lunedì 28 giugno 2010

In attesa della guerra di secessione per i colonnelli della Lega è lotta per la successione

Da un lato Roberto Maroni e dall'altro Roberto Calderoli; da un lato il ministro dell'Interno che all'indomani delle elezioni regionali dichiara "che ora è il momento di fare le riforme, intendendo tutte le riforme non solo quella federale" (una "mossa" che "viene letta come un modo per intestarsi la leadership della Lega"), e dall'altro il ministro della Semplificazione, che risponde salendo "al Colle con in tasca la 'sua' riforma istituzionale, per stoppare le ambizioni di Maroni e riaccreditarsi come il vero ministro delle riforme": qualcuno sostiene che dietro la nomina di Brancher si celi in realtà "una guerra interna di posizionamento che tra i colonnelli leghisti si è aperta da alcuni mesi per la successione al leader", una "Babele" che avrebbe spinto Berlusconi a "mettere un suo uomo dentro il dossier del federalismo per avere un voto in più dalla sua in Consiglio dei ministri, ma anche per controllare da 'dentro' le mosse della Lega".

24 COMMENTI:

Vincenzo Cucinotta ha detto...

La mia personale opinione è che gli eventi corrano più veloci di come riescano a prevedere gli stessi protagonisti. La confusione evidente con cui sta operando Bossi da alcune settimane a questa parte potrebbe persino aprire un'inedita contesa per il sommo seggio della Lega. Coraggiosi questi dirigenti leghisti non mi sembrano davvero, ma le cose per loro e per il loro partito si stanno davvero mettendo male, con questo pasticcio di un federalismo fiscale divenuto un vuoto slogan, senza che nessuno sappia dire in cosa dovrebbe consistere, e soprattutto negando l'evidenza delle spese sostanziose che richiederebbe metterlo in atto, con la connessa questione di dove trovare le risorse necessarie in questa profonda crisi in cui ci troviamo. Per ora, la soluzione "geniale" trovata dai leghisti è di sparare caz zate a raffica, tanto per distrarre l'attenzione, soprattutto dei propri elettori, ma è a tutti evidente che non si tratta di una tattica che può funzionare a lungo.

Anonimo ha detto...

La LN per quanto possa avere dei fini che vanno al di là dell'attuale leader, non può prescindere da quest'ultimo che ne è il collante. Il despota che tiene unita la macchina partitica, che ne decide la strategia e le alleanze. I suoi sottoposti sono dei quadri "amministrativi" che si limitano ad applicare la legge. Poi bisogna vedere se all'interno si accettano proposte o critiche (inizio ad avere dei dubbi). In ogni caso finchè B. vivrà sia fisicamente che politicamente, la LN avrà unità al suo interno. Una volta che resta vuota la poltrona del leader non resta che vedere chi ne garantirà l'unità, l'intento politico ecc. La LN è un insieme di Leghe (piemontesi, lombarde, venete, friulane, trentine, emiliane, ecc.) si seguiranno i progetti iniziali o si spacchetteranno? boh

@Vincenzo: la confusione della Lega Nord è da rintracciare nei continui rospi che il PdL impone in cambio del via libera al federalismo, visto che sanno bene che la maggioranza del parlamento non vorrebbe approvare la riforma cara alla LN. Secondo una recente indagine di Mannheimer (http://www.corriere.it/politica/10_giugno_28/mannheimer_76c86c16-827b-11df-9406-00144f02aabe.shtml) una maggiornaza netta al Nord vorrebbe l'attuazione del federalismo, solo una minoranza contenuta vorrebbe la secessione (27% dell'elettorato della LN; 2% totali). I costi del federalismo non sono assurdi se intesi come costi supplementari transitori per permettere alle regioni (di una certa consistenza) di subentrare allo Stato nelle nuove competenze loro spettanti. Assurdi sarebbero i costi derivanti dal fondo perequativo che secondo me, per la perversa logica tutta del palazzo e delle loro lobby, deve garantire gli stessi sprechi oggi esistenti nella gestione della cosa pubblica nel meridione per un tempo transitorio che non si sa bene quanto debba durare, perchè hanno "ereditato" situazioni disastrate. Se regioni come la Lombardia, per esempio, si trattengono parte dei tributi riscossi, come si compensa il fondo perequativo per garatire le attuali uscite delle regioni del sud? Fini e Casini come faranno e Berlusconi e i suoi cari plebisciti e bagni di folla? Federalismo= - soldi al sud = niente voti laggiù. L'altra faccia della medaglia è che se la riforma federale viene cestinata, se si mantiene lo status quo, anche spergiurando cambiamenti ed efficienze mai realizzabili (mai realizzate da quando esiste l'Italia unita), coloro che speranzosamente hanno deciso d'appoggiare il federalismo accantonando la secessione, siamo sicuri che non accarezzerebbero una pacifica e dichiarata volontà di separarsi da questo inquo stato?
Il saldo finale del progetto dev'essere una maggiore e sensibile autonomia degli enti locali (concreta e non sulla carta). Il come non importa, l'importante è il risultato finale. Mi sa che non convenga disilludere quei milioni di cittadini che credono in un'Italia Stato unita col federalismo. Perchè certo che lo status quo, la pressione fiscale vigente, l'inefficienza della spesa statale, ecc. non la vogliono più. E ne hanno ben ragione!

cordialmente
un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

La butto lì, offtopic: ma perché i leghisti, che tanto (dicono) detestano Roma, sono poi dei servitori zelanti della più romana delle istituzioni, la Chiesa? Come mai non hanno pensato a uno scisma?

Mick

Anonimo ha detto...

Grazie,Lippi e azzurri di essere tornati subito a casa;così gli italiani in astinenza dell'oppio calcistico,possono accorgersi della ennesima porcheria servita da questo Governo.Brancher,con quella citazione sulla Nazionale,ha confermato il mio pesnsiero pre-Mondiali :Se la Nazionale andrà avanti ai mondiali,questi impuniti chissà cosa combineranno,mentre il popolo è anestitizzato davanti alla Tv?

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Da un po' di tempo, un non meglio specificato "cittadino lombardo", che sembra difendere con unghie e denti il proprio anonimato (ma si sa, se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare...) mi fa l'onore di controcommentare i miei interventi su questo blog. Devo dire che la cosa non mi dispiace affatto, perchè mostra le modificazioni antropologiche che sono intervenute in Italia, in era leghista-berlusconiana. Ciò che risulta interessante cioè, non è tanto il merito delle cose che scrive questo fantomatico cittadino lombardo, quanto invece il modo stesso di argomentare. Siamo cioè al punto per cui l'argomentazione logica non viene più ritenuta necessaria, basta ripetere sempre lo stesso concetto, senza tentare di difenderne logicamente la validità. Per questa ragione, ritengo che questo cittadino lombardo sia in verità ben più di un semplice elettore leghista, ma probabilmente ci troviamo di fronte a un dirigente, uno insomma a cui il gran capo ha fatto un corso ben dettagliato su quanto sia importante la pervicacia, l'insistere piuttosto che il ragionare.
Il nostro commentatore cita alcuni dati statistici, ci dice cosa secondo lui vogliono i cittadini del nord e segnatamente della Lega, ma non risponde minimamente all’obiezione che io avanzavo, e cioè che la Lega sia andata avanti per svariati anni con la parola d’ordine del federalismo fiscale, senza che ciò significhi nulla di concretamente applicabile. In verità, alla fine si capisce qual è la questione: del resto bisognerebbe essere tonti per non capirlo. La questione è trasferire meno, o forse addirittura nulla, della ricchezza prodotta al nord al sud: tutto qui. Naturalmente, questo corrisponde a un desiderio ovvio, ed anche ben giustificato, ma finchè non si trova il modo di attuarlo, rimane soltanto un pio desiderio, come un bambino che vuole la caramella. Io però non voglio neanche entrare nel merito della questione dei trasferimenti che, comunque, vi assicuro, è molto più complessa di come possiate pensare. Immaginiamo, a solo titolo di ipotesi, che alla fine si trovi il modo di non trasferire un singolo euro dalla Lombardia alla Calabria. Che c’entra, mi chiedo, tutto questo col federalismo fiscale? Nulla, assolutamente nulla, perché chiunque può capire che anche dai ministeri romani sono in grado di calcolare quanto ogni regione da’ di gettito fiscale e decidere di spendere quella stessa cifra nello stesso luogo da dove è stata prelevata. Potremmo cioè decidere di dare stipendi, pensioni, servizi di entità proporzionale al prelievo fiscale locale. Io non sono d’accordo, sia chiaro, ma voglio solo sottolineare che si tratta di due questioni ben separate. Ciò che davvero ritengo stupido, tipico quindi della classe politica al potere, mai così stupida come oggi, è puntare sulla responsabilizzazione della classe dirigente locale meridionale. Sveglia, in Sicilia abbiamo il federalismo dal 1946, e chi l’ha vista questa responsabilizzazione? E’ naturale che io preferisca essere piuttosto amministrato da Roma, schifezze se ne fanno, ma certo meno che in Sicilia. Addirittura, un’ipotesi provocatoria: voi nordisti cos’ onesti ed efficienti, amministrate anche noi!!!

daniele sensi ha detto...

@ Mick,
l'ala "borgheziana" della Lega gravita attorno alla confraternita preconciliare San Pio X, che scismatica, in qualche modo, lo è.

Anonimo ha detto...

…cari leghisti, se è vero come dite, che voi lavorate mentre noi al sud viviamo sulle vostre spalle, cercate di lavorare di più che qui non è che si stia granchè bene...

Gioann Pòlli ha detto...

@Vincenzo Cucinotta: voi (direi "noi", dal momento che mi ritengo "sicliano acquisito", per certi versi anch'io) non avete il federalismo dal 1946. Avete un'autonomia speciale, molto speciale. Che non responsabilizza un bel nulla, dal momento che vi permette di godere di trasferimenti immensi dal centro (peraltro anche le altre Regioni autonome), e non avete certo autonomia impositiva.
Trasferimenti che - come è noto - tutto hanno fatto fuorché sviluppare questa spldendida terra, ma sono andati a favore, nella migliore delle ipotesi (quella peggiore già la conosci, e non è solo un'ipotesi ma una schifosa certezza), di una "macchina regionale" divenuta ipertrofica e principale strumento di clientele elettorali e di assunzioni pubbliche. Questo perché il centro (Roma) mantegna meglio il controllo sul vostro territorio. I siciliani più avvertiti lo sanno già da tempo. Sono ancora pochi ma presto - questo l'augurio - cresceranno di numero e di consapevolezza. Proprio pochi minuti fa ero al telefono con il grande amico Pippo Scianò (Fronte nazionalista siciliano) che mi racconta di un grande fermento di sicilianismo vero (non il finto autonomismo che va a braccetto con i soliti noti). Lo spero proprio. C'è bisogno, davvero, di nuovi vespri. E che questa volta non siano soltanto siciliani.

Gioann Pòlli
http://linguedialetti.splinder.com

mozart2006 ha detto...

Ieri la fiaccolata per intimidire i giudici del Tar, domani qualcosa di più pesante, i cui presupposti son stati dichiarati ieri da Cota e Borghezio : abbiamo vinto le elezioni , non importa come, non importa se con liste fasulle (a proposito il falsario era nel corteo, eroe padano), se con voti falsati, noi abbiamo il potere e NON lo molleremo più.
Inoltre radio padania continua a dare dettagli che penso si riferiscano ad un giudice del Tar (anche se non viene detto, tutto ambiguo): occhi truccati, al mattino fà jogging nel parco, e a dichiarare che se il ricorso fosse accolto sarebbe un colpo di stato contro il popolo padano-piemontese.
In apparenza sembra una anticipazione di un nuovo caso Mesiani, o peggio, ma forse la mia interpretazione è esagerata.
Ma Cota si lancia anche in un ragionamento : - anche se le liste fossero irregolari - dice Cota- la gente ha dato comunque il voto al mio schieramento, sapeva per chi votava, e dunque tutto è regolare".
Anche trascurando il banale fatto che esistono delle regole, per adesso valide anche in Padania, è il ragionamento che non regge.
Se fosse vero non ci sarebbe ragione di presentare tante liste a supporto, ne basterebbe una sola, diversificata in modo da rappresentare tutte le istanze specifiche (pensionati, verdi, ecc.), ma non è così, perchè la molteplicità delle liste non rappresenta solo istanze specifiche ma punta anche, e molto, sulla capacità dei candidati di portare voti personali (vedi, clamoroso, il caso Scanderebech). Infatti il criterio con cui si scelgono i candidati di queste liste minori è alla fine quello dei voti personali che sono in grado di garantire, quindi non è vero che se non ci fosse stata la lista irregolare i voti sarebbero comunque andati a Cota su un'altra lista.
In alcuni casi forse, ma in maggioranza, no.
Questo la Lega lo sa bene eppure preferisce fare fiaccolate per intimidire i giudici.
Sembra quasi che la Lega usi la democrazia per giungere al potere per poi abbandonarla a potere raggiunto.

Vincenzo Cucinotta ha detto...

@Gioann Polli
Tutto vero quello che tu dici, ma così tu non affronti il punto che io volevo sottolineare, e che consiste nella non coincidenza del federalismo col problema dei trasferimenti. Sono due questioni ben distinte. Tra l'altro, lo statuto della Regione siciliana, che non è modificabile neanche cambiando la Costituzione, perchè ad essa precedente, garantisce un trasferimento di risorse che non potrà cessare neanche con l'introduzione del federalismo. La lega fa volutamente confusione tra questi due aspetti, dando ad intendere che col federalismo i trasferimenti cesseranno. Ciò però è tutt'altro che automatico, potrà forse avvenire, ma sarà una decisione del tutto indipendente dal federalismo fiscale, che alla fine è solo dare facoltà impositiva agli Enti locali. In Sicilia, dico che il federalismo è già stato sperimentato nel senso che almeno sul versante delle spese, è stata la regione siciliana a decidere, ed ha deciso nella maniera peggiore. Chi ci puà assicurare che da domani, solo perchè inseriamo la scritta "federalismo fiscale", improvvisamente amministratori così dequalificati divengano, quasi per magia, oculati e onesti? E' un puro articolo di fede, a cui personalmente io non credo per niente. Il mio ragionamento è esattamente opposto: hai aministarto male, adesso sarò io dal centro ad amministrare al tuo posto. Mi sembra una conseguenza logica, no?

Anonimo ha detto...

@Vincenzo: sapere come mi chiamo non è rilevante. Ti voglio solo dire che sono un normale studente 20enne. Salvo qualche tua piccola ironia e provocazione sul mio status d'anonimo e qualificazione come leghista oltranzista ho ahimè ancora qualche piccola annotazione da fare.
Ovviamente viviamo in ambienti territoriali e sociali molto differenti, per cui ritengo ovvia e scontata la tua obiezione sulla presunta mancanza di logica nelle mie argomentazioni, tant’è che avevo preventivato pure che al di fuori di un determinato contesto sociale sia difficile capire le ragioni di fondo che spingono a pensare e ad agire in un determinato modo (l’empatia inoltre non si crea). Ovviamente uno degl’assunti di base è che la sperequazione territoriale sia da modificare perché influenza tutti gli aspetti della vita collettiva e dei singoli cittadini. Altro assunto base è che le imposte/trasferimenti siano indispensabili per erogare i servizi pubblici, altrimenti si verificherebbe un’offerta insufficiente di un determinato servizio perché offerto da privati (di ogni natura), con tutte le conseguenze del caso. Ritengo anche inefficienti i trasferimenti oggi in vigore perchè ci sono troppi e costosi “passaggi di mano” prima che i fondi vengano accreditati agli enti locali e se vengono accreditati. Pertanto ritengo logico rispondere a questi assunti prendendo in esame una completa gestione locale per quanto riguarda l’erogazione di beni/servizi pubblici che ovviamente implicano un’autonoma imposizione/gestione delle imposte per il finanziamento degli stessi. Si aggiunga pure che ritengo opportuno che le decisioni politiche che regolano la vita e le attività di tutti i giorni siano prese il più possibili da “quadri” che abbiano bene in mente il contesto sociale su cui intendono operare. Pertanto l’egemonia del potere decisionale centrale lo ritengo, oltre che obsoleto, dannoso. Ciò non toglie che il “centro” debba svolgere alcuni compiti che non possono essere decentrati proprio come avviene in un sistema federale, visto che risultiamo essere fino a prova contraria uniti sotto un unico tetto statale. Il fatto che a Roma possano “calcolare” non implica poi una coerenza politica nell’applicazione.
Non è solo una questione economica (per quanto predominante), ma anche una questione di livelli decisionali, pertanto risulta essere anche una questione politico/amministrativa.
La pressione fiscale italiana reale è ormai + del 52% (x gli onesti) se si toglie il sommerso che l’ISTAT contabilizza nel PIL, per cui è logico guardare a sistemi che garantiscano trattamenti fiscali ed erogazione di servizi pubblici migliori. A nord, come Lombardia e Veneto per esempio, ci separano da Stati quali Svizzera, Austria, Germania meno km di quanti ci separano da Roma e il Mezzogiorno. Il federalismo è possibile applicarlo in Italia, basta averne la volontà politica e sociale. Volontà di cambiare questo sistema incancrenito e il suo malato sistema decisionale: cambiare lo status quo.
Premesso che son d’accordo con Polli per quanto riguarda lo status della regione Sicilia. Aggiungerei pure che la Sicilia gode di un trattamento fiscale maggiormente agevolato rispetto al Trentino/Sudtirol. Come mai allora si verifica una differenza così netta e impietosa?
Dimenticavo... vivendo in un contesto sociale in cui ci sono problematiche comuni non siamo in pochi ad avere particolarmente a cuore determinate tematiche. Le mie analisi sulle reazioni dei cittadini del Nord o meglio ancora della Lombardia e del Veneto sono frutto di alcune mie logiche conclusioni dato che faccio parte proprio di quel contesto sociale. Nel limite del possibile penso d’averti chiarito con maggior logica il mio pensiero.
PS: non sono tesserato ad alcun partito, né frequento circoli politici.

Se servono ulteriori chiarimenti sarò ben lieto di risponderti.

Cordialmente
Un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

@Polli: regioni come il Trentino/Sudtirol e Sicilia avrebbero possibilità di istituire tasse di scopo, ma data l'entità dei trasferimenti statali non ce n'è la necessità.

Un cittadino Lombardo

Vincenzo Cucinotta ha detto...

@Cittadino lombardo
Innazitutto, se sia importante che si sappia comne ti chiami, è cosa che non sta a te giudicare: diciamo che non ne hai il coraggio, questa è l'unica cosa chiara.
Dibattere con te risulta ababstanza inutile. E' come, detto metaforicamente come se fossimo entrambi su una macchina che tu stai guidando, e io ti dica "guarda che c'è una curva stretta, rallenta", e tu mi rispondessi"ma il cielo è sempre più blu", è una discussione priva di senso. Quando inizierai ad entrare nel merito delle mie argomentazioni, sarò ben lieto di riprendere il dialogo.

Anonimo ha detto...

@Vincenzo: mi sa tanto che non hai niente da dire, o era troppo lungo l'intervento (non saprei). Comunque se tu ritieni dannoso un sistema decentrato o federale perchè ritieni si facciano troppe porcate locali (vedi Palermo) e che tu preferisca farti amministrare da quelli che stanno a Roma, è un problema tuo e della tua gente. Perchè se posso condividere che chi governa a Roma sia "meno dannoso" di molti amministratori meridionali, mi sento di dire che d'altro canto in Lombardia e Veneto ci amministreremmo meglio da soli e da queste parti non è così peregrina l'idea di considerare chi amministra da Roma come dannoso.
Abbiamo problemi diversi cui riteniamo di dare risposte diverse. E' normale! Viviamo in realtà completamente diverse: non si può uniformare tutto. Ci han provato da 150anni e non ci sono riusciti. Un motivo ci sarà.
PS: Mi avevi chiesto di argomentare con logica. Di spiegare il perchè ritenga necessario un sistema federale, quando per ridistribuire meglio le risorse, si potrebbero farlo con il sistema attuale, ecc... L'ho fatto e ti ho esplicitato pure gli assunti base del ragionamento. Se poi non l'hai letto, o l'hai fatto superficialmente non cogliendone il significato o ti sei addormentato mentre leggevi perchè troppo lungo, non lo so. Le risposte c'erano tutte.
Sulla tua obiezione sulla LN e la parola d'ordine "irrealizzabile" voglio dirti chiaramente che se si propone un programma e questo viene apprezzato dalla maggioranza dell'elettorato è perchè crede nella bontà del progetto. Se in Lombardia e Veneto ad esempio, avendo sete d'autonomia, si vota e si sostiene a vasta maggiornaza un progetto federale, d'autonomia, sarà difficile non ascoltare e concedere qualcosa, perchè altrimenti sarebbe solo la dimostrazione che non saremmo considerati come cittadini di uno Stato unito, ma solo come una riserva di denaro da cui attingere. Con tutte le conseguenze del caso.

Cordialmente
un cittadino Lombardo

Vincenzo Cucinotta ha detto...

@Cittadino Lombardo
L'obiezione che facevo la ripeto sinteticamente, visto che l'ho già argomentata:
Che cavolo c'entra il federalismo fiscale con il trasferimento da regioni più ricche a regioni più povere? Per me, non c'entra una mazza, invece i dirigenti leghisti li mettono chiaramente in correlazione, prendendo così clamorosamente in giro i loro elettori. Se poi qualche giornalista avesse gli attributi per far loro questa semplicissima domanda, se gli elettori leghisti alla fine aprissero gli occhi e capirebbero che li stanno meando per il naso, sarebbe davvero una gran cosa.
Sarà chiaro adesso cosa voglio dire e a cosa penso tu non risponda?
Quando converremo almeno su questo, allora, potremmo iniziare a parlare del federalismo fiscale senza confonderlo col problema, del tutto indipendente, del trasferimento.

Tiziano ha detto...

Daniele, segnalo questa notizia che definire paradossale suona alquanto riduttivo

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=108678

Anonimo ha detto...

@Vincenzo: il federalismo fiscale in questione serve a mio avviso ad interrompere la catena Ente Locale-Vari centri burocratici centrali- Ente Locale per quanto riguarda tutti i finanziamenti pubblici. Dato che quasi esclusivamente si pagano tasse statali (IRAP, IRES, IVA, IRPEF x es.), serve a rendere finanziariamente attive le varie amministrazioni locali in modo che possano autofinanziarsi e gestire meglio i servizi collettivi senza aspettare le calende greche del "centro" e le loro preferenze. Inoltre il passo successivo sarà quello di poter gestire le materie delegate, in virtù del Titolo V, direttamente dagli amministratori locali senza attendere che qualcuno laggiù a Roma, quando ne ha voglia, ne dia il via libera.
Capito ora la correlazione tra il dichiarato federalismo fiscale e i trasferimenti (già tutto esplicitato in precedenza)? Inoltre per quanto si possa attuare una diversa ponderazione nel trasferimento di risorse dal "centro", come affermi, ciò non toglie che: 1)una volta approvato magari con una legge, non è detto che poi lo si applichi (vedesi il Titolo V mai applicato da quando esistono le regioni a statuto ordinario); 2) tenendo conto che i partiti nazionali sono più attenti ai voti e agli umori delle clientele che glieli garantiscano, non hanno la volontà politica nel farlo; 3)si è ancora in balia degli umori dei governanti/amministratori centrali.
Detto ciò, è logico supporre che meno dipendiamo dal "centro", più si ha la possibilità di essere reattivi nel risolvere situazioni sociali ed imprenditoriali (per questo il federalismo è visto con favore).
Il fatto di votare LN non penso sia solo una questione di identificazione nel partito e nelle sue ideologie, quanto anche un modo chiaro per dire che bisogna cambiare lo stato delle cose e che bisogna dar seguito alle promesse d'autonomia più volte promesse nei lustri dallo Stato ma mai mantenute. Votare Pdl e Pd in Lombardia o in Veneto può avere un significato (visto che tutti sostengono il federalsimo x es.), votare Pdl e Pd in Calabria ha altri significati (maggior finanziamento pubblico per dare reddito per es.). Nel partito nazionale prevale l'indirizzo che garantisca maggior ritorno di voti (con clientele) e di stabilità nella carriera politica. A sud (Lazio-Abruzzo in giù), promettere e drenare soldi è motivo sufficiente per farsi votare, indipendentemente dal progetto finanziato. Sia esso più welfere (pensioni, assegni disoccupazioni, ecc.), finanziamenti di opere eterne (Salerno-Reggio Cal, il futuro ponte sullo stretto ecc.), ripianamenti di dissesti finanziari provocati da allegre gestioni, mantenimento di aziende e filiali fuori-mercato per mantenere posti di lavoro, come succede con Fiat/Alitalia. In più si aggiungano le promesse per sanare posti pubblici fuori graduatoria, o di graduatorie drogate legalizzate, o peggio di assunzioni pubbliche indiscriminate per garantire reddito e fidelizzazione dell'elettorato.
La Lega Nord è l'unico partito che prende voti su una parte definita dello Stato, è abbastanza omogeneo come bacino elettorale, per cui non ci sono fraintendimenti politici nella volontà popolare. Poi se anche questo partito farà la fine degli altri non portando a casa nulla (visto che ha solo il 12% a liv Nazionale e sul 30% in Lombardia e Veneto)e se per assurdo sparisse (difficile), le motivazioni base che hanno spinto a votarlo non spariranno, ma resteranno sempre lì in attesa di poter sfogare quel malessere latente.
Fino a prova contaria la Lega Nord è minoranza in parlamento se paragonato allo schieramento "nazionale". A livello regionale come in Lombardia (26%) e Veneto (35%) non è maggioranza. L'ostruzionismo non dipende da lei, anzi fa logicamente pensare che per contare bisogna dar forza a questo "sindacato". Solo il tempo dirà se è possibile riformare democraticamente un obsoleto Stato. Fino ad ora per farlo ci son volute le guerre risorgimentali con l'avvallo di potenze estere, e due guerre mondiali.

cordialmente
un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

@Tiziano: si ritorna al solito paradosso del "se lo fanno i leghisti è per razzismo e xenofobia, se lo fanno in Meridione è per disagio sociale". In Lombardia e Veneto MAI siamo arrivati ai livelli d'illegalità diffusa del napoletano o della Calabria (vedi Rosarno), tanto per citare due piccoli esempi. Confesso che anch'io sono perplesso sul livello di civiltà di certe aree poco inclini all'autocritica e al cambiamento.

Cordialmente
un cittadino Lombardo

Gioann Pòlli ha detto...

@Vincenzo: La differenza che non cogli mi pare enorme. Terra-terra: con il sistema fiscale centralista, io verso tutto a Roma. Chi comanda a Roma, decide quante risorse trasferire e a chi.
Chi comanda a Roma ha le proprie clientele e governa con l'assistenzialismo: quindi una certa macro-area dello Stato viene tenuta in piedi attarverso una macchina che non produce sviluppo ma soltanto quel parassitismo in grado di mantenerla in funzone in eterno.
Con il federalismo fiscale, che trova la sua più compiuta e perfetta applicazione nella Confederazione elvetica, il verso tutte le mie tasse in loco. L'ente locale trattiene ciò che gli serve e versa il resto ai livelli più "alti", che a loro volta creano il famoso fondo di compensazione (che non è infinito né "a più di lista" della spesa storica come oggi avviene) , dal quale trarre le risorse per i servizi essenziali delle aree più povere. Finiti i fondi, le aree "più povere" si attrezzino per gestire meglio le risorse a propria disposizione. NOn dovrebbe essere difficile, dal momento che sono aree in cui il costo della vita è molto più basso ma, stranamente, una siringa usa e getta finisce nella sanità pubblica a costare il doppio che al Nord. Questo si chiama "responsabilizzare" gli amministratori. Altro che riportare ulteriormente al centro il potere decisionale...

Ecco, in buona sostanza, il nesso tra federalismo e trasferimenti. Oggi, trasferimenti a piè di lista sulla base del pregresso. Domani, fondo di compensazione e territorio che deve essere obbligato ad autoamministrarsi e a gestire il proprio sviluppo economico, non l'assistenzialismo parassita che porta ad avere (solo per due esempi puttosto noti) i famosi forestali in Calabria o la pletora di capireddattodi negli ufficil stampa della Regione Siciliana...

Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

@cittadino lombardo
vedo che sei un sostenitore del federalismo fiscale.sono d'accordo con te,ma oltre a quello fiscale perchè non facciamo anche quello energetico?vedrai che se questo dovesse succedere il sud in pochissimi anni si metterebbe alla pari con "l'evoluto nord"......

Gioann Pòlli ha detto...

@Anonimo che risponde a cittadino lombardo: in questo hai ragione. Basta con lo scippo delle fonti energetiche, patrimonio dei popoli e dei territori. Nella prospettiva, il "federalismo", caro anonimo, deve essere integrale. I siciliani, in cambio dell'autonomia VERA (cioè non una nozione di carta che mascheri l'assistenzialismo di cui godono clientele e mafie ma il VERO autogoverno fino ed oltre i confini dell'indipendenza) devono avere piena disponibilità di tutte le fonti energetiche, in particolare quelle petrolifere, di cui dispongono. Analogamente deve avvenire per i bacini idroelettrici del Nord: i canoni idrici restino ben fermi sul territorio dove sorgono gli impianti.

Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

@Anonimo che mi rispose :): Son d'accordo, più autonomia e autogestione in tutto, dall'energia, all'ettricità, allo smaltimento dei rifiuti, ecc...

un cittadino Lombardo

Spirou ha detto...

allora vorrei capire perchè la lega fa parte di un governo che si è tanto prodigato nel privatizzare la gestione degli impianti idrici pubblici

Anonimo ha detto...

LEGGETE IL LIBRO "UMBERTO MAGNO"

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