mercoledì 10 febbraio 2010

Libération: "L'imbarbarimento e la 'leghistizzazione' dell'Italia" (traduzione integrale e ragionata)

Ok, stavolta Giornalettismo è arrivato prima. Ma tradurre "liguisation", evidentemente riferito alla Lega, con "polverizzazione", o "rondes" con "pattuglie di poliziotti di quartiere", è 'na roba che proprio non si può vedere (correggete, per favore!). Inoltre, limitandosi ad una traduzione parziale (e distratta), a Giornalettismo sfugge un passaggio fondamentale dell'articolo di Libé: se all'estero fanno fatica a cogliere la gravità della situazione italiana (il suo "imbarbarimento", e non la sua "barbarizzazione"...), è anche perché Berlusconi catalizza ogni attenzione. E di questo sono (siamo) responsabili un po' tutti: troppo concentrati sui deliri d'onnipotenza del premier, spesso perdiamo d'occhio ciò che al premier sopravvivrà: la Lega Nord.

Ecco dunque il pezzo di Robert Maggiori (che ringrazio per l'email) in traduzione integrale.

L'Italia è un paese normale? L'anomalia rappresentata da Berlusconi - il quale concentra nelle proprie mani potere politico e potere mediatico, utilizza il Parlamento come "stabilimento di produzione" per leggi destinate a salvarlo dai tribunali, vomita sulla magistratura, critica senza sosta la Costituzione, riduce la politica a barzellette e a recite da commediante, si trascina dietro tutto un carico di scandali sessuali - pare suggerirci di no.

Ma c'è dell'altro. Ciò che più colpisce è che dopo essere stata definita il laboratorio avanguardista dell'Europa, l'Italia, oggi, sta regredendo ad una situazione di "provincialismo". La sua stessa classe politica è provinciale, viaggia poco e raramente parla l'inglese. Il ruolo centrale viene ancora affidato ad una televisione ferma agli "anni '80". Si va "in" televisione vestiti di tutto punto, ogni cosa è entertainment, pubblicità, talk show urlati, culi e merletti, le trasmissioni d'inchiesta sono rarissime, quelle di approfondimento culturale, cui possano partecipare filosofi, storici, sociologi, psicanalisti o uomini di scienza, praticamente non esistono. Una sera su due, su Rai Uno, animata da un giornalista mellifluo e servile, c'è Porta a Porta, una sorta di messa alla quale partecipano sempre gli stessi leader politici, e alla quale non manca molto per rimpiazzare la Camera o il Senato. Di rado, tra il pubblico delle trasmissioni politiche, sportive o di varietà, si vede gente di colore o meticcia.

Retrocessa a provincia, l'Italia perde punti in quasi tutte le classifiche: la scuola, la sanità, l'ambiente, i diritti, la cultura (bilancio massacrato) e anche la tecnologia. Solo pochi giorni fa, dopo che Bob Geldof aveva accusato il governo di far quadrare il bilancio sulle spalle dei poveri, è stato Bill Gates in persona ad intervenire per accusare Berlusconi ("I ricchi spendono molto più per problemi personali come la calvizie, che non per combattere la malaria") di aver dimezzato gli aiuti pubblici allo sviluppo dei paesi più poveri promessi davanti alle telecamere, facendo dell'Italia "il più avaro tra i paesi europei".

Stessa regressione anche a livello informatico. Lo sapevate che, in virtù del decreto Pisanu, in un luogo pubblico, in un aeroporto o in un cybercafé, la connessione wireless alla Rete è vincolata all'esibizione di una carta d'identità? Che gli stanziamenti per lo sviluppo della banda larga sono congelati dal 2008, che si levano voci della maggioranza per mettere sotto controllo i social network come Facebook? Che ovunque si firmano petizioni per chiedere al governo di "emancipare Internet" da norme legislative penalizzanti per il futuro di un paese che, quanto ad accesso alla Rete, già è "indietro e sottosviluppato rispetto al resto d'Europa"? Berlusconi è un uomo di televisione old style, per il quale il Web rappresenta una minaccia, perché "liquido", incontrollabile - e al di fuori del suo impero.

Ma è a livello sociale che la regressione è più avanzata. Berlusconi catalizza talmente l'attenzione che all'estero non colgono la questione più importante: la "leghistizzazione" della società, che sta portando alla degradazione morale e civile, se non ad un "imbarbarimento", dell'Italia. La Lega Nord di Umberto Bossi (il cui organo ufficiale, La Padania, scriveva: "Quando ci libererete dai negri, dalle puttane, dai ladri extracomunitari, dagli stupratori color nocciola e dagli zingari che infestano le nostre case, le nostre spiagge, le nostre vite, le nostre menti? Sbatteteli fuori, quei maledetti!"), alleata decisiva del partito di Berlusconi, ha fatto eleggere i propri uomini, tra i quali molti sono ministri, in un numero considerevole di amministrazioni locali, ha diffuso ovunque i suoi valori ed il suo linguaggio, ha sdoganato e banalizzato il discorso xenofobo. Ci vorrebbe un'intera biblioteca vaticana per enumerare i discorsi di incitamento all'odio razziale, omofobo e "anti-meridionalista" pronunciati dai suoi leader. Guardate su Youtube i video di Mario Borghezio, ascoltate qualche estratto delle trasmissioni di Radio Padania: in nessun altro paese sarebbe tollerata una tale profusione di odio, e di imbecillità, xenofobo! Difendono i valori cristiani, quelli della famiglia, del lavoro, vogliono la croce sulla bandiera italiana ed il crocifisso nelle scuole, ma poi il ministro dell'Interno istituisce ronde cittadine (fiasco colossale, per fortuna, poiché nessuno s'è fatto avanti per prendervi parte) e stabilisce che il solo fatto di essere stranieri sprovvisti di documenti costituisce un reato. Una piccola vedette della politica, un'imprenditrice che si colloca alla destra dell'estrema destra, che si presume verrà nominata sottosegretario al Walfare perché nelle simpatie di Berlusconi (a proposito del quale aveva detto: "per lui sono come un'ossessione, ma non mi avrà..", o "ama le donne solo in orizzontale"), ha saputo distinguersi dichiarando che "Maometto era un pedofilo". Un fanatico (un eletto) andava sui treni a disinfettare i posti occupati da nigeriane, un altro (anch'egli eletto) voleva "eliminare tutti i bambini (rom) che derubano gli anziani" e, interrotto dagli applausi del "popolo della Padania", invitava i musulmani ad andare a "pisciare nelle loro moschee". Altri ancora hanno dato fuoco alle baracche degli immigrati, o proposto, sui tram, vagoni separati per italiani e stranieri... Discriminazioni di ogni genere, aggressioni, uomini braccati, talvolta crimini, striscioni e slogan razzisti nei raduni della Lega, ed ancora una vera e propria caccia all'uomo nero, con bastoni e fucili, che evoca, sulla stampa internazionale, il Ku Klux Klan, ma che, al ministro dell'Interno, fa dire: "Siamo stati troppo tolleranti con gli immigrati".

A fronte di tutto questo, sono poche le reazioni in Europa. Ed è proprio in tal senso che l'Italia è il paese più "provincializzato": la si guarda dall'alto in basso, apprezzandone la cucina, l'arte ed i paesaggi - non la si prende per niente sul serio, né nel bene, né nel male. Ma vi immaginate cosa succederebbe nelle strade di Londra, di Parigi, di Berlino o di chissà quale altra città europea se la Lega Nord fosse un partito, ad esempio, austriaco, o francese, e se Umberto Bossi si chiamasse Jörg Haider?

Libération, Robert Maggiori, 10.02.2010
(traduzione di Daniele Sensi)

12 COMMENTI:

Andrea ha detto...

Ma che giornale hanno letto quelli di Giornalettismo? Un'edizione di depistaggio a tiratura limitata?

Anonimo ha detto...

Presi dalla foga di sparare l'ennesimo titolo contro Berlusconi , quelli di Giornalettismo hanno stravolto l'articolo

Anonimo ha detto...

Daniele,
sei su MicroMega
;-)

Jean-Marie Le Ray ha detto...

Daniele,

Ben fatto!

Ho visto che l'hanno anche tradotto sull'Espresso, non ho ancora messo i due testi a confronto:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ventanni-di-berlusconi-ci-hanno-resi-barbari/2120845&ref=hpstr2

J-M

P.S. E adesso riprenderò la tua versione da qualche parte ;-)

rectoscopy ha detto...

ahahah niente "addebito immedito" in questa traduzione? ;)

Luca T. ha detto...

Possiamo parlare della ln come del partito più razzista d'Europa?

Anonimo ha detto...

La Lega come il partito dei caproni d'Europa.. ora hanno imparato a conoscerli...

MAgari vedremo dei cartelli a Parigi o Monaco di Baviera o Barcellona con su scritto:

"Non si affitta ai leghisti!!!"
"NO LEGA!!"

Ahahahahah ahahahahah
La legge del contrappasso!

crevalcorepadana ha detto...

Traducete.. traducete...

Intanto voi siete rimasti in Italia... Soli con noi ;)

Luca T. ha detto...

Gli immigrati sono più numerosi di voi! :)

ginspa ha detto...

Je me suis souvent demandé ce que je ressens à légard du marchand de tapis qui nous gouverne. Certainement ce n’est pas de la haine; ce n’est pas non plus le mépris (sentiments trop nobles pour un personnage de cette taille) cest plutôt le dégoût dans le sens de répugnance, décoeurement, de nausée. Berlusconi me dégoûte par sa manière dhomologuer tout vers le bas, de faire passer la vulgarité pour de la spontanéité, le manque de culture pour amour de la simplicité, les historiettes de charretier pour de lhumorisme populaire, les aventures dun don Juan de guinguette pour des entreprises épiques. Il me dégoûte parce quil fait de largent la mesure de tout. Il me dégoûte parce quil se complaît dun entourage fait dindividus serviles, prêts à tout exalter de leur patron etiam peccata. Il me dégoûte parce quil ignore que le mot démocratie signifie marcher ensemble et parce quil a classé la moitié des italiens parmi les coglioni.(Gino Spadon)

ginspa ha detto...

Mi sono chiesto spesso che cosa sento per il piazzista che ci governa. Certamente non odio, né disprezzo (sentimenti troppo nobili per un personaggio di questa taglia). Io provo solo disgusto nel senso di ripugnanza, voltastomaco, nausea. Berlusconi mi disgusta per il suo modo di omologare tutto verso il basso, di contrabbandare la volgarità per spontaneità, lincultura per amore della semplicità, le barzellette da carrettiere per fine umorismo, le avventure di unb don Giovanni da balera per imprese epiche. Mi disgusta perché fa del denaro la misura di tutto. Mi disgusta perchè si circonda di nani e ballerine orribilmente servili pronti a tutto esaltare del padrone etiam peccata. Mi disgusta perché ignora che democrazia vuol dire camminare insieme e perché ha confinato la metà degli italiani (quelli che lo detestano) fra i coglioni (Gino Spadon)

Anonimo ha detto...

ciao, magari vi interessa, un commento oltre che la traduzione, http://espr3ssioni.wordpress.com/2010/02/15/italia-cosa-si-vede-da-oltralpe/

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