sabato 30 maggio 2009

Scopri la somiglianza


Cos'hanno in comune Piero Chiambretti, Antonio Cornacchione, Franco Battiato, Luciano De Crescenzo, Franca Valeri, Marco Berry, Loredana Bertè e (Edoardo Bennato*) Rocco Tanica?

La risposta qui.


*Depennato dopo aver appreso di una sua relazione pericolosa.

domenica 24 maggio 2009

Ringrazio l'Unità. Ma...

L’Unità indica come miglior spot della campagna elettorale in corso quello che ho realizzato per la Lista Bonino. Grazie. Peccato solo che "il visionario video" e l’"efficace slogan" (“Think different”) non siano evidentemente miei: li ho presi in prestito da una nota -notissima- campagna pubblicitaria della Apple, di cui lo spot voleva essere una citazione.

p.s.: questo blog sostiene l'uso del software libero e suggerisce di montare sui propri pc la distribuzione Linux Ubuntu.

d.s.

giovedì 21 maggio 2009

Dichiarazione di voto

Alle europee di giugno non voterò Pd. Perché a Franceschini capiterà anche di dirla spesso giusta, ma non è più possibile andare avanti con un un partito che su ogni argomento riesce a parlare con mille voci diverse e che, con sfacciata disinvoltura, in Parlamento denuncia il ritorno delle camicie nere e delle leggi razziali mentre sul territorio, nelle amministrazioni locali, si mette a far concorrenza alla retorica securitaria delle destre, ovviamente a spese dei migranti.

E non voterò Pd perché si tratta appunto di elezioni europee, non nazionali. Ed il Parlamento europeo è cosa seria, non è roba da candidati che lì andrebbero giusto per far numero, per aggiungere una pallina in più nel pallottoliere –anzi, nel medagliere– di equilibri partitici nazionali che dell’Europa se ne infischiano.

Scelgo dunque di sostenere l’unico autentico movimento europeista italiano. Scelgo di sostenere una lista fatta di donne e di uomini che, da sempre, hanno un unico progetto politico in agenda, un progetto fatto di diritti umani, civili e politici. Per tutti. Donne e uomini che hanno dimostrato di saper usare al meglio la postazione europea, vigilando sulle minacce di regressione, negli stati membri, di quei diritti e adoperandosi per la loro estensione nel resto del mondo.

Contro l’ideologia identitaria che ovunque, nell'Unione, guadagna terreno, scelgo di sostenere chi all’Europa delle patrie (o, per dirla alla Borghezio, all’Europa dei popoli) oppone, con orgoglio, l’orizzonte di una Patria europea. Una Patria cosmopolita e meticcia, che metta fuori gioco chi la vuole ridurre a fortezza e che sappia fare dei princìpi esposti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo la propria carta costituzionale:



P.s.: il mio voto di preferenza andrà a lui.

martedì 19 maggio 2009

I Carabinieri fanno propaganda elettorale per la Lega Nord?




Se non bastasse il buonsenso, esiste la legge n.382 del 1978 sulla disciplina militare. All'articolo 6, comma 1, essa recita:

Le Forze armate debbono in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche.

E, al comma 2:

Ai militari è fatto divieto (…) di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative.

Allora… domanda: che ci fanno una camionetta dei carabinieri e due militari dell’Arma, in divisa, nello spot elettorale della Lega Nord?

Non si tratta di materiale di repertorio: camionetta e carabinieri stanno nella stessa stretta inquadratura che riprende le due supporter del Carroccio, protagoniste dello spot.

L’Arma si quindi è prestata alla propaganda della Lega, di un partito politico, dando inoltre disponibilità di uomini e mezzi che sarebbero dovuti stare altrove, a garantire la sicurezza dei cittadini? Oppure i due carabinieri stavano lì di servizio, e telecamera, cameraman, tecnico audio, tecnico video, direttore delle riprese e le due ragazze si sono avvicinati e hanno girato quel che dovevano girare senza che quelli si accorgessero di nulla? Oppure se ne sono accorti, ma non hanno fatto domande? Oppure le hanno fatte, un paio di domande, salvo poi acconsentire e prestarsi essi stessi alla realizzazione di un filmino di propaganda politica, magari trattenendosi pure sul posto oltre il necessario, alla ricerca del ciak migliore?

Anche qualora non si trattasse che di carabinieri rimasti a piedi a seguito dei tagli alle forze dell’ordine e di sicurezza (3 miliardi e mezzo di euro per il triennio 2009-2012) operati da quello stesso governo che, proprio in materia di sicurezza, preferisce affidarsi alle ronde, rimarrebbe comunque del tutto aperta la questione di una più che inopportuna comparsata dell’Arma in un videomessaggio di propaganda elettorale.

Daniele Sensi

venerdì 15 maggio 2009

Respingimenti dei migranti, Le Monde: "Vergogna all'Italia e all'Europa che tace"

Scusate se insisto. Ma traduco un altro pezzo del francese Le Monde. Alla faccia del mio lettore francese che mi rimprovera di selezionare scientemente articoli contrari al governo Belusconi. Certo che “seleziono”: questo è un blog militante - e comunque non mi pare manchino, in Italia, intere paginate o stucchevoli servizi televisivi di segno opposto.

... A Piero Fassino, che, nelle ore in cui la Camera approvava un infame disegno di legge sulla “sicurezza”, si sperticava per legittimare e giustificare i respingimenti operati dal peggior governo che l’Italia repubblicana abbia mai conosciuto.

La nuova “amicizia” della Libia con l’Italia, suo vecchio colonizzatore, ha un prezzo: 500 migranti africani e asiatici lo hanno appena pagato. Bloccata la loro traversata del Mediterraneo, essi sono stati respinti dalle autorità italiane verso Tripoli senza che la loro posizione nei confronti del diritto d’asilo fosse stata esaminata. Per la prima volta la Libia del colonnello Gheddafi ha acconsentito alla riammissione sul proprio territorio dei migranti consegnati dall’Italia.

Ora, Tripoli non ha sottoscritto la convenzione delle Nazioni unite sui rifugiati e sovente è stata accusata di maltrattamenti inflitti ai subsahariani. Questa prima “consegna” di migranti concretizza l’”accordo di amicizia” siglato nel 2008 da Silvio Berlusconi e da Muammar Gheddafi. In cambio di una collaborazione contro l’immigrazione clandestina l’Italia si è impegnata ad investire 5 miliardi di dollari in Libia.

Tale commercio operato sulle spalle di migranti che rischiano la propria vita per scappare dalla miseria o dall’oppressione non fa onore all’Italia, che si prende gioco, così, di un diritto fondamentale riconosciuto dalla comunità internazionale a partire dal secondo dopoguerra : quello che concede asilo e che assicura protezione ad ogni essere umano minacciato di persecuzione. Ma tale commercio rappresenta pure una vergogna per l’Unione europea, restata pressoché in silenzio.

La pressione migratoria che preme sull’Italia come sulla Spagna, paesi geograficamente in prima linea, è considerevole. Il numero di coloro che sono approdati sull’isola di Lampedusa è aumentato del 75% tra il 2007 e il 2008. Si tratta di una sfida che richiede una risposta concertata ed una condivisione di responsabilità per quanto attiene all’accoglienza, all’integrazione o, eventualmente, al riaccompagnamento alla frontiera di coloro che bussano alla porta dell’Unione a rischio della propria vita.

Il “Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo” - che la Francia è andata fiera di aver fatto adottare nell’autunno 2008 sotto la sua presidenza - prevede di “costruire un’Europa dell’asilo”. Una promessa fino ad oggi rimasta vana per mancanza di volontà politica, e che la crisi economica rischia di ritardare ulteriormente. In questo contesto è forte la tentazione di demandare ai paesi situati alla periferia dell’Unione -come la Libia o il Marocco- la gestione dell’immigrazione in cambio di favori economici. Una china pericolosa e disonorevole, nella quale l’Europa si è già largamente infilata. Essa porta a chiudere gli occhi sulle violazioni dei diritti degli stranieri commesse in quei paesi, e, in nome della protezione delle frontiere europee, a farsi beffa dei princìpi che, dell’Unione europea, costituiscono la stessa ragion d’essere.

Le Monde, 15-16.05.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

mercoledì 13 maggio 2009

Il ddl sicurezza trasforma i migranti regolari in kapò

A cosa serviranno i soldi ricavati dalla tassa sul permesso di soggiorno che verrà introdotta dal ddl sicurezza? Lo spiega, su Radio Padania, la deputata leghista Carolina Lussana: a coprire le spese per i rimpatri degli irregolari.

Una sorta di welfare state al contrario: un welfare dell’indecenza, teso a spezzare vincoli di solidarietà sociale.

Mettere i migranti gli uni contro gli altri, i privilegiati (quelli con il permesso di soggiorno) contro i più sfortunati (irregolari e “clandestini”): sia mai che possano coalizzarsi, fare “classe”, e, tutti insieme, incazzarsi ed alzare la testa.

Ma quanti di coloro che verseranno il “piccolo contributo” (dagli 80 ai 200 euro) saranno messi al corrente di come esso verrà utilizzato? Kapò ignari, respinti nello stato di natura (mors tua vita mea) da uno Stato di diritto alla deriva.

D.S.

lunedì 11 maggio 2009

Le Monde: "Berlusconi volta le spalle a Fini per abbracciare la xenofobia"

E Piero Fassino, del Pd, riceve il plauso della Lega Nord



Traduco dal francese Le Monde:

L’Italia ha dato un altro giro di vite alla sua politica sull’immigrazione, sabato 9 maggio, respingendo, ancora una volta, verso la Libia, da cui era partita, un’imbarcazione con a bordo 163 migranti che si avvicinava all’isola di Lampedusa. Questa è la seconda volta in tre giorni che Roma decide di rimandare i migranti al Paese di partenza, prima che essi possano toccare il suolo italiano.

Si tratta di una politica severamente criticata dall’Alto Commissariato per i rifugiati, dalle organizzazioni di difesa degli immigrati e dalla Chiesa, che vi vedono “una negazione” del diritto d’asilo. In effetti, il 75% dei migranti fa domanda d'asilo, e il 50% l’ottiene.

In questo modo, l’Italia spera di scoraggiare future migrazioni avvalendosi del trattato di amicizia siglato con la Libia lo scorso agosto. Il trattato prevede che Tripoli si impegni a contrastare l’immigrazione clandestina in cambio, da parte dell’Italia, di cinque miliardi di dollari per i prossimi venticinque anni a titolo di riparazione per il periodo coloniale.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva salutato il primo respingimento di migranti verso la Libia come “un grande giorno per l’Italia”. Membro del partito xenofobo della Lega Nord, a lui si deve pure il “pacchetto sicurezza” che prevede l’instaurazione del “delitto di clandestinità”. Tale legge dovrebbe essere definitivamente votata questa settimana dal Parlamento.

Ad un mese dalle elezioni europee, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha colto l’occasione del respingimento dei migranti per non abbandonare il “fronte securitario” alla sua potente alleata, la Lega, che nel prossimo scrutinio elettorale correrà da sola – anche in alcune elezioni amministrative, che si terranno lo stesso giorno.

La Lega spera in un risultato a due cifre a livello nazionale, tenendo conto che in certe province del nord essa raccoglie quasi il 30% delle intenzioni di voto.

“Non apriremo le porte a tutti come ha fatto la sinistra”, ha dichiarato Berlusconi. "La loro idea di società multietnica non è la nostra”. “La nostra politica, ha aggiunto, è conforme alle norme europee, agli accordi internazionali e alle norme concernenti i diritti dell’uomo. Non c’è nessuno scandalo”. La Conferenza episcopale italiana ha subito replicato: “L’Italia è già multietnica”.

In piena crisi e alla ricerca di voti, il centrosinistra si è diviso sulla questione. Il responsabile esteri del Pd, Piero Fassino, ha affermato, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, che questi respingimenti nulla hanno di illegale. “So che quel che dico è impopolare a sinistra", ha ammesso, "ma è legittimo ricondurre un’imbarcazione al luogo da cui è partita, se esso viene identificato”. “Facciamo proseliti”, s’è subito compiaciuta la Lega Nord, divenuta il più vecchio partito d’Italia in seguito alla dissoluzione di Forza Itala e di Alleanza nazionale.

La vittima di questa competizione a destra è proprio il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex presidente di Alleanza nazionale. Nel corso del discorso pronunciato al congresso di fondazione del Partito della libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un Paese multietnico. Ed in seguito ha moltiplicato le sue esternazioni “umaniste” per far comprendere meglio la sua differente posizione.

Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando dalla legge sulla sicurezza l’articolo che obbligava i presidi degli istituti scolastici di denunciare i figli di migranti irregolari. Questa volta ha invece scelto di seguire Maroni e di cavalcare l’ondata xenofoba che affligge l’Italia.

Philippe Ridet, 12.05.2009, Le Monde
(traduzione di Daniele Sensi)

domenica 10 maggio 2009

Berlusconi, "oggi si fa la Storia"

venerdì 8 maggio 2009

Stampa senegalese: "L'Italia istituzionalizza la xenofobia"

Traduco un articolo apparso sul "Sud Quotidien", giornale del principale gruppo editoriale privato del Senegal. Sono addolorato, allarmato ed inca****o per il bel messaggio di "fratellanza" che il nostro Paese sta inviando ai vari sud del mondo. E vorrei che qualcuno mi spiegasse come sia stato possibile arrivare alla situazione in cui ci troviamo: le sorti dell'Italia intera affidate ad un pugno di uomini la cui patria inizia e finisce in una qualche sperduta località del varesotto.

“Tratta bene gli stranieri, perché pure tu sarai straniero”. L’Italia di oggi sembra ignorare questa bella esortazione dell’autore del romanzo “Les eaux mêlées“, pemio Goncourt 1955.

Da qualche anno, in Europa, si va verso la radicalizzazione dei discorsi sull’immigrazione. Dopo Austria e Russia, butta male per gli immigrati in Italia. Soprattutto in questi tempi di crisi mondiale.

La camera dei deputati italiani sta discutendo il “pacchetto sicurezza” del governo Berlusconi, già approvato il 5 febbraio dal Senato. Tale nuova legge, annunciata a più riprese a colpi di proposte provocatrici presto smentite, e il cui pretesto sarebbe quello di trattare “disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, presenta una serie di misure controverse. In particolare per quanto attiene alla lotta contro l’immigrazione. Perché, a seguito della campagna di demonizzazione condotta dalla Lega Nord e dai media, l’Italia sembra oggi condurre una lotta accanita contro l’immigrazione e gli immigrati, capri espiatori per tutti i mali che affliggono il Paese.

Basta un minimo di perspicacia per comprendere come questa legge sia un premio di Berlusconi alla Lega Nord, dopo il sostegno decisivo di questo partito di estrema destra alle ultime elezioni. D’altronde, uno dei primi atti del capo del governo italiano è stato quello di nominare Roberto Maroni ministro dell’Interno. Un bel modo per ricompensare Umberto Bossi -capo della Lega- e di permettergli così di estendere la sua influenza ben al di là della pianura padana, suo feudo tradizionale.

Questa legge stabilisce una pena carceraria dai sei mesi ai quattro anni per le persone in situazioni irregolare che dovessero restare sul territorio italiano nonostante il decreto di espulsione. Essa decreta pure il delitto di immigrazione clandestina, delitto passibile di un'ammenda dai 5 ai 10 mila euro.

Gli immigrati saranno altresì tenuti ad esibire il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile, come il matrimonio o la registrazione anagrafica dei figli. Il permesso di soggiorno sarà obbligatorio anche per utilizzare i servizi internazionali di trasferimento di denaro. I gestori di tali servizi dovranno sistematicamente denunciare i clienti la cui posizione fosse irregolare, cosa che avrà conseguenze disastrose per la situazione finanziaria di certi paesi africani.

Il governo italiano fa sua, per intero, l’istituzionalizzazione della delazione, ed invita la popolazione a denunciare i “clandestini”. La nuova legge propone, inoltre, l’introduzione di un permesso di soggiorno a punti, imponendo ad ogni straniero la conoscenza della lingua e delle leggi italiane. Lo straniero dovrà pure sottoscrivere la “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione”, procedura che prevede un credito di partenza di dieci punti, incrementabili ad ogni rinnovo dei documenti a dimostrazione del grado d’integrazione. Di contro, è prevista una decurtazione del punteggio a seguito di delitti non passibili di espulsione o di illeciti amministrativi o fiscali.

Si può seriamente dubitare dell’efficacia di tali norme, già fallite ovunque sono state applicate. Tra l’altro esse non fanno che aumentare la differenza di trattamento tra stranieri provenienti dall’Unione Europea, popolazioni bianche, e coloro che vengono dal sud, generalmente neri o arabi.

Altri due emendamenti della Lega Nord, rigettati diverse volte dal Parlamento, dovrebbero essere riproposti. Si tratta di misure che prevedono la possibilità di mantenere gli immigrati irregolari nei centri di trattenimento fino a sei mesi, in luogo degli attuali 60 giorni, e, soprattutto, l’istituzionalizzazione delle “ronde”, effettuate da milizie cittadine, non armata, e già attive da diversi anni nelle città del nord. Diversi partiti hanno già organizzato tali ronde: oltre alla Lega Nord ( che le ha inventate nel 1997), ci sono la Fiamma Tricolore, Forza Nuova e La Destra, tutte formazioni di estrema destra, neofasciste, il cui programma è fondato sulla caccia all’immigrato.

Basta solo l’evocazione dell’espressione “caccia all’uomo” per sentire un brivido alla schiena, poiché si tratta di un qualche cosa che ricorda le pagine più buie della storia recente. In particolare quella dell’Italia fascista del secolo passato. A Massa (Toscana), la Destra organizza ronde battezzate con la sigla “SSS”, “Soccorso Sicurezza Sociale”, riecheggiando la terribile polizia assassina di Hitler.

La nuova legge non colpisce solo i “clandestini”, ma pure gli immigrati regolari, la cui procedura di richiesta o di rinnovo del permesso di soggiorno viene ancora una volta modificata e resa se possibile più complicata, poiché già si trattava di un interminabile percorso ad ostacoli, con gente in coda ancor prima dell’alba. La tassa sul permesso di soggiorno sarà aumentata da 80 a 200 euro, e si consideri che in media occorrono 291 giorni prima di ottenere il proprio titolo di soggiorno, il quale, talvolta, può scadere ancor prima di giungere al suo destinatario.

Con le nuove scellerate norme, che ricordano l’oscuro periodo del fascismo di Mussolini, l’Italia va ad ancorarsi pericolosamente a destra – anzi, all’estrema destra.

Sakho Jimbira Cheikh, 7.05.2009, Sud Quotidien
(traduzione di Daniele Sensi)

martedì 5 maggio 2009

"Smettiamola di curare i clandestini e costruiamo case e scuole per noi"

Pochi giorni fa avevo postato l’audio di una dichiarazione rilasciata dal senatore leghista Ettore Pirovano a Radio Padania (“nelle province in cui la Lega ha il governo del territorio spingeremo i direttori degli ospedali a creare canali preferenziali per i nostri anziani, perché è proprio dei nostri anziani che i medici magari si dimenticano, per la febbre che hanno di curare i clandestini”). Ebbene, contestato da Rifondazione Comunista (Dio li benedica, i rifondaroli), Pirovano smentisce: nessuna pressione la Lega starebbe facendo sui dirigenti ospedalieri (taluni di nomina leghista, guarda un po’…) e le corsie preferenziali sarebbero comunque a beneficio degli anziani in genere, quale che sia la loro provenienza. Allo stesso tempo, però, Pirovano sottolinea: "Poi è chiaro che gli anziani stranieri e clandestini che si presentano al pronto soccorso sono meno dei nostri"... Ovvero: quei canali diverrebbero italiani (o padani, boh...) di fatto, che lo si voglia o no.

Tipico esempio della propaganda leghista, cioè della Lega "di lotta e di governo" (nazionale e locale): da un lato, quando ci si sente più o meno al riparo da occhi e da orecchie indiscreti, stimolare, aizzare o favorire i peggiori sentimenti “popolari”, e dall’altro, quando ci si muove in ambienti più o meno pubblici o istituzionali, rivendicare, con un linguaggio il più politicamente corretto possibile, quegli stessi sentimenti, a mo’ di “un bisogno, un’istanza di cui i cittadini ci chiedono di farci carico”. Ma nessuna discriminazione nei provvedimenti leghisti, sia mai! Non si tratta che di ascoltare la retta voce del Popolo. Perché il Popolo è saggio per definizione. Sempre.

Quella della propaganda xenofoba è ovviamente un’invenzione della sinistra, tanto abile nel raccontare menzogne. Si prenda la mistificazione messa in piedi attorno alla proposta dei medici-spia. Scopo della Lega era solo quello di ristabilire un po’ di legalità, non quello di contrastare l’accesso dei migranti ai pronto soccorso (“la denuncia sarà effettuata solo successivamente all’erogazione della prestazione sanitaria”, ripeteva in continuazione il Carroccio, prima che l’emendamento venisse accantonato). Peccato, però, che su Radio Padania (che non è una radio d’area: è la radio della Lega e trasmette dalla stessa via e dallo stesso numero civico in cui ha sede il quartier generale di Maroni & Co.) in quegli stessi giorni il “discorso” fosse un altro.

Ne sono un esempio le seguenti -e brevi- registrazioni. Risalgono allo scorso febbraio: sui media s’era appena cominciato a parlare della possibilità, per i medici, di segnalare i migranti irregolari, e in Via Bellerio (sede della Lega e di Radio Padania) ci si compiaceva di come fosse già stato "abbattuto" del 20 per cento il numero di migranti recatisi ai pronto soccorso. Gli ascoltatori venivano invitati non solo a gioire, anch’essi, della buona novella, ma pure a riflettere su quanto si sarebbe potuto fare "per i nostri anziani e per i nostri disabili" o su quante case e scuole si sarebbero poture costruire coi quattrini risparmiati.

video

Una domanda, allora: quand’anche gli attuali e futuri proponimenti leghisti venissero bloccati (e la vicenda Pirovano insegna che il nostro Paese ha ancora bisogno -eccome- della sinistra radicale: non c’è che da guadagnarne in civiltà) che fine faranno e chi pagherà le orribili attese che nel frattempo certa propaganda leghista avrà suscitato?

Daniele Sensi