Vale la pena di ricordare che il segretario generale aggiunto del ministero è Jean-Loup Kuhn-Delforge, attivista gay, che venne proposto dal governo francese quale ambasciatore presso la Santa Sede ma che l’anno nel 2008 non ottenne il gradimento vaticano. Ora Delforge è in predicato di diventare ambasciatore a Washington. Non è escluso che nel tempestivo intervento di Parigi contro Bertone queste circostanze abbiano avuto il loro peso.
Un applauso all'incauta ambizione del vaticanista. Che scambia l'aggravante degli uni con la strumentalità degli altri. Uno che se per professione esercitasse nei tribunali sarebbe capace di reclamare ingenuamente l'inattendibilità di un teste perché "signor giudice, nessuno lo sa, ma in passato il mio assistito ha abusato pure di lui".
Anzi, doppio applauso: in quanti sapevano che per nomina del governo Sarkozy, spesso paragonato a quello Berlusconi, nelle istituzioni francesi figurassero personalità non solo dichiaratamente gay, ma del movimento glbt addirittura attiviste? Altro che presa di posizione interessata: la reazione parigina è semmai inquadrabile in una illuminata coerenza. Grazie al Giornale. Seppure suo malgrado.
(nei commenti, una replica di Tornielli)












3 COMMENTI:
Gentile Daniele Sensi,
la ringrazio per l'attenzione al mio articolo. Facendo quella osservazione intendevo soltanto ricordare che esisteva qualche piccola "ruggine" diplomatica che può (sottolineo "può") aver giocato in questa occasione. Come avrà visto non sono entrato nel merito della protesta del ministero degli Esteri di Parigi. E se per caso le è capitato di leggere ciò che ho scritto sul Giornale di ieri, avrà scoperto come io non abbia giustificato le affermazioni del cardinale Bertone.
saluti
andrea tornielli
Daniele ma tu il Giornale lo leggi come se fosse un giornale vero?
"se per caso le è capitato di leggere ciò che ho scritto sul Giornale di ieri": che Sensi legga il suo blog non le sembra già abbastanza?
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