giovedì 4 febbraio 2010

Razzisti per distrazione: le scuse di Carrefour

Il gruppo Carrefour chiede scusa per il riferimento ai nomadi (ora eliminato) che compariva nella sezione "disservizi" del suo customer care. Tramite una corrispondenza privata, però, e non per mezzo di un comunicato ufficiale.

Si è trattato di "una svista", scrivono... Come a dire che al webmaster gli si sono inciampati i polpastrelli sulla tastiera andando a pigiare casualmente sedici lettere che altrettanto casualmente si sono poi disposte secondo un senso compiuto componendo la del tutto involontaria voce: "presenza di nomadi".

Spero per lui che giochi alla lotteria: sarebbe un webmaster ricchissimo.

d.s.

8 COMMENTI:

aglio|e|cipolla ha detto...

Je m'incline

Anonimo ha detto...

Almeno alla Carrefour sono a conoscenza del significato della parola nomade

Andrea ha detto...

Ci hanno provato a fare i furbi, ma, sgamati, con la coda tra le gambe si son dovuti tirare indietro sperando che nessuno fuori dalla rete se ne sia accorto.

Miki (Anarco-Leghista) ha detto...

W l'Esselunga!!!

Gioann Pòlli ha detto...

La notte ha portato consiglio. Dopo Carrefour, faccio ammenda anch'io. Mi rimangio tutto. E' fuori di discussione che si possa dire che spesso, fuori dai parcheggi di certi supermercati, ci siano gruppi di rom. E' vero, lo ammetto: non si può assolutamente dichiararlo perché sarebbe un bieco atto di discriminazione razzista. In realtà, può esserci la presenza di semplici gruppi di cittadini differentemente dediti all'igiene e parlanti tra di loro una lingua indo-europea differente da quella italiana. Anche il loro italiano è differente e differentemente intonato, sono abbigliati in maniera alternativa rispetto alla media del gusto europeo. Questi gruppi di cittadini sono quasi sempre accompagnati da individui di età differente dalla maggiore, i cui genitori hanno sviluppato una differente interpretazione della legislazione vigente in materia di obbligo scolastico. Questi cittadini si guadagnano da vivere attraverso una visione differente del concetto di lavoro che si esprime attraverso almeno due comportamenti distinti. In maniera non sporadica richiedono ai clienti dei supermercati uno spontaneo atto di redistribuzione della ricchezza, talvolta provvedendo essi stessi all'espletamento dei medesimi atti redistributivi attraverso il prelievo diretto di denaro contante e di altri beni dalle tasche o dalle borse dei clienti. Capita pure che i cittadini in questione provvedano agli atti redistributivi anche attraverso l'apertura con modalità differenti delle portiere e dei portabagagli degli autoveicoli posteggiati. Naturalmente, i clienti dei supermercati, per non cadere nell'atroce sospetto di razzismo, hanno il pieno dovere di mostrarsi sereni e NON differentemente soddisfatti dalla presenza e dall'attività usualmente svolta dai suddetti cittadini ivi stazionanti.
Ora, che l'ho detto, mi sento decisamente meglio.

Gioann

Spirou ha detto...

Viste le proporzioni apocalittiche raggiunte dal fenomeno del nomadismo al Carrefour, perchè i leghisti non indossano il mantello di velina e la spada di cartone e fanno una bella ronda per supermercati? Ah è vero, le ronde non le ha cagate nessuno.

Luca ha detto...

Daniele, perchè non ti sembra rilevante la questione di Brignano (su zelig , canale 5) romofobo?

Ciao

Anonimo ha detto...

sono sempre degli sporchi zingari

Posta un commento

ARTICOLI CORRELATI
 
Twitter fan box