mercoledì 30 dicembre 2009

Antonio Tabucchi sul Figaro: l'Europa intervenga contro la Lega Nord, o sarà la Barbarie

Traduco, al volo, un appello di Antonio Tabucchi apparso oggi sul francese Le Figaro, che, voglio ricodarlo, è un quotidiano conservatore.
Quello di augurarsi un qualche cosa è un sentimento complesso; perché non esprime un semplice desiderio. Secondo Freud, la libido, ovvero il desiderio in ogni sua manifestazione, è il motore del mondo: l’uomo è una creatura desiderante. Senza il desiderio di conoscere cosa vi sia al di fuori della caverna, saremmo ancora nella caverna. Ma il succitato tipo di desiderio è affidato a variabili incontrollabili, al caso. Posso augurarmi che tutte le guerre finiscano e che sul pianeta si instauri la pace, che non abbiano a verificarsi guerre nucleari, che una mortale pestilenza si diffonda unicamente tra i trafficanti d’armi, o che io possa vincere alla più ricca lotteria del mondo. Le variabili del mio desiderio, però, nulla hanno a che fare con la statistica: nemmeno al principe di Heisenberg riuscirebbe di determinare la possibilità di riuscita.

Esiste in Italia un partito chiamato "Lega Nord". Nato recentemente, con all’incirca una base elettorale del dieci per cento, esso fa parte del governo Berlusconi. Senza la Lega, Berlusconi non potrebbe governare. Berlusconi è alleato a partiti dalla connotazione politica di estrema destra. La Lega Nord non dichiara precise connotazioni politiche. Essa ha una base "culturale" neopagana, fatta di croci celtiche e di venerazione del dio Odino e del dio Po, fiume nel quale ogni anno vengono praticati riti di purificazione. La Lega ha diffuso la convinzione che la Lombardia e una parte del Veneto siano terre privilegiate e di sua proprietà. Essa vanta la superiorità della "razza" ariana e detesta le altre (i neri, gli ebrei e, in particolare, gli arabi). Più in generale, detesta tutti gli "stranieri". Il principio territoriale è quello di Maurras: questa terra è mia perché vi sono seppelliti i miei morti. Cosa tra l’altro inesatta: buona parte del Veneto è terra di emigranti; gli avi, per non morire di fame o per malattia, emigrarono pochi anni addietro, e le loro ossa ora riposano in Brasile, in Argentina, in Canada, in Australia, in Svizzera, in Francia.

L’attuale ministro italiano dell’Interno, Roberto Maroni, è un dirigente della Lega Nord. Uomo di modesta cultura, frequenta le birrerie della sua regione e suona la tromba in un gruppo rock che si esibisce nei locali notturni della Lombardia. In due anni è divenuto celebre per l’applicazione di una feroce legge contro gli immigrati in base alla quale il solo fatto di essere "senza documenti" costituisce, in sé, ontologicamente, un delitto. D’intesa con Berlusconi, ha siglato un accordo con quel gentiluomo di Gheddafi per la costruzione di campi in Libia in cui accogliere i migranti respinti dall’Italia. Tali campi di detenzione che nessuno può controllare sono pagati dal governo italiano, ovvero dai contribuenti.

Il comune di Venezia aveva previsto l’assegnazione di case popolari a famiglie di nomadi (di cui molti hanno la cittadinanza italiana). Quando, a distanza di due settimane, il prefetto stava adempiendo alle proprie funzioni, ovvero stava assegnando gli alloggi previsti, il ministro Maroni, con un decreto autoritario, lo ha rimosso, per rimpiazzarlo con un uomo di fiducia. Le case non verranno più assegnate.

La Lega Nord, recentemente, ha pure diffuso un comunicato denominato "White Christmas". Non si tratta di un augurio, bensì di una strategia messa in campo a Natale per "arrestare" i neri non in regola. Un rastrellamento. Ovviamente gli operai di colore (in molti lavorano nelle fabbriche del nord), seppur in regola, non hanno osato, nemmeno loro, uscire in strada per guardare le stelle. Non ci sono stelle per i neri, in Italia. E’ il bianco Natale della Lega Nord.

Mi auguro che l’Europa faccia qualcosa. Non so bene cosa. Ciò spetta al Consiglio d’Europa e alla Commissione europea. Sono sempre stato un europeista convinto, lo sanno tutti. Tuttavia mi rendo conto di starmi appellando a uomini che hanno dimenticato i valori dei padri fondatori, come Jean Monnet, De Gasperi, Spinelli, Adenauer. L’idea europea dei padri fondatori era alta e nobile, indipendentemente dai loro ideali politici. Gli attuali responsabili dell’Europa, è evidente, hanno poco di nobile e molto di economico: la loro etica è distratta dalla compatibilità. Eppure solo pochi anni fa un presidente della Repubblica francese, Jacques Chirac, proponeva sanzioni contro l’Austria a causa di dichiarazioni razziste di un suo rappresentante, Jorg Haider. Ma quelle di Haider erano parole. Ciò che sta succedendo in Italia, sono fatti. L’Europa ha una grande responsabilità, ma sembra ignorarlo. Fa finta di non rendersi conto di ciò che si sta verificando in Polonia, in Ungheria, in Romania, in Italia. Ma se essa ignora deliberatamente ciò che sta avvenendo in Italia, qualcosa dovrà succedere. E’ inevitabile. E’ nella logica della storia. Un uomo non bianco (ne basta uno solo) avrà forse un giorno un coltello per difendere il proprio corpo e la propria dignità. E lo utilizzerà. E capiterà come a Soweto. Non è ciò che mi auguro. E’ al contrario ciò che mi preoccupa, che mi allarma, che mi fa paura, e che mi abbatte.

In Europa, oggi, come nel ghetto del Sudafrica o nella Berlino hitleriana. Le pare ammissibile, Signora Europa?

Antonio Tabucchi, Le Figaro, 30.12.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

mercoledì 23 dicembre 2009

Nel varesotto i leghisti tornano a scuola


... ahimè vestiti da babbi natale, a distribuire caramelle e panettoni "padani" ai bambini delle elementari.

d.s.

lunedì 21 dicembre 2009

Petizione: Il razzismo non è un'opinione


A coloro che vivono la propria cittadinanza in maniera autentica, ovvero in una dimensione europea, segnalo questa petizione di Sos Racisme che chiede la cessazione di un pretestuoso dibattito (quello sull’identità nazionale voluto dal presidente francese Sarkozy e dal suo ministro dell’immigrazione) che si sta facendo veicolo dei peggiori sentimenti islamofobi.

d.s.

domenica 20 dicembre 2009

L'enclave della vergogna

Dopo la proposta di corsie differenziate, negli ospedali, per i migranti, dopo la rimozione di targhe dedicate a quel terrone di Peppino Impastato, dopo la decisione di mettersi a multare chi rimuove crocifissi nei locali pubblici e dopo l'esaltazione permanente della simbologia leghista affidata ai sanpietrini delle piazze comunali, dal bergamasco giunge l'ultimo provvedimento destinato a fare di quell'area lombarda una vera e propria enclave della vergogna in territorio italiano: parcheggi gratis, nel centro storico, per le giovani coppie - stranieri esclusi.

d.s.

sabato 19 dicembre 2009

... ed in Francia ora temono per l'incolumità di Sarkozy

In Francia non hanno Travaglio, Di Pietro e Santoro, tuttavia anche in Francia si cominciano a temere possibili aggressioni fisiche al presidente Sarkozy.

E non a causa degli eversivi sobillatori che, pure lì, impazzano nel web, ma perché Sarkozy, come Berlusconi, coltiva un irrinunciabile debole: quello per i bagni di folla.


venerdì 18 dicembre 2009

M'è sfuggito qualcosa?

Oggi, sul blog di Piero Fassino:

E il Sole delle Alpi divenne monumento nazionale

A Cividate al Piano, nel bergamasco, la pavimentazione della piazza principale del paese diviene tributo permanente, per volontà della giunta leghista, ad un simbolo di partito, quello del Carroccio.

giovedì 17 dicembre 2009

Credere, obbedire... e combattere i nomadi

Il ministro Maroni avrebbe rimosso il prefetto di Venezia per "non aver impedito il trasferimento dei Sinti negli alloggi preparati dal Comune".

Pippo Civati nell'Area 51

L'aggressione a Berlusconi tutta una montatura?

Qualcuno spieghi a Civati che, quando ci si espone a lungo al freddo, in caso di lacerazione il sangue non esce immediatamente, ma che tuttavia basta entrare (ad esempio....) nel caldo abitacolo di un'auto perché i vasi sanguigni, specie sul viso, subito si irrorino copiosamente.

Qualcuno gli spieghi, altresì, come macchie di sangue sotto un occhio o su tutto un lato del volto costituiscano un fenomeno piuttosto comune, se su di un labbro tumefatto si appoggia una mano, o uno straccio, o un sacchetto di plastica... Chiamasi: "stai attento, che così ti sporchi tutto".

Che quando ci si rompe il naso possa succedere di non perdere sangue glielo spiego invece io: due fratture nasali, e mai una goccia persa.

E per quella telecamera che ha ripreso Tartaglia proprio nel momento del lancio della statuetta, Civati si chieda quante telecamere in quel momento avessero l'obiettivo puntato da tutt'altra parte.

... Che Berlusconi, su questa storia, abbia deciso, da subito, di marciarci sopra, è evidente. Ma parlare di complotto significa, necessariamente, tirare in ballo una conseguente congiura del silenzio che non coinvolgerebbe solo tutto il governo, ma pure molti dei supporter del Pdl presenti, quella sera, su quel lato del piazza, e i reporter, e il personale (medici, infermieri, ausiliari...) del San Raffaele, e coloro che al premier hanno fatto visita (Bersani complice?), nonché, ovviamente, gli addetti alla sicurezza.

Addetti che, questo mi sembra pacifico, sono venuti meno al consueto protocollo, se non altro a quello del buonsenso. Avrebbero dovuto portarlo subito via, è vero - chi rappresenta le istituzioni non dovrebbe poter disporre del tutto liberamente del proprio corpo. L'assistito è invece stato assecondato: un altro bagno di folla, please. E di flash. Magari anche alla ricerca del viso dell'aggressore.

Di quell'aggressore che, se di vero attentato si fosse trattato, avrebbe così avuto tutto il tempo di colpire ancora una volta.... Un suo complice, appostato poco distante, avrebbe addirittura potuto fare di peggio. E le guardie del corpo, da colluse col complotto, verrebbero ora accusate, dal video ripreso da Civati, dell'opposto, ovvero di aver cospirato contro il presidente del Consiglio.

Aggiornamento: Civati (dio quanto si prende sul serio...), nonostante replicando ai suoi lettori scrivesse di attendere "l'attivismo" di Paolo Attivissimo "nel provvedere immediatamente a sbufalare la bufala" (per la serie l'onere della prova spetta all'accusato...), dice che io avrei frainteso il senso del suo post, e che quella "scemenza" lui l'aveva riportata a mo' di diritto di cronaca.

Aggiornamento 2: L'opinione espressa in questo post è stata raccolta dall'edizione francese di Slate e da Radio France.

d.s.

mercoledì 16 dicembre 2009

Ma vaff...

Dal capezzale del premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, fa sapere, tutto premuroso, che ieri sera Berlusconi "ha visto Ballarò e non gli è piaciuto".

Stanotte blocco del traffico attorno al San Raffaele. Il sonno del sovrano ha da non essere disturbato.

Aggiornamento: pare che Silvio minacci di non mangiare il puré ed il brodino fino a quando non sentirà, in strada, le chitarre dei Papaboys. "Cos'aveva Wojtyla che io non ho?"

Radio France: "Perché l’auto non è fuggita subito via? Ovvero: il governo italiano strumentalizza l'aggressione al Cav per mettere le mani sulla Rete"

Ancora un pezzo di Eric Valmir, di Radio Londra Radio France (radio di Stato):
Silvio Berlusconi riceve la statuetta in pieno viso. Sotto la violenza del colpo, vacilla. La guardia del corpo lo infila subito in auto.

In qualsiasi altro paese un capo di governo aggredito in questo modo, una volta sistemato sul sedile posteriore col viso insanguinato verrebbe portato via. Immediatamente.

Protocollo vorrebbe poi lo sgombero della folla per permettere alla vettura di partire all’impazzata verso l’ospedale.

Qui no. L’autista è pronto a premere sull’acceleratore. Si volta. Momento di esitazione nell’abitacolo dell’auto. E per forza! Silvio Berlusconi VUOLE uscire dal veicolo. Malfermo, tenendosi alla portiera, può quindi esibire il viso straziato alle telecamere e alle macchine fotografiche. Compie pure la cortesia di voltarsi verso i fotografi mal posizionati.

A partire da questo momento abbiamo già in mano tutti i termini del dibattito che si preannuncia. "Guardate cosa mi hanno fatto quei vigliacchi!"

Berlusconi è un uomo degli anni ‘80. E’ l’uomo della TV.

Per lui la vita è un grande spettacolo. Più di chiunque altro al mondo conosce il potere delle immagini. Anzi, ne padroneggia i meccanismi. Nonostante la violenza del colpo, nonostante il dolore evidentemente forte, ha il riflesso di mostrarsi nuovamente alla folla e di favorire il viso livido agli obiettivi dei reporter.

Già sa che l'emozione restituita da quelle foto gli permetterà di srotolare su di un tappeto rosso tutta la semantica del martirio che costituisce il cuore del suo discorso.

Il peso delle parole, lo shock delle foto, il motto di Paris Match, non è mai stato tanto attuale.

La foto shock darà peso ad ogni sua minima parola. E nessuno potrà resistervi.

Appena sveglio, l’indomani, in ospedale, Silvio Berlusconi vuole che gli siano portati TUTTI i giornali. Non solo la stampa italiana, ma anche TUTTI i quotidiani stranieri.

Nel dolore della carne, la sua anima deve trovare conforto. L'effetto boomerang ha funzionato. La sua foto è sulla PRIMA PAGINA di tutto il pianeta.

Il resto si declina da sé, secondo una logica prestabilita ... Quanto a Tartaglia Oswald si sentirà tutto ed il contrario di tutto: un pazzo, un gesto politico, un complotto, un atto isolato… In breve, non si saprà mai nulla.

In ambito politico la colpa è della sinistra, responsabile del clima d’odio.

Berlusconi: l'immagine struggente di un uomo ferito e continuamente attaccato – un uomo buono, che ama e che perdona, tranne che a sinistra…

Il tutto procede come un rullo compressore, nessuna voce dissenziente può risuonare.

L’aggressione è, "politicamente parlando", un'opportunità per Silvio Berlusconi.

Alle prese con la sua riforma della giustizia e con i conflitti interni alla maggioranza, ricorrendo al "tutti mi seguano senza obiettare, altrimenti fuori", accusato da Fini di comportarsi come un "monarca assoluto", ecco ora l’immagine dell’uomo ferito che ispira compassione al di sopra di ogni disputa politica. Grande Silvio.

La minima critica viene subito richiamata all’ordine. "Ma non vi vergognate, poveretto? Non vedete come soffre? Siete tanto insensibili?"

Tutti hanno condannato la violenza, ma coloro che recitano la parte dei grandi sentimentalisti sentono il proprio cuore stringersi a fronte dei massacri di innocenti che fanno la storia contemporanea e l’attualità d'ogni giorno?

Non si tratta che di una sceneggiata, di una strumentalizzazione.

Non riuscendo a controllarli, il governo Berlusconi voleva limitare il potere dei blogger, della Rete, i gruppi su Facebook e Google. Emergono forme di resistenza in nome della libertà d’espressione.

Con questa aggressione diverranno possibili leggi quasi liberticide, col pretesto di lottare contro i gruppi che coltivano l’odio e la violenza. Approfittandone per inserire in questa categoria anche semplici oppositori politici.

L’aggressione al premier è un atto violento e, in questo senso, vigliacco e ignobile. Da condannare. D’accordo.

Ma le discussioni conseguenti sono del tutto faziose. La sinistra non ha maggiori responsabilità della destra. Quando si banalizzano gli insulti tra politici, quando un presidente del consiglio parla di "di strangolare coloro che scrivono di mafia", quando la Lega Nord moltiplica i messaggi di odio razziale, quando la sinistra si rinchiude per 15 anni nell’anti-Berlusconismo, usando ogni mezzo per praticarlo, si giunge ad una responsabilità collettiva.

E, ancora una volta, la vittima principale è il cittadino italiano.

Grazie all'aggressione, Berlusconi ritrova il suo registro preferito: "Chi mi ama mi segua". E’ da 15 anni che fa di tutto per occupare il cuore del dibattito nazionale. Così il confronto politico continua ad essere ridotto ad un referendum permanente attorno alla sua figura. "Favorevole o contrario a Berlusconi?"

E per il momento siamo al "favorevole".

Eric Valmir, 15.12.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

"Il No B. Day è stato una concausa di piazza del Duomo"

Matrix, Canale 5. Ore 1.43. Il ministro dell'Interno Maroni definisce il No B. Day "una concausa dell'aggressione a Berlusconi".

martedì 15 dicembre 2009

Aggredita la riforma della cittadinanza

... ed intanto dal testo base per la riforma della cittadinanza è sparita la "naturalizzazione" per gli stranieri nati in Italia.

Vile aggressione al computer di un corrispondente straniero

Dei servizi della stampa estera (e quindi anche del Le Monde, del Figaro, di TF1…) sul fattaccio di piazza del Duomo hanno ampiamente reso conto quotidiani e telegiornali nazionali (bizzarro, a proposito, il caso dei Tg Mediaset… "La notizia ha immediatamente fatto il giro del mondo", e giù col soddisfatto compiacimento del mezzobusto: lo spettatore inchiodato al monitor dalla sequenza dell’aggressione passata e ripassata alla moviola, e l’imprenditore Berlusconi destinato a trar profitto, suo malgrado, dalle sventure del Berlusconi politico).

Grazie al cielo il nostro amato premier sta, tutto sommato, bene: potrà quindi governare per un altro milione di anni, e mezza blogosfera (salvo improvvisi colpi di mano) ringrazia (Luca Sofri dovrà pazientare ancora un po’: la detronizzazione di Gilioli è rinviata).

Voglio dunque riportare l’informale commento affidato da Eric Valmir, corrispondente della radio pubblica francese, al proprio blog. Un commento che, a suon di metafora, più che dell’aggressione a Berlusconi ci dice qualcosa della strana isteria che da un po’ di tempo anima il dibattito politico italiano.

Traduco:
Un atto vile. Unanimemente condannato.

Il mio computer è stato aggredito.

Ieri mattina impossibile accedere ai miei file, ancor meno ad Internet. Ho provato ad entrare nel mio blog, recandomi in un cybercafè. Invano.

Nella mia casella di posta alcuni lettori confermano: nessuno riesce a collegarsi.

Il verdetto è inequivocabile. Il mio computer è stato attaccato. Vittima dell’aggressione di pirati informatici. Il blog era sotto tiro.

Giungono messaggi di solidarietà. Intollerabile. E’ evidente che i responsabili provengono dalla Mafia e dal mondo politico. Questo blog cominciava a dar fastidio, occorreva quindi colpirlo.

E il colpo inferto al mio computer indigna tutti gli osservatori.

Il bavaglio alla libertà di espressione.

Qualunque sia il motivo, l’aggressione non può mai essere una risposta. Eccetera eccetera.

Associazioni, comitati di sostegno, cittadini, politici di sinistra e di destra, tutti denunciano la violenza perpetrata ai danni del mio computer.

Da quando, stamattina, sono state rese pubbliche le foto (attenzione, le immagini potrebbero turbare i più sensibili), le reazioni emotive si sono moltiplicate. Eccolo lo schermo nero del computer livido, ricoverato nell’ospedale Bill Gates:



Le voci si levano contro gli autori designati di tale inqualificabile atto. Mafia e politici corrotti che questo blog giustizialista non poteva continuare a trattare così. Monta la vendetta popolare. Nell’anticamera dell’ospedale tutti vogliono conoscere il bollettino medico emesso da Dottor Windows.

Nel menu di avvio del sistema operativo sono comparse solo alcune parole: "Eppure io vi amo tutti, perché voi non amate me?".

Abbiamo pianto. Era terribile.

E d'un tratto tutti si sono messi ad odiare i detrattori del blog. La strada a tanta violenza l’hanno aperta coloro che lo criticavano esplicitamente, è evidente.

A furia di diffamarlo e di accusarlo di tutto e di niente, si é arrivati a ritenere che fosse legittimo colpirlo fisicamente, nei suoi dischi rigidi, nelle sue connessioni. Si è pensato fosse lecito isolarlo e tagliarlo fuori dal mondo, privato d’ogni ragion d’essere.

Tuttavia simile meschinità é destinata a durare poco. Il mondo intero è oramai solidale col mio computer. Coloro che detestano questo blog, per quanto non abbiano commesso nulla di male, saranno fischiati, strattonati, linciati.

Ed anche se non hanno nulla a che fare con l’aggressione che peraltro condannano, chi se ne frega, dovevano pensarci prima a parlar male del blog. Vergogna!.

Il blog cercava solo di fare informazione nel modo più onesto e corretto possibile.

Il mio computer è buono. Talmente buono da essere disposto a perdonare il suo aggressore. Pubblicamente.

Ecco, si è un po’ ripreso.

E, stando meglio, la gente comincia a dire che sia stata tutta una montatura, per far pubblicità al blog. Mi accusano di essere complice. Di aver immerso il pc nella candeggina giusto mezz’ora prima di esibirlo tutto livido al mondo intero. Che è tutto un raggiro. Una strumentalizzazione.

Io, tutto quel che so…

… è che l'aggressione c’è stata davvero e che essa è deprecabile, eccome… Ciò di cui possiamo irridere sono invece le analisi e le dirette a go go.

Le interpretazioni tirate in ballo tornano utili alle cause più inverosimili. Viene detto di tutto, ma proprio di tutto, questo succede…

… Perché nel gioco delle vicende umane, così come in quello della vetrina mediatica, l’emozione avanza come uno tsunami.

E l'emozione impedisce sempre la riflessione.

D’altro canto sono una follia anche tutte le metafore cui ci si può esercitare dopo un’aggressione…persino in riviste specializzate, come "La rivista del dentista": "A seguito di due incisivi persi, può emergere una lingua tagliente".

Una deduzione dentale su cui riflettere.

Eric Valmir, 14.12.2009
(traduzione di Daniele Sensi)

lunedì 14 dicembre 2009

Aggressione a Berlusconi. Radio Padania, "Menare i ragazzi dei centri sociali per dare l'esempio"


clicca per ascoltare un estratto della trasmissione


Lunedì. Primo pomeriggio. A Radio Padania sono convinti che l’aggressione di ieri al premier sia il frutto di un clima d’odio che mira a Berlusconi per colpire la Lega. Ed il consueto palinsesto viene modificato per lasciar spazio ad un'esamina degli atti violenti di cui i militanti leghisti sarebbero stati vittime negli ultimi anni.

Quando gli ascoltatori vengono invitati ad intervenire in diretta, giunge una telefonata che, giusto per gettare acqua sul fuoco, propone di sfruttare il momento favorevole (Maroni al ministero dell’Interno) per "mettere le mani addosso ai 'capi' dei centri sociali e fargli male, per dare l’esempio".

La telefonata s’interrompe bruscamente. Un po’ di buonsenso avrà portato il regista a staccare la linea? Macché. "La telefonata purtroppo è caduta", si lamenta il conduttore. Che non sente il dovere di spendere nemmeno una parola di deplorazione, ma che anzi si compiace di come il senso dell’intervento si sia comunque potuto cogliere.

... Radio Padania Libera, ovvero l’emittente di un partito di governo. Il tutto mentre gli esponenti della maggioranza giocano a recitare il ruolo delle carmelitane scalze a fronte di una "opposizione sobillatrice d’odio".

d.s.

Ora il Pd solidarizzi con Di Pietro


Dopo le dovute manifestazioni di solidarietà a Silvio Berlusconi, ora il Partito democratico faccia quadrato attorno ad Antonio Di Pietro, oggetto in queste ore di un intollerabile attacco incrociato da parte del governo e dei media del premier.

Update. Mi sa che Di Pietro ci è. Resta che anche le parole di Libero e del Tg4 sono un aizzare, ma il titolo del post pubblicato in serata da Tonino è davvero insostenibile: "Chi semina vento raccoglie tempesta"...

domenica 13 dicembre 2009

L'aggressione al premier figlia del clima d'odio fomentato dalle opposizioni? No, semmai della cultura mediatica berlusconiana

Ecco le incontestabili prove:

venerdì 11 dicembre 2009

Penati candidato Pd al Pirellone? E noi non lo votiamo

Un gruppo di cittadini lombardi d'area democratica minaccia di non votare Pd alle elezioni regionali se la candidatura di Penati (una candidatura che "arriva dall’alto, senza quel processo democratico di coinvolgimento degli elettori che dovrebbe essere un presupposto fondante del Partito democratico e in generale del centrosinistra") non verrà ritirata.

Insomma chiedono le primarie. Ed hanno ragione.

d.s.

Emma Bonino lancia lo sciopero dei migranti

Sul modello del "24 ore senza di noi", indetto in Francia per il primo marzo 2010, Emma Bonino (una che in un paese serio è già da un po' che sarebbe presidente della Repubblica, o del Consiglio, o quantomeno segretario del Partito democratico) lancia la proposta per uno sciopero dei migranti anche in Italia.

d.s.

Grazie al cielo non voto in Lombardia

Marcello Saponaro è tutto entusiasta per la scelta dei vertici democratici di candidare alla presidenza della Regione Lombardia Filippo Penati, l’attuale coordinatore dell’Ufficio politico del Pd. Quello stesso Penati che, da presidente della Provincia di Milano, riteneva che il miglior modo per risolvere il "problema" dei rom fosse quello di rimpatriarli.

Dettaglio che a Saponaro deve essere sfuggito. A differenza di Civati, forse, che pare decisamente meno euforico.

d.s.

giovedì 10 dicembre 2009

Svizzera: erige minareto per protestare contro il referendum


In Svizzera il proprietario della catena Pomp it up ha eretto sul tetto della sede amministrativa della sua azienda un minareto. Un atto di sfida nei confronti di quei suoi concittadini che contro i minareti, a maggioranza, hanno votato sì al recente referendum e un gesto di fratellanza verso i musulmani.

Intanto il Ministero della giustizia di Berna fa sapere di attendere un pronunciamento della Corte europea dei diritti dell’uomo, che, verosimilmente, giudicherà il referendum contrario alla libertà di culto. In questo caso, sostiene Antoine Boesch, avvocato ginevrino che contro l’esito referendario è ricorso a Strasburgo, "l’interdizione dei minareti resterà probabilmente nella Costituzione, ma non potrà essere applicata dai tribunali. E quindi la si dovrà togliere, poiché inutile".

d.s.

mercoledì 9 dicembre 2009

Gad Lerner teme che qualcuno possa non essersi accorto che ha scritto un libro

La stessa Repubblica.it che chiede i soldi a Google?

Talvolta Repubblica arriva in ritardo (diciamo così...) sulle notizie. Peccando in superficialità. Tanto da qualificare come “blogger di estrema sinistra” gente che per lo più gravita attorno al Partito socialista. Perché, in Francia, il maggior partito di opposizione è talmente plurale (ovvero: ha le idee piuttosto confuse) che coloro che cantano contro i McDonald’s sovente aprono i suoi meeting.

d.s.

martedì 8 dicembre 2009

Hic sunt leones

Mentre nel bergamasco le giunte leghiste si mettono a multare con 1000 euro coloro che rimuovono i crocifissi nei locali pubblici, il francese Rue89, ritornando sul caso Marrazzo e paragonando le vicende dell'ex governatore del Lazio con quelle di Berlusconi, commenta:"Delle belle e giovani ragazze sono una cosa, mentre delle transessuali, in un paese in cui i crocifissi ancora ornano i muri delle scuole, sono ben più difficili da accettare".

d.s.

La Rete francese verso un No Sarkozy Day

Galvanizzati dal successo del No-B. Day, alcuni blogger francesi cominciano a ragionare sulla possibilità di un No Sarkozy Day.

Qualcuno, però, nutre dei dubbi: "Rispetto a Berlusconi, Sarko è un dilettante, e difficilmente riuscirà a far scendere in piazza 500 mila persone".

d.s.

lunedì 7 dicembre 2009

E i Giovani padani fecero presepi di solo muschio

"Se è vero quello che dice Fini, che il presepe è pieno di extracomunitari, vado a casa e tolgo tutti i pastorelli"

Radio Padania, rubrica dei Giovani padani, 7.12.2009

domenica 6 dicembre 2009

Il No B. Day sulla stampa francese: "Un'enorme manifestazione di gente stufa di Berlusconi"

La stampa francese (molto più attenta alle notizie estere di quanto non lo sia quella italiana – blogosfera compresa) non ha dubbi: il No B. Day è stato un successo. Un enorme successo. A cominciare dal conservatore Le Figaro, che titola, in home page: "In 400.000 dicono no a Berlusconi":


Il progressista Le Monde, che già venerdì aveva dedicato ampio spazio all'ambiziosa iniziativa dei blogger italiani, racconta l'evento per immagini, in una galleria richiamata in home nella colonna principale, seconda notizia - mica in un trafiletto laterale, tra un Google Adsense e le previsioni meteo:


Di "migliaia di italiani" che "dicono no a Berlusconi" scrivono pure il magazine Le Point ed il Nouvel Observateur , il settimanale querelato dal premier per l’articolo "Sesso, potere e menzogne":


L’Express si spinge oltre, e riportando un dispaccio Reuters riferisce di una "enorme manifestazione contro Silvio Berlusconi":



Stesso titolo per il telegiornale del primo canale televisivo francese (TF1), il cui servizio si apre con le affascinanti immagini del No B. Day parigino, tenutosi al Trocadero sul "parvis des Droits de l’Homme", ovvero nei pressi di quel "Palais de Chaillot" in cui venne firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

"Enorme manifestazione" anche per France Info (radio di Stato), che scrive: "In 500 mila, a Roma, gridano la propria esasperazione a Berlusconi":



E mentre il network 2.0 Le Post raffigura un attapirato Berlusconi versione Calimero ("E’ un’ingiustizia però…"), il sito di costume e società Gala sottolinea la novità di una manifestazione, di tali dimensioni, nata dalla Rete: "Berlusconi disarcionato dalla scalciata del Web" è il titolo di un articolo in cui si osserva: "Il sussulto democratico italiano si nascondeva là dove Berlusconi non se lo aspettava. E’ nei network di internet che la rivolta si alimentava. Ed essa non è restata virtuale".

Commento simile a quello dell’agenzia di stampa francofona made in Israele Guysen International News, per la quale quella contro Berlusconi è una "contestazione di una nuova era".

Daniele Sensi

sabato 5 dicembre 2009

"Travaglio come Spatuzza"

"Marco Travaglio è come i pentiti di Mafia: sia l'uno che gli altri hanno interesse a parlare a sproposito e a raccontare fesserie"

Radio padania libera
, 5.12.2009 No B Day




giovedì 3 dicembre 2009

Video della tv svizzera. "Dobbiamo affrontarli fisicamente": Borghezio lancia una scuola per "soldati politici"

Ritorno ancora una volta sulla Convenzione identitaria di Orange, ovvero sulla reunion delle destre estreme di tutta Europa organizzata lo scorso ottobre dal Blocco identitario francese. Alla due giorni di dibattito anti-islamico e "anti-racaille" aveva aderito anche la Lega Nord, rappresentata da Mario Borghezio. Avevo già riferito di come in quella sede l’eurodeputato leghista avesse lanciato la proposta di una sorta di scuola di formazione transnazionale per i quadri dei vari movimenti europei facenti riferimento al radicalismo identitario. Ma pare ci sia qualcosa di più.

Alla convenzione era presente anche Dominique Baettig, deputato dell’Assemblea federale svizzera e membro dell’UDC, uno dei partiti promotori del recente referendum anti-minareti. La partecipazione di Baettig ad un congresso che riuniva la crème del populismo xenofobo europeo aveva suscitato accese polemiche in Svizzera, tanto che il "democratico di centro" dovette abbandonare i lavori prima della loro chiusura. Nel frattempo, però, una rete della televisione elvetica aveva deciso di inviare una telecamera al "Palais del princes", sede della convenzione, proprio per testimoniare a quale genere di raduno avesse aderito un rappresentante del maggior partito svizzero.

Quella è stata la sola telecamera ad aver ripreso tutti lavori, compreso l’intervento di Mario Borghezio. Ed è proprio sul passaggio relativo alla "scuola di formazione" che in particolare si soffermano le immagini della tv elvetica. Lo speaker è sbigottito: Borghezio non ha in mente una semplice scuola per dirigenti, ma per veri e propri "soldati" che "tengano testa fisicamente ai nemici".

Vi ripropongo il servizio, tradotto e sottotitolato in italiano.

martedì 1 dicembre 2009

Mettiti in giallo contro il razzismo

Ricevo e pubblico:

10 DICEMBRE 2009
METTITI IN GIALLO CONTRO IL RAZZISMO

61° Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani
DIRITTI E DIGNITA’: NON POSSIAMO TACERE!

Art. 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Noi riteniamo che la strada seguita dal governo italiano non rispetti questo spirito di fratellanza. NON POSSIAMO ACCETTARE IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE, di cui la Legge 94/2009 (cd. PACCHETTO SICUREZZA) è l’ultima espressione
DOBBIAMO RENDERE VISIBILE IL NOSTRO DISSENSO!

Per manifestarlo con più forza, lanciamo su tutto il territorio nazionale la campagna “Mettiti in giallo contro il razzismo”, attraverso la quale esprimere la nostra condanna di questa legge e la nostra denuncia dei respingimenti incondizionati e di ogni violazione dei diritti umani.

PER QUESTO INVITIAMO TUTTI, nella giornata di GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009 61°anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani ad esporre qualche cosa di GIALLO (un nastro, uno striscione….) alla finestra o al balcone della vostra abitazione, dell’ufficio o del negozio, sul vostro veicolo e/o indossare qualche cosa di GIALLO(nastro, braccialetto, cappellino, maglietta, spilla….).

Vi chiediamo di partecipare numerosi all’azione il 10/12/09 e di mandarci il giorno stesso una mail all’indirizzo io-non-sono-razzista@libero.it, oppure un sms o un mms (se volete allegare foto) al 3311389081, segnalando che avete esposto o indossato qualche cosa di giallo e di aderire all’iniziativa, così da poter monitorare quanti, in tutta Italia, hanno partecipato alla giornata “Mettiti in giallo contro il razzismo”. Seguiranno l’iniziativa mezzi radio e stampa nazionali.

Eventi collaterali all’azione, che ognuno può fare in più, se vuole, sono:
1. Mandare foto dell’azione (es. fotografare il balcone su cui è esposta la stoffa gialla, fotografare la persona dietro allo striscione giallo, o la persona che ha indosso qualcosa di giallo, fotografare il banchetto organizzato per il 10/12/09….)
2. Scrivere sulla cosa gialla da voi scelta la frase IO NON SONO RAZZISTA
3. Fare un banchetto nella vostra città distribuendo nastri di stoffa gialla Tutto quello che ci manderete inerente all’azione verrà messo sul sito www.io-non-sono-razzista.net.

All’azione si può aderire singolarmente, come associazione, come gruppo,come scuola. Chiediamo fin da ora a tutti di sensibilizzare e pubblicizzare l’iniziativa nella vostra città.

Comitato io-non-sono-razzista

METTITI IN GIALLO CONTRO IL RAZZISMO