giovedì 29 ottobre 2009

Berlusconi clown nel circo dei Verdi


A poco più di un mese dalla quindicesima conferenza Onu sul clima, i verdi europei lanciano "Climate Circus", un sito satirico il cui intento è mostrare le misure effettivamente adottate dai singoli governi, a dispetto delle impegnative dichiarazioni ufficiali, in materia di contrasto al cambiamento climatico.

Un click sulla bandierina del proprio paese ed appare l’illusionista Sarkozy, oppure l’equilibrista Angela Merkel, o ancora Putin versione ammaestratore di orsi, o l’acrobata Barack Obama, atterrato da una colomba della pace. Non poteva ovviamente mancare il premier Berlusconi. Nel ruolo di clown.

d.s.

martedì 27 ottobre 2009

Radio Padania, "I trans sono cessi immondi, aborti della natura"

Ecco, se quei leader di sinistra cui capitasse di provare certe attrazioni sessuali reagissero, una volta sgamati, con un orgoglioso "Sì, mi piacciono le trans. E allora?", invece di ripiegare su di un codardo "E’ una mia debolezza privata", espressione umanamente comprensibile, ma inaccettabile, per il detestabile non-detto che essa si porta dietro, se a pronunciarla è chi si è addossato l’onere di trasformare in meglio la società ("debolezza", a differenza di "gusto", indica uno strappo alla norma - ovvero le trans come anormali, freak che vivono nell’ombra e che nell’ombra é giusto che rimangano, e comunque nell’ombra immediatamente ricacciate da uomini dal portafogli forse troppo carico per poter essere uomini davvero), se la sinistra, insomma, ribaltasse la prospettiva e decidesse di farsi finalmente carico delle istanze della comunità transgender, cominciando magari col rivendicare una maggior pulizia di linguaggio (con troppa disinvoltura si tende ad esempio a parlare di "trans" come se il termine fosse da sé sinonimo di "trans che si prostituiscono"), allora, forse, si starebbe già facendo qualcosa per contrastare quelle pulsioni (esse sì anormali) che periodicamente riemergono, forti di un senso di impunità generale.

Come testimonia questa telefonata giunta a Radio Padania, durante la quale le trans vengono definite "cessi immondi", "aborti della natura", senza che la conduttrice in studio (e non è la prima volta che succede) ritenga opportuno interrompere il collegamento, o almeno prendere le distanze, obiettare, censurare. Nemmeno quando dall’altra parte del telefono vengono invocate, per i migranti, le "espulsioni di massa, come in Germania":


clicca per ascoltare un estratto di Radio Padania

lunedì 26 ottobre 2009

Gentilini condannato per razzismo

Il Tribunale di Venezia ha condannato Giancarlo Gentilini per istigazione al razzismo. Il vicesindaco di Treviso non potrà più tenere comizi pubblici per i prossimi tre anni. Assurda la strategia difensiva: "le parole del mio assistito (pronunciate nel corso della Festa dei popoli padani del 2008, ndr) erano finalizzate all'integrazione tra etnie diverse".

d.s.

giovedì 22 ottobre 2009

Primarie Pd, Radio Padania sostiene Bersani: "Veniva a mangiare e a bere alle nostre feste"

Che Pierlugi Bersani tenda ad apparire piuttosto (troppo) moderato nei confronti della Lega, già lo sapevamo. Che addirittura arrivi ad ipotizzare, con la Lega, futuri accordi ed alleanze (qualora il Carroccio dovesse ripulirsi, per incanto, da certa retorica e da certi proponimenti), già sapevamo –ahinoi- anche questo (vista da sinistra, una Lega passata per l’Arno potrebbe al massimo ambire ad una piena legittimità politica, continuando, però, a rappresentare un’opposta visione del mondo, da contestare nei suoi stessi fondamenti). Ma che Pierluigi Bersani sia in passato andato "a mangiare e a bere" ad alcune feste della Lega Nord, ecco, questo è davvero troppo:


(clicca per ascoltare un estratto di Radio Padania)

Chissà chi era il comiziante di turno mentre il Nostro banchettava con le gagliarde camicie verdi: Borghezio, che inveiva contro le "palandrane islamiche del cazzo"? O forse Gentilini, che chiamava tutti a raccolta per andare a distruggere le moschee? Oppure Matteo Salvini, che più sottilmente dissertava su come sia "più facile scacciare i topi che non i rom"?

Il Partito democratico ha bisogno di saper dire di no alla Lega in maniera netta, senza se e senza ma. Il Partito democratico non ha bisogno di Pierluigi Bersani segretario.

Daniele Sensi

... e Repubblica è insufflata dal Le Monde

Nicolas Sarkozy si lamenta di come i media francesi darebbero poco risalto alle sue attività internazionali. Il portavoce del suo partito, Frédéric Lefebvre, dice che "la stampa sta cercando in tutti i modi di distruggere il Presidente". E la società civile indignata osserva: "Nella classifica mondiale sulla libertà di stampa la Francia è al 43° posto"...

d.s.

mercoledì 21 ottobre 2009

"Sì, le razze esistono"



Lo sostiene il mensile francese Le choc du mois, partner di quella Convenzione identitaria europea, cui hanno aderito Lega Nord e Giovani Padani, che solo in Italia è passata del tutto sotto silenzio.

d.s.

lunedì 19 ottobre 2009

In Francia Borghezio annuncia una scuola europea per l'ultradestra identitaria


Durante la Convenzione Identitaria che si è tenuta nel fine settimana in Francia (convenzione che ha registrato l’adesione della Lega Nord e dei Giovani Padani), Mario Borghezio ha annunciato il lancio di una scuola transnazionale per i futuri dirigenti della galassia europea dell’estrema destra identitaria.

Sappiatelo.

d.s.

Evviva la Repubblica democratica fondata sulla mafia

Ad apprendere certe rivelazioni, ieri, uno si aspettava che subito sarebbe venuto giù il mondo, che la gente –i cittadini, si sarebbero riversati per le strade furibondi agitando la propria tessera elettorale per chiedere conto del maltolto (laddove il maltolto si chiama sovranità nazionale), che i propri politici di riferimento non avrebbero parlato d’altro (il sito di D’Alema è fermo al 3 ottobre, quello di Bersani propone un sondaggio sulla globalizzazione; Fassino è ancora lì folgorato per il Nobel ad Obama, mentre Franceschini dice che oggi andrà da Zoro –coi calzini turchese), che i deputati più temerari si sarebbero incatenati agli scranni parlamentari fino a che la verità (tutta la verità, nient’altro che la verità) non fosse uscita fuori, limpidamente, senza omissioni, e la nazione non fosse stata restituita al rispetto di sé. Invece nulla. Niente di niente. Le pecore sono al pascolo. Siete pregati di non disturbare.

Uno sguardo alla blogosfera, a quell’informazione dal basso che avrebbe dovuto far tremare vassalli, valvassori e valvassini. Su Memesphere (servizio che "traccia" le discussioni della Rete), tengono testa Romina Power ed il vaccino maleficio, seguiti dal trailer Dr. House edizione numero 6. Blogbabel, la bibbia della blogosfera, dà come argomento del momento il "Tom Tom kit - più GPS per tutti". Il PD network, poveretto, appare sempre più come una landa desolata… hic sunt leones.

O sono rimbecilliti tutti, oppure le parole di Piero Grasso non erano poi così importanti. Lo Stato che tratta con la mafia.. cosa vuoi che sia. Borsellino fatto saltare per accelerare la pratica… Quisquilie che possono appassionare solo quel demagogo di Di Pietro, demagogo che oggi è l’unico a buttare lì sul tavolo le sole domande che il Paese intero dovrebbe trovare la voglia di sbattere in faccia ai proprio rappresentanti. Domande semplici semplici, per nulla tecniche, alla portata di tutti: dove?, come?, quando?, perché? e, soprattutto, chi?. Perché Di Pietro sarà pure un populista, ma talvolta il populismo è meglio che niente.

Daniele Sensi

domenica 18 ottobre 2009

Mario Borghezio si dà dello xenofobo da solo?

Disarmante la pagina Facebook di Mario Borghezio. Sezione Info, Interessi personali: "Cattolicesimo tradizionalista, lotta contro l’invasione islamica, indipendenza della Padania, Autodifesa Etnica Totale (sic)" e… "xenofobia".

E a proposito di Borghezio. L’eurodeputato leghista è attualmente in Francia, tra i partecipanti alla Convenzione Identitaria, in Provenza, dove si sono date appuntamento le estreme destre identitarie di tutta Europa. Contro il raduno (contestandone l’autorizzazione rilasciata dalla prefettura) si sono vivacemente espressi, in una nota congiunta, il sindacato CGT, la Lega dei diritti dell’Uomo, i Verdi, il Partito socialista, il Partito comunista e l’associazione SOS Racisme.

Della protesta -e della convention- scrive il conservatore Le Figaro, mentre il progressista Le Monde ed il maggior settimanale francese, Le Point, sottolinenano l’adesione, al rassemblement, dell’italiana Lega Nord.

In Italia, invece, tutti tacciono. D’altronde due dei candidati alla segreteria del Pd, Bersani e Marino, hanno recentemente dichiarato che con la Lega un accordo è al momento da escludere, ma un domani, chissà…

Daniele Sensi

sabato 17 ottobre 2009

Quando Gad Lerner straparla di meritocrazia

Adoro Lerner quando si occupa di politica e di massimi sistemi. Un po’ meno quando pretende affrontare questioni più terra terra, che attengono alla banale volgarità del vivere quotidiano. Perché qui lo scivolone sta dietro l’angolo.

Scrive oggi Gad sul suo blog, in risposta ad una studentessa della Cattolica che "lamenta il poco peso dato al merito e il troppo peso dato alle conoscenze":

la tv è “il luogo in cui i raccomandati vengono messi in bella mostra e sbattuti in faccia al pubblico, tanto per chiarire che tale andazzo è irriformabile”. Come esempio, propongo agli studenti di badare ai cognomi di tanti giornalisti del Tg5, un elenco di figli di papà che contano. Li invito a vigilare e a denunciare di fronte a chi lavora solo perché “figlio di”

Ben detto. Del tutto condivisibile. Tuttavia al Gad paladino della meritocrazia piuttosto che lanciare lo sguardo tanto lontano, direzione Mediaset, sarebbe bastato spulciare tra la lista degli ospiti del suo L’Infedele, sul cui palco, una settimana sì ed una settimana no, è puntualmente chiamata a dire la sua tal Maria Laura Rodotà, che se non fosse "figlia di" (Stefano Rodotà) mica lo so cosa farebbe oggi nella vita, né se Lerner le darebbe voce e spazio tanto spesso.

d.s.


venerdì 16 ottobre 2009

Il brand Italia secondo il francese Rue89

Sull’onda delle polemiche scatenate dalla nomina di Jean Sarkozy, figlio di Nicolas, alla guida dell'Epad (l'ente che amministra la Defense), l’online francese Rue89 dedica una veloce panoramica ad altri casi di figli illustri che –scrive ironicamente il sito- "devono i loro prestigiosi incarichi solo al proprio talento".

Si va dalla Libia, dove il primogenito di Gheddafi dirige la compagnia nazionale delle telecomunicazioni, al Senegal, il cui presidente Abdoulaye Wade ha piazzato il figlio alla testa dell’Agenzia nazionale dell’Organizzazione della conferenza islamica.

Passando per casi simili in Uzbekistan, Gabon e nella Repubblica democratica del Congo si approda, infine, a quella che è la patria del nepotismo: l’Italia, "un esempio da seguire". "Il termine stesso di ‘nepotismo’ trova la propria origine nella lingua italiana", ricorda Rue89, che, citando un certo Piersilvio ed una certa Marina, chiosa: "del nepotismo è italiano pure il il vero purista: Silvio Berlusconi".

d.s.

venerdì 9 ottobre 2009

Una di quelle notizie che un blogger non dovrebbe mai dare

Il mio notebook ha deciso di anticipare il crollo della Repubblica, e si è suicidato. Considerato che, perennemente precario, le mie riserve auree hanno lo stesso colore sociale della Lega, non ho idea di quale futuro l'avverso fato abbia in serbo per l’AntiComunitarista.

Voglio però lasciarvi con una buona nuova: decaduto il Lodo Alfano, il Consiglio delle associazioni nere di Francia ha intenzione di trascinare Berlusconi in tribunale per le infelici battute sul colore della pelle del premio Nobel per la pace Barack Obama.

Fate i bravi.

Daniele Sensi

giovedì 8 ottobre 2009

Gianni, l'ottimismo è il profumo della vita

Dalle parti dell'Espresso danno alla Repubblica italiana ancora tre giorni di vita.

Questa volta Di Pietro l'ha sparata proprio grossa

"La Repubblica somiglia sempre più al Tg1 di Minzolini"



Delirio eversivo di Berlusconi a Porta a Porta

"Napolitano doveva intervenire sui giudici della Corte costituzionale per influenzarli. La Consulta non è più un organo di garanzia. E Rosy Bindi è più bella che intelligente"

mercoledì 7 ottobre 2009

L'inquietante logo di Montezemolo


Vi ricorda nulla il logo dell'associazione (asse di un nuovo schieramento politico?) Italia Futura, oggi inaugurata da Montezemolo?

Come come come?

Reazione a caldo di Berlusconi alla sentenza della Consulta: "Abbiamo un Capo dello Stato che sappiamo da che parte sta".

Ancora convinti che fosse Tonino Di Pietro l'eversivo?

Variazione sul tema: Berlusconi vorrà mica insinuare che l'eversivo sia Giorgio Napolitano?

E di Umberto Bossi che minaccia la guerra ne vogliamo parlare?

Dedicato ad Antonello Venditti...

... che assieme al talento ha perso pure il senno

Io nacqui a debellar tre mali estremi:
tirannide, sofismi, ipocrisia;
ond'or mi accorgo con quanta armonia
Possanza, Senno, Amor m'insegnò Temi.
Questi princípi son veri e supremi
della scoverta gran filosofia,
rimedio contro la trina bugia,
sotto cui tu piangendo, o mondo, fremi.
Carestie, guerre, pesti, invidia, inganno,
ingiustizia, lussuria, accidia, sdegno,
tutti a que' tre gran mali sottostanno,
che nel cieco amor proprio, figlio degno
d'ignoranza, radice e fomento hanno.
Dunque a diveller l'ignoranza io vegno

Tommaso Campanella, filosofo (eretico) calabrese

martedì 6 ottobre 2009

Radio Padania, gli zingari come un'epidemia

Ho sempre sentito parlare di recrudescenza di malattie e di malanni. Talvolta, di conflitti. Altre, di situazioni meteo avverse. Dalla recrudescenza di epidemie si è ahimè passati, su Radio Padania, alla "recrudescenza di zingari". Nella trasmissione di Massimiliano Orsatti, assessore milanese al Turismo, Marketing Territoriale ed Identità, uno che si duole, poveretto, di come, poiché italiani, "molti zingari se non commettono reati non puoi cacciarli":



lunedì 5 ottobre 2009

Enlarge your Europe

I manifesti che hanno fatto cambiare parere agli irlandesi:




Realizzati dal movimento giovanile del Fine Gael. Un partito cristiano democratico.

domenica 4 ottobre 2009

Casa Bianca in allerta per le battutacce di Berlusconi

Dopo decenni di ricerche, gli scienziati del progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) captano un segnale dallo spazio profondo…

venerdì 2 ottobre 2009

Libertà di stampa, spuntano i primi crumiri

Come nel ’39 sul fiume Bzura, c’è chi prende parte e si sbilancia, scegliendo di stare con Hitler o con i polacchi. Altri (“Non manca la libertà di stampa, manca la serenità di stampa”: hai detto niente…) decidono invece di attardarsi, champagne in una mano ed iPhone nell’altra, al grottesco ricevimento per lo scampato pericolo, dalle parti di Monaco.

Milan bevve e disse con una risata: “Alla Francia! All’Inghilterra! Ai nostri gloriosi alleati!” poi scagliò con tutta la forza il bicchiere contro il muro; gridavano: “Viva la Francia! Viva l’Inghilterra! Viva la pace!” portavano bandiere e mazzi di fiori. Daladier s’era fermato sul primo scalino; li guardava con stupore. Si volse verso Léger e disse fra i denti: “Che coglioni!”

Jean-Paul Sartre, Il rinvio