sabato 3 aprile 2010

Ma Bossi non è Le Pen

In un articolo su Repubblica, oggi Gad Lerner accosta la Lega Nord al Fronte Nazionale del francese Jean-Marie Le Pen. Ecco, continuiamo a collocarla nell'estrema destra tradizionale, e della Lega non capiremo mai nulla. Perché sebbene alcuni suoi uomini provengano dagli ambienti neofascisti e sebbene con tali ambienti spesso condivida argomenti e battaglie, la Lega non è un partito neofascista. Sono semmai le formazioni classiche dell'ultradestra a star in parte "leghistizzando" il proprio linguaggio, ad esempio adottando, in luogo di un oramai impresentabile, schietto razzismo, il discorso "etno-differenzialista": "non esistono popoli superiori o inferiori, tuttavia tra i popoli possono sussistere incompatibilità culturali superabili solo standosene ognuno a casa propria".

Ed è per questo motivo che mentre in Francia, nonostante un forte consenso, Le Pen rimane ai margini della politica, da noi la Lega sfonda. Perché essa non viola il tabù del fascismo, ne' hanno la sensazione di violarlo coloro che la votano. Non solo la Lega non è nata a destra, ma Bossi ha avuto pure l'intelligenza di collocarla nell'alveo dell'antifascismo, rispetto al quale essa si presenta addirittura come l'ideale prosieguo: la Lega non disprezza la lotta partigiana, semmai ne esalta la settentrionalità.

Nella stessa Francia è sempre rincorrendo il successo leghista che parte della destra neofascista si sta convertendo all'ideologia identitaria e regionalista. Si pensi ai vari movimenti localistici che fanno capo al Blocco identitario: uomini che fino all'altro ieri militavano chi nella destra extraparlamentare, chi nello stesso Fronte Nazionale di Le Pen, e che oggi guardano al risultato delle nostre Regionali con invidia ed ammirazione. Si tratta di formazioni del tutto minoritarie, considerato il radicato e fiero sentimento nazionale dei francesi, cui tuttavia potrebbe riuscire ciò che non è riuscito a Le Pen: rompere l'isolamento, allacciare convergenze con i gollisti, partendo dalle municipalità. E' ad esse che la Lega andrebbe accostata, perché è con esse che la Lega dialoga, è con esse che la Lega struttura la propria strategia europea.

La Lega non è nostalgica. E' questo che la rende pericolosa.

Daniele Sensi

Update: se ne discute anche qui.

46 COMMENTI:

Gitano Borghese ha detto...

ho letto l'articolo di Gad stamane e l'ho commentato sul suo blog.
Nel complesso l'articolo è ottimo ( in relazione al livello socio-culturale legaiolo ).
ho posto anche io una precisazione riguardante la fine dell'articolo francamente non del tutto corretto.
Bisogna viverci in Francia,girando come me di città in città,bisogna aver passato questi ultimi anni in cui il paese della "liberté,égalité,fraternité,sta passando con Sarkozy lo stesso identico momento che in Italia si è passato nel '94 dopo Mani Pulite e l'ascesa in campo del messia di Arcore.
Quando Gad scrive il paragone improponibile tra Le Pen e Sarko come differenza culturale,ha perfettamente ragione, ma, e vero anche che le stesse persone che hanno fatto eleggere Sarko, sono le stesse che alimentano espressamente Le Pen per creare confusione.
Politica ? no affatto, perché prima c'era Monsieur Chirac, dello stesso partito UMP, quindi perché questa differenza ? semplice, a mio avviso, perché Chirac, ( o la Royal se vuoi un paragone diretto con la candidata alle presidenziali) sono persone nate e cresciute con una certa educazione e livello socio-culturale, quindi, persone con cui la società e i cittadini possono confrontarsi seguendo una certa impostazione e stile di vita che ovviamente influisce negativamente su i consumi.
Bisognava (come in Italia) creare la "nouvelle vague", ovvero la nuova generazione, la nuova pseudo borghesia che avanza, che non e tanto lontana dall'elettorato PDL e Lega (basta averci a che fare quando vengono qua come turisti ...) .
Questa generazione, di cui, come giustamente dice Gad "meglio se un po’ rozzo,l’intraprendente che non ha studiato ma si è fatto da sé"è oramai "alle corde" in Francia, perché si sa, la parte più intellettuale francese corre subito ai ripari (non come in Italia che sono MISSING)e quindi, nonostante anche qua le spaccature dell'opposizione in generale (non voglio chiamarla sinistra), interviene per prima cosa la "fraternité" che e molto radicata storicamente nei cittadini francesi con un forte senso si autocritica e confronto.
Per questo, la "massoneria" che ha fatto eleggere e che mantiene Sarko (e Berlusconi in Italia)ha avuto tutto l'interesse a creare questa falsa diatriba con Le Pen, ora quindi questa pseudo nuova "élite" potrà erudirsi ad un livello più alto rispetto ovviamente al populismo sfrenato gratuito di un vecchi trombone come Le Pen.
D'altra parte, Gad , serio e stimato professionista, anche se si definisce "l'infedele", deve rendere conto (come il suo editore ) alla stessa "massoneria " di cui lui stesso parla.

Saamaya ha detto...

il consenso ha basi più comuni e digeribili, infatti, rispetto al neo-nazismo: permette ai simpatizzanti di giudicare a testa alta le altre razze e regioni e senza alcun minimo imbarazzo.
Ascoltavo in questi giorni post-elezione, alla radio, le testimonianze di coloro che hanno spostato la preferenza da sinistra alla Lega: con grande non-chalance come se tale voto sia stato in assolutà continuità con gli ideali del passato.

Gioann Pòlli ha detto...

Daniele, l'ho già fatto una volta sul tuo blog (e vedo con piacere che ne hai tenuto conto), lo rifaccio ora per chi si sia perso il collegamento:

http://www.prov-varese.leganord.org/articoli.asp?ID=218

Devo dire che - a parte il finale dove parli di "strategia europea" - è la prima volta in cui condivido quasi tutto di ciò che scrivi in un tuo pezzo. Non vedo naturalmente alcun "pericolo" dove lo vedi tu. Ma questo è ovvio e fa parte delle ovvie diversità di posizioni :)

Gioann

ps @saamaya spostare il voto da sinistra alla Lega può essere davvero in assoluta continuità con gli ideali del passato: la lega ormai è il movimento del popolo, mentre la sinistra si è arroccata nei salotti e nelle redazioni dei giornali. Mentre la sinistra in genere pensa solo ai presunti diritti dei clandestini dimenticandosi dei cittadini, i para-intellettuali si scrivono addosso e i piddini strologano sull'aver vinto o aver perso, Matteo Salvini è sul tetto della Maflow insieme agli operai. Fai un po' tu...

Spirou ha detto...

Se è per questo Salvini era anche ad uno stand a cantare: senti che puzza/scappan anche i cani/ stanni arrivando i napoletani

http://www.youtube.com/watch?v=tvfD9fEAW28

ditemi voi questo come si concilia con i presunti ideali del passato

Adele ha detto...

Daniele hai mica visto la trasmissione sulla celebrazione della Padania laboriosa e produttiva Vs il meridione parassita e criminale andata in onda ieri sera su Rai 2?
I lavoratori di Termini Imerese sono chiamati a rispondere sulla Mafia, prima ancora che sulla loro condizione.
La Lega sta riprendendo la sua vecchia strategia recuperando l'anti-meridionalismo. L'attacco adesso si rinnova verso i terroni.
Vedi di trovarla quella registrazione, troverai tanti spunti di riflessione interessanti. La lega muta , ma non cambia

Adele ha detto...

Nel commento precedente ,mi è sfuggito "pelle".
La lega muta pelle, ma non cambia.
Un vero camaleonte della politica.

Tornando alla trasmissione di ieri sera a Rai 2. Belpietro diceva agli operai di Termini Imerese , che ce ne frega a noi, se la Fiat vuol chiudere lì...sicuramente siete improduttivi , rassegnatevi e cambiate mestiere.
Al nord , è oggi invece difesa ad oltranza delle imprese, degli operai ...per gli operai del nord la Lega sale sui tetti... i lavoratori siciliani devono arrangiarsi da soli. Fatevi aiutare dalla Mafia è il messaggio.
Ma scusate cari leghisti i voti dei siciliani al Pdl li avete dimenticati? Erano voti pilotati dalla Mafia, quella stessa Mafia che Maroni dice di aver sconfitto. Voti che hanno consentito anche alla Lega di vincere e governare.
lA lEGA STA COI MAFIOSI, NON GLI OPERAI DI TERMINI IMERESE.

daniele sensi ha detto...

@ Adele,
la propaganda leghista mica lo ha mai messo da parte l'antimeridionalismo. Più o meno camuffato, più o meno evidenziato, se l'è sempre tenuto stretto. Di quella trasmissione ho visto solo la parte finale: il collegamento con Radio Padania. E non è stata una bella esperienza. Anche perché avevo già fatto in tempo ad intercettare in prima serata, su canale 5, la gara "padania" contro meridione... trasmissione leggera ed evidentemente surreale, d'accordo, tuttavia di mischiare l'inesistente (padania) con l'esistente (meridione), ovvero un'area della politica con una della geografia, se lo potevano risparmiare proprio.

Daniele che ha Senso: l'AntiComunista ha detto...

Eppure era in questo blog che si lanciavano video che mostravano un Borghezio francamente spaventoso all'interno di un convegno in Svizzera insieme a movimenti di estrema destra. Era proprio qui che si faceva vedere un Borghezio che dava consigli ai suoi simili europei su come entrare in politica dribblando i tabù del fascismo, ma mantenendo fede ai suoi ideali.
E adesso si sostiene la tesi che il parallelo Lega - Movimenti di estrema destra europei sia infondato?
Comincio a perdere il senso dell'orientamento...

Gioann Pòlli ha detto...

@spirou: la canzonaccia che Salvini ha - evidentemente sbagliando, considerato il suo ruolo - riprescato è almeno da trent'anni - se non quaranta - un leitmotiv delle curve. Cantata non dai leghisti, ma dalle tifoserie antinapoletane in genere. Fa parte del repertorio degli sfottò da stadio, non della politica. Nemmeno i napoletani sono andati tanto per il sottile, andando a Verona e innalzando il geniale striscione "Giulietta è 'na zoccola"...

Se vogliamo discutere di politica non sarebbe il caso di buttarla in caciara, confondendo i piani.

Una goliardia un po' cretina tra amici (messa in youtube da chi evidentemente di politica capisce meno del colore delle proprie scarpe) non deve far dimenticare quella che comunque è la realtà ch non vi piace: la sinistra ormai fa politica nei salotti e nelle redazioni, la Lega tra la gente, Salvini anche tra gli operai.

Gioann

giovanni fonghini una voce fuori dal coro ha detto...

Nella Lega molti suoi aderenti e militanti provengono dal mondo della destra e molti suoi richiami pagani proprio da quell'area, soprattutto giovanile, provengono.
Io ero e rimango nel mio sentire un missino di sinistra, che non ha più una sua casa politica e fa le sue scelte di voto volta per volta. Mi oriento perlopiù su uomini che provengano dalla mia famiglia politica, anche se questo talvolta mi costringe a votare PdL, formazione alla quale non ho aderito. Però bisogna riconoscere che il largo successo della Lega dipende dal suo modo di fare politica in mezzo alla gente comune e sul territorio. Questo faceva molto bene il MSI quando era quasi solitario all'opposizione. Voler invece ancora dipingere gli esponenti della destra come i nuovi razzisti del XXI secolo è perlomeno fuorviante: certo tra di loro non mancherà chi faccia ancora discorsi di razzismo becero. Altro è fare un discorso serio e non buonista sui flussi dell'immigrazione, che possa tenere in giusto conto le esigenze di noi italiani e le esigenze dei disperati della terra sfruttati dai negrieri moderni. Ma questo non lo chiamerei un discorso razzista. I discorsi qualunquisti di chi dice che i poveri debbano rimanere a casa loro, vi assicuro, trovano larga accoglienza anche in molti elettori più anziani di età del centrosinistra.
Viterbo, 4 Aprile '10
Giovanni Fonghini

daniele sensi ha detto...

@ Daniele che ha Senso,
mi pare di averlo anche ribadito, qui sopra: nel Carroccio esistono uomini dell'estrema destra tradizionale, come Borghezio appunto (il cui discorso, sovente, è non solo fascista, ma addirittura nazista); tuttavia che la Lega sia nel suo complesso un partito neofascista è un'enorme sciocchezza che io non ho mai scritto. Pur collocandosi di fatto nell'estrema destra, la sua è però una destra che io ho sempre definito come identitaria, e non certo per scagionarla o per minimizzarne le minacce. Vogliamo raccontarci che i leghisti siano tutti un branco di skinheads? Ci ritroveremmo a resistergli con gli strumenti sbagliati, né riusciremmo a capire perché i neonazisti ovunque rappresentano folcloristici ed isolati fenomeni tranne che in Italia. Robe tipo Casapound sono solo sparute testimonianze di un secolo oramai concluso, ultimi colpi di coda di un'epoca oramai archiviata. La Lega (nonostante alcuni suoi esponenti) appartiene invece a quest'epoca qua, altro che nostalgie di esperienze passate. Ed è per questo che è ideologicamente più pericolosa del Fronte Veneto Skinheads: perché non abbiamo ancora elaborato sufficienti chiavi di lettura per smontarla, né ancora godiamo di sufficienti "anticorpi" alla sua propaganda. Magari la Lega fosse un partito neonazista! Ahimè, non lo è.

Spirou ha detto...

@ Pollì: potrei anche citare la proposta (dell'estate scorsa) di Salvini d'istituire dei vagoni riservati ai milanesi sulla metropolitana e che a suo tempo venne bollata come una provocazione o addirittura una battuta. Bene, tra la politica dei salotti (che comunque segue il collaudato clichè elettorale della visita agli operai, vedi ad esempio Bersani a Mirafiori nell'ultimo giorno di campagna elettorale) e quella delle provocazioni discriminatorie da stadio, scegliere non saprei.

Adele ha detto...

Daniele, in quel calderone che è il fenomeno Lega confluisce di tutto e di più. La Lega non ha una costruzione sistematica , una vera e propria ideologia che si basa su presupposti razionali, scientifici. E’ semmai un coacervo di mentalità, atteggiamenti , umori antisistema, intolleranze variegate, devotismi clericali e mitici etc…formano un tutto omogeneo e nello stesso tempo confuso . Proprio per questo presenta delle forti analogie col fascismo delle origini, cioè col fascismo in via di costruzione degli anni venti, ed è facile confonderlo con questo. Sono quindi d’accordo con la tua analisi e alle conclusioni alle quali pervieni.

Arduo distinguere anche da dove viene questo o quell’altro elemento costitutivo. Però una cosa risulta facile da rilevare : la volontà ossessiva nel legittimare le loro idee in nome anche della Storia e la faccia tosta di molti suoi adepti, nel revisionare fatti e eventi. Ad es. Sull’Unità d’Italia. ( adesso è su questo che insistono).

Su quest'altro aspetto, permettimi di ritornare a quella trasmissione andata in onda a Rai2 ( che insisto devi vederla). Ebbene, durante quella trasmissione ( che, mannaggia, non ricordo il nome) si mandava in onda un filmato in cui alcuni gagliardi giovanotti con il foulard verde al collo, venivano intervistati su un pulmann. L’argomento era: l’Unità d’Italia.
“Guardate che preparati !” aveva detto prima il conduttore. Sono rimasta infatti letteralmente colpita da quella inedita rivisitazione della Storia e di quelle “scoperte” . In particolar modo, dall’intervento di un genietto che ci ricordava che nel 1865, durante le elezioni amministrative di un comune del nord , Garibaldi perse le elezioni e le vinse un loro concittadino- che adesso non ricordo il nome, ma non è certo questa la questione rilevante - Ciò che mi ha fatto sobbalzare , quando ha rimarcato, con orgoglio: “GARIBALDI PERSE IN QUELLE ELEZIONI LOCALI,
PERCHÈ IL POPOLO AVEVA SCELTO COSÌ, PERCHÈ QUELLA FU UNA SCELTA DEL
POPOLO!”
Ma come si fa a dire che quello fu un risultato
popolare??? Nel 1865 non esisteva ancora il suffragio universale !
Nel 1865 ( se non ricordo male periodo del governo Ricasoli) i moderni partiti di massa non erano nati ancora !
Allora io mi chiedo : Ma chi ha insegnato agli amici di Renzino Storia delle istituzioni?
Ora, non credo sia colpa di quel professore denunciato a Radio Padania che dice agli studenti “accattativi u quaderne a righe", non arriverebbe a tanto .

Non sapere che destra e sinistra
storica non corrispondono alla destra e alla sinistra odierna; non sapere che i
partiti liberale e democratico, fino alla fine del XIX secolo, erano
una sorta di club di notabili e il suffragio era stabilito in base al
censo, quindi ristretto, non dipende dai professori , ma dalle teste leghiste tenute salde al collo da un cappio verde: il cappio della loro autentica verde ciucciagggine !
Se in quelle elezioni locali ,cui faceva
riferimento il ragazzino leghista, vinse un liberale
della ds (storica) e il democratico della sn (storica) Garibaldi perse
per sette voti, la vittoria andò ai notabili legati al governo Ricasoli,
non certo agli strati popolari esclusi dall'elettorato passivo e
attivo
Ma chi glielo spiega a quel ciuccio che era la natura borghese e non popolare a caratterizzare entrambi gli
schieramenti ? il primo della classe Bossi Renzino?

nsu prinz ha detto...

Ciao Daniele, post interessante.
una domanda, non trovi sia un ossimoro la sottolineatura della settentrionalità del partigiano ed il collocamento nell'area antifascista, con la volontà alla secessione? Non è che, più semplicemente, ne abbiano fatto un uso scientifico per intercettare genti e voti in tranquillità, per poi farsi i beati cavoli loro?

Adele ha detto...

@nsu prinz
Che intendi dire per "ossimoro la sottoliniatura della settententrionalità del partigiano"?

Adele ha detto...

sorry, "sottolinEatura della settentrionalità del partigiano ed il collocamento nell'area antifascista" che intendi dire prinz?
Non capisco

nsu prinz ha detto...

@adele
sembra un po' un'indebita appropriazione di un sentimento, qual'è quello che ci fa appartenenti emotivamente alla figura del partigiano-eroe, che fa a pugni ovviamente con l'altro sentimento (questa volta solo "loro") che vuol separare geograficamente. Da un lato, il partigiano che lotta per liberare e dall'altro un fatto pratico, il ri-separare. Curioso. O peggio, forse, voluto.

nsu prinz ha detto...

Qual è senza apostrofo, mi correggo da solo.-D
la fretta...

Adele ha detto...

Ok, scusa Prinz, adesso è chiarissimo. Avevo interpretato diversamente la tua frase, sai perchè? Perchè spesso sento dire che la Resistenza fu combattuta al nord e i partigiani quindi erano tutti settentrionali. Questa è un'altra cosa da sfatare, e ne approfitto per dirlo qui ( e con fierezza). A liberare la Val d'Ossola, ad esempio furono i partigiani al comando di mio cugino Antonio Di Dio che venne assassinato dai tedeschi (e anche suo fratello Alfredo). Erano siciliani.

E per collocamento "nell'area antifascista con volontà di secessione"? Qui non mi hai risposto, però. Ad ogni modo , non credo che "la secessione" si sposi bene con la matrice ideologica fascista.
I fascisti credono fermamente nella unitarietà dello Stato. Il totalitarismo senza questo principio sarebbe stato quantomeno impensabile. "Tutto doveva stare dentro lo Stato, nulla fuori".
E anche quest'altro elemento direi che contribuisce a dare validità alla tesi di Daniele.

nsu prinz ha detto...

@adele
nessun problema
sulla collocazione della lega nell'area antifascista va a braccetto con la settentrionalità del partigiano. Ovvero, noi diamo una certa valenza alla questione, con le narici del naso sentiamo un certo odore di storia, odore che la mente elabora e ci porta alla memoria. Certe cose non si cambiano, ma possono essere elaborate. Un revisionismo da bancarella che, e qui la tesi di Daniele è interessante, passa senza colpo ferire. Perchè l'attenzione viene calamitata (e porta voti) nell'essere "antiqualcosa" nel mentre le azioni poste in atto hanno invece un altro odore, quell'odore che noi annusiamo e diventa memoria, lo stesso odore che per loro, e forse qui c'è premeditazione, eccita dando quella sorta di appartenenza che invece arma le bocche, fa passare idee di secessione, di primato. Arriveremo alla razza Padana perchè se non c'è analisi ma accettazione da suggestione, quella è la via. E mi sa che non c'è nulla di improvvisato.

Manfredi Pomar ha detto...

La Lega è pericolosa perché composta prevalentemente da stupidi privi di spessore culturale. Da uno stupido puoi aspettarti di tutto, per questo i leghisti sono pericolosi. E l'ignoranza incattivisce, genera mostri. Per questo di fronte ad un partito come la Lega, trasversale nel recepire gli umori della gente comune, bisogna tutti essere uniti, al di là di eventuali divisioni e differenze.

Gioann Pòlli ha detto...

@spirou: ancora su sta storia dei vagoni? Ma sapete che vi siete costruiti voi un bersaglio di cartone per poi metterlo a un metro di distanza, colpirlo e poi applaudirvi da soli dicendovi "che bravi tiratori che siamo"?

Salvini disse tutta un'altra cosa, non quella vulgata che piace tanto a voi (ed il lancio Ansa dell'epoca era chiaro). Salvini propose, sulla scorta di quanto avviene in Giappone e in altre città, di riservare vagoni alle donne, per evitare ciò che oggi molte di loro sono costrette a subire.
La proposta, in realtà, veniva da Raffaella Piccinni, candidata leghista alle provinciali. Salvini ebbe a commentare così: "di questo passo andrà a finire che noi milanesi saremo costretti a viaggiare su vagoni riservati". Non era "una proposta di riservare vagoni ai soli milanesi", come poi venne trasformata dai pennivendoli bensì un'affermazione, quella vera sua, piena di amarezza e che riecheggiava il tema delle "riserve indiane" che in quel tempo era il leitmotiv della campagna elettorale della Lega.
"Saremo costretti a vivere nelle riserve anche in metrò", aveva detto in sostanza.

Poi se invece si preferisce discutere mettendo in bocca all'avversario cose mai dette per poterlo colpire meglio, fatti vostri. Ciascuno utilizza i metodi che più gli assomigliano.

Comunque lancio la sfida: chiunque sia in grado di riportare il virgolettato (da fonte imparziale, possibilmente, mettiamo, l'Ansa, che pure imparziale non è) delle parole di Salvini quando avrebbe lanciato la "proposta d'istituire dei vagoni riservati ai milanesi", ammetterò di avere torto, e voi ragione. E pagherò volentieri una birra a Spirou.

Gioann Pòlli

Adele ha detto...

Condivido la premessa di Prinz, ma non posso eludere la conclusione di Manfredi.
"Sono bene organizzati, non c'è nulla di improvvisato" , ma bisogna contrastare la Lega, unirci e cercare mezzi e risorse adeguate.

Gioann Pòlli ha detto...

@Adele: sulla "revisione storica" in merito a quell'immensa tragedia e vergognosa truffa che fu la cosiddetta "unità d'italia", nulla in contrario se questa viene da Sud?

Bene, allora dai un'occhiata qui:

http://www.morronedelsannio.com/sud/

e poi ancora:
http://www.deiricchi.it/index.php?docnum=144

http://www.iocolibri.it/discutiamone/1861/91-lunita-ditalia-fece-del-sud-una-colonia-da-depredare.html

http://www.eleaml.org/sud/storia/sicilia.html

http://www.qds.it/index.php?id=2605

http://cronologia.leonardo.it/storia/a1864e.htm

http://partitodelsud.blogspot.com/2009/10/i-savoia-e-il-massacro-del-sud.html

...potrei andare avanti ancora a lungo.

Fatto è che a Sud la verità storica (quella vera, non quella scritta dai vincitori a danno dei vinti) è portata avanti da grandissimi patrioti. A Nord questa imprescindibile rilettura deve ancora iniziare, fatte salve alcune eccezioni, tra cui il grandissimo lavoro di Lorenzo Del Boca.

Diversi invece sono i lavori (qui ce n'è uno) sulla enorme truffa di quel plebiscito farsa che regalò il veneto ai savojardi:

http://onestamente.net/1866-la-grande-truffa-il-plebiscito-di-annessione-del-veneto-allitalia/

Insomma, se alla Lega va una colpa è proprio quella di non aver ancora affrontato compiutamente il processo di necessaria rilettura della storia con la stessa consapevolezza con cui è iniziato a Sud. In questo, il Sud è molto più avanti del Nord.

Gioann Pòlli

Spirou ha detto...

@ Pollì
Evidentemente tra i bersagliatori di cartoni ad un metro di distanza c'era pure Giancarlo Giorgetti, segretario della lega lombarda, che all'indomani della polemica ebbe a dire:

"Matteo Salvini ha proprio esagerato. Per due giorni è meglio che non parli. Adesso il caso è chiuso"

Se lo dice lui...

http://www.affaritaliani.it/milano/metro_per_milanesi_giancarlo_giorgetti_lega_ad_affaritaliani_it_salvini_ha_proprio_esagerao080509.html

da sottolineare che in quei giorni Salvini fu "frainteso" dai suoi alleati di governo Gallera, Ronchi, Carfagna, e persino dal presidente della camera, tutti lì a criticare e stigmatizzare le sue frasi ignari d'essere stati fregati dai sordidi pennivendoli della stampa italiana.

Adele ha detto...

Altro esempio emblematico di retromarcia:
Cota: la Ru 486 può benissimo restare nei magazzini

Zaia: “ Sì ben detto” , in Padania la Ru 426 resta nei magazzini

l'opposizione: Cota e Zaia non hanno nessuna facoltà di dire no all'uso della RU

Cota: “Non ho mai detto che la RU 486 deve restare nei magazzini. Andatevi a leggere le mie dichiarazioni. Sulla Ru486 ho sempre avuto una posizione mai in contrasto con la legge

Gioann Pòlli ha detto...

@spirou: continuo a non vedere il virgolettato secondo cui Salvini avrebbe "PROPOSTO DI RISERVARE VAGONI AI SOLI MILANESI". Mi spiace, per ora la birra non te la offro.

Ecco, tra l'altro - per inciso - che cosa ha dichiarato Giorgetti (tratto proprio dal link che mi hai indicato tu): "In realta' posso assicurare che la nostra proposta era quella di riservare alle donne carrozze dedicate nei mezzi pubblici, come accade in Giappone. Nessuno ha mai parlato di extracomunitari. Quella sui milanesi era solo una battuta che si faceva chiacchierando". Di riserve indiane, appunto.

Il fatto poi che Giorgetti abbia detto a Salvini di tacere era soltanto per evitare di mettere in circolazione altre frasi che si potessero fraintendere. E sai benissimo che, in politica, quando si può fraintendere (o inventare di sana pianta, vedi l'infamia del sapone di Arezzo) qualcosa, lo si fa. Soprattutto quando non si è in mala fede, ma in pessima.

Gioann Pòlli

ps: Salvini intanto è sempre insieme agli operai. Voi dove siete, a parte essere di fronte a un monitor?

Adele ha detto...

A parte ad essere di fronte a un monitor insieme a Gioann Pòlli , non siamo di certo con la squadra di salvezza proletaria di Salvini, nè con i suoi "operai".
Personalmente, essendo del sud capisco di più, ho la vista più lunga degli analisti e storiellografi del nord ( l'hai detto tu , prima) perciò sto con gli OPERAI DI TERMINI IMERESE.
E scusasse vossignoria se posso sembrar-vi troppo ripetitiva.

andrea ha detto...

ottimo post

Gioann Pòlli ha detto...

@adele: a parte il fatto che in questo momento non sono soltanto davanti a un monitor, ho una notizia da darti: anch'io sono con tutto il cuore insieme agli operai di Termini Imerese.
I quali sono stati presi per il sedere almeno due volte: la prima quando gli hanno fatto gioiosamente credere che lo sviluppo della Sicilia sarebbe potuto passare attraverso l'apertura agevolata e sovvenzionata della grande industria (leggi "cattedrali nel deserto); la seconda quando gli hanno fatto credere che, stando a sinistra, avrebbero avuto garanzie per il loro lavoro. Invece quella stessa sinistra è stata la prima a gridare a gran voce: giù le frontiere, viva l'europa, guai ai dazi. Qualcun'altro aveva osato dissentire ma e si è preso dell'antistorico e razzista. E mo', tutti a beccarci la concorrenza e il dumping sociale dei polacchi se non dei cinesi. Viva Prodi, viva la globalizzazione, una prece per Termini. amen.

Detto questo, una domanda: da donna del Sud, hai dato un'occhiata a ciò che pensano molti tuoi connazionali della grande truffa della cosiddetta unità d'italia, truffa propedeutica a quella che ora stanno subendo nel loro piccolo anche gli operai di Termini?

Gioann Pòlli

Adele ha detto...

Non dò occhiate da nessuna parte, Polli. Non mi servono, posso farne a meno. Non mi interessa portar acqua al tuo mulino. So benissimo a cosa alludi e dove vuoi arrivare senza andare a girovagare nei siti che mi proponi. Ne ho lette già tanto quanto basta da libri e da altre fonti. Garibaldi non fu per noi un eroe, ma manco Crispi.
Che la Sicilia sia sempre stata considerata una colonia da conquistare non ho bisogno che venga tu , adesso a svelarmelo.
E il neo- sturzianesimo di molti miei connazionali è solo strumentale serve ed è servito a PDl,UDc e Lega.

Gioann Pòlli ha detto...

@Adele: prendo atto, da ciò che mi dici, che anche tu conosci tesi e testi che intendono "revisionare l'unità d'italia". Bene, allora è lecito parlarne. Ne sono felice, non è più un tabù.

Tra l'altro, ti do atto che molti di quelli che conosco io (tesi e testi) mi sono a suo tempo stati suggeriti proprio da splendidi amici siciliani. I quali mi hanno introdotto anche alla conoscenza di un vero e proprio eroe siciliano per la libertà, da allora presente nel mio pantheon tutto personale: Antonio Canepa. Altro che Garibaldi o Crispi.

Quindi non sono certo io ad avere la pretesa di svelarti proprio niente. Tra l'altro, io non possiedo mulini a cui ti chiedo di portare acqua. Semplicemente, e non certo da oggi, ritengo che soltanto riprendendo ciascun popolo e ciascuna comunità nelle proprie mani le redini del proprio destino, si possa uscire tutti insieme, ciascuno per la sua parte, dal putridume in cui l'italia ci ha cacciato tutti quanti. Ed è per me stata grande gioia vedere sventolare, nei presidi di Termini Imerese, le bandiere con la Trinacria.

Sabbenedica. E, per chi lotta per la dignità della tua splendida terra, Antudu!

Gioann Pòlli

Spirou ha detto...

@ Gioann

Tutto un frainteso: il paragone dei ratti con gli zingari (sempre di Salvini), la pulizia etnica dei "culattoni" di Gentilini, il disinfettante spruzzato da Borghezio sulle viaggiatrici nigeriane, le esternazioni di Bossi sugli insegnanti meridionali, sul tricolore e i fucili, etc... tutto un enorme frainteso


Potremmo andare avanti a rimpallo per ore sulle dichiarazioni di Giorgetti (mi piacerebbe sentire anche dei commenti sulle dichiarazioni degli altri citati, i "fregati" alleati di governo che si sono bevuti la versione dei malvagi pennivendoli (per Dio, il presidente della Camera non aveva niente di meglio da fare in quei giorni che commentare la falsa notizia di Salvini riportata in virgolette persino da Il giornale! [http://www.ilgiornale.it/milano/in_metro_vagoni__riservati_milanesi_pdl_e_pd_insorgono_contro_lega/08-05-2009/articolo-id=349516-page=0-comments=1])

ma preferisco riagganciarmi al mio primo post: la politica da stadio e dei proclami discriminatori della lega non è da meno rispetto a quella dei salotti borghesi della sinistra e gli esempi sopracitati stanno lì a dimostrarlo

Ps:Io sto dove mi pare e piace e non è una sfera di tua competenza la mia ubicazione, promesse elettorali ai padani non ne ho fatte così come non faccio scommesse unilaterali con il primo che mi capita

Gioann Pòlli ha detto...

@spirou: velocemente: no, non è "tutto" un frainteso. Alcune cose che citi sono effettivamente accadute. Per alcune sono d'accordo sul fatto che, nel momento e nel contesto in cui sono state dette e/o fatte, venissero dette e/o fatte.
Altre invece (su tutte l'episodio del treno con le nigeriane e certe frasi di Gentilini) non mi sono piaciute e non le condivido. E non ho certo timore nell'ammetterlo.

Ma proprio perché non ho questo timore e credo di avere una certa onestà intellettuale, credo altresì di avere pieno titolo per testimoniare su cosa sia vero e su cosa sia falso. Quindi ribadisco: la storia dei vagoni di Salvini è stata tutta una bufala gigantesca. E non ho certo bisogno di spiegarti perchè Fini l'abbia presa al balzo.

Gioann Pòlli

ps1: stai pure dove ti pare e piace, non è certo un mio problema. E fai pure le scommesse con chi vuoi e non farle con chi non vuoi. E' certamente un tuo diritto, così come è mio diritto fare diversamente (tra l'altro, io qui e altrove in rete ho un nome, un cognome e una faccia corrispondenti al vero e non un nick).

ps2: il link che hai postato al giornale non si apre.

nsu prinz ha detto...

@gioann
"ritengo che soltanto riprendendo ciascun popolo e ciascuna comunità nelle proprie mani le redini del proprio destino, si possa uscire tutti insieme, ciascuno per la sua parte, dal putridume in cui l'italia ci ha cacciato tutti quanti"
un altro suggestionato. Ma la Jugoslavia a voi intelligentoni non vi dice nulla? Con voi la importiamo in un attimo. Non veniteci a raccontare la storia d'italia letta su Zagor e toglietevi il cappello, che l'energia, la sedia, il monitor vi arriva dai nonni, mica le avete inventate voi. Se non coerenza, dignità.

nsu prinz ha detto...

"... credo di avere una certa onestà intellettuale, credo altresì di avere pieno titolo per testimoniare su cosa sia vero e su cosa sia falso"
sembri dio, ma sei un teletubbies di colore verde .-D va là, ma domani alle 5 chi mandi a fare il caporale fuori dalla stazione a prendere "i negher"?

Spirou ha detto...

Il link è corretto, naturalmente vanno omesse le parentesi quadre, lo rilinko per precisione

http://www.ilgiornale.it/milano/in_metro_vagoni__riservati_milanesi_pdl_e_pd_insorgono_contro_lega/08-05-2009/articolo-id=349516-page=0-comments=1

a me non interessa disquisire sulla tua onestà intellettuale (non ho la più pallida idea di chi tu sia e anche se ti celassi dietro ad un nickname la faccenda non si sposterebbe di una virgola) o in termini di torto o ragione, piuttosto preferisco attenermi alla questione, possibilmente documentandola
giacchè le versioni di tutti i quotidiani coincidono, ho scelto quella del Giornale perchè al di sopra di ogni sospetto antileghista o pro-finiano

poi le opinioni dietrologiche sono delegate al libero arbitrio e alla parzialità dei singoli

Spirou ha detto...

(naturalmente il post precedente è rivolto a Pollì)

Radical chic ha detto...

In Francia un partito come la Lega, che professi quel tipo di 'ideali' e usi quelle parole d'ordine (tutte turpiloquio, insulti, beceri razzismi e bieche minacce) farebbe orrore alla stragrande maggioranza dei cittadini... e sarebbe visto come un fenomeno pericoloso. Qui in Italia (o devo dire Padania? Non sono sicura... qualcuno dei baldi padani che periodicamente commentano e alla prima contestazione spariscono può rendermi edotta sull'esatta estensione geografica di questo Paese immaginario?!) invece parlando alla pancia della gente, usando un linguaggio da osteria, scatenando campagne razziste, cacce al clandestino e ondate di paura, la Lega miete voti. Scommette sulla paura e vince. Usa la paura come fertilizzante per un consenso elettorale che deve solo far preoccupare. In un paese veramente maturo e democratico vi dovrebbero essere gli anticorpi per arginare fenomeni del genere. In Italia (la Padania, diciamolo, non esiste, e non me ne vogliate) apparentemente no. Anzi, sono i leghisti a dipingersi come democratici, difensori della libertà e quant'altro. Dovrebbe far riflettere... E far preoccupare. Molto.

frank ha detto...

gioan polli, lascia perdere i virgolettati delle dichiarazioni di salvini e spiega meglio (anzi, dimostra, visto che più di tutti vivi nella realtà quotidiana) quel che dici: "Salvini propose, sulla scorta di quanto avviene in Giappone e in altre città, di riservare vagoni alle donne, per evitare ciò che oggi molte di loro sono costrette a subire". ecco, cosa sono costrette a subire molte delle donne milanesi sui mezzi pubblici?

beiveroq ha detto...

@Frank: perché anzichè chiederlo a me non lo chiedi a loro, cioè a quelle poche donne che ancora sui mezzi pubblici a Milano di sera inoltrata ci vanno perché non possono farne a meno?

@spirou: quanto riportato dal Giornale non è quello che conosco io. E, dette così come riportate, quelle cose non mi piacciono per nulla, nemmeno come provocazione. Come provocazione, per il mio modo di vedere, andavano benissimo quelle che rievocavano le riserve indiane.
Però, di quanto riporta "il Giornale", aggiungo solo che non mi chiamo "io leggo solo feltri", e mi fido meno di quanto vi fidate voi di solito delle notizie che lì sopra sono riportate. Evidentemente ci sono volte in cui anche "il Giornale", per voi, dice la verità. Bene, attendo che mi spieghiate quali siano le altre, sono curioso.
Detto questo, non intendo certo nascondermi. Virgolettato avevo chiesto, virgolettato ho avuto. E, dal momento che non sono né mi ritengo dio - come qualche nsu prinz qui sopra insinua - ammetto che mi sono sbagliato e sono pronto a pagare la birra che ho promesso. Se non la vuoi, fa nulla: me la berrò io alla tua salute.

@a tutti gli altri che si dilettano negli attacchi personali: da me non ne avete avuto nemmeno uno, né ne avrete mai. Ma voi che come argomenti non ne avete di migliori, abbiate almeno il coraggio di guardare negli occhi e di firmarvi, se siete persone vere e non dei miseri quaqquaraqquà da tastiera.

Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

ps: ovviamente il post qui sopra è mio, beiveroq era il captcha per invaire il post, che ho messo nel posto sbagliato

Gioann Pòlli

frank ha detto...

gioann, se te lo chiedo è perchè sulla metropolitana a tutti gli orari ci vado anch'io e ti garantisco che - ad esempio- è molto più pericoloso circolare in bicicletta e per motivi ben diversi. ma qui il problema sembrano essere solo fantomatiche torme di marocchini pronte allo stupro: non ti stupire se poi chi vive davvero nella realtà quotidiana ha l'impressione che stiate solo cercando di raccogliere facili consensi giocando su paure il cui fondamento non è poi così certo

frank ha detto...

gioann, se te lo chiedo è perchè sulla metropolitana a tutti gli orari ci vado anch'io e ti garantisco che - ad esempio- è molto più pericoloso circolare in bicicletta e per motivi ben diversi. ma qui il problema sembrano essere solo fantomatiche torme di marocchini pronte allo stupro: non ti stupire se poi chi vive davvero nella realtà quotidiana ha l'impressione che stiate solo cercando di raccogliere facili consensi giocando su paure il cui fondamento non è poi così certo

piccinni ha detto...

@Gioann Pòlli: SONO RAFFAELLA PICCINNI, Gioann Pòlli CARISSIMO, GIà MI SCOCCIA CHE CI METTO NOME E COGNOME TU INVECE UN NIK MA VA BE.. SMETTIAMOLA CON STA CAZZATA CHE IL BUON SALVINI C'AVREBBE MESSO LA FACCIA PER SALVARMI IL CULO!!!!
IO NON HO MAI PROPOSTO POSTI PER EXTRACOMUNITARI, MILANESI O SIMILARI. PROPOSI I POSTI PER LE DONNE. LE CARROZZE ROSA SONO STATA UNA MIA IDEA CHE LUI HA MANIPOLATO E CAVALCATO.
IN QUESTO POSTDEL MIO BLOG HO SCRITTO LA VERITA' SU QUANTO E' ACCADUTO, RIGURDO ALLA LEGA MILANESE E AL BUON SALVINI SONO DEI GUERRIERI IMBOLSITI DALLA POLTRONA..
PICCINNI

Gioann Pòlli ha detto...

@Raffaella Piccinni: solo per precisare che "Gioann Pòlli" non è un nick ma il mio nome (tradotto in italiano per l'uso ufficiale a cui sono obbligato dalle leggi fasciste di questo Stato è Giovanni Polli), come ben spiegato nel mio blog, nel quale appare anche la mia faccia.

Gioann Pòlli

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