martedì 31 marzo 2009

Ai migranti morti stanotte in mare, e a tutti i naufraghi della Speranza



"Mamma, fa freddo... e il sale del mare pizzica sulla bocca... dov'è papà?... più giù?

... E' buio, più giù... però... guarda che cosa strana: ci sono pesci con tutti e due gli occhi sulla stessa guancia... che buffi!


Dove stiamo andando?... Dammi la mano, mamma, sennò mi perdo... Sei sicura che questa è la strada giusta?... Certo, è vero,... che domanda sciocca: se vanno tutti laggiù, è la strada giusta per forza... e quanta gente che c'è... ma perché anche la barca viene giù con noi?


Mamma cos'è quella torre?... e quelle mura?... E tutti quei signori e quelle signore che ci salutano sorridenti... Siamo arrivati in Italia, mamma?


Io la credevo diversa, l'Italia: col sole, la pizza, la Moda, la televisione... Però almeno sono gentili: guarda quante feste che ci fanno... e non ci chiedono neanche il passaporto... mica ci trattano male come quelli di prima... Mamma, che cosa c'è scritto su quel cartello?


... Atlantide?... E che vuol dire?... E' una città?... E' vicino a Brindisi?... Hai visto come sono strani? Hanno una coda al posto delle gambe...


Mamma, ho freddo alle gambe... non me le sento... forse anch'io non ce le ho più, come loro... Sta diventando tutto così buio... Mamma, chi è questa signora con la coda che mi prende in braccio? Che gentile... Ciao, signora... Evviva l'Italia...
"


(Editoriale, Boxer, 5.04.1997)

venerdì 27 marzo 2009

"La nostra gente non deve mangiare porcherie arabe"

Regione Lombardia: giro di vite sui kebab

video

clicca per ascoltare l'estratto audio


Non si contano più, oramai, le ordinanze comunali che sanno di giro di vite sulle kebaberie. A dire il vero tali misure colpiscono tutte le attività artigianali di carattere alimentare, comprese, quindi, pizzerie d’asporto e gastronomie: non perché fare altrimenti sarebbe incostituzionale, ma perché si tratta solo di tutelare l’ordine pubblico o il patrimonio culturale dei centri storici. E davvero si peccherebbe di malafede a coltivare il sospetto che qualche amministratore locale possa essere mosso dalla convinzione che occorra vincolare la libertà d’impresa alla nazionalità dell’esercente.

Pare che simili costituzionalissime restrizioni saranno adottate, a breve, anche dalla Regione Lombardia. Intervistato, su Radio Padania, da Renata Galanti (responsabile delle Associazioni padane, nonché membro del Consiglio nazionale consumatori -organo dello Stato italiano- e del Gruppo tradizione alimentare italiana -facente capo al ministro Zaia-) è Daniele Belotti, consigliere regionale della Lega Nord, ad illustrare il provvedimento che la prossima settimana sarà approvato dalla Commissione attività produttive. Queste le parole con le quali introduce l’argomento:

“La gente nostra deve comprare i nostri prodotti: non deve di certo andare a mangiare quelle porcherie di stampo arabo”.

Ma non ci si indigni: ovviamente Daniele Belotti si sarà espresso male, perché, ovviamente, la Lega Nord ce l’ha con gli immigrati che delinquono, mica con quelli che vengono qui per lavorare…

Daniele Sensi

mercoledì 25 marzo 2009

Cos'è la Democrazia? Ce lo spiegano i socialisti e i verdi tedeschi

C’è chi, come l’associazione One City, chiede ai principali partiti degli Stati membri di inserire a capolista candidati ancora più anziani, e chi –il socialista Martin Schulz ed il verde Daniel Cohn-Bendit– propone di modificare il regolamento assembleare. Il tutto per evitare che il prossimo 14 luglio, se eletto, possa essere il leader francese del Fronte Nazionale, Jean-Marie Le Pen, a presiedere, in quanto deputato più anziano (81 anni), la seduta inaugurale del Parlamento europeo.

Non importa se si è stati votati, non importa che si pretenda dar voce a “ciò che la gente pensa, a ciò che il Popolo vuole”: per i socialisti e per i verdi tedeschi chi costruisce il proprio consenso sulla xenofobia e sul razzismo –o magari dichiarando la Shoah “un dettaglio della Storia”- non è degno di rappresentare un’istituzione democratica. Questione di principio.

Daniele Sensi

Aggiornamento:
Bruxelles, 26 mar. (Adnkronos/Aki) - I gruppi politici del Parlamento Europeo hanno trovato un'intesa a Strasburgo per modificare il regolamento interno in modo da impedire al leader dell'estrema destra francese Jean-Marie Le Pen di presiedere la seduta inaugurale della nuova assemblea a luglio, dopo le europee di giugno. Lo si apprende da fonti parlamentari.

lunedì 23 marzo 2009

Non ho trovato altre foto

Ecco Giuseppe Candido, l'uomo che venerdì scorso ha ucciso a coltellate, nel bresciano, la sua ex fidanzata, Patrizia Maccarini.

(Ovviamente il Sole delle Alpi, alle sue spalle, è solo un dettaglio)


martedì 17 marzo 2009

Mario Borghezio: "Il regionalismo è solo una copertura. Noi siamo sempre i fascisti di un tempo"

Una video inchiesta francese smaschera il leader europeo del Carroccio

Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio. Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ovvero di quel Philippe Vardon che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobia ma, anche, di ricostituzione di partito fascista) non s’è accorto di come la telecamera che lo riprendeva durante il suo intervento inneggiante al solito “Padroni a casa nostra” abbia continuato a seguirlo anche successivamente, quando, allontanatosi dalla sala ed appartatosi con alcuni esponenti della destra identitaria nizzarda, s’è messo, sottovoce, a suggerire agli amici francesi la strategia da seguire al fine di poter uscire dall’isolamento politico.

Queste le sue parole:
Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma, sotto sotto, siamo sempre gli stessi.


(il passaggio su Borghezio comincia al quinto minuto)




Ovviamente, onde tutelare l'onorabilità delle proprie battaglie, la Lega Nord (che non è un partito fascista, che al di là del federalismo e della sicurezza non persegue secondi fini, e che quando legifera contro i migranti lo fa per tutelare i migranti stessi) senza esitazione provvederà ad espellere dal partito l’eurodeputato Mario Borghezio...

Il video fa parte di un’inchiesta (“Ascenseur pour les fachos”) dedicata al montare dell’estrema destra in tutta Europa, trasmessa venerdì sera dal francese Canal Plus. Dall’Ungheria alla Svezia, passando per la Francia e la Germania, il reportage è un inquietante viaggio in quella galassia neofascista e neonazista che, ovunque, guadagna terreno. Per buona parte, però, il documentario si focalizza sull’Italia. Perché solo in Italia quelle formazioni della destra radicale che, altrove, sono tenute a debita distanza dai grandi partiti di governo, possono vantare -tutti insieme- ministeri, scranni parlamentari e amministrazioni comunali.

“E’ caduto un tabù, in Italia”, dice la voce narrante: “quello del fascismo”. E non si tratta solo di CasaPound che, tramite la sua organizzazione giovanile, il Blocco Studentesco, davanti alle scuole distribuisce volantini dagli equivoci contenuti senza che nessuno dica nulla, bensì -più in generale- di una sorta di acquiescenza ad un clima fatto di ordinarietà che tende a legittimare il fascismo, dandogli una parvenza di normalità.

Nelle immagini non ci sono solo il premier Berlusconi che minimizza gli orrori del Ventennio (“Mussolini non ha mai ucciso nessuno – ha giusto mandato qualcuno in vacanza”) o gruppi di suoi sostenitori che a lui inneggiano acclamandolo come nuovo duce. Ci sono anche due sindaci esemplari: Flavio Tosi e Gianni Alemanno. Il primo viene mostrato alla testa di un corteo organizzato da Forza Nuova e Fronte Veneto Skinheads, a braccetto con Andrea Maggioranzi, consigliere comunale che del Fronte Veneto è stato leader. Di Alemanno, invece, viene presentata una foto inedita che lo ritrae al funerale del suo “consulente personale”, Peppe Dimitri, uno dei fondatori di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L’attuale sindaco di Roma, circondato da braccia tese, porta in spalla il feretro, a pochi passi dal saluto romano di Gabriele Adinolfi, protagonista di spicco degli anni di piombo condannato per appartenenza ad organizzazioni terroristiche (ancora Terza Posizione e Nuclei Armati Rivoluzionari).


(a 4 minuti e 35 secondi il passaggio su Tosi, Berlusconi e Alemanno)





venerdì 13 marzo 2009

Che coraggio, Toni Capuozzo!

Toni Capuozzo, quello che ha iniziato a fare giornalismo con Lotta Continua per rimanere poi folgorato dall’ultima, insostenibile Oriana Fallaci, sarà ospite, il 26 marzo, di CasaPound.

L’evento, che avrà per tema "Il giornalismo come coraggio", sarà trasmesso in diretta su Radio Bandiera Nera...

Ci vuole proprio coraggio, è vero.

mercoledì 11 marzo 2009

La Gazzetta Rumena sbatte il mostro italiano in prima pagina

Nessuno spirito di rivalsa. Bensì un esperimento (ed una lezione di giornalismo per molti media italiani). Ringrazio Ana-Maria, conduttrice di Radio Galileo, per la segnalazione.

martedì 10 marzo 2009

Laura Dora Mazzei, 22 anni. Miss di un paese che non esiste

Si sussurra che Laura Dora Mazzei, la neoeletta Miss "Padania" 2009, si stia già preparando per il suo prossimo concorso di reginetta: Miss Universo (quello vero, mica quella panzanata cui ogni anno concorrono nazioni del tutto leggendarie come Venezuela, Italia e Stati Uniti!).

La bella ventiduenne del Pianeta verde (pianeta da non confondere con Namecc, terra di saggi in cui non si organizzano competizioni il cui regolamento richieda residenza in loco “da almeno dieci anni consecutivi” e fedeltà “agli ideali dei Movimenti che promuovono il Paese che non c’è”), dovrà vedersela con bellezze esotiche provenienti da ogni angolo del Cosmo.

Si sono già guadagnate l’ammissione alla finalissima della kermesse intergalattica le miss dei pianeti Yura, Fleed e Silver Millennium. Se pure la partecipazione dell’ormai celebre Lamù di Uru dovesse venir confermata, alla bella Dora Mazzei converrà risparmiarsi il costoso biglietto d'andata del Galaxy Express 999...

venerdì 6 marzo 2009

Obbedisci e credi!

Tempo fa (ben prima che aprissi questo blog) m’accadde qualcosa di “curioso”. Era estate, ed ancora coordinavo il gruppo provinciale giovanile di Rifondazione comunista. Una nota sulla stampa locale faceva sapere che il Comando dei Carabinieri, onde garantire, durante le vacanze, l’inviolabilità degli alloggi cittadini, avrebbe avviato tal operazione “Estate sicura”, ovvero avrebbe tenuto sotto controllo i campi nomadi della città. Mi infuriai: che le forze dell’ordine mettano in atto strategie di sicurezza va bene, ma che, nel farlo, ricorrano a conferenze stampa veicolando, tra l’altro, l’assunto che, a prescindere, i ladri sarebbero i nomadi lo trovai -e lo trovo- non poco detestabile.

Espressi le mie contestazioni in un comunicato stampa. Risultato? I “grandi” del Partito -la “Segreteria” (brrrr…)- si dissociarono (questo è uno dei tanti motivi che mi avrebbero poi portato ad abbandonare la cosiddetta sinistra radicale), e i Carabinieri mi convocarono in caserma – ricevuto, nientepopodimenoche, dal Comandante provinciale.

Stasera apprendo che una certa istituzionale insofferenza per il dissenso e la critica non è venuta meno, anzi…

Riporto un dispaccio dell'Adnkronos:

Critica ronde padane su Facebook e viene convocato in questura

Bologna, 6 mar. - "A Piacenza un militante dei Giovani Comunisti è stato convocato in Questura, e interrogato, perché su Facebook ha attaccato le ronde padane e l'operato delle forze dell'ordine che, sottraendo tempo e risorse ad attività più utili ed efficaci, le hanno scortate qualche giorno fa".

Lo denuncia Nando Mainardi, segretario di Rifondazione comunista dell'Emilia Romagna, rilevando che si tratta di "un ulteriore segnale dell'urgenza democratica che stiamo attraversando: è proibito manifestare (dieci manifestanti sono stati fermati e portati in Questura a Piacenza proprio mentre contestavano le ronde) ed è proibito criticare. E chi lo fa diventa un pericolo pubblico". "Condivido il merito delle affermazioni di Nicolò e scriverò anche su Facebook - assicura - la mia condivisione".

mercoledì 4 marzo 2009

Ronde, Le Monde: "In Italia sono alla barzelletta"

Traduco un articolo apparso oggi su Le Monde.

In Italia la polizia deve proteggere quelle ronde che dovrebbero supplire... la polizia
Scambio di insulti e di ceffoni a Padova (Veneto). Altri insulti, ceffoni ed un dito rotto a Piacenza (Emilia-Romagna). Il bilancio delle “ronde”, sabato 28 febbraio e domenica primo marzo in Italia, non sarà quello di un incontro di rugby ma testimonia una certa tensione tra i promotori di tale iniziativa e i loro avversari: a Padova, come a Piacenza, è dovuta intervenire la polizia per separarli.

Autorizzate da un decreto legge del governo lo scorso 21 febbraio, a seguito di una serie di stupri commessi alle porte di Roma, le ronde ufficializzano, di fatto, le ronde padane introdotte nel 2006 nel nord-est del paese dal partito populista e xenofobo della Lega Nord. In teoria esse sono sottoposte al controllo di sindaci e prefetti. I volontari, che devono iscriversi in un registro della polizia al fine di evitare elementi estremisti o violenti, non sono armati, ma equipaggiati di telefoni cellulari, walkie-talkie, torce e fischietti.

Le iniziative si sono moltiplicate. Venerdì 27 febbraio, a Padova, una decina di volontari, battezzati “Veneto sicuro”, hanno pattugliato i quartieri sensibili della città. Con addosso un bizzarro gilet giallo a strisce fluorescenti che li fa sembrare fognaioli, hanno trovato, sulla loro strada, un gruppo di giovani del movimento altermondista contrari alle ronde. L’indomani, a Piacenza, i guastafeste sono stati i militanti di Rifondazione comunista, con in volto delle maschere di carnevale…

Gli intervenuti poliziotti non hanno apprezzato di dover garantire l’incolumità di chi vorrebbe ristabilire la sicurezza al posto -e meglio- dei poliziotti stessi. “Lo sa, il Governo, che abbiamo dovuto utilizzare tre poliziotti e tre carabinieri per proteggere questa iniziativa pericolosa e inutile?”, si lamenta, irritato, il sindacato autonomo della polizia padovana.

Il principale sindacato dei carabinieri, il Cocer, sostiene che “azioni di questo tipo sono irrealizzabili”, e chiede di incontrare Silvio Berlusconi, per spiegarglielo. Secondo i rappresentanti delle forze dell’ordine, in organico mancano diverse migliaia di posti per poter garantire la sicurezza degli italiani. In più occasioni, il governo ha fatto ricorso all’esercito per aiutare la polizia e i carabinieri nella lotta contro il crimine organizzato e la microcriminalità.

A fronte di simile confusione, il ministro dell’Interno*, Ignazio La Russa, ha chiesto ai sindaci di attendere la pubblicazione del regolamento sulle ronde prima di organizzarle.

Philippe Ridet, Le Monde, 4.03.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

(*) Ovviamente l'articolista si riferiva al ministero della Difesa.