sabato 17 ottobre 2009

Quando Gad Lerner straparla di meritocrazia

Adoro Lerner quando si occupa di politica e di massimi sistemi. Un po’ meno quando pretende affrontare questioni più terra terra, che attengono alla banale volgarità del vivere quotidiano. Perché qui lo scivolone sta dietro l’angolo.

Scrive oggi Gad sul suo blog, in risposta ad una studentessa della Cattolica che "lamenta il poco peso dato al merito e il troppo peso dato alle conoscenze":

la tv è “il luogo in cui i raccomandati vengono messi in bella mostra e sbattuti in faccia al pubblico, tanto per chiarire che tale andazzo è irriformabile”. Come esempio, propongo agli studenti di badare ai cognomi di tanti giornalisti del Tg5, un elenco di figli di papà che contano. Li invito a vigilare e a denunciare di fronte a chi lavora solo perché “figlio di”

Ben detto. Del tutto condivisibile. Tuttavia al Gad paladino della meritocrazia piuttosto che lanciare lo sguardo tanto lontano, direzione Mediaset, sarebbe bastato spulciare tra la lista degli ospiti del suo L’Infedele, sul cui palco, una settimana sì ed una settimana no, è puntualmente chiamata a dire la sua tal Maria Laura Rodotà, che se non fosse "figlia di" (Stefano Rodotà) mica lo so cosa farebbe oggi nella vita, né se Lerner le darebbe voce e spazio tanto spesso.

d.s.


15 COMMENTI:

Nicola l'Operaio ha detto...

Ben detto Daniele, hai ragione, infatti , io che sono figlio di "nessuno", ci sono andato una volta per sbaglio da Gad, eppure forse avrei più cose sensate da dire io che la Maria LAura!
MA tant'è come dice GAdm non è riformabile il palinsesto delle tv!
Un salutone grande da Nicola!
PS.Se senti Gad, digli da parte mia, che aveva appunto detto, che avremmo fatto qualcosa in autunno in TV!
O forse sono più interessanti gli spunti della Rodotà!!!!!!!

daniele sensi ha detto...

Molto più interessante la Rodotà, ovviamente - dà alla trasmissione quel tocco di (vetero?)femminismo che fa tanto "cultura alta" con poco sforzo.
Comunque Gad ha un indirizzo email pubblico, lo trovi sul suo profilo Facebook,
Ciao.

amaryllide ha detto...

spiacente, Daniele, ma stavolta hai fatto un buco nell'acqua. Sicuramente sarà entrata nel mestiere dalla porta principale rispetto alle decine di migliaia di aspiranti giornalisti che devono fare anni e anni di gavetta gratis o quasi, ma la Rodotà è una giornalista affermata, e non da poco tempo.

daniele sensi ha detto...

amaryllide,
io non dico che la Rodotà non sia brava, vorrei però capire perché non dovrebbero esserlo pure i giornalisti "figli di" che lavorano nelle redazioni Mediaset o Rai, contro i quali Lerner quasi incita il pubblico dileggio. Ci sono forse "figli di" di serie A e "figli di" di serie B?

Rigitans' ha detto...

un Sensi che morde...

"Arturo" ha detto...

"Sensato", scherzi a parte si vive in circoli chiusi che estromettono le persone bravi ma normali in termini di frequentazioni.
Come la politica, l'impresa....

flavia ha detto...

ahia!Adesso Daniele ti vuoi proprio rendere antipatico, come se non ti bastasse...
Guarda questa Rodotà non la conosco, ma come la giudichi?E' per te non valida nel suo ruolo da Gad Lerner?
Un esempio piu' esplosivo : tu sai le reazioni che sta raccogliendo un Jean Sarcozy in Francia...Io sono in piena nausea quando.... leggendo un articolo di Le Monde proprio di oggi, nella sua pagina editoriale fa notare quanto le accuse di nepotismo crollano, quando alla base manca un giudizio sereno sulla persona oggetto della presunta pistonata e sulle effettive capacità che ha dimostrato avere, vuoi anche se grazie a una famiglia che ha trasmesso fin dalla culla certi comportamenti.
Il problema è quando l'erede "al trono" rivela gravi ignoranze, incompetenze e cio' nonostante gli si lascia ruoli di responsabilità.
Insomma questa Rodotà : è una incapace? Perchè se non lo è, io mio malgrado devo accettare nel suo curriculum che il padre l'ha resa piu' disinvolta di altri in questo mestiere che ha scelto.
E questa resta pur sempre una sua qualità, che a noi è vero,non è stato dato di avere.

francesco (pier giuseppe) lo piccolo ha detto...

questa volta non condivido il tuo punto di vista. Buco nell'acqua, dice bene Amaryllide

daniele sensi ha detto...

Francesco e Flavia,
ho forse scritto che la Rodotà non è brava? Ho solo chiesto come mai i gggiovani dovrebbero ribellarsi e denunciare (questo l'invito rivolto loro da Gad Lerner) i giornalisti di canale5 (tutti incapaci?) solo per via del loro cognome mentre invece a gente come la Rodotà andrebbe riservato un trattamento preferenziale. Forse che il nepotismo quando è esercitato a sinistra va bene e diventa meno ingombrante? Non sono un fanatico della battaglia contro i "figli di", ma nemmeno sopporto l'ipocrisia di certi richiami alla morale ALTRUI.

francesco (pier giuseppe) lo piccolo ha detto...

apprezzo la tua risposta, cmq dubito assai che Gad chami in tv Maria Laura Rodotà, perché "figlia di". Tutto qua. questo volevo dire. con amicizia

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Non è possibile esprimere un giudizio sui singoli casi, senza entrare nel merito specifico della persona coinvolta. Per quello che capisco, Lerner ha citato un fatto statistico: troppi parenti, così da autorizzare almeno il sospetto che non tutti siano meritevoli.
Detto così, mi pare che citare la Rodotà non ha granchè senso: tra l'altro, a me sembra una persona intelligente, e anche Giuliano Ferrara la invitava spesso quando conduceva "Otto e mezzo", e ne aveva grande stima. Ad occhio e croce, mi pare improbabile che anche Ferrara se la sia fatta raccomandare dal padre.

daniele sensi ha detto...

No, la invita perché scrive articoli imprenscindibili. Ed intanto nemmeno uno che abbia difeso la possibilità che anche a Mediaset ci possa essere un giornalista in gamba, nonostante il cognome eccellente: solo la Rodotà ha da essere difesa, contro gli altri, invece, occorre "vigilare e denunciare". Perchè? Perchè? Perché?

paolo ha detto...

mi sfugge il senso della polemica:assodato che la meritocrazia latita in tutti i campi lavorativi e che essere "figli di" vale ben più di un master ad Harvard, ci sono comunque i bravi e i pessimi. Ognuno quindi si assuma la responsabilità delle proprie scelte. Un Talk Show come l'infedele lo guardo se ha una sua coerenza intrinseca al discorso informativo che vuol sviluppare e alle diverse voci che vuol far sentire. Lerner sceglie la Rodotà (che a me non piace, tra l'altro) nella sua veste di autore giornalistico, non credo per altro che la funzionalità a quello che vuole rappresentare.
Altra cosa è appaltare un ramo d'azienda (con i risultati che si possono verificare) a raccomandati, in massa.

flavia ha detto...

Daniele ho letto adesso la tua spegazione e te ne ringrazio : hai ragione. E' ipocrita e manipolatorio prendersela solo con i figli di Mediaset...e se veramente ha avuto questa bavure, Gad Lerner riprenditi!
Comunque la critica "è figlio di", dura poco : meglio vedere quanto vale.
Il problema è poter fare fuori, un erede che non merita...e questo non so se è sempre possibile.

daniele sensi ha detto...

Paolo, te lo spiego meglio il senso della polemica: anche per Repubblica e per Vanity Fair collaborano o lavorano dei "figli di", ed anche Repubblica e Vanity Fair (testate sulle quale Lerner scrive) appartengono a società private; perchè dovremmo dunque prendercela solo con i "figli di" di canale 5?

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