mercoledì 17 febbraio 2010

Quella delle fesserie intanto l'abbiamo raggiunta

Di par condicio, intendo


A questo punto lancio un appello per il ripescaggio di Nino D'Angelo

9 COMMENTI:

Spirou ha detto...

Di tutti i problemi del Veneto, Zaia ha posto l'accento su uno dei più impellenti.

Gioann Pòlli ha detto...

Daniele, sono anch'io per il ripescaggio di Nino D'Angelo, e lo dico - lo sai - molto seriamente.

Ma anche - con Zaia - per il "pescaggio", nelle prox edizione, di una o più delle eccellenze della musica del territorio anche nei bacini del Nord. E ce ne sono, non spingermi a farti nomi perché altrimenti te ne faccio uno subito: l'amico Massimo Bubola.
Questa è una questione spinosa che meriterebbe una discussione molto più seria di una tua semplice stroncatura.

Intanto ti rimando il link al Sanremo collaterale. Se non l'hai guardato, fallo.

http://www.riviera24.it/articoli/2010/02/17/79278/a-sanremo-nuove-canzoni-nelle-lingue-regionali-e-nei-dialetti-ditalia

Gioann

daniele sensi ha detto...

Gioann Polli,

avevo letto quella pagina (orribile però il 'santino' che sbuca fuori dal bordo inferiore ad ogni muovere del mouse). Naturalmente so che quando si tratta di appoggiare, nello specifico, la musica napoletana sei sincero. Io però vorrei che si arrivasse a considerare un brano a prescindere dalla lingua (visto che bravo?) nella quale esso è scritto. Vorrei che un artista -compresi quelli che cantano, chessò, in bergamasco- riuscisse ad imporsi per la propria bravura, e non perché in quota ad una regione. Non ho idea di come funzioni il regolamento del Festival di Sanremo (né mi interessa saperlo), dubito però che certi autori possano venir esclusi per questione di idiomi. Se fossi un ingenuo direi che i criteri di selezione tengono conto della bellezza di un pezzo. Ma è evidente che nella scelta pesano le imposizioni delle case discografiche. Le quali, però, a loro volta, di certo non operano "politicamente" tentando di sovraesporre certe zone del Paese e di oscurarne altre. Compiono altri tipi di valutazioni. Nessuna discriminazione, dunque, come recrimina scioccamente Zaia. E' che magari i discografici non nutrono troppa fiducia nella potenzialità del mercato di Davide Van De Sfroos.

Gioann Pòlli ha detto...

Daniele, sulla seconda parte del tuo discorso in parte hai ragione. Ma solo in parte, perché è vero che i discografici fino ad ora sono stati ben più che miopi. E nel mio piccolissimo mi sono divertito, un paio di mesetti fa, nel pieno della polemica, a dirlo in diretta su Raidue direttamente al loro presidente Mazza. "History will tell" chi avrà avuto ragione, ma nel frattempo la Warner ha pubblicato un'antologia della canzone regionale dagli anni '30 ai /70. Compilation distribuita dal Corriere della Sera. Forse qualcosa ha iniziato a muoversi anche nell'italietta provinciale che ben conosciamo (in tutta Europa la musica regionale è una realtà economica e culturale consolidata mentre non devo certo spiegare che cosa rappresenta nel mondo la cosiddetta World music).

Sulla seconda parte della tua risposta, mi riservo - se ce ne sarà l'occasione - di risponderti in privata sede. Ma ti garantisco che non è proprio come dici tu. Molto fecero, a certi liveli, ataviche paure e/o consuetudini... E più (purtroppo) qui "non dimandare".

Ti invito intanto a collegarti, sabato alle 14, con le emittenti che ripetono Sanremo Millefiori
(c'è anche Radio Padania, anche se non è assolutamente produzione sua) o sulla tv sat e web che lo trasmette in video. Lì si fa musica senza discriminazioni, di diritto o di fatto, né politiche né geografiche.

Gioann

Vetriolo ha detto...

Muoio dal ridere! A quando un bel festival della 'canzone padana'?

daniele sensi ha detto...

Gioann,
ho sentito che sarai tra i conduttori di quell'evento. Buon lavoro, quindi (sublime il gruppo pugliese che ho ascoltato oggi, nella tua trasmissione).

Gioann Pòllil ha detto...

@Vetriolo: per adesso mi sto godendo il festival della Nuova canzone siciliana. http://www.antennasicilia.it/index.php?id=11209
Molti artisti davvero in gamba, musicisti autentici e un vero spirito di appartenenza a una terra splendida. E voglia di esprimersi in una lingua che non deve morire per una cultura che deve vivere. Non so perché, ma a me tutto questo non fa ridere come rideresti tu. Il tuo cos'è, forse critporazzismo?

@Daniele: grazie di cuore per gli auguri. E grazie a RadioSanremo di aver creduto nel mio lavoro. Abbiamo fatto tutto a tempo di record ma ti assicuro che gli artisti presentati sono tutt'altro che da "sagra paesana". L'esatto opposto. E il gruppo pugliese di Sossio è davvero grande, la cantante (nel brano che ho mandato non appariva molto) ha una voce e una capacità di sperimentare degna del premio Demetrio Stratos. Sono contento che tu l'abbia apprezzato!

gioann

mar ha detto...

Da leghista, quindi non troppo d'accordo col tuo blog, dico che non c'è niente di male se sar remo da vecchio baraccone si aprisse a qualcosa di nuovo dal punto di vista musicale, intendo nuovo come non utilizzato o che prende piccoli spazi di nicchia.
La canzone di D'angelo secondo me era una delle migliori tra l'altro. e non vedo perchè cantautori seri come Van de sfroos o Cinelli non possano presentarsi all'Ariston

Gioann Pòlli ha detto...

@mar: potrebbero soltanto se in certe stanze volessero. Inutile poi che Antonella Clerici faccia il pesce in barile dicendo che "non c'erano brani all'altezza" nelle lingue del Nord. Certo, se non si chiedono, poi non arrivano... Li avessero chiesti - solo per un esempio - ad artisti come Laura Conti, jazzista di sublime caratura con Giorgio Gaslini ed in tournéè con Paolo Conte, e tra l'altro dotata di ottima presenza, (non a caso sul palco del Casinò per Sanremo Millecolori), i brani "all'altezza" sarebbero arrivati... Ma qui ci si scontra ancora contro le vecchie logiche di sempre. Sono però molto ottimista per il futuro... ;)

Gioann

Posta un commento

ARTICOLI CORRELATI
 
Twitter fan box