giovedì 21 gennaio 2010

"La Lega non ha ragione d'esistere": un Renato Zero d'annata per il sorcino Luca Zaia

Leggo, sull’Espresso, che l’indomito ministro Zaia, l’uomo che ha fatto strada nel profondo nord reclamando a gran voce la schedatura genetica degli immigrati, sarebbe un fan di Renato Zero.

Ora, dalle parti della Lega spopolano i brani di insospettabili autori quali i Nomadi e De André, sebbene secondo chiavi di lettura differenti da quelle tradizionali ("Via del Campo è un capolavoro - peccato parli di un trans", ebbe a commentare, non molti giorni fa, un conduttore di Radio Padania nel corso di uno speciale proprio a Faber dedicato). Che dietro taluni impavidi fazzoletti verdi si nascondano degli irrequieti "figli della topa" non più quindi stupire più di tanto: se in molti, a sinistra, apprezzano il destro Ruggeri, veramente non si capisce perché un leghista, che già ascolta De André, dovrebbe sentirsi a disagio in compagnia di un cantante schierato né con gli uni né con gli altri.

Di Renato Zero non sono infatti mai pervenute esplicite dichiarazioni di fede politica, tanto che, a sentirlo parlare, talvolta lo si direbbe vicino alla sinistra antagonista, altre alla destra sociale (sono noti un paio di suoi endorsement, è vero, però in occasione di elezioni amministrative: una volta per il centrosinistra, ed un’altra per il centrodestra).

Se dal dramma alla farsa il passo è breve, dal Carroccio al Carrozzone dev’essere brevissimo: non sarebbe affatto male se le ronde si mettessero a presidiare il territorio intonando un minaccioso "Perquisiamoci sulle reti morbide con un dolce su e giù". I "volontari per la sicurezza" rischierebbero di far davvero degli iscritti.

Tuttavia una volta ebbi modo di vederlo dal vivo, il Re dei sorcini. A Torino, nel 1995. E mi sa che Zaia di quella tournée non abbia assistito a nemmeno uno spettacolo. Perché esistono casi in cui il "mi piace nonostante le sue idee" non vale più...

Al termine di uno dei primi brani in scaletta, il Renato Zero che non si sa se sia di destra o di sinistra, o al di qua di entrambe, espresse quella sera un giudizio netto, inequivocabile, proprio sulla Lega.

Casualmente (…) tenevo un registratore tra le mani. Ed in tutti questi anni ho conservato la cassetta. Sono quindi ora in grado di riproporvi quella lontana dichiarazione (perdonate la pessima qualità dell’audio).

Ovviamente, niente video: a quei tempi il telefonino, per alcuni, rappresentava ancora uno status symbol, ed il massimo dell’evoluzione si chiamava "sms".

27 COMMENTI:

*Sere ha detto...

peccato caro Daniele che tu ti sia perso la mia trasmissione su Radio Padania Libera domenica 10 gennaio "tributo a Fabrizio De Andrè" altrimenti sapresti che abbiamo precisato la storia di "Via del Campo" raccontato la vita di De Andrè e molto altro.
Saluti

frank ha detto...

ebbè, se guardi tra i commenti del post del 19 gennaio c'è addirittura chi s'immagina di poter conciliare anarchia e lega, andando ben al di là del vecchio sincretismo tra comunismo e fede cristiana.

Anonimo ha detto...

Bhe
conosco gente che mangia mer#* scmabiandola per ciccolato..
..
Il modo è bello perchè è piendo di matti.

Tiziano ha detto...

ce lo vedo Zaia che balla "il triangolo no" mentre cavalca (a pelle) uno dei suoi yak

Gioann Pòlli ha detto...

Parto dalla mia esperienza. Come si sa, considero De André - e non solo per i "noti motivi" della sua vicinanza alle minoranze, alle culture e alle lingue territoriali - il più grande musicista-poeta dai tempi dei troubadours. E, come si sa, lo scorso anno proprio su Radio Padania gli ho dedicato per il decennale uno speciale di quasi tre ore, con ospiti che andavano da Bubola a De Scalzi. Qualche giorno dopo, ho portato su Rpl anche la simpaticissima Dori Ghezzi, fatto che a Gad Lerner non piacque (vedi la reazione nel suo blog).
Non solo: ho anche più volte dichiarato pubblicamente, per radio e non solo, che nell'ambito della nuova musica territoriale, tutti noi dobbiamo moltissimo all'esempio di Pino Daniele. Peccato solo per quella sua vergognosa frase in "O' Scarrafone" e per quelle infantili dichiarazioni contro Bossi che gli costarono peraltro una sonora condanna in sede civile.
Nessuno è perfetto... Ma l'artista Pino Daniele, a prescindere dal pensiero - si fa per dire - del personaggio, è e rimane obiettivamente un grande, soprattutto fino a qualche anno fa.
Mi spiace solo per l'amico Luca Zaia ma Renato Zero proprio non mi piace...
Che devo dire poi, che le opere di Bepi De Marzi o Andrea Zanzotto, che rappresentano nell'arte musicale o letteraria il meglio dell'identità veneta contemporanea, sono da condannare al rogo solo perché i due continuano ad attaccare ed insultare la Lega un giorno sì e l'altro pure?
Siamo seri, dai.
L'idea che un musicista o un artista non debbano piacere a un "leghista" solo perché in certe occasioni hanno parlato male del movimento o ne prendono le distanze, non sta né in cielo né in terra. Ed è figlia di una visione del tutto oleografica e di un luogo comune davvero ridicolo. I "leghisti" sono nella stramaggioranza dei casi persone del tutto normali con i loro gusti e le loro preferenze individuali, non robot a schede perforate che obbediscono ai presunti diktat di partito anche sul colore degli spazzolini da denti. Sarebbe comodo per i loro detrattori che così fosse, ma così non è. Sapessi quanti sono i "leghisti" che adorano Guccini o Vasco Rossi!
Postilla sugli anarchici: l'anarco-nazionalismo e l'anarco-comunitarismo (so che qui è una bestemmia...) sono correnti di pensiero che, per quanto ultraminoritarie e simboliche, esistono davvero in Europa. Fu in Bretagna che conobbi un gruppo che si definiva "anarconazionalista bretone"...
Ciliegina: Pietro Valpreda, anarchico vero di quelli "di una volta", spesso circolava nei suoi ultimi anni di vita con in tasca una copia de La Padania. E da La Padania fu intervistato in una memorabile chiacchierata.
gioann

crevalcorepadana ha detto...

un'altra granda vittoria della sinistra!

Anonimo ha detto...

Ce lo vedo MAroni a cantare "La fregata"...insieme a Borghezioe Calderoli.

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"Affogare in questo mare
Per poi farmi decorare, no, come si può ?
Per dar lustro alla Marina
Sempre chiusa qui in cabina, no! Come si può ?
Vivere su una fregata,
Con la sorte già segnata…Qui
Dico anch'io, " Signor si "
Ed invecchio così!
Chi mi chiama Marilena
Chi Silvana, chi mi chiama Sofia… "

Anonimo ha detto...

D'altronde è noto come la LEga si sia ispirata ad una famosa canzone di Renato Zero per il suo Carroccio:

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Il Carrozzone :

Il carrozzone va avanti da sé,
con le regine, i suoi fanti, i suoi re…
Ridi buffone, per scaramanzia,
così la morte va via
Musica, gente, cantate che poi
Uno alla volta si scende anche noi…
Sotto a chi tocca… in doppiopetto blu
Una mattina sei sceso anche tu!
Bella la vita che se ne va…
Un fiore, un cielo, la tua ricca povertà
Il pane caldo, la tua poesia…
Tu che stringevi la tua mano nella mia!
Bella la vita, dicevi tu
È un po' mignotta e va con tutti, sì però…
Però, però…proprio sul meglio, t’ha detto no!
E il carrozzone prende la via,
facce truccate di malinconia..
Tempo per piangere, no, non ce n’è,
tutto continua anche senza di te..
Bella la vita che sene va…
Vecchi cortili dove il tempo non ha età,
i nostri sogni, la fantasia …
ridevi forte e le paura era allegria!
Bella la vita, dicevi tu,
e t’ha imbrogliato e t’ha fottuto, proprio tu!!!
Con le regine, con i suoi re,
il carrozzone va avanti da se…
---
lascio immaginare chi sano i re e le regine...

Accirt ha detto...

@ Giovann Pòlli: vergognosa non fu la definizione di Pino Daniele ma gli epiteti razzisti che da sempre riserva Bossi ai meridionali .
Ben fece Pino Daniele a definirlo (utilizzando a sua volta lo "stile" linguistico che da sempre contraddistingue il modesto vocabolario del senatour) "uomo di merda".
Quella si che era musica, altro che Guccini o Rossi.

un non-fan di Pino Daniele

frank ha detto...

capisco ancora il riferimento identitario per chi si definisce anarchico (nonostanze alcune osservazioni negative di bakunin sul nazionalismo), ma non certo il riferimento ad un partito (qualunque esso sia), soprattutto se di governo e con una forte leadership. comunque a parole si può mettere insieme qulunque cosa, probabilmente non ne cogliamo più il senso storico ma solo un valore emotivo.

Gioann Pòlli ha detto...

@accirt: non tocca certo a me difendere Bossi, che si difende benissimo da solo. Ma cerchiamo di tornare con i piedi per terra e di uscire dai luoghi comuni tipo "i comunisti che mangiano i bambini" o i "leghisti che odiano i meridionali" Quanti leghisti di origine meridionale (ce ne sono tanti, credimi) dovrebbero odiare se stessi, allora... E poi, dai, Bossi detesta talmente "i meridionali" da averne sposata una(e, nel mio piccolissimo, anch'io).
Se ascolti poi la mia trasmissione su Radio Padania, molto spesso ho ospiti che sostengono la necessità di difendere la lingua siciliana, napoletana, sarda, calabrese...
Quanto alla frase di Pino Daniele che gli costò una condanna in sede civile per diffamazione, è relativa a Sanremo 2001. Daniele disse "uomo di merda, mi fa schifo" riferito a Bossi quando gli chiesero che cosa ne pensasse del fatto che, in un ristorante di Napoli, il Senatur avesse intonato "Maruzzella" proprio in onore della città che lo stava ospitando. Chapeau.
@frank: l'anarchia, per definizione, pur nelle sue varie accezioni, mira allo smantellamento del potere dello Stato. Uno Stato accentrato e centralista è forte e anti-identitario per definizione. La Lega, da sempre, ha nel suo programma lo smantellamento dello Stato centralista e la costruzione di un sistema di potere il più leggero possibile, più vicino ai cittadini e più da essi controllabile.
E non è nato per caso il rapporto tra Bakunin, che tu hai citato, e la Svizzera, entità statale dove per primo vengono il cittadino e i suoi diritti di controllo sul potere con la democrazia diretta più ampia possibile, e per ultimo lo Stato federale... L'esatto opposto dell'impalcatura degli Stati giacobini, Francia e Italia in primis. Ma hai comunque ragione nel sottolineare anche e soprattutto il valore emotivo di questa "strana vicinanza" che ogni tanto fa capolino.

Padanina ha detto...

io alle medie mi ero già fatta una buona cultura musicale su DE ANDRE', GUCCINI, DE GREGORI. tre pilastri per me tutt'oggi. poi ho ascoltato molto altro in particolare ho tutto un repertorio di rock ani 60 e 70, e anche il punk/rock principalmente i clash e se andiamo sul brit non conto più i miei beniamini.

tutto quello che ho citato e tutto il resto che ascolto è considerato di solito vicino alla sinistra.. o almeno la sinistra di oggi è vicina a loro, ma è un fatto ideologico.

il mio animo rivoluzionario, il mio stile di vita come quello dei miei compagni di battaglia, i Giovani Padani, è certamente più vicino al più irriverente comunista cantautore o gruppo anarcodistruttore di qualsiasi sinistrino con la keifa al collo che parla come un babbeo dei soliti luoghi comuni coi libri dell'Ottocento.

cambiare, riformare, ideali, lotta politica, novità.. ormai queste cose la sinistra non le fa più, ha solo fatto sue delle belle parole ed è conservatrice ormai per antonomasia, ovvio che invece noi della lega che ci sbattiamo all'inverosimile per cambiare il sistema, ci riconosciamo in certi modelli.

ultima cosa: non sono pochi quelli che passano da teenagers anarchici a ventenni federalisti. magari quelli che studiano un po' e non si limitano a leggere i blog.

Anonimo ha detto...

Spiacente Renato e Daniele. La Lega esiste eccome.

Presto avrai anche un presidente di regione lghista.

Ligure Magnanimo.

Anonimo ha detto...

@ Pòlli: le ventennali invettive populiste e razziste contro immigrati e meridionali (l'ultima rivolta a quest'ultimi riguardava gli insegnanti del sud se non erro) di Bossi e co non sono una mia invenzione. Il camaleontismo di Bossi è ben chiaro a tutti da un pezzo (basta ripercorrere le sue dichiarazioni su tangentopoli, Berlusconi,etc.), tranne ai suoi elettori. Quelli che lo votano al sud sono la dimostrazione che l'idiozia è egualmente distribuita sul globo terracqueo quando si parla di razzismo. Se prima erano loro il centro focale delle politiche d'odio della lega, ora l'attenzione politica è rivolta tutta sugli immigrati, ma come è noto questo paese ha la memoria corta.

elisa ha detto...

...così tanto per rendervi edotti sulla situazione..Renato è sempre stato di sinistra, i riferimenti nei confronti di una Lega che non ha ragione di esistere sono ricorrenti nei suoi concerti, fino ad oggi. Io non ne ho visto uno ma decine e decine negli anni.
A Zaia può far bene ascoltarlo.
Saluti.

Elisa

Padanina ha detto...

ma se a uno piace renato zero cosa fa, smette di ascoltarlo perchè ha un'opinione politica diversa??

voi sinistrini fate così, non è che il mondo intero deve entrare nei vostri schemi paranoici sapete!

Miki (Anarco-Leghista) ha detto...

Datemi un consiglio: lo devo buttare via Wagner,visto che piaceva anche al capo della Germania nazista,o lo posso tenere?

daniela tuscano ha detto...

Caro Daniele Sensi, confermo le parole di Elisa, seguendo Renato da più di 33 anni. E' sufficiente ascoltare le sue parole, e soprattutto le sue canzoni, senza preconcetti, soprattutto da parte degli intellettuali di sinistra (e io sono di sinistra e insegnante, tanto per chiarire) per rendersi conto che è così da sempre. Fu lui, del resto, a dichiarare nel '94 a "Domenica In" "Abbasso Berlusconi" e a invitare il suo pubblico a mandare a fare in... il Cavaliere durante un concerto a Palermo nel 2006. Al punto che Alfano, allora non ancora ministro, s'incazzò. Adesso è inferocito con Brunetta. Il punto è che Zero non ha mai accettato di farsi incasellare in NIENTE, non ha tessere (pur venendo da famiglia comunista ed essendo nipote del filosofo operaista Mario Tronti). Pertanto i superficiali dovrebbero pensarci sedici volte, prima di bollarlo come qualunquista. Non lo è affatto. Nel '79 votava radicale. Quello per Galli non era un endorsement per la destra, ma solo un attestato d'amicizia. Sveglia eh...

daniela tuscano ha detto...

Post scriptum. Anche Travaglio è un fan di Renato (assieme a Luxuria, Platinette, Zingaretti, Nanni Moretti...)

Anonimo ha detto...

L'espressione "uomo di merda" in napoletano definisce quel tipo di persona che si vende al migliore offerente. Un'uomo che basa la sua politica sull'antimeridionalismo salvo poi, per convenienza politica, rendersi ridicolo con una circense interpretazione paracula di Maruzzella, merita questi e altri appellativi, altro che cappello.

daniele sensi ha detto...

@ daniela tuscano,
grazie per i chiarimenti. Quella del voto Radicale mi stupisce davvero, considerate le sue posizioni "antiabortiste". Comunque, per chiarire a mia volta, ho ascoltato, e ascolto, tantissima musica di Renato. Ne custodisco tutti gli album, fino ad "Amore dopo amore" però. Successivamente è cominciato a sembrarmi musicalmente ripetitivo. Qualcuno scrisse che "Renato Zero è passato dal Triangolo alla Trinità": capisco che l'anticonformismo oggi passi da strade diverse da quelle di un tempo, tuttavia il senso di quell'affermazione talvolta non mi pare del tutto infondato.

daniela tuscano ha detto...

Daniele,
mi costringe a ricordarle che anche Pasolini era contro l'aborto, e per le stesse ragioni di Renato, cioè non confessionali, ma etiche, direi ontologiche (certo, Pier Paolo lo diceva "leggermente" meglio...). Infatti, ai tempi, il suo articolo fu pesantemente criticato proprio dalle frange "progressiste" che, esattamente come qualsiasi altra setta, ragionavano (?) per slogan e all'interezza della persona non erano minimamente interessate. E aggiungo: anche Marguerite Yourcenar, non esattamente una suora, pronunciò parole severe sull'aborto. Molto più modestamente, anche per chi scrive, che certo detesta i clericali più del diavolo e ha scritto moltissimo sulla dignità femminile, l'aborto IN SE' non può essere considerato né una conquista, né un diritto. Quanto a chi scrisse quell'espressione, forse gli stessi che commentarono un mio duro articolo su di lui risalente al 2004, "dal triangolo alla croce", aveva le sue ragioni, ma... a metà. Poiché la parte di Renato più schiettamente artistica e genuina è spirituale, quindi non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi.
"Amore dopo amore" per me è uno degli album più commerciali della sua carriera, ad esempio. "Cattura" un felice balzo nei '70, e lì di "papale" on c'era proprio nulla, anzi... Poi è scivolato di nuovo col "Dono" e adesso si produce da sé; l'ultimo suo spettacolo è molto bello. In tanti anni, malgrado i difetti, ho comunque riscontrato in lui una sostanziale onestà.
Mi permetto di suggerirle tre miei pezzi, http://www.mentecritica.net/renato-zero-dove-va-lalchimista-dellamore/suoni-musica/daniela-tuscano/473/ , un'intervista a Massimo Del Papa http://dimelaltra.blogspot.com/2009/09/zero-al-massimo.html (che secondo me spiega tutto), e il mio ultimo intervento, http://dimelaltra.blogspot.com/2009/12/renato-e-lunico.html . Non capisco perché la stupisca la sua simpatia per Pannella, sono pure amici, io sono cattolica e di sinistra, se non ragionassimo sempre a compartimenti stagni sarebbe meglio.

Anonimo ha detto...

la Lega non ha senso di esistere; se volete fare cose democratiche, non razziste, liberali, laiche, di certo la Lega non è il modo per attuarle e mi stupisco di come gente n'normale'. possa ancora predicare bene e razzolare male continuando a seguire questi istigatori di odio! Lega Padana...non italiana!

frank ha detto...

@gioann pòlli, sarei d'accordo se la lega fosse identitaria, ma non lo è: è solo il partito più anziano presente nel parlamento della repubblica italiana, con riferimento fortemente conservatore nella media borghesia del nord italia. se poi qualcuno si trastulla sognando ipotetiche rivoluzioni che mai ci saranno (la media borghesia italiana rivoluzionaria? e quando mai?) tanto di guadagnato per il partito: porta voti, con mille ringraziamenti.

Gioann Pòlli ha detto...

@frank: guarda, non so che cosa tu conosca della Lega "dal suo interno". Dal mio piccolo credo di conoscerla abbastanza bene e ti posso assicurare che non è come la descrivi tu. Non lo era nemmeno nel 1993, all'epoca del saggio di Giovanni De Luna "Figli di un benessere minore", quando sembrava che le istanze "economicistiche" sembrava dovessero prendere il sopravvento su quelle più identitarie delle origini. Tantomeno lo è oggi, e mi stupisce che ancora - dopo le elezioni del 2008, quando nel Nord e soprattutto in Emilia-Romagna la Lega ha saputo intercettare a man bassa molto voto operaio e storicamente "di sinistra" - qualcuno creda allo stereotipo dello "strumento della media borghesia italiana". Quello oggi è ancora territorio di pascolo elettorale soprattutto di Berlusconi. Non so ancora per quanto tempo, però! :)
Pensare che la Lega sia semplice espressione della "media borghesia italiana" significa - permettimi - non aver compreso proprio nulla di quello che la Lega è e può rappresentare, e che cosa animi davvero la sua base. E dal momento che anche tutte le altre forze politiche non l'hanno compreso, è quidi più che logico che oggi sia la proprio Lega ad essere "il più anziano partito" presente in parlamento! Permettimi: rappresenta(va) molto di più la media borghesia un Ulivo di un Prodi che faceva della globalizzazione la sua bandiera, con una Livia Turco che, ai tempi della Bossi - Fini, andava dagli industrialotti veneti a rassicurarli che presto, tornati al governo, l'avrebbero abolita per permettere nuovo afflusso di mano d'opera a basso costo... Allora, chi è "di destra" e chi "di sinistra"?
La Lega - tra l'altro Bossi l'ha sempre detto, molto felicemente - non è però né "di destra" né "di sinistra", in particolare in un momento in cui le categorie di destra e sinistra non hanno assolutamente più alcun significato in senso storico. Anche un grande come Giorgio Gaber se n'era accorto molto bene, e da par suo.
La Lega è e continua ad essere il movimento "del territorio", del diritto dei cittadini a disporre del proprio destino a prescindere dalle volontà estranee alla propria storia e alla propria identità. In questo senso la Lega è un movimento MOLTO identitario. Lo slogan senza dubbio più azzeccato è quel "padroni a casa nostra" la cui logica e immediatezza sono perfettamente comprensibili a tutte le latitudini e a tutte le longitudini.
gioann

daniela tuscano ha detto...

Rieccomi Daniele Sensi, come va? Poiché lei, al tempo in cui firmò questo post, si era dichiarato piuttosto incredulo rispetto alle simpatie radicali di Renato Zero, vorrei segnalarle un video del '93: http://www.youtube.com/watch?v=hzgblyumTb0 mentre in quest'altro, databile qualche giorno fa, se la piglia anche con chi non gli ha permesso di realizzare Fonopoli (Rutelli e poi Veltroni, per cui pure aveva votato): http://www.youtube.com/watch?v=QBWbCb9PBig

Scusi il disturbo. Un saluto.

daniele sensi ha detto...

Grazie Daniela!

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