venerdì 8 gennaio 2010

Il gotha della blogosfera francese dice no al No Sarkozy Day

Ventotto blogger francesi, tra i quali i titolari di undici dei primi venti blog politici transalpini, firmano un testo comune per dissociarsi dal No Sarkozy Day, indetto in Francia, sull’onda del successo dell’italiano No B. Day, per il prossimo 27 marzo.

Due le motivazioni principali:

1) Sarkozy è stato democraticamente eletto, quindi "il No Sarkozy Day deve aver luogo il 7 maggio 2012, e non prima";

2) La sola ragione della manifestazione è "il nome di Sarkozy", ma "l’antisarkozysmo primario" non porterà mai a nulla: "piuttosto che focalizzarci sull’uomo, noi preferiamo concentrarci sul bilancio disastroso della sua azione politica, per costruire un’alternativa, autentica ed argomentata, al sarkozysmo".

Chi volesse far paragoni con la posizione generalmente assunta dalla Rete italiana in occasione del No B. Day tenga però a mente che, per quanto sia più che lecito parlare di sarkoberlusconismo, Sarkozy non è Berlusconi. Il presidente della Repubblica francese sta studiando in tal senso, e con profitto, ma troppe lacune ancora permangono in materia di ‘stravolgimento disinvolto delle regole democratiche’. Tanto che se i motivi del No B. Day erano essenzialmente metapolitici (la difesa della Costituzione), quelli del No Sarko Day sono, giocoforza, del tutto politici. "Chiamiamo a raccolta quanti vogliono agire contro Nicolas Sarkozy e la sua politica", si legge sul manifesto del Popolo viola francese. Un argomento effettivamente un po' debole per chiedere le dimissioni di chicchessia.

p.s.: ma, ad accusare 360 mila persone di inconcludente antisarkozysmo, non bisognerebbe forse andarci un po’ più cauti quando si è amministratori di un (ottimo) blog chiamato Sarkofrance?

d.s.

3 COMMENTI:

Aglio E Cipolla ha detto...

la gente che dice di no...

Piccolo ritorno sulla tua notizia di poco fa, ripresa dalle stampa italiana (i GIORNALISTI...)

I francesi quando non dicono resignati : "et oui, c'est comme ça" (... "e si, è così, e non ci sono più le mezze stagioni... ecc") non hanno minimamente idea di quello che succede in Italia e il finto parallelo tra i due "no day" lo trovo abbastanza repugnante, nella sua ignoranza "crasse" (come diceva Desproges).

E "mi sa" di aver capito che i 2 movimenti non si conoscono neanche (almeno mi sembra che qualche francese non conosce quelli italiani, a dire quelli che hanno lanciato il no-b-day. ...

E rimane che nessuno vuole esser il futuro responsabile di tutto quello che sarà rotto e brucciato durante un no B qualcosa in Francia.

E il meglio credo è l'assenza di reazioni a questo blog. Pure gli Italiani si sono già dimenticati del loro "no b". Dobbiamo dire che il grande kapo ha fatto un gran kolpo quel 5 dicembre...

Le temps passe et rien ne se passe. Un peu désabusé et désabusant.

vV

Ps. C'è Sgarbi dappertutto sul tuo blog con gli ads CEPU. Fa paura ;)

daniele sensi ha detto...

Condivido: i due "movimenti", nonostante il nome, sono piuttosto differenti. Devo riconoscere, però, una maggiore curiosità, riguardo a ciò che accade presso le nazioni vicine, da parte dei francesi che non degli italiani. Non solo sulla Rete, ma anche sui giornali: ti basti guardare quanto spazio i nostri quotidiani generalmente dedicano alle vicende europee, nonostante essi abbiano -e tu lo sai bene- anche il triplo delle pagine di Monde e Figaro.
Al di là di manifestazioni indette per reclamare le dimissioni di presidenti o primi ministri, resta però importante che, seppur tra tanti fraintendimenti, vengano lanciati ponti tra le società civili dei diversi Paesi, anche perché certe pericolose ideologie è a livello europeo che oramai hanno imparato a ragionare.

ps.: di notte talvolta compaiono quelli più rassicuranti della Disney
;)

Altero ha detto...

Scommetto che i blogger dissidenti votano Bersani ;)

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