martedì 30 novembre 2010

I file di WikiLeaks sulla Lega Nord

Li trovate qui e qui.

(Chissà che così non ci si decida a prendere sul serio ciò che folclore non è).

38 COMMENTI:

Anonimo ha detto...

Forse passa in secondo piano perchè la cosa è assolutamente risibile come rilevanza nel partito e soprattutto tra i militanti/simpatizzanti.
Forse conviene preoccuparsi sul perchè si continui a nascondere che 1/5 delle regioni italiane, con i suoi abitanti, tengono in piedi lo Stato e perchè non si vuole porre il freno ad un debito pubblico che aumenta ogni mese di 7 miliardi di € e che ha raggiunto il nuovo record di 1.859 miliardi di €... il bello è che non è colpa di Berlusconi o di Bossi ma dell'asset dello Stato italiano, e quindi di tutti coloro che l'hanno amministrato dalla sua nascita.

un cittadino Lombardo

eL tiZ ha detto...

il debito pubblico sempre in crescita e certo la colpa non è assolutamente di chi governa e amministra lo stato legiferando.
ma è tutta del Sig. Asset Dellostato.

intanto io attendo la più volte sbandierata leggi anti corruzione
http://www.repubblica.it/politica/2010/02/20/news/slitta_anticorruzione-2366187/

(ad esempio)

tiz.

Elio ha detto...

Le solite leggende metropolitane da legaioli.La categoria veramente indigeribile fra gli omini verdi è quella dei porcheziani come qualcuno li definisce qui.Solo un poveraccio può considerare irrilevante il fatto che un deputato europeo di un partito di governo vada a raduni antisemiti.

Gioann Pòlli ha detto...

@cittadino lombardo: la mia radicalità nella critica mi fa fare un salto oltre: anche il più illuminato degli statisti mai comparsi sulla faccia della terra sarebbe riuscito a governare in maniera "normale" uno Stato organizzato come quello italiano e realizzato con quel processo che sui libri di storia troviamo denominato "risorgimento" (in realtà una guerra di aggressione di una banda di mercenari guidati da un bandito internazionale - al soldo di una dinastia imbelle e serva dei poteri stranieri - che fece finta di combattere un esercito indebolito e fiaccato dalla corruzione dei soldi britannici, sopra le teste, le volontà e gli interessi veri dei popoli). c'è poco da fare: nemmeno Shumacker avrebbe vinto cinque titoli del mondo di formula uno se fosse stato costretto a correre con una Ferrari equipaggiata da un motore bolso di una fiat 124 e con le ruote di una carriola...
Il problema è nel manico, e non si risolve fino a quando non si cambia il manico, sarebbe il caso che tutti se ne facessero una ragione. Altro che grandi feste per il 150° di non si sa nemmeno che cosa, o continuare ad incolpare il termometro se il paziente ha la febbre a 41.
Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

Un leghista che prova ad argomentare, pur con l'ingenuità di chi non l'ha mai fatto, è comunque un caso unico, che va guardato con lo stupore e il fascino coi quali si osserva, ad esempio, una Somatochlora Borisi.
Chissà come lo disprezzeranno i suoi colleghi di partito.

Anonimo ha detto...

Mi chiedo se l'anonimo sappia che tra le regioni col PIL più alto c'è la regione Lazio.
Simpatico che poi del vertiginoso crescere del debito pubblico ne reputi totalmente incolpevole chi tale debito lo amministra da quasi un decennio, Berlusconi e Bossi hanno fatto tredici, hanno un elettorato che non li giudicherà mai, il sogno di qualunque politico: elettori anestetizzati.
Negli anni '80 il debito pubblico cresceva ed anche allora la colpa era dell'asset, non dei politici corrotti che sperperavano, oggi il "figlio" di Craxi legge lo stesso manuale ed il debito va di conseguenza. PIL a zero, debito in aumento, col centrosinistra peserà ammetterlo, ma andava meglio, numeri alla mano andava meglio... e l'asset era lo stesso.
Claudio

LIBERALI STOP PORCHEZIO ha detto...

Vedete il legaiolo è per sua natura lucertola e cerca sempre di fare il furbo.

La butta sempre sullo pseudostorico per giustificare gli abomini del Ciccione verde.

Non stupiamoci che i porcheziani se la prendono col Risorgimento....gli ideali di libertà sono inconciliabili con chi brucia i ponti.

La prossima sarà la rivalutazione dell'antisemitismo teologico??

Padanina ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Padanina. ha detto...

censuratore... censuratore...
sei un CENSURATORE solo xché non la penso come te!!!!

daniele sensi ha detto...

Il tuo non era un commento, era spam.

Padanina ha detto...

sì sì come no solo perche non la penso come te.

tanto fra poco ci sara' la PADANIA, e voi tutti dovrete TACERE e RODERVI il FEGATO.

E se nn vi stara' bene potrete sempre andare a CUBA.

eL tiZ ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
eL tiZ ha detto...

ti prego Daniele di lasciare i commenti di PADANINA.

perchè sono meravigliosi,
molto istruttivi,
fanno riflettere,
sono pensieri complessi e ben argomentanti che, con le loro forti tesi, minano alle nostre deboli convinzioni.

Padanina è un genio che da sola riesce a illustrare il complesso ed interessante pensiero padano che, prendendomi il rischio di essere a mia volta cazziato da Daniele, voglio ripetere qui sotto (per la libertà d'espressione!),
eccolo:


"SECESSIONE SUBITO !!!!

PADANIA LIBERA !!!!"



ecco, questo era lo "scomodo" e "irriverente" commento che Padanina accusa esserle stato censurato.


Padanina, grazie di esistere mi rallegri queste mattinate di grigia nebbia ghiacciata facendomi fare dei bei sorrisi!

soprattutto il tuo
"fra poco ci sara' la PADANIA, e voi tutti dovrete TACERE"
interessante la Vs idea di PADANIA LIBERA...
è questo quindi che vuol dire per voi "LIBERTA'"??


tiz.

pièsse
e come disse Quello: "Qui stemo a parlà di cose serie, mica de sarcicce!"

Anonimo ha detto...

@Claudio Claudio del 01 dicembre 2010 23:15...

Forse non è aggiornato sugli ultimi dati, in cui il Lazio non c'è più. Tra l'altro, il dato del Lazio (come presente nel libro di Ricolfi), come molti del settore sanno e sostengono, è un dato truccato dal fatto che c'è la capitale dello Stato italiano (assi centralistico). Pertanto è un dato che va preso con le pinze.

Ad ogni modo divertitevi a fare gli anti berlusconiani e i difensori della (non) Patria... Una volta fuori di scena mr.B & B., non avreste più argomenti, le microregioni da 300 mila e 400 mila abitanti resteranno ancora lì, la mafia idem, ecc. Tutti i problemi resteranno lì come lo sono sempre stati dagli albori del regno, poi futuro stato repubblicano. Intanto il debito crescerà ancora finchè non si giungerà alla soluzione ceco-slovacca, la più sensata se non altro perchè i nostri vicini d'oltre confine non credo proprio se ne staranno con le mani in mano e vigileranno affinchè tutto non crei troppo scompiglio.

un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

Suggerisco a PAdanina, ora che il forum "padano" è stato chiuso, di farsi una vita vera fuori dal web.
Al di là dell'inesistente Padania si stende tutto un mondo, ragazzina, anche se credi che la vita si riassuma in dialetti urfidi, polenta taragna e le sparate dell'ex Ordine Nuovo (che ci faceva a proposito con una cartolina minaccisa per il giudice VIolante?) Borghezio....
La Padania non l'avrete, le risate in faccia di tutti, sì.
Credimi: uscire con amici che non pensano solo alla "pulizia etnica del culattoni" (Gentilini, ex sindaco di Treviso) o alle "ronde" è divertente e stimolante assai più che collezionare amici "virtuali" su Internet e distribuire volantini ridicoli per le strad e nei gazebi... Forse la bimba sente la mancanza del forum: come si fa quando tutti gli amici che ti rimangono erano nei threads e nessuno in casa vuol più sentirti parlare di celti e soli delle Alpi?

Padanina ha detto...

Intanto in PADANIA preferiamo la POLENTA al CusCus.

eL tiZ ha detto...

Diamine Padanina!
hai sempre la frase giusta per ogni occasione!
solo il tuo genio poteva rispondere alle accuse di razzismo tirando in ballo la polenta e il cuscus.

riesci sempre a sorprenderci e a darci scacco matto con dei pensieri concisi ma pregni di valori e di significato!

a te basta una sola frase e riesci a zittirci tutti!

io rinuncio, sei troppo avanti per me. non riesco a darti testa.


tiz.

giacinto2000 ha detto...

MAgari CIttadino Lombardo ci sa spiegare come mai subito dopo la rottura del primo governo Berlusconi il suo Senatur disse: mai piu' neanche un caffe' con SIlvio!!!.........salvo poi risposarne le cause, nonostante gli evidenti imbarazzi degli ormai svelatissimi legami con la mafia.

Anonimo ha detto...

So che è come sparare sulla croce rossa, ma tuttavia...

Preferire un cibo per ragioni politiche è di una "semplicità" assurda. Se si è così attaccati alle "radici" (amerinde, poi...) della propria cultura gastronomica, allora tanto vale mangiare per tutta la vita latte materno...

Paolo

Anonimo ha detto...

@ Giacinto 2000 del 2/12 delle 14:03...

Forse non sa che da soli, con un 10/12%, non si va da nessuna parte e non si ottiene nulla (soprattutto se non c'è un'autonomia spinta, sennò la LN sarebbe come la Swp). Pertanto si riesce a portare qualcosa a casa solo se alleati. La domanda è con chi. Tutti gli schieramenti si equivalgono (per l'inconsistenza e il danno). La differenza sta nella tenuta e nella leadership. Il cdx ce l'ha, per cui s'è optato per questo schieramento, anche perchè è la soluzione che riesce a farti portare qualcosa a casa, che è sempre meglio di niente. La LN non è ne' di dx ne' di sx. Sono cose che non si possono capire se si vive fuori dal mondo. Comuque sarò ben lieto di vedere gli eventi che daranno torto a tanti, ma a tanti, che danno oggigiorno per assurde certe visioni. Bello constatare che molta gente vive nel passato distogliendo lo sguardo dal presente e dal futuro. Questo è il vero motivo per cui la Nazione italiana non è mai esistita. Lo Stato, come s'è fatto, si può sciogliere come neve al sole.
Italien ist ein geographischer begriff

un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

Se Padanina vuole rimanersene chiusa in casa ad ingozzarsi di polenta e parlare dialetto in un mondo che parla mille lingue, peggio per lei.
Dovrebbe sapere che la polenta, fatta con il mais, è in realtà un cibo oriundo del Sud America.
Anche le patate ed il cacao ed il tabacco (se fuma) vengono dal Sudamerica.
Sappia anche che lo yogurt è di provenienza bulgara. Le salsicce e i wurstel sono tedeschi etc. etc. etc.

Insomma: buona scorpacciata di polenta, chiusa in casa a sognare la Padania che non esiste mentre i coetanei si divertono e non pensano a correr dietro alle sparate di BOssi (che intanto il figliolo suo lo piazza e bene, gli altri si arrangino!. Che tristezza una vita così. Quanto tutti gli amici che ti restano sono solo un nickname su un Forum defunto...

LiberalVox ha detto...

Il terzo polo prende forma!

Occhi puntati sul 14 dicembre. E allora tutti contro Berlusconi! Si gioca tutto sulla (s)fiducia al governo. Al centro del vertice tenutosi tra Udc, Fli e Api la verifica dei margini di un accordo sulla mozione di sfiducia al governo annunciata dal partito di Pierferdinando Casini. All’incontro, che si è svolto nello studio del presidente della Camera, c'erano anche Lorenzo Cesa, segretario nazionale dell’Udc, Bruno Tabacci dell’Api e Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Fli. Conclusosi da poco il politburo, la triade (Gianfranco Fini, Francesco Rutelli e Pier Ferdinando Casini) avrebbe raggiunto un’intesa di massima per presentare un documento insieme. Il terzo polo marcia verso una mozione comune per sfiduciare il governo e andare al governo senza passare per le urne! Pallottoliere alla mano, ai 36 deputati di Fli (escluso Gianfranco Fini presidente della Camera) si aggiungono i 35 voti dell’Udc di Casini, i 6 dell’Api di Rutelli, i 5 dell’Mpa guidati da Lombardo e i 3 Libem di Tanoni (complessivamente sono 85). A questi, poi, bisogna sommare i due deputati del gruppo misto, che hanno dichiarato di votare la sfiducia: l’esponente del Pri Giorgio La Malfa e l’ex azzurro Paolo Guzzanti. In totale, dunque, si arriva a quota 87. Giochi fatti, dunque! Ma prima di ufficializzare la mossa si terranno una serie di incontri, così, tanto per salvare la faccia e apparire un pò più democratici del partito 'padronale' del Cavaliere. Questione di facciata, non certo di sostanza (chiedete a Storace cosa ne pensa di Fini e della democrazia interna del partito ai tempi di MSI e AN)! Fini, così, vedrà i gruppi di Fli per comunicare la decisione (già presa senza di loro) e valutarla (!?) con i suoi. Al termine del vertice tra Fli, Udc, Api, Ld e Mpa a Montecitorio, Rutelli ha lasciato intendere che l’intesa è vicina: “La riunione di questa mattina è andata molto bene, c’è un’ampia convergenza tra di noi, non mi fate dire altro”. E Casini ha confermato: “L’incontro è andato benissimo”. Sembra la triade degli sfigati, in cerca di rivalsa: Fini che prima annega nelle acque di Fiuggi un partito (MSI), ne crea uno nuovo di zecca (AN), poi lo distrugge per fonderlo con un altro partito (FI) nel secondo polo (PDL) e oggi lo separa di nuovo per Futuro e Libertà: Gianfry, che ha perso la trebisonda appresso alla Tulliani, da delfino di Giorgio Almirante rischia di fare il baccalà a mollo; Rutelli nato da una costola di Pannella e cresciuto(!?) all'ombra prima di D'Alema, poi di Veltroni, l'eterno ragazzino, la giovane(!?) promessa che non riesce a... mantenere, spera di farlo adesso: la speranza è l'ultima a morire, ma per l'ex sindaco di Roma è eutanasia politica allo stato puro quella di farsi portare per mano, dal gatto (Gianfry) e dalla volpe (Casini), per rimettersi sotto l'ombra dell'albero dei miracoli; infine lui, Pierferdy Casini, l'erede nudo di Andreotti, Fanfani, Forlani, Gava, Cirino Pomicino, che si ritrova in mano, in tempo di euro, uno scudo... 'crociato' che non serve più nenache a racimolare i voti delle vecchiette e di qualche parroco di campagna, lui che ha sposato in seconde nozze la figlia di Caltagirone - palazzinaro e editore romano, suoi tutti i cantieri della capitale, suo "Il Messaggero", insomma, un aspirante Berlusconi! - per fare carriera politica, anche se per vocazione è panettiere nato: "da Pierferdy il Mago dei 2forni"!

geronimo ha detto...

TUtto chiaro cittadino Lombardo: a voi interessano le poltrone e poco importa se ci riuscite ad occuparle per mezzo di alleanze coi mafiosi o gente perbene.La leadership del centrodestra italiano e' ai minimi storico, quindi ceh fesserie dici?

Anonimo ha detto...

hey terzo polo invece di suonare le trombe chiarite se borghezio farà parte di fli o no

Anonimo ha detto...

@Geronimo: non ho mai visto comandare, senza essere in posizione di comando. Le poltrone servono per decidere ed influenzare. Il csx non è da meno del centro dx e il nascituro terzo polo, per la vocazione sudista e l'elettorato che pesca altro non è che il cuss cuss delle mafie e palazzinari vari...
L'ideale sarebbe andare da soli, ma finchè nelle singole regioni non ci si potrà grosso modo amministrare da soli, andare nella stanza dei bottoni a Roma come alleati per ottenere qualcosa, è l'unica via. Controversa, scomoda, fastidiosa, ma l'unica.

un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

Don'd feed the troll. Né con discorsi, né con polenta.
Questi sono troll anche quando non lo sono.

Gioann Pòlli ha detto...

Piccola annotazione di carattere sociologico (permetti, Daniele?): curioso che ci sia qualche anonimo che preferisce definire "troll" chi porta argomentazioni contrarie alle proprie, formulate in modo civile... Come è anche molto curioso chi vorrebbe non discutere con "un leghista che argomenta" chiudendogli la bocca con il sarcasmo ma guardandosene bene dall'entrare nel merito. Paura del confronto? Argomenti terminati? Urgenza di fascismo e/o totalitarismo tout court molto malamente dissimulata? Mah. Osservo e sorrido amaramente ma rafforzando la mia consapevolezza del valore delle idee e del disvalore di chi ha sempre pronto un manganello, di qualunque colore sia e di qualunque foggia o consistenza da usare come unica forma di persuasione. Tra "La ragione è con me, tu taci che non sei degno di discutere" e "Gott mit uns" non no mai visto troppe differenze.
Gioann Pòlli

daniele sensi ha detto...

@ Gioann,
credo che quel troll fosse riferito a "padanina", che in ogni post, non importa quale sia l'argomento, interviene solo per urlare "Padania libera!"...

Gioann Pòlli ha detto...

@Daniele, Padanina ha scelto di esprimersi per slogan (ma ti dico per certo che è persona seria e preparata molto più di quanto scelga di apparire qui) e passi. Avevo però avuto l'impressione che l'anonimo se la prendesse in particolare con Un Cittadino Lombardo, che trovo sempre lucido nelle sue analisi, e chiamarlo "troll" mi sarebbe sembrato davvero ingeneroso. E se ho sbagliato nella mia valutazione mi scuso. Appare però evidente che l'anonimo del 1 dicembre ore 21.53 e chi si è firmato "liberali stop porchezio" (argomenti meno infantili della storpiatura di cognomi no?) si riferissero a quanto scritto appena sopra da me. Ma l'unico motivo per cui mi sono permesso di avanzare la piccola riflessione di carattere sociologico qui sopra era perché ho trovato un po' squalificante per le tue tesi (e per quelle dell'anonimo) - e, lo ammetto: frustrante per chi le combatte!! ;) - che ci si limitasse ad un attacco all'avversario attraverso l'espressione di un pregiudizio generalizzante - che nel mio caso scivola senza lasciare tracce... - piuttosto che tentare di confutarne gli argomenti. Tutto qui.
Gioann

Anonimo ha detto...

Dade.
non sono solito scrivere commenti ma, leggendo questo dibattito, mi sono sentito in dovere di partecipare. Parto dicendo che sono un uomo di 31 anni e, pertanto, sono uno dei pochi giovani fortunati che ha potuto vedere l'ultimo scorcio di Italia rampante (prima repubblica) prima dell'inesorabile declino di velocità proporzionale all'incremento dei miei anni. Tangentopoli, delitti di mafia, governi che si fanno e disfano e governi tecnici che, dall'oggi al domani, entrano in conti correnti. Eppure, nonostante i mille problemi dell'Italia, le mille difficoltà di un popolo che si sfaccetta da città a città, da valle a valle, in regione in regione, mi ritrovo a soffrire per un paese che non si merita la fine che stiamo vedendo. Un paese che ha esportato cultura da tutte le regioni, prodotto geni ed eccellenze, generato arte, architettura e scienza. Quella scienza e genialità che vedo nelle figure di Mattei, di Piaggio, di Enzo Ferrari e di tutti i professionisti ed imprenditori che hanno fornito il back-ground del nostro sviluppo. La creatività era il nostro dono. Ed il legante del popolo, oltre la lingua e l'origine, era il rispetto dell'Istituzione e degli istitutori. Quel rispetto che i miei avi hanno onorato morendo a Caporeto. Militari del Nord morti per l'Italia. Ora, dopo novantacinque anni, mi devo sentire in dovere di giustificare perchè l'Italia esiste, se è stata creata dal nulla o se è nata per affari e/o complotti econimici. A tale dilemma dico: esiste per il dono della vita di altri. Per la corservazione di quello scrigno del sapere che stiamo ledendo e violando. Nascondendo a noi stessi che già Dante gridava "Serva Italia" ed il Serenissimo Goldoni aspirava all'unificazione. In uno stato indipendente Padano io non ci stò. Ma, riprendendo un famoso motto leghista, questa è la mia terra e sono padrone a casa mia. Alla luce della mia origine esclusivamente settentrionale, qual'è la mia terra?

Gioann Pòlli ha detto...

@Dade. Gli Stati vanno e vengono. Non è mai esistita un'istituzione territoriale eterna: si sono fatti e disfatti l'impero romano, quello sovietico, le colonie disegnate con il righello e la matita sulla carta geografica. Ogni epoca storica ha prodotto le forme di aggregazione umana che più si confacevano ai contesti socioeconomici (e militari) e agli equilibri politici del momento. A che cosa servivano la Ceco/Slovacchia e la Yugoslavia? Il Belgio, stato fantoccio creato dalle diplomazie ottocentesche e l'italia, analogamente costruita, hanno ancora funzioni storiche o le hanno esaurite? Guarda poi che ciò che il territorio che oggi chiamiamo "italia" ha dato di grande al mondo non l'ha MAI (a parte il periodo dell'impero romano in cui alla Gallia Cisalpina fu dato lo status di cittadinanza romana) dato in quanto "stato unitario". Furono le corti più o meno sagge e ricche, le municipalità, le territorialità a portare all'umanità arte e progresso. Venezia è grande non perché "italiana" ma perché capitale della Serenissima. Roma perché capitale dei papi. Firenze, dei Medici. Palermo fu grande con Federico II, non certo sotto vittorio emanuele II... Nel 1861 parlava "italiano" poco più dell'1 per cento dei sudditi del neocostituito regno. Praticamente, la ristretta cerchia dell'élite intellettuale sovvenzionata dalle potenze europee e... i toscani. L'italia come "nazione" non è mai esistita. Esiste ancora oggi uno Stato, perché ad un certo punto della storia a qualcuno fece comodo, e fece comodo raccontare ai sudditi la "bontà e la giustezza" della sua esistenza. ma non morirono soltanto soldati mandati al macello dai sovrani "italiani" per la loro vanagloria: morirono anche migliaia di persone uccise dai Savoja negli anni dell'invasione del Sud. Migliaia di siciliani, veneti, meridionali e settentrionali soffrirono miserie e furono condannati all'emigrazione dalla povertà dell'"italia unita". "Porca Italia, andemo via", narrava un poeta veneto dopo che il popolo, assoggettato ai Savoja nel 1867 fu costretto ad un'emigrazione biblica dalla miseria e dalle carestie. Non ricordiamo solo i morti al servizio delle idee dei vincitori: ricordiamoci anche e soprattutto di chi combatté per la propria libertà e la propria vita messe a repentaglio dai re e dagli imperatori di turno.
La storia però - grazie a Dio, agli dei o a chi per essi, magari soltanto grazie agli uomini - cammina, a volte si mette a correre. E tentare di fermarla innalzando un muro di carta è un'operazione del tutto vana. Il destino per gli "stati nazione" come li conosciamo oggi è segnato. Facciamocene una ragione: guardiamo avanti e lasciamo perdere le nostalgie.
Gioann Pòlli

Damiano Mazza ha detto...

@ Gioann:

Beato tu che conosci il futuro! Anche i comunisti degli anni 60 conoscevano il futuro e dicevano che il destino del capitalismo era segnato. Anche secondo loro la Storia si stava mettendo a correre nella direzione indicata da Marx e compagnia. E, come loro, sai quanti prima di loro.

Il destino di tutto è già segnato: il capitalismo sparirà per davvero, ne sono convinto; gli stati nazione svaniranno anche loro, prima o poi. E la presunzione che il futuro passi attraverso te e i tuoi ideali è forse necessaria ad ogni proposta politica, come lo era per i sessantottini. Sempre come i comunisti, stai mettendo un (ridicolo) copyright sul "progresso" (la sinistra che si fa chiamare progressista continua ad arrogarselo, come se fossero gli unici a poter far progredire il mondo). Solo che, quando i comunisti dicevano "guardiamo avanti", almeno ci proponevano un mondo mai visto; invece, il tuo gardare avanti in realtà punta allo specchietto retrovisore. Ci vuoi far tornare all'epoca dei Comuni, altro che guardare avanti.

Comunque, non hai risposto alla domanda conclusiva di Dade, alla quale mi associo pienamente: nel tuo mondo fatto di "popoli", che fine fanno tutti quelli che non vogliono limitare la loro esistenza all'appartenenza ad uno di essi? O, peggio ancora, che semplicemente non si riconoscono in nessuno di essi?

Nel futuro che ci annunci il concetto di "stato nazione" sarà rimpiazzato da quello di "popolo". La tua ideologia, ovviamente, si basa sulla supposizione che il secondo sia meno arbitrario del primo. Ma è una supposizione totalmente infondata; l'esistenza di moltitudini di persone come me e Dade ne è la prova. Il mondo che ci proponi è lo stesso di oggi, ma con le frontiere un po' ridisegnate; e, forse, con tutti quanti un po' più egoisti. Sai che bella novità. Lo dici tu stesso: hai voglia quante volte le frontiere sono state ridisegnate; e poi, però, tutti avanti come prima.

Siamo tutti d'accordo, credo: questo mondo è pieno di problemi. Ma pensare che si risolvano prendendo i pezzetti in cui è stato arbitrariamente diviso e rimpiazzandoli con una suddivisione altrettanto arbitraria è quantomeno ingenuo.

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano/1: i tuoi argomenti sono suggestivi. E ti confesso che, rileggendomi, anch'io avevo un po' riso di me stesso, immaginandomi nelle vesti del profeta del "sol dell'avvenir". Già, ma così non è. Perché, malgrado le apparenze - non stavo tanto parlando del futuro quanto del presente. Dal momento che faccio questo mestiere - cioè il giornalista - da più di vent'anni, sarebbe facile andare a riprendere certe mie previsioni - che dal mio piccolo di opinionista, allora, su un giornale di provincia - restano lì scritte e stampate con tanto di data a segnalare l'esattezza di un'analisi di cose puntualmente avvenute. Il pericolo per la nostra economia che sarebbe potuto derivare da un risveglio della Cina, per esempio, prodromizzato dal forte incentivo pubblico (in uno stato formalmente comunista!!) all'iniziativa privata che si avviava all'inizio dei '90. Oppure, il fatto che sarebbe di lì a poco aumentato vertiginosamente il numero di Stati sovrani rappresentati all'Onu. Oppure, ancora, il fatto che, di fronte a una "devoluzione all'alto" (verso l'Ue) di compiti dello Stato, lo Stato stesso avrebbe perso importanza, e viceversa ne avrebbero acquistata i territori. Cose appunto realizzatesi, e il trend continua ad andare in questa direzione. Quanti sono oggi gli Stati nel mondo rispetto a vent'anni fa? Quali poteri lo Stato italiano (e non solo) ha perso? Ne basti uno per dire che ha perso il diritto di battere moneta...
Il mio non è poi un "annuncio" del fatto che che in luogo dello "Stato nazione" arriverà "il popolo". Semplicemente, è una presa d'atto di un trend in base al quale lo Stato nazione è sempre più svuotato di significato e di potere, e viceversa di come acquistano sempre più forza e consapevolezza le comunità "regionali" o "territoriali". Restiamo in Europa? In Catalunya la maggioranza degli eletti al parlamento di Barcellona di dieci giorni fa proviene da movimenti indipendentisti. Il Belgio è tenuto insieme con lo scotch bagnato, e dal fatto che Bruxelles sia la "capitale europea". In Scozia e Galles la coscienza nazionale è in crescita e, soprattutto in Galles, è sempre più sentita l'esigenza sociale, prima ancora che economica, di dare ai figli un'istruzione che parta dalla lingua gallese anziché da quella inglese. Sono i numeri a parlare, non le mie opinioni.
(1/continua)
Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano - Riposto la seconda parte perché è finita cancellata -

Devo poi dirti che cosa obiettivamente succede da vent'anni a questa parte in molti territori dello Stato italiano? Devo spiegarti di come finalmente si stiano organizzando anche le élite meridionali - non quelle politico-mafiose, bensì proprio quelle escluse dalla casta politico-mafiosa - verso la riaffermazione della storia negata del cosiddetto risorgimento? L'anno prossimo ne vedremo delle belle in merito alla cosiddetta "celebrazione" del 150°, e forse più da Sud che da Nord.
Questi, caro Damiano, non sono miei vaticini. Sono EVIDENZE. Nel mio modo di vedere, in ogni caso, voglio precisare che il concetto di "popolo" non è inteso in senso di "sangue". Assolutamente. Appartiene, al contrario, in senso "salvadoriano", ad una comunità chiunque l'abbia scelta per "heimat", la rispetti e la senta come propria e vi si riconosca. Punto. Altre concezioni "esclusiviste" le lascio volentieri a ideologie sicuramente - e fortunatamente - sorpassate.
Concludo con una osservazione ed una risposta. L'osservazione: ma chi l'ha mai detto che quella che io "profetizzo" e per cui combatto sia "l'epoca dei Comuni" e non un futuro bensì un passato che guardo nello specchietto retrovisore? Da quale dogma assumi che "il progresso" sia la costituzione di un governo unico mondiale? Ma davvero tu pensi che sia "di sinistra" una concezione che ci vorrebbe tutti soldatini vestiti tutti uguali, con in bocca una sola lingua e lo stesso cibo,agli ordini dei Signori del produci-consuma-crepa? Guarda che dei due "internazionalismi" dell'800/900 uno è morto e sepolto per sempre sotto le sue contraddizioni materialiste e schiacciato sotto il crollo dell'impero sovietico. Oggi sopravvive soltanto quell'altro, cioè il mondialismo "neoliberista" fondato sul Wto e sullo sfruttamento del Sud del Mondo. Lo ritieni davvero "progressista"? Il futuro sarà sempre più deciso dalla dialettica global-local, dove sarà il secondo termine, giocofoza, ad acquisire sempre più spazio e forza, alimentato dagli squilibri economici, sociali e culturali inevitabilmente connessi al primo. Non è un vaticinio del futuro: è la nostra realtà quotidiana.

Infine la risposta alla domanda "Che ne sarà di chi non vuole accettare il corso della storia"? Ti rispondo in prima persona. Probabilmente sarà lo stesso destino - per esempio - che vivo io oggi come individuo, obbligato dalle vicende della storia passata a dovermi piegare ai "valori" e alle leggi di uno Stato nel quale non mi riconosco ed a dovermi "assoggettare" a definizioni e simboli a me estranei ed antitetici che mi fanno sentire del tutto uno straniero a casa mia. Eppure - parafrasando ciò che scrisse Daniele in un'altra occasione - non è questo che mi impedisce di essere vivo.
Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano/2 (@Daniele: questo post continua a sparire...)
Devo poi dirti che cosa obiettivamente succede da vent'anni a questa parte in molti territori dello Stato italiano? Devo spiegarti di come finalmente si stiano organizzando anche le élite meridionali - non quelle politico-mafiose, bensì proprio quelle escluse dalla casta politico-mafiosa - verso la riaffermazione della storia negata del cosiddetto risorgimento? L'anno prossimo ne vedremo delle belle in merito alla cosiddetta "celebrazione" del 150°, e forse più da Sud che da Nord.
Questi, caro Damiano, non sono miei vaticini. Sono EVIDENZE. Nel mio modo di vedere, in ogni caso, voglio precisare che il concetto di "popolo" non è inteso in senso di "sangue". Assolutamente. Appartiene, al contrario, in senso "salvadoriano", ad una comunità chiunque l'abbia scelta per "heimat", la rispetti e la senta come propria e vi si riconosca. Punto. Altre concezioni "esclusiviste" le lascio volentieri a ideologie sicuramente - e fortunatamente - sorpassate.
Concludo con una osservazione ed una risposta. L'osservazione: ma chi l'ha mai detto che quella che io "profetizzo" e per cui combatto sia "l'epoca dei Comuni" e non un futuro bensì un passato che guardo nello specchietto retrovisore? Da quale dogma assumi che "il progresso" sia la costituzione di un governo unico mondiale? Ma davvero tu pensi che sia "di sinistra" una concezione che ci vorrebbe tutti soldatini vestiti tutti uguali, con in bocca una sola lingua e lo stesso cibo,agli ordini dei Signori del produci-consuma-crepa? Guarda che dei due "internazionalismi" dell'800/900 uno è morto e sepolto per sempre sotto le sue contraddizioni materialiste e schiacciato sotto il crollo dell'impero sovietico. Oggi sopravvive soltanto quell'altro, cioè il mondialismo "neoliberista" fondato sul Wto e sullo sfruttamento del Sud del Mondo. Lo ritieni davvero "progressista"? Il futuro sarà sempre più deciso dalla dialettica global-local, dove sarà il secondo termine, giocofoza, ad acquisire sempre più spazio e forza, alimentato dagli squilibri economici, sociali e culturali inevitabilmente connessi al primo. Non è un vaticinio del futuro: è la nostra realtà quotidiana.

Infine la risposta alla domanda "Che ne sarà di chi non vuole accettare il corso della storia"? Ti rispondo in prima persona. Probabilmente sarà lo stesso destino - per esempio - che vivo io oggi come individuo, obbligato dalle vicende della storia passata a dovermi piegare ai "valori" e alle leggi di uno Stato nel quale non mi riconosco ed a dovermi "assoggettare" a definizioni e simboli a me estranei ed antitetici che mi fanno sentire del tutto uno straniero a casa mia. Eppure - parafrasando ciò che scrisse Daniele in un'altra occasione - non è questo che mi impedisce di essere vivo.
Gioann Pòlli

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann:

Ti ringrazio per la risposta e mi scuso se ti ho messo in bocca parole che non hai detto (ad esempio di voler tornare ai Comuni). Però anche tu ora stai dando una lettura tutta tua delle mie opinioni. Ad esempio, non so da dove hai desunto che pensassi che è di "sinistra" l'idea di construire un mondo "omologato".

Al contrario, che sia di destra o di sinistra, sono d'accordissimo con te che la diversità di culture, lingue, ecc. nel mondo sia una ricchezza, e credo che siamo lungi dall'essere gli unici a pensarla così. La differenza fra me e te è che io non credo ciò sia in contraddizione con l'idea di un mondo senza frontiere, in cui le persone siano libere di muoversi e mescolarsi. È sempre stato così; come gli Stati, anche i "popoli" vanno e vengono.

Laddove tu vedi un mondo sempre più "territoriale", io ne vedo uno sempre più interconnesso, in cui nessuno può più permettersi di ignorare ciò che succede al di fuori del recinto di "casa sua". Anche in questo caso, a mio avviso, i due fenomeni non sono in conflitto. Non solo: credo che l'unico futuro possibile (e qui divento io "profeta" :-) ) sia un mondo in cui si armonizzino le tendenze locali (che vanno potenziate, soprattutto a livello economico, ad esempio per quanto riguarda la produzione agricola, energetica, ecc.) a quelle globali (che ormai, per fortuna dico io, esisteranno sempre e saranno sempre più inevitabili). In tutto questo, proprio non vedo posto per la xenofobia, il rifiuto del diverso in generale, i pregiudizi, il nazionalismo, il provincialismo cieco ostentati dalla maggior parte dei sostenitori e dirigenti del partito che sostieni.

Concludo con un commento alla tua risposta personale: sei andato esattamente dove volevo arrivare. Rimpicciolire le frontiere non servirà a nulla: il Gioann Pòlli "straniero a casa sua" sarà rimpiazzato da qualcun altro ("though names may change each face retains the mask it wore", giusto? ;-) ); ciò non gli impedirà certo di essere vivo, e tutto andrà avanti come prima ("bisogna che tutto cambi perché tutto resti com'è"; questo non è Peter Gabriel, ma va bene uguale ;-) ). E avremo ancora una volta ignorato che il vero nodo da sciogliere, se mai sarà possibile, è che le persone capiscano che si può far parte di una realtà culturale ben precisa (un "popolo", come lo chiameresti tu) senza chiudersi in un compartimento stagno, senza rifiutare la compenetrazione di altre realtà culturali. O vogliamo guerre, annessioni, unificazioni, secessioni e ancora guerre all'infinito?

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano: ti rispondo a metà strada tra utopia e realismo. Inizio con l'utopia, affidata ad una citazione musicale che questa volta non viene dal "prog" ma da uno dei massimi artisti del '900che giusto trent'anni fa ci lasciava le penne per mano di un pazzo: "Imagine there's no countries / It isn't hard to do /
Nothing to kill or die for /
And no religion too"...
Concludo con il realismo. Se solo fossi intonato, vorrei tanto poter suonare e cantare questo brano in una piazza di Teheran, sotto la Kaba alla Mecca o al Cairo (a San Pietro già è stato cantato...) E vorrei tanto che lo potesse ascoltare anche lei:
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2010/9-dicembre-2010/cuffia-islamica-nell-ora-musica--18139347948.shtml

Se questo fosse davvero possibile, tu e io avremmo soltanto da parlare di musica, fino all'infinito. :-)

Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

non c'è nesun tipo di collegamento ai file di wikileaks. Ciò dimostra ceh daniele sensi racconta balle.
( non che non si sapesse anche prima)

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