mercoledì 30 settembre 2009

Radio Padania: "Nel nostro sangue c'è scritto ciò che il nostro popolo deve mangiare"


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L’ultima frontiera dell’ideologia leghista passa per la medicina alternativa. Su Radio Padania, Silvana Fandella (presidente dell’associazione Padana Assistenza) e Renata Galanti (collaboratrice del ministro Zaia) raccontano di una cooperativa, sull’Appennino, gestita da un medico che nel 1974 ha abbandonato la medicina ufficiale per mettersi a somministrare terapie alimentari e programmi dietetici basati sul gruppo sanguigno dei pazienti.

Le due conduttrici sono andate ad incontrare personalmente il dietologo, rimanendo sedotte da quella che è la massima del suo operare: "Ogni persona, ogni popolo deve capire da dove viene e seguire il DNA alimentare dei suoi genitori". Ovvero: "Chi proviene dal meridione non deve integrarsi completamente con le abitudini alimentari del nord, mentre chi appartiene a famiglie settentrionali deve tenere conto che i suoi avi mangiavano la selvaggina". Non ci si lamenti, altrimenti, di eventuali disturbi di stomaco: gli "scompensi" sono pressoché inevitabili quando "sforzi l’organismo a consumare alimenti contrari al DNA dei tuoi genitori".

Renata Galanti, tendenzialmente vegetariana, confida di non aver perso tempo e di aver già mutato il proprio regime alimentare, poiché "se i miei antenati erano carnivori devo mangiare carne, altrimenti cancello le mie radici".

Resta da capire come dovrebbero comportarsi i figli delle coppie miste, a cominciare da un certo Renzo Bossi: quale doppio filamento di acido desossiribonucleico rispettare, nel suo caso, a tavola? Quello del padre, lombardo, o quello della madre, siciliana? Il pupillo del Senatur tradisce maggiormente se stesso (e l’infinita pletora di avi che si porta in stomaco) azzannando una cotoletta o rinfrescandosi con una granita?

D.S.

domenica 27 settembre 2009

McDonald's celebra la dittatura cinese

In Cina McDonald’s prende parte alle celebrazioni per il 60° anniversario del regime socialista. Per l’occasione, lo slogan "i'm lovin’ it" è stato declinato nel più nazionalistico "io la amo, la gloria della Cina". E "60 anni di gloria cinese" è il messaggio che all'interno dei fast food e sui cartelloni pubblicitari compare al fianco della celeberrima "M" arrotondata, emblema mondiale dell’orgoglio capitalista assieme al sinuoso logo della Coca Cola.

E' forse tempo che lo sciocco boicottaggio esercitato da una certa sinistra occidentale ceda il posto ad una contestazione di stampo liberale?

D.S.

venerdì 25 settembre 2009

Sì, e Umberto Bossi è Martin Luther King

"Il corteo organizzato per domani a Ponteranica e' di chiaro stampo razzista contro la Lega Nord". Lo ha dichiarato Roberto Castelli, riferendosi alla manifestazione che si terrà sabato pomeriggio a Ponteranica (Bergamo) per protestare contro la decisione del sindaco leghista di rimuovere dalla biblioteca comunale la targa dedicata a Peppino Impastato. "Fin dalla nascita", ha aggiunto il viceministro delle Infrastrutture, "la Lega Nord è stata oggetto di feroce razzismo".

Ma chissene...

Luca Sofri ce l'ha con Gad Lerner. Oggetto del contendere: un talent show.

Oggi è il Clandestino day.

mercoledì 23 settembre 2009

Lega Nord e Giovani Padani alla Convention dell'ultradestra europea


Mario Borghezio è annunciato come l'ospite d’onore della Convention Identitaire che il 17 ed il 18 ottobre riunirà in Provenza i movimenti della destra identitaria di tutta Europa. Quella dell’eurodeputato leghista non è un’adesione personale: è la Lega Nord in quanto tale a figurare tra la lista dei partecipanti, assieme al movimento dei Giovani Padani.

Tra gli invitati anche Frank Vanhecke, deputato del Vlaams Belang (già segretario del Vlaams Blok, disciolto dalla corte belga per incitamento all’odio razziale) e Philippe Vardon, presidente di Nissa Rebela (condannato nel settembre del 2008, per propaganda xenofoba, a otto mesi di carcere con la condizionale e privato per due anni dei diritti politici).

Ospite proprio di Nissa Rebela, alcuni mesi fa Mario Borghezio, ignorando la presenza della telecamera di un giornalista francese, aveva dichiarato: "Occorre insistere molto sul lato regionalista del nostro movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, nonostante siamo sempre gli stessi".

Organizzatore della Covention è il Blocco Identitario– Movimento sociale europeo, formazione dell’ultradestra francese i cui militanti parigini (Projet Apache) è possibile vedere all’opera in questo video:



un’irruzione in un locale parigino, Chez Papa, il cui gestore, Bruno Druilhe, viene accusato, nell’improvvisato comizio, tra canti occitani e slogan intimidatori, "di essere un infame, un negriero che impiega manovalanza straniera a scapito dei disoccupati autoctoni".

d.s.

sabato 19 settembre 2009

Silvio lo sai, lo sai che la Lega ti burla ancora

Ieri Berlusconi ha dichiarato:

"Se il trattato di Lisbona non dovesse passare occorrerebbe rivisitare l'attuale assetto dell'Europa per creare un nucleo di stati che operino al di là dell'unanimita".

Il riferimento è al referendum del prossimo 2 ottobre, tramite il quale l’Irlanda dovrà decidere se ratificare o meno il testo di riforma della Costituzione europea, affossata nel 2005 dal no congiunto di Francia ed Olanda.

In una precedente consultazione gli irlandesi avevano già respinto il trattato, la cui entrata in vigore, di prassi, richiederebbe l’adesione unanime degli stati membri.

Quello di Berlusconi è quindi un pronunciamento saggio: con o senza Irlanda, si va avanti lo stesso.

Bene. Bravo. Evviva l’europeismo del nostro premier.

Tuttavia, lo sa, Berlusconi, che all’interno della sua maggioranza c’è qualcuno che rema contro? Ovvero: lo sa, Berlusconi, che proprio in questi giorni gli eurodeputati della Lega Nord, assieme ai colleghi del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia, stanno facendo recapitare ad ogni elettore irlandese una brochure a colori di sette pagine per dirgli di votare "no" all’imminente referendum?

Nel giugno del 2008 Umberto Bossi ebbe a dichiarare: "La Lega Nord sarà compatta sul voto a favore della ratifica del trattato europeo siglato a Lisbona. Noi siamo uniti, dove vado io vanno tutti. Quello che io dico di votare, votano, e se dico di votare sì, tutti votano sì".

E' l’autorità del Senatur che si ferma alle Alpi o è la Lega che fa il doppio gioco?

D.S.

venerdì 18 settembre 2009

Royal bunker

La cliccatissima parodia de "Gli ultimi giorni di Hitler", ovvero “La caduta di Berlusconi”, è piaciuta anche ai francesi. Che ne hanno realizzata una loro versione per burlarsi del nuovo sito della socialista Ségolène Royal, costato più di 40 mila euro ma dallo stile piuttosto spartano, e decisamente poco web 2.0 (lo sfondo, prima che l’ex candidata alla Presidenza francese, travolta dallo sberleffo della Rete, corresse nottetempo ai ripari apponendo qualche modifica, era per lo più costituito da un wallpaper di default di Windows XP).

giovedì 17 settembre 2009

Con Antonio Socci e la sua Principessa

Questo blog è vicino ad Antonio Socci e alla sua Principessa. Che Dio esaudisca le preghiere degli "importuni".

d.s.

Ad un passo dalla stella gialla sul petto

In Friuli Venezia Giulia la Lega chiede il censimento di tutti i mussulmani, affinché "i nostri cittadini vengano messi al corrente di chi sono realmente le persone che frequentano quotidianamente".

Kabul, morti bianche di serie A

Ogni anno sono mille e duecento i caduti sul lavoro. E mai che una prevista manifestazione di carattere nazionale venga rinviata.

Quando a morire sul lavoro, però, sono dei soldati, allora tutto si ferma. Comprese le pubbliche rivendicazioni di libertà. E alla Politica viene messa la museruola.

Morti bianche di serie A e morti bianche di serie B.

Ovviamente non sono i sei militari uccisi a Kabul i responsabili di tale oscena cernita: il cordoglio se lo meritano tutto, e alle loro famiglie sono doverosi i gesti di solidarietà. Responsabile è invece quella fuffa retorica che se ne sta sempre lì in agguato, pronta a colpire quando altri già hanno mirato e abbattuto.

Soldati uccisi due volte; lavoratori sacrificati ai miasmi di un’ipocrisia che soffoca la Democrazia.

mercoledì 16 settembre 2009

Il Corriere della Sera è fatto da giornalisti o da pirati?

Per l'ennesima volta, il Corsera, al corto di dispacci d'agenzia, si abbevera a quella gallina dalle uova d'oro che è la blogosfera.

Se non il blog che ha rilanciato la notizia in Italia, però, almeno la fonte francese avrebbe potuto citarla, stavolta, visto che Rue89 non è un online qualsiasi.

(Cari scribacchini del Corriere, la prossima volta che venite su questo blog a far razzia evitate di usare la rete aziendale, giacché Google Analytics, puntuale, me le segnala sempre le vostre scorribande.)

d.s.

martedì 15 settembre 2009

Repubblica sposta Ballarò su Rai Due


... e al suo posto, su Rai Tre, non c'era un poliziesco all'italiana, ma Gli ultimi giorni di Hitler.

I francesi hanno riportato un po' di civiltà a Varese

Quegli impiccioni transalpini di Rue89 (sito informativo nato da una costola di Libération) sono andati ad imbattersi, tra gli scaffali del supermercato GS di Cuveglio, nel varesotto, in bottiglie di vino inneggianti a Mussolini ed Hitler.

Sbigottiti (considerata anche la proprietà francese -Carrefour- del marchio GS) si sono presi la briga di scomodare il presidente di Carrefour Italia. Che ha ordinato la rimozione delle bottiglie incriminate.

I nostri vicini rimangono però increduli di come certe aziende italiane possano continuare, in tutta libertà, a produrre e commercializzare simili prodotti.

d.s.

lunedì 14 settembre 2009

"Buffone, delinquente e piduista": inevitabilmente Bernard-Henri Lévy aderisce all'appello di Repubblica per la libertà di stampa

Bernard-Henri Lévy non voleva essere da meno del suo vecchio compagno di strada (nel frattempo passato a destra) André Glucksmann, ed ha firmato, pure lui, l’appello per la libertà di stampa di Repubblica.

A differenza di quella di Glucksmann, però, l’avversione di Lévy per il berlusconismo non è un fatto estemporaneo:

«Credo che interi Stati cadranno sotto il colpo di mafie planetarie; e se non sotto i loro colpi, cadranno nelle loro mani. Per rendersene conto non occorre andare fino in Colombia. E’ sufficiente vedere come in Italia la loggia P2 abbia alla fine realizzato il suo putsch - a viso scoperto: quello di Silvio Berlusconi» (La pureté dangereuse, Grasset, 1994);

«Silvio Berlusconi conserverà, o no, il suo impero? La sua Fininvest soffocherà, o no, ciò che resta della televisione pubblica italiana? L’industria dello svago, il suo abbrutimento programmato, i suoi giochi, le sue stupide fiction, avranno alla fine la meglio sull’intelligenza?» (A proposito dei referendum su televisione e pubblicità, Le Point, 1.06.1995);

«L’ingresso nella post-storia, ovvero il fenomeno Berlusconi. Possiamo qualificare Berlusconi come "neofascista". Possiamo, dei suoi due alleati, il "postfascista" Gianfranco Fini e il "criptofascista" Umberto Bossi, sottolineare questo o quel tratto che ne attestino la fedeltà alle vecchie ideologie. Possiamo, dobbiamo indignarci quando li sentiamo proporre la costruzione di un "muro anti-immigrati" da Treviso a Tarvisio o inveire contro "l’alleanza tra banchieri e franco-massoni" che "governa l’Europa insieme alla lobby dei gay". E ci si stupisce di vedere come i responsabili europei tanto severi, lo scorso anno, con Haider, all'improvviso non fiatino più di fronte a simili slittamenti – per non parlare dello stesso Berlusconi, di questo trafficante di alto livello, ex membro della loggia P2, un cui luogotenente, Fedele Confalonieri, ha recentemente confidato: "se non avessimo fondato Forza Italia oggi saremmo sotto un ponte o in galera". Ma parlare semplicemente di "fascismo" significa non cogliere il miscuglio di populismo vigoroso, di telecrazia festiva, di trionfo del denaro, di odio per le "élite che ci hanno fatto tanto male" che costituisce l’originalità di una ideologia senza idee» (Le Point, 21.06.2001);

«Un gran delinquente, uno specialista dell’abuso e della confusione dei poteri, un buffone, un padrino, prende la presidenza dell’Unione europea per i prossimi sei mesi. Che vergogna!» (A proposito di Berlusconi presidente di turno dell'UE, Le Point, 4.7.2003).

sabato 12 settembre 2009

Famiglia Padana. By Edizioni San Marco

Stufi di una "silenziosa opera di emarginazione negli ambiti dell’impegno parrocchiale e sociale" che li fa sentire "come figli di un Dio minore", e stanchi "dell'atteggiamento di presunta superiorità morale da parte dei cattolici che si riconoscono nell’azione politica dei Paolini attraverso il settimanale Famiglia Cristiana", i "cattolici leghisti" (?) hanno fondato un loro giornale. Nel segno di San Marco, "simbolo di identità, di appartenenza e di protezione comunitaria".

Un’immagine di Umberto Bossi nell’atto di venerare la sacra ampolla del dio Po apre, al momento, la sezione "Cultura e Religione".

d.s.

giovedì 10 settembre 2009

A Bergamo la mafia NON E' una montagna di merda

A Ponteranica, in provincia di Bergamo, il nuovo sindaco leghista ha fatto rimuovere una targa dedicata a Peppino Impastato.

Si attende la reazione indignata della cittadinanza tutta del comune bergamasco, affinché non si possa dire che Ponteranica è una montagna di merda.

martedì 8 settembre 2009

Radio Padania contro la Cucinotta: "Troppo scura, sbagliato farla madrina a Venezia"


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Radio Padania Libera, lunedì pomeriggio. Spazio dedicato alla "cultura padana". Andrea Rognoni, direttore della rivista "Idee per l’Europa dei Popoli" (pubblicazione cult presso i movimenti della destra identitaria di tutta Europa) non riesce a trattenere lo sdegno, e al grido di "Venezia risorga, risorga Venezia" lancia strali contro quello che è uno stupro all’identità della "capitale morale della Padania".

Oggetto è il 66° Festival del Cinema di Venezia. Ma non è con i film in concorso che ce l’ha Rognoni:

Per quanto esistano maschi padani attratti dal loro contrario etnogenetico che in lei vedono una folgorante presenza di furore erotico, è evidente che la Cucinotta non rappresenta la bellezza padana, e nemmeno -nella sua totalità- quella italiana, quindi la Cucinotta non può rappresentare, a Venezia, la madrina archetipica di un certo tipo di bellezza. Un festival del cinema di Venezia può pure esistere, ma non in questa maniera, non con una madrina tutt’altro che veneta.

Come se a Sanremo dovessero esibirsi solo cantanti genovesi, o a Cannes dovessero essere proiettate solo pellicole francesi, o, ancora, come se al Festival della filosofia di Modena potessero tener convegno solo intellettuali modenesi (le strade di Modena notoriamente pullulano di liberi pensatori soliti sfidarsi a singolar tenzone a colpi di weltanschauung).

Vaglielo a spiegare che un festival non è una sagra.

Ma Rognoni è pure quello che il terremoto in Abruzzo è presagio dell’islamizzazione dell’Europa e che gli extraterrestri sono tra noi ma le superpotenze mondiali ce lo nascondono. Poteva dunque, anche a questo giro, risparmiare ai suoi ascoltatori una certa suggestione cospirazionista? Certo che no:

Penso che ci sia un certo tipo di mondialismo, una tendenza culturale dominante che tende ad imporre come modello la bellezza femminile mediterranea, nettamente mediterranea, di colorito scuro.

Sull’Alberto da Giussano, film (fanta)storico dedicato al mai esistito eroe padano che campeggia sui colori sociali della Lega (colossal da 30 milioni di dollari coprodotto dalla Rai per intercessa telefonata di Berlusconi), interpretato da un mediorientale, girato in Romania e recitato in inglese, nulla da ridire, però.

Daniele Sensi

lunedì 7 settembre 2009

Francia, un muro contro le espulsioni


Un murales per contestare la (silenziosa e terribile) politica delle espulsioni del governo Sarkozy e per denunciare il generale senso di indifferenza "per le sofferenze e per le umiliazioni" di cui sono vittime gli stranieri irregolari. Lo ha inaugurato Jean-Yves Lalanne, sindaco socialista di Billère (nei pressi dei Pirenei francesi) sabato scorso, nel centro della città, a pochi passi dal palazzo comunale - e a pochi giorni dall’ultimo bollettino emesso dal Ministero dell'immigrazione e dell'identità nazionale: "Obiettivo rispettato. Tra il 1° gennaio e il 31 luglio di quest’anno, la Francia ha espulso 17.350 sans papiers".

Intervistato da France3, Jean-Yves Lalanne chiede agli altri sindaci socialisti francesi di inaugurare muri simili nei loro comuni.

Un appello che andrebbe raccolto anche in Italia.

d.s.

domenica 6 settembre 2009

Di quanto Beppe Grillo sia un buffone (e di come siano disonesti al Corriere della Sera)

Aggiornamento: anche El Paìs linka alla fonte originaria (e non a Grillo, tié).

Capita che Beppe Grillo (o chi per lui) prelevi contenuti da Youtube per ricaricarseli (in violazione dei Termini d’uso, articolo 6) sul suo canale, ovviamente al fianco dell’immancabile link a Grillorama (il negozietto virtuale di dvd , libri e ammennicoli vari che frutta al "comico" guadagni che tanto virtuali non sono).

Capita che qualche utente, stufo del continuo scippo, decida di premunirsi, e si metta ad inserire (fastidiosi) banner gialli sui propri video: vuoi mica che quei pigroni della Casaleggio Associati si mettano lì a toglierli?

Capita che un blogger (che le notizie sa andare a cercarsele) incappi nell’inedita esibizione (esibizione di sé e di sfacciataggine) di un capo di governo, e prenda a divulgare le imbarazzanti immagini sulla Rete italiana.

Capita che l’Unità rilanci il tutto (citando la fonte); capita che l’Espresso rilanci il tutto (citando la fonte); capita che Il Secolo XIX rilanci il tutto (citando la fonte); capita che Rainews 24 rilanci il tutto (citando la fonte)… Beppe Grillo no: nonostante quel bannerone giallo, il guru della democrazia dal basso, della meritocrazia e della trasparenza anche al cesso, riesce ad appropriarsi della notizia.

E capita che il Corriere della Sera (che sulla vicenda arriva per ultimo) gli faccia da sponda, riconoscendogli un merito che non ha e corredando la genuflessa ruffianeria con uno screenshot che è tutto un dire su quanta autorevolezza rimanga dalle parti di via Solferino.

Daniele Sensi

Ps: se ne discute anche qui, qui, e, ovviamente, pure qui.

Update 2: ottimo Ladri di Marmellate: "Daniele Sensi s'è un po' scocciato perché il comico ha usato un suo video senza citarne la fonte. Però le pubblicità dei suoi dvd non se l'è dimenticate".

Update 3: anche Eric Valmir (Radio France) nonostante il suo blog si rivolga al pubblico francese (avrebbe potuto utilizzare il materiale originario, non sottotitolato), sceglie i miei video, esplicitandone la paternità. Sciocco lui, assieme all'Unità, all'Espresso, a Rainews, al Secolo XIX e a El Paìs, oppure furbi e scorretti Beppe Grillo e il Corsera? E guardate che qui non si tratta di me: si tratta della salute della blogosfera, si tratta dei diritti (santa parola) di tutti coloro che gestiscono un blog, si tratta di onestà e di morale, si tratta di non transigere sulle questioni di principio. Se accettiamo che anche la -presunta- democrazia della Rete possa piegarsi ad accomodamenti o deroghe (come paiono suggerire alcuni commenti qui sotto), allora davvero significa che quel mondo là fuori ce lo meritiamo tutto così com'è, e che il problema dell'Italia sono gli italiani.

Update 4: se ne parla anche qui e qui.



venerdì 4 settembre 2009

Mario Borghezio per una scuola di razza

(via Marcello)

Per la gioia di quei Giovani padani che detestano essere confusi con le teste rasate, sabato pomeriggio, a Milano, Mario Borghezio sarà relatore di punta per "Cuore nero" (ovvero Casa Pound). Argomento: "Che razza di scuola sarà".

Spirito bipartisan da parte di Casa Pound: dopo un ex lotta continuista è la volta di un ex (ex?) fascista.

d.s.

giovedì 3 settembre 2009

Stampa francese: "La Mostra di Venezia apre con un indigesto film prodotto dal Primo ministro italiano"

Video, Berlusconi: "Nulla influenza la gente più della televisione"

"Un’inaugurazione così non si vedeva da anni. Tutto per l’attesissimo Baarìa, un vero gioiello degno del grande cinema italiano". Ieri sera il Tg1 presentava con queste parole il film di Giuseppe Tornatore che ha inaugurato la 66a edizione della Mostra del cinema di Venezia.

Nelle stesse ore l'AFP, agenzia di stampa francese, rilasciava una nota subito ripresa, tra gli altri, dal canale all news France 24, dal Le Point (maggior settimanale d'Oltralpe), da Tv5 (canale della televisione pubblica) e dal progressista Libération.

I francesi sono notoriamente attenti al cinema d'autore italiano. Questa volta, però, nessun entusiasmo nelle loro parole. Anzi:

Mercoledì la Mostra ha voltato le spalle alla sua immagine di festival del cinema impegnato e critico, aprendo la sua 66a edizione con Baarìa, un indigesto film corale finanziato dal capo del governo italiano Silvio Berlusconi.

"Un capo d’opera assoluto che consiglio di vedere a tutti gli italiani", è così che il Cavaliere ha descritto il film, prodotto dal suo gruppo Medusa-Mediaset per 25 milioni di euro e già venduto nel mondo intero.

Durante la Mostra è pure in programma un ritratto al vetriolo di Berlusconi, "Videocracy" di Erik Gandini, ma nel corso di due manifestazioni parallele, Venice Days e la Settimana della critica.

Il figlio Pier Silvio, dirigente di Mediaset, era atteso sulla passerella al fianco di una trentina d’attori di "Baarìa". Il film è stato accolto senza entusiasmo, e qualche critico ha disertato la proiezione riservata alla stampa.

Faraonico, due anni di riprese, 35 mila comparse, 200 tecnici e 1.431 musicisti per interpretare la musica di Ennio Morricone: questo dicono le note di produzione.

"Baarìa", film semplicistico e intriso di sentimentalismo, colpisce per la visione quasi folcloristica della Sicilia. E soprattutto edulcora ogni questione politica.

Mafia, corruzione, ingiustizie sociali e rivalità ideologiche appaiono solo in brevi quadretti edificanti, che subito volgono in scene intime dal patos sostenuto.

Di seguito, qualche breve immagine di Berlusconi sul set tunisino del film (credevate mica che il presidente del Consiglio italiano si mettesse a finanziarie col suo socio franco-tunisino Tarak Ben Ammar una pellicola da girare in Italia?).

Nel video, il premier (che si appresta a registare l'intervista andata in onda sulla -sua- televisione tunisina il 23 agosto) si abbandona soddisfatto ad una dichiarazione che, chissà perchè, in Italia non è solito rilasciare: "La nascita di una nuova televisione è un miracolo, perchè nulla, più della televisione, è capace di influenzare la gente".



Ps.: sui rapporti tra Berlusconi e Tarak Ben Ammar e sulla visita del premier in Tunisia, segnalo anche quest'ottimo post di Donatella Della Ratta.

D.S.

mercoledì 2 settembre 2009

La marcia su Gardaland


"Dobbiamo essere un fiume di ragazzi/e bardati Lega!! Dobbiamo farci notare da tutta la gente! Dobbiamo far vedere che noi ci siamo e non abbiamo paura di mostrarci per come siamo, mai!!"

I Giovani padani partono alla conquista del Paese dei balocchi. Doverosa la divisa d'ordinanza:

"Obbligatoria la nostra fascetta al collo e qualsiasi altro gadget Lega si voglia portare (cappellini, spillette, portachiavi, foulard, maglietta, sciarpa e chi più ne ha più ne metta!)".
Pinocchio e Lucignolo già se la ridono: noi, asini lo eravamo solo all'uscita...

d.s.