domenica 6 dicembre 2009

Il No B. Day sulla stampa francese: "Un'enorme manifestazione di gente stufa di Berlusconi"

La stampa francese (molto più attenta alle notizie estere di quanto non lo sia quella italiana – blogosfera compresa) non ha dubbi: il No B. Day è stato un successo. Un enorme successo. A cominciare dal conservatore Le Figaro, che titola, in home page: "In 400.000 dicono no a Berlusconi":


Il progressista Le Monde, che già venerdì aveva dedicato ampio spazio all'ambiziosa iniziativa dei blogger italiani, racconta l'evento per immagini, in una galleria richiamata in home nella colonna principale, seconda notizia - mica in un trafiletto laterale, tra un Google Adsense e le previsioni meteo:


Di "migliaia di italiani" che "dicono no a Berlusconi" scrivono pure il magazine Le Point ed il Nouvel Observateur , il settimanale querelato dal premier per l’articolo "Sesso, potere e menzogne":


L’Express si spinge oltre, e riportando un dispaccio Reuters riferisce di una "enorme manifestazione contro Silvio Berlusconi":



Stesso titolo per il telegiornale del primo canale televisivo francese (TF1), il cui servizio si apre con le affascinanti immagini del No B. Day parigino, tenutosi al Trocadero sul "parvis des Droits de l’Homme", ovvero nei pressi di quel "Palais de Chaillot" in cui venne firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

"Enorme manifestazione" anche per France Info (radio di Stato), che scrive: "In 500 mila, a Roma, gridano la propria esasperazione a Berlusconi":



E mentre il network 2.0 Le Post raffigura un attapirato Berlusconi versione Calimero ("E’ un’ingiustizia però…"), il sito di costume e società Gala sottolinea la novità di una manifestazione, di tali dimensioni, nata dalla Rete: "Berlusconi disarcionato dalla scalciata del Web" è il titolo di un articolo in cui si osserva: "Il sussulto democratico italiano si nascondeva là dove Berlusconi non se lo aspettava. E’ nei network di internet che la rivolta si alimentava. Ed essa non è restata virtuale".

Commento simile a quello dell’agenzia di stampa francofona made in Israele Guysen International News, per la quale quella contro Berlusconi è una "contestazione di una nuova era".

Daniele Sensi

16 COMMENTI:

Aglio E Cipolla ha detto...

Guarda, io ti dico: GRAZIE :) !

Anonimo ha detto...

non capisco il significato del post. ti sorprendi che i quotidiani francesi facciano cronaca internazionale?

www.maurod.ilcannocchiale.it

fabrizio ha detto...

i quotidiani francesi fanno informazione cosa che non si può dire purtroppo dei nostri giornali!!!!

Andrea ha detto...

Ma come? In Francia nessuno nemmeno di destra crede alle cifre della questura italiana (90 000)?...

Anonimo ha detto...

tutte balle

http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=Prima%20pagina

www.maurod.ilcannocchiale.it

Anonimo ha detto...

bei tempi quando c'era mortadella al governo, o la dc, o mussolini
Mi sa che la gente non e' mai contenta.

Se non vi stava bene Berlusconi bastava non votarlo e che la gente non va manco a votare e poi rompe.

adele ha detto...

Questa è prova che il consenso bulgaro che il regime vanta è gonfiato. E' la prova straordinaria che gran parte dei voti presi da Forza Italia- PDL, in questi anni, sono voti clientelari , sono consensi comprati attraverso i favori di Mafia e Camorra

daniele sensi ha detto...

Adele,
certe affermazioni lasciamo che sia, eventualmente, la magistratura ad accertarle. Lo Stato di diritto è anche questo: nessun governo, nemmeno il più detestabile, può essere tacciato di connivenza mafiosa fino a -certa- prova contraria.

Inoltre non posso credere che la metà del Paese che ha dato il proprio consenso a Berlusconi sia fatta da fiancheggiatori di Cosa nostra. La realtà è più semplice e, forse, più amara: buona parte dell'elettorato italiano -vuoi per ingenuità, vuoi per compiacenza, vuoi per opportunismo- ha deciso di farsi abbindolare dal modello culturale proposto dall'attuale Maggioranza.

Aglio E Cipolla ha detto...

Mi permetto se non disturbo d'inserire un mio pensiero:

"Cosa nostra: sarà mica che porta male il viola?"

vV alias Signor Complotto

Ps. Pensiero che rimanda (link interno) su questo post, ci mancherebbe altro :)
Ps2. Sono francese e vivo tra di voi

adele ha detto...

Balle, tutta retorica, che è passata anche a sin, come spesso accade con i messaggi più populisti e martellanti del ducetto . Daniele, c'è una cosa che nessuno osa dire e che, a suo tempo, evidenziò Norberto Bobbio. Silvio Berlusconi è stato eletto dalla maggioranza del corpo elettorale è vero, ma la sua elezione, in un'altra democrazia, non sarebbe potuta avvenire, perchè la sua candidatura sarebbe stata messa in discussione (o sarebbe stata giudicata giurisdizionalmente incompatibile) principalmente per i seguenti motivi: 1-il macroscopico conflitto di interessi 2- Le sue pendenze giudiziarie sia civili, sia penali.
Se ci aggiungiamo poi l'altro impudente colpo di mano.... nelle ultime elezioni,incredibilmente ( senza che la CC sia intervenuta per impedirlo) , ha fatto pure passare la scheda con l'indicazione del suo nome e oggi rivendica una sorta di cambiamento di regime in senso neoparlamentare , cioè caratterizzato dall'elezione diretta del primo ministro.

Tutto questo, caro Daniele, si definisce con una precisa espressione, ma nessun membro dell'opposizione - eccezion fatta per Di Pietro, alcuni insigni giuristi, qualche politologo e la stragrande maggioranza degli osservatori internazionali- osa pronunciare questa formula:
SOVVERTIMENTO DELLE REGOLE PROCEDURALI, cioè delle cosiddette regole del gioco democratico ( vedi definizione di Schumpeter).
Non può esservi democrazia laddove la competizione elettorale non si svolga in modo LIBERO, dove la maggior parte dei mezzi di informazione sono in mano di un unico attore.
Il primo criterio che differenzia la democrazia d un regime autocratico è proprio : la libertà del voto.
Alla gente comune si continua a ripetere il solito ritornello , che il premier è stato eletto democraticamente, ma non è così, non è affatto così, Daniele.
Questo è un paese anomalo ed è anche un paese abitato per la maggior parte da gente che IGNORA il termine democrazia. Ci riempiamo la bocca di questo termine , ma non sappiamo che se non si rispetta la democrazia formale , senza il rispetto delle regole procedurali, non si può avere democrazia so-stan-zia-le.
E questo non me lo ha insegnato la Bindi , o Di Pietro... l'ho imparato attraverso i miei studi politologici e giuridici ( e credo di aver una certa competenza ).

daniele sensi ha detto...

Adele,
un conto è dire che "l'elezione di Berlusconi, in un'altra democrazia, non sarebbe potuta avvenire", altro è sostenere che l'Italia è al momento retta da un governo mafioso. Nel primo caso, siamo nel libero scambio delle idee (e di una idea che tra l'altro io condivido); nel secondo, invece, siamo nel codice penale.

adele ha detto...

Nel codice penale c'e lui e ci rimane, sia nel primo caso, che nel secondo.
Non solo è stato eletto aggirando le regole ... Dico e scrivo anche che Silvio Berlusconi governa , come Mussolini , che senza abolire lo Statuto albertino aveva introdotto norme antisistema. Quindi lo dico e lo sottoscrivo: SB governa secondo la prassi dell'illegalismo.
Riguardo poi il secondo caso, non ti preoccupare Daniele, se qualcuno verrà a chiedermene conto , sono sempre pronta a prendermi le mie responsabilità (le mie e mie soltanto, non le tue) e, a dimostrare, eventualmente, che non è solo Una MIA opinione, ma opinione diffusa e che può esser sottoposta alla prova dei fatti. Basta andare in Sicilia e vedere cosa accadein tempo di campagne elettorali... come si mobilitano certe forze politiche PER COMPRARE I VOTI, LO VEDONO TUTTI.
Conosco bene quella realtà. Non si parla , non si dice , ma tutti sanno come funziona "il gioco" . E' il segreto di Pulcinella, come i rifugi dei latitanti che rimangono segreti "per una vita".
Appena vengono alla luce,però siamo tutti pronti a linciare il boss e a far sentire la voce sdegnata della nostra coscienza civile.
Comunque, se hai paura che ciò che scrivo possa danneggiare il tuo blog o di altre ritorsioni...no problem, da qui esco, Daniele.

storico ha detto...

il progetto come fai rilevare tu non esiste
il No B day, spacciata per grande novità, in realtà non aggiunge nulla che già non sapessimo riguardo alla politica italiana: l'opposizione si basa sull'antiberlusconismo e spera di eliminare il Cavaliere con l'aiuto delle toghe rosse. E Silvio avrà sempre buon gioco nel mantenere dalla sua la maggioranza del paese

Spatuzza e il No-B Day : la strana alleanza contro Berlusconi

AzzurraPensiero ha detto...

Grazie per questo post!
Bel lavoro!
Kisses
Azzurra

giuseppe ha detto...

IL VIOLA: LUTTO DEI PREGIUDIZI

Il 5 dicembre 2009 a Roma muoiono, in un genocidio di gioia e allegria, le convinzioni ideologiche e politiche di una generazione vecchia e polverosa che annega in un fiume debole e diffuso di persone qualunque.
Presente in questa manifestazione spontanea, nata su internet con chiari intenti apartitici e politici, posso certificare che gli unici errori, commessi in questo evento ben riuscito, sono attribuibili ai miei pregiudizi e a quelli di chi come me non si è fatto pervadere dal primo istante dal vero messaggio di questa dimostrazione pubblica.
La mia non totale consapevoleza sale su un pullman di facce e nomi sconosciuti, eccezion fatta per gli amici venuti con me, che prendono posto in maniera composta e mai imbarazzata per affrontare il viaggio Torino-Roma. I primi discorsi tra gli occupanti si sviluppano dopo un paio d’ore di tragitto, tra quelle persone circa dieci anni più grandi di quei ventenni che popolano il pullman. Discorsi generali fra persone simili nei modi e nel vestire, tra cui però due risaltano per la loro diversità. Sono due gemelli che portano capelli molto corti e ordinati, vestiti curati, viola dalla testa ai piedi e hanno un modo di parlare di politica che ostenta i luoghi comuni dell’attuale situazione Italiana. Diciamo che sono due note stonate, ma inserite a tempo, in un sound che non segue il solito trend da “manifestazione”. Continuo ad osservare questi due tipi e c’è poco da fare: sono due sbirri! Scusate l’uso di quest’ultimo termine, è chiaro che un mestiere non può identificare qualcosa di diverso. Mi preoccupo di questa mia intuizione e parlando con altre persone a bordo concretizzo che questa ipotesi è da molti condivisa e più reale di quanto immaginassi. Così decido di parlarne, in una sosta all’autogrill, con Marco uno degli organizzatori del nostro pullman. Rimango imbambolato quando con molta serenità questo ragazzo, mio coetaneo, vicino ad un orinatoio replica la mia notizia dicendo: «E che problema c’è, non stiamo andando a fare nulla di male».
Manca una mezz’ora all’arrivo e rifletto su ciò che mi ha detto Marco…
Che problema c’è? Be lui… lui… sta lavorando. Sì sta lavorando. Allora c’è poco da preoccuparsi, posso solo pensare: beato lui che un lavoro lo ha.
Tra le mille foto che questi due operai dell’ordine in borghese ci scattano, pur non avendo scambiato molte parole con loro, mi rendo conto che ci stanno aiutando a scrivere con vernice bianca su telo viola la frase: LA POLITICA VA FATTA CON LE MANI PULITE. Ed è osservando quella scena che una certa consapevolezza si fa spazio in me. Infatti sarà proprio quando tireremo su questo striscione, con accanto un poliziotto, che partirà accidentalmente un colpo di pistola che colpirà e ucciderà il mio pregiudizio. Ho scattato anch’io delle foto in cui compaiono i volti di questi due gemelli, che non divulgherò per rispettare il loro lavoro, forse meno eccitante di quanto immaginassero, e ringraziarli dell’impegno.
Che tu sia un travestito (molto di moda in questi mesi), un poliziotto in borghese o in uniforme, un rappresentante politico, un manifestante ingenuo con la bandiera del Che Guevara, un signore con cartello che riporta la scritta MENO MALE CHE GIANFRANCO C’È, uno studente spaventato da un futuro in Italia, se impugnavi un’agenda rossa o la bandiera del tuo partito… eravamo tutti lì a far morire vecchi sistemi e pregiudizi, senza fiori nei cannoni o spranghe di legno, ma nati da internet e con un colore appresso: il viola.


6/12/2009, Torino, Giuseppe Vinci

Reporter x caso ha detto...

Ed ecco un esempio di come la sinistra italiana vuol combattere il governo mafioso di belusconi.
Tratto dall' espresso, un articolo di Travaglio del 29 febbraio 2008.

Già la decisione del Pd di preferire Anna Finocchiaro a Rita Borsellino come candidata a governatore di Sicilia, senza passare per le primarie (vinte dalla Borsellino nel 2006), ha causato qualche maldipancia tra gli elettori. Ma i dolori di stomaco sono decisamente aumentati quando s'è appreso dalla stessa Finocchiaro, intervistata da 'Repubblica Tv', che il suo programma lo sta scrivendo un trust di cervelli guidato da Salvo Andò. Alcuni spettatori di buona memoria hanno protestato on line. E la Finocchiaro è sbottata: "Andò è una persona di grande livello culturale, un cultore di diritto pubblico. Non capisco.".

Aiutiamola a capire: Salvo Andò, classe 1945, ex deputato e ministro craxiano, già docente nel prestigioso ateneo di Malta, ora rettore dell'università Kore di Enna e dirigente dello Sdi, è un personaggio - per così dire - controverso. Nel 1993 la Dda di Catania chiede l'autorizzazione a procedere contro di lui per voto di scambio con Cosa Nostra: i collaboratori di giustizia che hanno appena fatto arrestare il loro capo Nitto Santapaola raccontano come il boss latitante incontrasse Andò e lo appoggiasse alle elezioni. Claudio Samperi, che faceva campagna per Andò ricevendone buoni benzina e denaro contante, spiega che l'onorevole ricambiava con "favori nei processi". Giuseppe Puglisi, braccio destro di Santapaola, conferma. In uno degli ultimi covi della latitanza del boss la polizia trova un cartoncino intestato 'Camera dei Deputati' con una scritta a penna: "Cari saluti, Salvo Andò".

Già nel 1985 un membro dell'assemblea nazionale del Psi, Enrico Salluzzo, scrisse a Craxi che un fedelissimo di Andò, Andrea Finocchiaro, "trait d'union per fini elettorali con la malavita organizzata, influenza decine di migliaia di voti e ha tesserato interi clan mafiosi". Finocchiaro verrà ucciso dalla mafia pochi giorni dopo aver inaugurato, insieme ad Andò, una sezione del Psi nel quartiere San Cristoforo. Claudio Fava racconta tutto in un libro: Andò lo querela e vince in primo grado, ma perde in appello: "Il fatto non è reato". Andò viene poi assolto dal voto di scambio. Ma è rinviato a giudizio per le tangenti sul centro fieristico di Viale Africa (appalto da 173 miliardi di lire), pagate e confessate da uno dei 'cavalieri dell'Apocalisse': Francesco Finocchiaro.


E, il 23 luglio '93, viene arrestato per le mazzette sulla ristorazione nell'ospedale di Catania. L'accusa, poi derubricata in finanziamento illecito, cade in prescrizione. Per Viale Africa invece Andò viene condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi e in appello a 4 anni; poi la Cassazione annulla con rinvio e nel secondo appello scatta la prescrizione, grazie alle attenuanti generiche. Il 'cultore del diritto' sa che chi vuol essere assolto nel merito può rinunciare alla prescrizione. Ma se ne guarda bene.

Nel 2004 la Cassazione conferma che il tempo è scaduto, ma mette nero su bianco che i fatti sono veri e gli imputati i soldi li hanno presi. Forse è per questo che Andò s'è tenuto stretta la prescrizione. Salvo di nome e di fatto. Ora che scrive il programma della Finocchiaro, c'è da giurare che si batterà come un leone per irrobustire la giustizia siciliana e ridurre finalmente i tempi intollerabili dei processi. Tanto lui non ne ha più.

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