O quantomeno in evidente confusione di ruoli. Nel pomeriggio di ieri, la redazione del Post così annunciava la trasferta (o scampagnata tra amici, considerata la presenza in studio di Flavia Perina, altra firma del Post):
Stasera a Ballarò per il Post ci saranno il direttore e Flavia Perina (oltre a Giovanni Floris), a parlare di Fini
come a dire che ieri sera, su Rai Tre, Floris era ospite di se stesso.
Si fosse trattato di personalità vicine al centrodestra, oggi la blogosfera tutta, costernata ed indignata, non parlerebbe d'altro.
Ne parla invece L'Ottantanove. In un virtuoso "post" degno del più sofisticato dei blog del Post.











13 COMMENTI:
La remunerazione non mi sembra l’aspetto principale. Non mi interessa sapere se Floris è pagato oppure no. Magari lo sarà, magari gli accordi sono di inizio remunerazione al termine di un periodo di lancio… E Floris aiuta a lanciare…
Comunque Floris collabora a quell’iniziativa editoriale. Il conflitto di interessi è palese.
Ciao
gio
Virtuoso?
Ahaha..!
Saluti.
U'
L'89
La vera domanda è: ma chi ca... se lo legge il Post?
Se lo leggono Civati, Costa, Floris, Mantellini, Simoni e, ovviamente, Facci (forse).
Non poensavo di essere stato banale quando ieri ho visto il sor sofri da Floris nel pensare al conflitto di interessi.
poi ce la prendiamo con quelli che pensano e dicono che destra e sinistra sono uguali...non è cpsì, però la differenza la si sente sempre meno.
Io Ballarò non lo seguo più con piacere, perchè non è serio, è un programma "di regime" come direbbero i radicali.
E il bello è che fanno i servizi sulla poca mobilità sociale, sulla scarsa attenzione al merito e molta alla raccomandazione, alla spintarella.
Ma un po' di sana coerenza no? Che poi invitano sempre gli stessi, quindi la presenza di Sofri era pure un'alternativa alla solita minestra!
Costa, una volta stava in kilombo. E quanto mi faceva sbroccare...
"E il bello è che fanno i servizi sulla poca mobilità sociale, sulla scarsa attenzione al merito e molta alla raccomandazione": già.
della serie "essere froci con il culo degli altri" insomma, tanto per essere politically uncorrect.
comunque mi fa piacere che in comune non abbiamo solo i depeche mode ( e che hai un punto di vista critico anche quanto non ti conviene)
il bello è che oggi Sofri si è preoccupato di quanto potessero apparire "insopportabili" agli orecchi del pubblico le sue risate alle battute(?!)di Floris.
Non c'è che dire: è un inguaribile ottimista.
Va bene. Non è grave ed eclatante, ma ci sta.
Questo però non deve allontanare l'ascoltatore dai messaggi, che siano di Floris, di Sofri o di altri che sfruttano il conflitto d'interessi per avere visibilità.
Se potessi dire in tv quello che penso accetterei di farlo in conflitto d'interessi, visto quant'è complicato oggi avere quella stessa visibilità che hai in tv. Per immodestia, forse, ma sicuramente più per disperazione.
Con questo non voglio dire che sia il loro caso, dico solo che sono lì e dicono delle cose, data la situazione generale io valuto quelle.
La domanda: se Floris avesse dichiarato "non invito Sofri per non incappare nel conflitto d'interesse" avrebbe destato qualcuno, cambiato le cose? O forse, in un clima di simile manipolazione mediatica, ogni mezzo è lecito??
Condivido la tua osservazione Daniele.
Un conduttore deve poter invitare chiunque. Non credo che a Paragone debba essere impedito di invitare qualcuno di Libero, o che qualcuno avrebbe dovuto impedire a Biagi di invitare un giornalista del Corriere a una puntata del Fatto. (Perchè, tecnicamente, questo sarebbe il conflitto di interessi di Floris: aver invitato il direttore del giornale per cui scrive). Sono giornalisti invitati a parlare. E tutte le regole inventate per delimitare questo spazio sono sempre capziose e legittimano la censura (ci siamo dimenticati già quando per un principio del cavolo hanno sospeso l'informazione per un mese?).
Inoltre il conflitto di interessi è un'altra cosa. E'Floris che - da proprietario de Il Post - invita i suoi giornalisti per guadagnare visibilità (e pubblicità). Questo sì che si chiamerebbe conflitto di interessi. Ma non mi pare che stiamo parlando di questo.
Credo che si sia peccato di non trasparenza, ma non di conflitto d'interessi. In questo secondo caso so dovrebbe dimostrare un interesse economico.
Il punto è che si dovrebbe evitare questi errori da parte di chi fare comunicazione è il suo mestiere e che nell'ambito del suo mestiere si criticano altri degli stessi errori.
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