “Viva la Francia! Viva l’Inghilterra! Viva la pace!” portavano bandiere e mazzi di fiori. Daladier s’era fermato sul primo scalino; li guardava con stupore. Si volse verso Léger e disse fra i denti: “Che coglioni!”

Jean-Paul Sartre, Il rinvio

7 COMMENTI:

adele ha detto...

Gli accordi di Monaco, come tu ben sai Daniele, segnarono un punto di non ritorno non solo per la Repubblica cecoslovacca, ma per tutta l’Europa intera. Non solo per Praga significò la fine di una democrazia.
L’Europa dovrebbe intervenire, lo diciamo ormai da mesi, invece se ne sta a guardare, esattamente come ieri. La vergognosa faccenda di Rete 4 che continua ad occupare uno spazio illegittimo cos’è se non la prova evidente dell’inerzia e dell’acquiescenza ? Non conosco quel libro di Sartre, ma so di certo che la responsabilità della fine della più bella esperienza di democrazia che l’Europa conobbe , fra le due guerre, fu interrotta tragicamente grazie e soprattutto all’impegno di quel traditore, vigliacco, cinico ( e coglione lui) di Deladier . C’era un’Intesa che quel piccolo Paese aveva stretto con fiducia, per la sua sopravvivenza, con la Francia ( sin dalla pace di Versailles). Ora, detto francamente, non so cosa dice Sartre di Deladier , so solo che quel povero Benes riuscì a far riconoscere de jure il suo governo in esilio, solo quando lui si dimise dalle sue funzioni di primo ministro e uscì fuori dalla scena politica internazionale.
Ma senza andare a scomodare la storia e i suoi interpreti più ambigui e senza scrupoli, oggi come ieri, è evidente che l’Europa sta a guardare. Pensando di occuparsi dei propri problemi domestici , ogni Stato-nazione non fa che perpetuare l’errore di ieri, rendendosi complice, trascurando il fatto che la democrazia dell’Europa stessa è a rischio.

adele ha detto...

Ho scritto Deladier anzichè Daladier. Daniè ,fammi un favore , correggilo, se puoi. Altrimenti, fa niente, lascialo pure così, tanto si capisce a chi mi riferisco ( tanto per cominciare al buon Napolitano con il suo quieto vivere)

Andrea ha detto...

Talvolta Luca Sofri non lo capisco proprio

Procellaria ha detto...

Non bisogna essere troppo duri con Luca Sofri. Sta passando un momento difficile. Gilioli gli ha strappato la leadership nella classifica di blogbabel e queste son cose che fanno male.

Anonimo ha detto...

Sofri chi? lo stesso Luca Sofri che scrive sul Foglio?

daniele sensi ha detto...

@ Adele,
quel libro di Sartre è un romanzo molto articolato e complesso (fa parte di una trilogia, "Le vie della libertà") nel quale i personaggi storici compaiono a mo' di inquietanti presenze sullo sfondo delle vicessitudini quotidiane dei protagonisti. Daladier, nel passaggio citato, che chiude il libro, dà dei coglioni ai francesi osannanti perché questi non avevano capito che la guerra incombeva sulle loro teste. Altro che pace.

@ Anonimo,
sul Foglio ci scriverei anche io, forse. Sono del parere che l'importante sia ciò che si scrive, e non dove lo si scrive (sempre che non si tratti, ovviamente, dell'organo ufficiale di un partito di destra, o di un giornalaccio dalla linea editoriale improntata all'inciviltà)

Padanina ha detto...

più che libertà per me manca la qualità: si passa dai prorgrammi senza sugo di berlusconi ai programmi/inquisizione della sinistra.

per chi ha qualcosa da dire non c'è mai spazio.

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