venerdì 3 dicembre 2010

Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere

Dopo tanti libracci sulla Lega che m'è toccato leggere nell'ultimo biennio, libracci che, sebbene scritti da accreditati autori di sinistra, più che analizzare e decriptare il fenomeno leghista parevano volerne alimentare la mistica nell'intento nemmeno troppo velato di finire sulle affollate bancarelle delle varie Pontida e Riva degli Schiavoni (e sì che che si deve pur mangiare, ma l'elettorato del Carroccio, si sa, è di braccino corto, anche quando ne va delle propria causa, si veda il flop cinematografico del Barbarossa - si capisce che quegli autori si siano poi ridotti loro malgrado a giocare il ruolo degli imbonitori direttamente dagli studi di Radio Padania Libera), dopo tante marchette camuffate da opere di saggistica, quindi, finalmente mi capita tra le mani un libro che tratta di Lega in maniera seria e decorosa.

Un testo asciutto, di quelli che piacciono a me, che fa un uso moderato di aggettivi e di iperbole per lasciare che siano i fatti a dissacrare il più sopravvalutato mito della nostra storia repubblicana. Lo scrive Eleonora Bianchini, collaboratrice di Blogosfere e del Fatto Quotidiano. Titolo: "Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere" (Newton Compton, 9,90 euro). E il perché la Lega non lo farebbe mai leggere, soprattutto ai suoi militanti più giovani che tante cose, abbeverando la propria sete di mondo esclusivamente a quel dispensatore giornaliero di propaganda che è il quotidiano la Padania, le ignorano, è presto detto. Fin dalle prime pagine, dove la Bianchini, rilanciando la testimonianza di un vecchio compagno irredentista del Senatur, in quattro-righe-quattro smonta il mito dei miti: l'origine stessa del logo della Lega, la stilizzazione dell'Alberto da Giussano:

«Un giorno Bossi mi telefona e chiede: “Hai notato quanto è bello il marchietto delle biciclette Legnano? Credi che verranno fuori dei casini legali se lo utilizziamo come simbolo del movimento?”»

Ed ancora, sempre dalle prime pagine del libro: la profilatura definitiva dei confini di quella fantomatica astrazione che è la "Padania", roba che, a confronto, l'Isola che non c'è rischi di trovarla su Google Maps. Conosco giovani padani che non ci dormono la notte nello sforzo impossibile di venirne a capo: cosa è e cosa non è Padania? Interminabili diatribe nelle sezioni e sotto i gazebo: solo l'Emilia o anche la Romagna? Ma i longobardi, in Romagna, ci sono arrivati? Sapessero quanto ben più prosaica fu la fondazione della loro Terra promessa:

era (...) rilevante definire i confini geografici della Padania. L’obiettivo non era semplice: erano fluidi e per motivi di opportunismo politico non potevano limitarsi alla tradizione granitica dell’eroica battaglia di Alberto da Giussano. E quando si fa politica è necessaria una certa elasticità, le idee potrebbero espandersi oltre i confini. Quindi, escludere i militanti sulla base di un mero discrimine territoriale è solo una logica per perdere potenziali voti.

Ma Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere parla soprattutto della Lega di oggi, attraversandone, in maniera ragionata e argomentata, l'intima contraddizione di un linguaggio fatto di slogan e di ambigue semplificazioni che, assurgendo a programma di governo, volgono in beffa. Come nel caso dello sbandieratissimo federalismo: una riforma, nei fatti impraticabile, che, nella migliore delle ipotesi, non farebbe che aumentare la tassazione a carico dei cittadini. Ma ci sono anche la sanità, la scuola, le banche e quer pasticciaccio brutto della vicenda Credieuronord. Con una sola certezza: la Lega non è quel partito di duri e puri in cui molti suoi militanti ancora credono o fingono di credere. Si veda alla voce "cumulo di poltrone", una pratica oramai consolidata che "non imbarazza affatto il partito di Bossi, anzi, rientra appieno nella sua modalità di espansione".

Merito di Eleonora Bianchini è inoltre quello di collocare la Lega nel più ampio contesto europeo, richiamando i suoi rapporti con le formazioni transalpine di estrema destra. E di definire il partito di Bossi per quello che è: un movimento "dai propositi eversivi e autoritari". Inutile e menzognero che qualcuno tenti ancora di accreditarlo come un partito di sinistra: "Certo, l’elettorato è popolare, ma le parole d’ordine contro le minoranze non appartengono storicamente a quell’area di riferimento". Le parole d'ordine contro le minoranze, già: il libro fa da compendio anche in questo senso, raccogliendo quanto di peggio i tanti rappresentanti della Lega abbiano detto a proposito delle minoranze di ieri (i meridionali) e di quelle di oggi (immigrati e omosessuali).

Altro merito della Bianchini: attingere al lavoro in questi anni svolto in Rete dai blogger. Li cita, ne annota le denunce, restituendo loro quell'attendibilità che i media mainstream ancora faticano a riconoscere.

A chiusura dell'opera, in appendice, un reportage dalla Pontida 2010 che si apre con le parole di un cittadino senegalese che paiono cogliere appieno la verità ultima del fenomeno leghista: «La gente qui ha la mente chiusa, crede che il mondo sia Bergamo, non vede oltre (...)». Un reportage che, però, sembra dirci anche altro: i tanti giovani che affollano i raduni del Carroccio, a ben guardare, cercano solo spazi e momenti di aggregazione e di condivisione, la politica è quasi solo un pretesto per starsene assieme su di un prato verde -l'unico che i nati dopo l'89 abbiano conosciuto- a mangiare salamelle e a bere qualche bicchiere di vino. Ai partiti di sinistra basterebbe poco per riconquistarli: d'altronde il Partito democratico ha cominciato a morire quando sono state smantellate le Feste dell'Unità per aprire le scuole estive di formazione politica.

Vogliamo davvero contrastare la Lega? Moltiplichiamo i prati verdi.

d.s.

81 COMMENTI:

Padanina ha detto...

Il consigliere ha pienamente ragione. Questi eventi dovrebbero essere riservati esclusivamente ad atleti PADANI.

Un popolo come quello Padano, quando cammina piega la storia !

PADANIA LIBERA !

Anonimo ha detto...

Dimenticate che molti elettori della LN, il quotidiano "La Padania" non l'han mai comprato, e che "Radio Padania" non l'hanno mai ascoltata. Dimenticate poi che non si è rozzi e ignoranti come i detrattori ritraggono (analogamente certi documentari "sull'intelligenza" si potrebbero fare tranquillamente anche su tutti gli altri partiti e militanti/simpatizzanti).
Si aggiunga che del concetto di Padania fine a se stessa poco importa. Quanto invece importa è ottenere per il proprio territorio la più ampia autonomia possibile (+ lavoro + benessere + buona amministrazione per es.). Una federazione di ampi territori da 10 milioni e 5 milioni di persone è la cosa che più si avvicina all'auspicio che le cittadinanze di ampie porzioni a Nord s'aspettano da tempo immemore.

Siete proprio esilaranti quando non vedete, nè siete in grado di comprendere, ciò che avviene nelle regioni padano/alpine...
Questo può solo essere un bene, perchè quest'incomprensione altro non è che la differente concezione di giustizia, di Stato, di equità, di futuro, e di capicità di fare sistema che esiste tra le regioni del Nord italia, quali Lombardia e Veneto, e quelle del centro/sud Italia.
Finchè non ci si riesce a capire... la Nazione italiana, mai esisterà, e lo Stato italiano (data la sua giovane unità) è destinato ad avere un futuro non roseo...

un cittadino Lombardo

eL tiZ ha detto...

@Padanina

scusa ma non ho capito il tuo commento.
Esattamente, dove in questo post si parla di eventi atletici???
di che consigliere parli?
forse ti riferisci ad un brano presente sul libro in questione ma che non appare nel post?

grazie per la precisazione.



LIBERO DALLA PADANIA!



Tiz

eL tiZ ha detto...

@Cittadino Lombardo

capisco le tue ragioni però non puoi limitarti a trovare differenze di veduta tra cittadini di regioni del nord italia e cittadini di regioni del sudd' italia.

la Lega Nord in Lombardia non ha l'80% di preferenze, pertanto credo che le differenti visioni sui temi da te elencati si riscontrano anche sullo stesso territorio.
Per me, che sono comasco, il non concedere ad un cittadino con nazionalità straniera gli stessi aiuti economici che ha un cittadino italiano non è segno nè di giustizia nè di equità.
Preferirei far distinzioni tra chi paga le tasse e chi le evade.

E' per questo motivo che la secessione è e rimarrà un'utopia.
perchè la maggior parte dei cittadini del nord italia non vuole questa cosa.
non basta essere in tanti per fare qualcosa di così radicale. bisogna essere TUTTI!




tiz.
UN CITTADINO DI TURATE
(perchè Lombardo è troppo generico! non voglio certo confondermi con quelli che abitano nella provincia di Milano io!!!)

Padanina ha detto...

@eL tiZ

SECESSIONEEEEE !!!!!!!!!!!!!!!

Gioann Pòlli ha detto...

@el Tiz: toglimi una curiosità. Sei cosciente del fatto che l'espressione "cittadino con nazionalità straniera" che tu hai impiegato sia un esempio magistrale di che cosa si intenda per "ossimoro"?
Gioann Pòlli

eL tiZ ha detto...

@Padanina:

settimana scorsa ho raggiunto quota 55.000km con la mia vespa, di cui 10.000 con il cilindro nuovo.




scusa Daniele mi dispiace scrivere queste cagate sul tuo blog che meriterebbe davvero altri tipi di commenti.
ma come si può rispondere a Padanina se non parlando di nulla come fa lei?

d'ora in poi prometto di ignorarla.


Per fortuna ci son persone come "Cittadino Lombardo" e "Gioann Pòlli" che mostrano che si può pensarla in modi diversi senza cadere nell'idiozia.
Mi dispiace che Padanina non riesca a fare altrettanto ma, anzi, fa fare brutta figura anche ai suoi compagni.

tiz

eL tiZ ha detto...

@Gioan Pòlli,

con "cittadino" volevo intendere abitante di una città e non "cittadinanza"
purtroppo non sapevo quali altri termini usare.


mi riferivo in particolare alle vicende note della Città di Turate (CO) riguardo il bonus bebè inizialmente non riconosciuto ai cittadini stranieri. e ora l'Amministrazione (leghista) sta spendendo un sacco di soldi per il ricorso contro il TAR che aveva imposto di elargire tale bonus a tutti i residenti..

ecco.. RESIDENTI! va bene così?

scusa per l'errore. mi rendo conto che scritto così era sbagliato.


tiz.

Gioann Pòlli ha detto...

Perfetto, Tiz. Allora si può pensarla naturalmente come si vuole, ma non credi che la scelta di non elargire agevolazioni a chi NON è cittadino possa derivare anche dalle stesse norme (ex art.3 della Costituzione vigente) che impongono la non discriminazione tra cittadini ma nulla impongono circa la differenziazione dei trattamenti tra cittadini e stranieri?
Perché allora è chiaro che se la vostra impostazione ideologica impone l'uguaglianza tra cittadini e non, la stessa carta costituzionale perde di valore. Non solo, perde di significato anche lo Stato stesso (e che perda di valore QUESTO stato per me è solo un bene...)
Ho visto poi la tua proposta sul togliere le agevolazioni e i sostegni a chi evade. Fai allora un giro sul sito dell'agenzia delle entrate, per esempio qui:
http://www1.agenziaentrate.it/ufficiostudi/pdf/2006/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf
e dai un'occhiata alle statistiche regionali (magari il grafico di pagina 15). Poi attento, perché se ripetessi ancora la tua proposta, dai leghisti potrebbe anche arrivarti una standing ovation...

Matteo Prandone ha detto...

@ el tiZ: credo che la piccola urlatrice padana si riferisse a tal Giovannoni, consigliere provinciale di Padova, che ha proposto di non assegnare più contributi pubblici alla manifestazione sportiva "Maratona del Santo", sostenendo che tanto "corrono solo africani o extracomunitari in mutande".
Nessun italiano dovrebbe mai dire cose del genere; ma quel tale le ha dette, e la piccola urlatrice applaude.

Padanina ha detto...

@Matteo Prandone

Infatti noi non siamo italiani, bensì PADANI, e siamo fieri di esserlo. E di pensarla come ci pare e piace.

PADANIA LIBERA !

mozart2006 ha detto...

Radio Padania è molto piu’ equa di quanto non si creda.
Per Radio Padania non ci sono 100 razze, ma solo due.
Padani e ‘terun-negher-lavatif’.

Matteo Prandone ha detto...

Padanina, se non venivamo noi piemontesi a liberarvi, a quest'ora eravate austriaci, altro che padani.
Comunque pensala pure come vuoi, ci mancherebbe: ma tagliare i fondi ad una manifestazione sportiva perché tanto vincono sempre i "moru" mi ricorda quel marito che per fare dispetto alla moglie se li era tagliati via.

Padanina ha detto...

@Matteo Prandone

Ormai tu e el tiz vi state rendendo ridicoli, non so se ve ne rendete conto...

PADANIA LIBERA !

Matteo Prandone ha detto...

Sì certo padanina, hai ragione, siamo noi che ci rendiamo ridicoli, come no!

CONSERVET DEUS SU RE, SALVET SU REGNU SARDU.

Anonimo ha detto...

"Quanto invece importa è ottenere per il proprio territorio la più ampia autonomia possibile (+ lavoro + benessere + buona amministrazione per es.)"

E lo volete ottenere guidati da quella gente là?
O siete in mala fede, o siete ingenui.
Mi spiace.



"Un popolo come quello Padano, quando cammina piega la storia"

Con l'alito.

Anonimo ha detto...

"Un popolo come quello Padano, quando cammina PIAGA la storia", anzi
è la storia di una piaga, purulenta.

Per i secessionisti "ragionevoli": ma ci pensate, ad essere governati da una come la bimbominkia che manco voglio nominare? da quei razzisti che il KKK era più tollerante? Dovranno venirvi a liberarvi i caschi blu

Padanina ha detto...

Anonimo: non hai nemmeno il coraggio di firmarti, perche' sei soltanto un poveraccio, un fallito, insomma: un ita(g)liano.

VIVA LA PADANIA, SOVRANA e INDIPENDENTE !

Padanina ha detto...

Ma non vi vergognate quando vi chiamano "italiani"? Non vi fate pena?

W la PADANIA: la mia PATRIA!

Padanina ha detto...

@Anonimo

E comunque, per tua informazione, non sono una "bimbominkia", ma sono più vicina ai 30 che ai 20...

PADANIA LIBERA !

Il bergamasco ha detto...

@Padanina
Io non voglio essere padano, voglio essere bergamasco e basta!
Voglio uno Stato Bergamasco!
Io non voglio essere comandato da un lavativo varesino, nemmeno da un caprone veneto, nemmeno da un bauscia milanese.

Bergamaschia Libera!
Secessione dalla Padania!

Damiano Mazza ha detto...

@Cittadino Lombardo:

"Quanto invece importa è ottenere per il proprio territorio la più ampia autonomia possibile (+ lavoro + benessere + buona amministrazione per es.). Una federazione di ampi territori da 10 milioni e 5 milioni di persone è la cosa che più si avvicina all'auspicio che le cittadinanze di ampie porzioni a Nord s'aspettano da tempo immemore."

Per cominciare, trovo assurdo che questo sia il commento di un abitante di una delle regioni tra le più economicamente agiate d'Europa (e dunque del mondo). Più lavoro?!? Più benessere?!? E se fossi nato in Cambogia, che diresti?

Comunque, posso capire che un'amministrazione locale di certi tipi di risorse possa avere vantaggi su un'amministrazione centralizzata. Allo stesso modo, la localizzazione (opposta alla globalizzazione) dell'economia è, a mio avviso, una cosa su cui si può e si deve discutere, non solo a livello italiano ma mondiale.

Tuttavia, la ricetta che propone il partito per cui simpatizzi prevede cose che non hanno nulla a che vedere con tutto ciò. Dividere il mondo in fazzolettini di terre, patrie e nazioni, esaltando il più possibile l'opposizione del "noi" al "loro", del "Nord" al "centro/sud" (maiuscolo il primo, minuscoli i secondi, secondo la tua scrittura) non è la via necessaria verso un'economia locale e sostenibile; dire che sei cittadino Lombardo anziché Italiano, Europeo o Mondiale non implica che sai amministrare meglio il territorio in cui vivi.

Sono contento che tu trovi "esilaranti" le supposte incomprensioni di alcuni frequentatori di questo blog. Io però sono un po' meno esilarato dalla tua di incomprensione, che purtroppo è condivisa da tante, troppe altre persone: il diritto di poter vivere senza assurdi "permessi di soggiorno" in una delle regioni più ricche del mondo non te lo sei conquistato in nessun modo; essere nato in un posto o avere genitori provenenienti da quel posto non è né un tuo merito, né un tuo demerito; che ne derivino diritti o negazioni di diritti è un principio da uomo di Neanderthal. Ius sanguinis, ius soli, sangue e terra; che begli ideali quelli del partito che sostieni.

Dici che gli abitanti del nord Italia si aspettano l'autonomia da "tempo immemore". Io credo invece che da "tempo immemore", al nord Italia come ovunque al mondo, ci sia solo quella noncurante terra su cui per puro caso vivi e su cui nessuno sa se i tuoi figli vivranno; perché il sangue dei tuoi figli non sarà né il tuo né quello dei nonni ma il loro, e il loro soltanto.

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann Pòlli:

"[...] non credi che la scelta di non elargire agevolazioni a chi NON è cittadino possa derivare anche dalle stesse norme [...] che impongono la non discriminazione tra cittadini ma nulla impongono circa la differenziazione dei trattamenti tra cittadini e stranieri? Perché allora è chiaro che se la vostra impostazione ideologica impone l'uguaglianza tra cittadini e non, la stessa carta costituzionale perde di valore."

Per favore, un po' di semantica linguistica, di cui probabilmente sei molto più esperto di me: la negazione non commuta con il verbo "dire"! In nessun caso "non dire" significa "dire che non".

Che la Costituzione italiana non menzioni l'uguaglianza fra cittadini e stranieri non significa che ne sancisca la discriminazione in tutte le circostanze. Né l'accordare, né il rifiutare sussidi a stranieri sono anticostituzionali. Quindi non venirci a dire che le posizioni egalitarie implicano una perdita di valore della carta costituzionale.

La scelta di non elargire agevolazioni a chi non è cittadino ma semplice residente non deriva in nessun modo dalle norme costituzionali; è semplicemente un atto di "egoismo provinciale", come l'ho già chiamato più volte (spero sia chiaro cosa voglio dire), di cui la Lega è sommo portavoce.

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann Pòlli:

Circa il documento dell'Agenzia delle Entrate da te citato: a parte il fatto che i dati sono basati sull'IRAP, imposta sconosciuta al cittadino qualunque, non è certo sorprendente che a te piaccia la cartina a pagina 15, perché fa vedere come nelle province del sud ci siano più evasori che in quelle del nord.

A me, invece, piacciono molto anche le cartine di pagina 14 e pagina 16: nella prima, si vede come quelli che più evadono rispetto ai servizi che ricevono dallo Stato stanno in tutta la penisola e in particolare al nord; nella seconda, si vede come in parti del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, del Trentino e del Friuli il numero di evasori sia in crescita quanto e di più che in altre regioni del sud (mentre la tendenza media italiana, comunque, è quella di una diminuzione costante dell'evasione, dal 1998 al 2002).

Insomma, al sud ci saranno anche più evasori; tuttavia, se confrontiamo con i servizi (tra cui le famose agevolazioni cui si faceva riferimento qui) che i cittadini, evasori e non, ricevono dallo Stato, non credo che le regioni del nord ne usufruiscano in modo molto più "onesto" di quelle del sud.

Ma questo, chiaramente, guai a dirlo! Largo alla propaganda leghista, che vuole i terroni al sud tutti in panciolle a mangiare caviale e ostriche e a vivere da nababbi grazie ai sussidi che vengono dal poverissimo nord, dove milioni di miserabili schiavi dello Stato centrale sgobbano dalla mattina alla sera per guadagnare un tozzo di pane e una ciotola di riso. Giusto?

Damiano Mazza ha detto...

Un ultimo commento e poi giuro che smetto. Riguardo Padanina: ma siete davvero sicuri che sia la stessa che frequentava questo blog qualche mese fa? (Tipo qui).

All'epoca esibiva un comportamento dialetticamente decente e una prosa un minimo articolata (sebbene esponesse opinioni che, dalla mia prospettiva, risultavano altamente questionabili). Ora, a rischio di essere offensivo, mi sembra francamente di assistere alle esternazioni di un lobotomizzato.

Siamo forse di fronte ad un impostore? :-)

(Certo, non saprei perché uno/a vorrebbe impersonare una tizia che si fa chiamare Padanina... però boh ;-) ).

Padanina ha detto...

@Damiano Mazza

Impostori sono quelli che continuano a identificarsi nell'attuale Stato ita(g)liano. Ma dialogare con persone sorde è uno sforzo fortemente inutile: meglio usare slogan semplici e diretti, così come semplice è il nostro Grande Progetto politico: la PADANIA (che e' sinonimo di LIBERTA' e di AUTODETERMINAZIONE).

Libertà per la nostra Grande PADANIA !

Damiano Mazza ha detto...

Che forza, gli slogan di Padanina mi hanno fatto tornare in mente l'insuperabile Funari di Corrado Guzzanti: la MORTADELLA RICA' (che è sinòmo de GENUITA' e de GARANZIA PE' ER CONZUMATORE).

:-D

I miei ringraziamenti a Padanina.

Mortadella Ricà per la sua Grande PADANIA' !

Anonimo ha detto...

Ragazzi.. per favore, lasciate il troll in pace, fategli sbattere la testa al muro, non alimentatelo. Piuttosto poniamo l'accento su alcuni commenti come quello di cittadino Lombardo. E' grave la cosa perchè non riescono a vedere la vera natura dei loro leader, o in generale dei leader di questo paese. Per il resto mi comprerò il libro, grazie :)

Gioann Pòlli ha detto...

Qualche riga sulla "questione Padanina". Sapete qual è il problema? Provo ad avanzare un'ipotesi che vedo che nessuno sta prendendo in considerazione. Avendola conosciuta direttamente, e ritenendo che sia una persona molto preparata sia come studi che come intuito che come capacità di fare politica, mi viene il sospetto che il suo "nuovo corso" fatto di slogan qui sopra sia una "velata risposta" a chi qui parla soltanto per slogan e talvolta risponde ai ragionamenti con gli slogan... tipo chi si limita a dire "leghisti razzisti", "immondizia di radio padania", "porchezio" eccetera. Ce ne sono tanti, come vi sono anche tante persone con le quali si può dialogare civilmente e con costrutto pur nella diametrale differenza di opinioni. Ma ci sono anche quelli che di discutere non hanno voglia e userebbero, se potessero, il fuoco per distruggere le sedi della Lega, come ogni tanto accade. Padanina, insomma, si comporta da specchio fedele di molti di quanti scrivono qui preferendo lo slogan al dibattito. Io non ci riuscirei, tuttavia mi viene molto facile comprendere le ragioni del suo atteggiamento. Ma proprio nessuno di voi ci ha pensato? (Naturalmente, è logico, Daniele qui è padrone a casa sua e può decidere come più gli aggrada circa chi spamma o chi si limita a ripetere slogan).
Gioann Pòlli

dumbo ha detto...

In sintesi: consiglio caldamente la lettura del saggio di Luca Ricolfi intitolato "Il sacco del Nord".
Potrebbe snebbiare le menti un filo obnubilate di tanti detrattori del federalismo.
Dei vari libercoli che trattano di Lega sulla base di presunte inchieste, presunte testimonianze, presunti leghisti o presunti ex-leghisti non tengo il minimo conto: a essere benevoli si tratta di gossip, a essere obbiettivi di qualcosa di peggio ( letame ?...).
Comunque ho un sogno nel cuore: vorrei terminare i miei giorni come cittadino di uno stato che non sia l'Italia.
Padania libera, indipendente e sovrana

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano: sull'evasione al Sud, dai un'occhiata anche a questo articolo del 24 ore di un paio di mesi fa..:
http://it-politica.confusenet.com/showthread.php?t=238836

Poi sarebbero sufficienti un paio di altre piccola considerazioni. La prima: qualcuno dice che quantitativamente l'ammontare delle cire evase sia superiore al Nord rispetto al Sud. Bene: ma non è che viene il sospetto che in termini di Pil le attività economiche del Nord, che generano reddito e quindi imponibile, siano quantitativamente - e non di poco - superiori a quelle del Sud? Altra cosa: non è che viene il sospetto che i controlli - dai quali si scopre l'evasione - siano molto superiori al Nord rispetto al Sud? A qualcuno il sospetto è venuto: http://www.informapadova.it/articolo.cfm?titolo=Federalismo-evasione-al-sud-e-controlli-al-nord&id=33332&canale=3
Ancora: non è che venga il sospetto che laddove il lavoro nero rappresenti il 50 per cento dell'attività svolta (non certo a Milano o a Bolzano) si sia di fronte a una GIGANTESCA evasione fiscale e parafiscale? Non Iva e Irap, bensì Irpef, Inps e varie...

Ultima cosa: il mio tirare in ballo la questione è stata una semplice risposta provocatoria alla provocazione di chi diceva di "tagliare il sostegno a chi evade" e non "agli stranieri"... Giusto per precisare.
Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

ancora @Damiano Mazza. Tu dici: "Che la Costituzione italiana non menzioni l'uguaglianza fra cittadini e stranieri non significa che ne sancisca la discriminazione in tutte le circostanze. Né l'accordare, né il rifiutare sussidi a stranieri sono anticostituzionali. Quindi non venirci a dire che le posizioni egalitarie implicano una perdita di valore della carta costituzionale". Guarda che nessuno l'ha mai detto. Ho detto il contrario, semmai: cioè che le posizioni che "distinguono" lo straniero dal cittadino sono perfettamente in linea con il dettato costituzionale! Ho voluto dire che non vi sono motivi giuridici validi per dire che sarebbe "anticostituzionale" o "antigiuridico" in qualunque forma trattare diversamente i cittadini dai non cittadini proprio perchè la costituzione stessa riserva certi diritti ai cittadini ed altri ai non cittadini. La fonte della "discriminazione" è la costituzione stessa, che fa distinzione tra i cittadini e gli stranieri. Quando la Costituzione non fa distinzione, è esplicita riconoscendo, per esempio, "i diritti inviolabili dell'uomo" tout court. Non dice "del cittadino". E ho anche aggiunto che se così non fosse, cioè se non ci fosse distinzione tra cittadini e non cittadini, non esisterebbe più lo Stato. Un fatto che il pensiero anarchico storico ben conosce.
Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

@Daniele: solo per sapere, sei tu che mi hai cancellato due post? Perché in uno davo un mio parere su Padanina e posso capire che non lo ritenessi adeguato. Ma nell'altro rispondevo soltanto a Damiano sull'evasione al Sud...
Gioann Pòlli

daniele sensi ha detto...

Oh Gesù, no Gioann: è Blogger che ogni tanto dà i numeri e li ha infilati nella casella di spam. Ora li ripristino.

miriam ha detto...

tipico dei peggiori estremisti di destra citare a vanvera il pensiero anachico per darsi rispettabilità

tutti gli uomini hanno pari diritti cittadini e non

percheziani andate a nascondervi

Dannox ha detto...

Spero in questo libro si parli dei vari leghisti indagati e arrestati.

Gioann Pòlli ha detto...

Grazie Daniele!
Gioann

Anonimo ha detto...

Soltanto ancora un post questa volta "in topic", relativo proprio al "Libro che la Lega Nord non ti farebbe mai leggere". Bene, già il titolo ha toppato in pieno, perché se in questi minuti lo stavo leggendo è proprio per "dovere professionale"... Poi sono arrivato a pagina 24 e non ce l'ho fatta più. Sono scoppiato in una risata irrefrenabile nel leggere riportata una testimonianza - ometto per carità di patria il nome - tratta da quel geniale capolavoro del film "Camicie Verdi". Proprio quel film "realista" nel quale si vedrebbe, tra le altre cose montate in maniera suggestiva, anche una velocissima sequenza in cui brucia un tricolore: bene, andate su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=YqzE9klgOuo e fermate quell'immagine a 7.07 e guardate bene se quei signori che bruciano la bandiera sono militanti leghisti... Già, ma era difficile davvero trovare un'immagine in cui qualche leghista bruciava davvero il tricolore, allora un piccolo "aiutino"... MA ROTFL!!!
Bene, bufala su bufala, eccomi a leggere che dai vertici del movimento si sarebbe chiesto di uccidere Mario Borghezio per creare un martire (!!!) della secessione, mamma mia, che inchiesta a prestare fede a certi personaggi... Che dire? Proprio un libro di quelli "bomba"...
Daniele, dammi retta: per restare nel tuo campo, dedicati piuttosto a leggere e a suggerire "LegaLand, miti e realtà del Nord Est" di Canetta/Milanesi, presentazione di Massimo Carlotto, editrice Manifestolibri. Non ambisce certo ad essere venduto a Pontida, figuriamoci. Ma quantomeno è un testo di tutt'altra pasta e di ben più comprovata serietà.
Gioann Pòlli

ps: ma guarda se poi mi devo anche trovare a suggerire i libri "seri" contro la Lega!! ;-)

Panda ha detto...

Ho potuto dare solo un'occhiata in libreria al libro di Ricolfi (sono molto taccagno, quindi aspetto l'edizione economica), per cui non ne do un giudizio ma solo un'impressione. Che è negativa. Il problema mi pare stia nel manico, cioè nell'uso dei presupposti metodologici hayekiani: Hayek ha la brutta abitudine di presentare lo sviluppo economico (e perfino giuridico!) come un fatto spontaneo, che si produce da sé, e che il perfido stato interviene ad alterare in un secondo momento, in questo caso "saccheggiando" il produttivo nord a beneficio del parassitario sud. A uno sguardo storico anche superficiale un simile punto di vista si rivela fragilissimo: lo sviluppo, e il sottosviluppo, economico *non sono* indipendenti dalle decisioni dello Stato e certamente non lo sono stati in Italia (ex multis si può consultare il classico lavoro della Zamagni). Che effetti ha avuto sull'agricoltura del sud, per esempio, il protezionismo crispino e poi fascista? Ma facciamo un esempio più prossimo: Berlusconi ha creato una fiorente impresa al nord, ma uno dei presupposti di questa fioritura, e non dei più secondari, sono state le conessioni televisive, cioè un bene pubblico, ovvero di tutti, quindi anche del sud. Come le ha avute? Con una (in realtà sono poi state parecchie) leggina su misura, che rendeva lecito un atto di pirateria, fatta da un politico amico a cui versava tangenti: entrambi i personaggi coinvolti erano milanesi. Non si potrebbe parlare di saccheggio anche in un caso come questo? Insomma, il problema sono le decisioni e le politiche che sono state via via intraprese, ma per piacere non si dica che in questo processo decisionale "il nord" (espressione dalla consistenza politica per lo meno dubbia: non sarà l'ennesima "trappola nazionalista"? O dovrei seriamente credere che, chessò, gli interessi di John Elkann e i miei coincidono?) non ha contato niente, perché è *ridicolo*.
Quanto alla cittadinanza, è ovvio che gli stranieri non hanno gli stessi diritti degli italiani: non votano. Ciò non significa naturalmete che ogni discriminazione a danno degli stranieri sia legittima. Se lo è o no lo stabiliscono i giudici; lo hanno fatto ripetutamente in casi in cui erano coinvolte giunte leghiste, per cui di che stiamo parlando?

italobrianzolo ha detto...

@Padanina hai sbagliato blog, non sei su quello di Salvini dove le tue stronzate si confondono con quelle di altri padanioti.

Damiano Mazza ha detto...

Concordo pienamente con Panda e ribadisco quanto già ho affermato a Cittadino Lomdardo e Gioann Pòlli: la storia del "Sacco del Nord" è una distorsione della realtà a fini puramente propagandistici.

È innegabile che il nord supporti economicamente il sud (Gioann, non c'era bisogno delle fonti aggiuntive da te menzionate per convircermene); tuttavia, è altrettanto innegabile che l'abitante medio del meridione gode di servizi pubblici (scuola, infrastrutture, sanità) notevolmente più carenti rispetto al suo omologo settentrionale (quando mai un malato del nord va in un ospedale del sud per curarsi, o semplicemente per ottenere una diagnosi corretta? Quanti studenti del nord vanno a studiare in un'Università del sud?).

La conclusione è che, a conti fatti, al nord come al sud, le persone pagano le tasse in funzione dei servizi che ricevono dallo Stato, e non il contrario. Ciò è possibile perché, come evidenziato da Panda, lo sviluppo economico è un processo pieno di retroazioni, altamente non lineare, in cui può succedere che il sud, pur apparentemente "saccheggiando" il nord, non ne diminuisca la ricchezza ma, anzi, la sostenti, lasciando al tempo stesso invariata la propria povertà. Inoltre, questa visione evidenzia il fatto che la "questione Meridionale" è tanto difficile da risolvere anche (e, ovviamente, non solo) perché è difficilissimo spezzare il circolo vizioso motivato da "lo Stato non mi da nulla, quindi io non do nulla allo Stato".

Damiano Mazza ha detto...

@ Gioann:

Riguardo alla cittadinanza, credo di aver già esplicitato la mia (radicale) opinione a Cittadino Lombdardo: il concetto, per quanto radicato nella storia e, probabilmente, nella preistoria (per questo parlavo di Neanderthal) è una semplice assurdità, tanto quanto sostenere che i governanti debbano essere figli di governanti e/o nati nel territorio da governare.

So bene che la sparizione del concetto di cittadinanza (e, con esso, di quello ancor più arbitrario di Stato) non la si vedrà né durante la mia vita, né durante quella di chissà quanti a venire; ciò non toglie che, coerentemente a quanto credo, io sia contrario ad ogni ulteriore attribuzione (o, peggio, negazione) di diritti basata esclusivamente su filiazione o luogo di nascita (ulteriore rispetto a quelle che, ahimé, già esistono, come il diritto di voto, eredità, ecc.).

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann:

Sul tuo commento a "Camicie Verdi" (che ho visto solo ora): è ridicolo invalidare un documento di 7 minuti e mezzo di filmati che definirei iquietanti (o scandalosi, come la sequenza di dichiarazioni incrociate tra B. & B. che inizia a 2:30 circa) e la cui fattualità è inattacabile solo per 4 fotogrammi inseriti in modo, ammettiamolo, un po' meschino (ma, soprattutto, inutilmente).

Se questi sono i tuoi argomenti, sono ancora più propenso a comprare il libro consigliato da Daniele Sensi...

Generazione Porchezio ha detto...

Il neo-fascista Merlino si dichiarava "anarchico"

danige ha detto...

Mamma mia che libro orrendo, davvero pieno di luoghi comuni e scemenze che credo nemmeno Sensi, che in questo è maestro, sarebbe riuscito a scrivere e la cosa divertente è che viene presentato come un libro di inchiesta, e dove starebbe l'inchiesta? bah, fortuna che costa poco più di una rivista. Decisamente più incisivo ed a suo modo ben fatto è invece "Umberto Magno" di Leonardo Facco che tratta sostanziamene lo stesso argomento ed è uscito sempre in questi giorni per completare giustamente il tentativo di sputtanamento in vista della tornata amministrativa

eL tiZ ha detto...

qui un altro articolo sul libro:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/05/la-storia-della-lega-da-pontida-a-roma/80397/

e un brano tratto da questo:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/12/05/il-libro-che-la-lega-nordnon-ti-farebbe-mai-leggere-2/80288/


tiz

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano Mazza. 1/ Sud e Servizi: hai detto giustamente che al Sud si ricevono molto meno servizi, ma hai dimenticato di aggiungere che quei "molti meno servizi" erogati al cittadino del Sud costano molto di più allo Stato di quei "molti più servizi" erogati al cittadino del Nord. E la chiave è proprio quella: il federalismo fiscale fissa i "costi standard" e responsabilizza gli "erogatori di servizi". E' un'idea tanto sbagliata pensare che non sia più tollerabile che per avere dieci si debba spendere cento quando al Nord si ha quaranta spendendo sessanta? Oppure ritieni giusto continuare a foraggiare le mafie con i soldi pubblici?

2/ Camicie Verdi. La mistificazione (meschina, tu stesso dici) nel montaggio del video, ancorché la dica molto lunga su come si intendano le "inchieste", non è certo l'unico dato che ho citato, né quello decisifo. Quello che mi ha fatto sbellicare dalle risa - e da lì non ce l'ho più fatta a proseguire - è che si sia data voce e credibilità ad un oscuro personaggio che... confidava di avere avuto la richiesta da Bossi di uccidere Borghezio per farne un martire... Ma un limite al senso del ridicolo lo sappiamo mettere oppure pensate davvero di riuscire a fermare la Lega raccontando barzellette di terz'ordine? Perché altrimenti mi ci metto anch'io: sapete, Borghezio in realtà è un alieno, Bossi ha scelto il colore verde perché affascinato dalle incazzature dell'incredibile Hulk mentre Maroni in realtà è Chuck Norris travestito...
Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

qui si cavalca l'onda della lega per avere il successo. Libro spazzatura, poco attinente alla realtà, con sfoghi e pregiudizi personali? leggendo anche questo Blog una "roba" da aspirante politica di sinistra. Nulla di personale ma un paese forte solitamente lo è perchè ha una FORTE opposizione; in Italia c è l'opposizione dei quadretti in brodo che san solo dire "Berlusconi qui, Berlusconi lì..." se muore il Berlu non avranno neppure più quello. Con un Francescini un DAlema ed un Bersani dove pensano di guidare la barca? Il loro è un nuovo che avanza solo di nome e mai di fatto poichè son sempre le solite facce e come aspiranti hanno genet che scrive roba come questa che è sempre da quadretti in brodo

Anonimo ha detto...

qui si cavalca l'onda della lega per avere il successo. Libro spazzatura, poco attinente alla realtà, con sfoghi e pregiudizi personali? leggendo anche questo Blog una "roba" da aspirante politica di sinistra. Nulla di personale ma un paese forte solitamente lo è perchè ha una FORTE opposizione; in Italia c è l'opposizione dei quadretti in brodo che san solo dire "Berlusconi qui, Berlusconi lì..." se muore il Berlu non avranno neppure più quello. Con un Francescini un DAlema ed un Bersani dove pensano di guidare la barca? Il loro è un nuovo che avanza solo di nome e mai di fatto poichè son sempre le solite facce e come aspiranti hanno genet che scrive roba come questa che è sempre da quadretti in brodo

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann Pòlli:

- Sud e servizi: benissimo, sono d'accordissimo! Quello che dici è ineccepibile: i costi al sud dovrebbero essere gli stessi che al nord. E fatelo allora 'sto benedetto federalismo fiscale! Onestamente non so se davvero risolverà la situazione, ma non vedo nulla di male nel discutere la proposta e, se c'è consenso, applicarla. Dunque, domanda retorica, di cui conosciamo tutti la risposta: Che bisogno c'è in tutto questo di inventarsi la storia ridicola del "sacco del Nord"? Perché tanta disonestà intellettuale?

- Camicie Verdi: OK, allora oltre a 4 fotogrammi c'è anche un'intervista a un personaggio di dubbia credibilità (non ho elementi per contrastare quanto dici). Ma Borghezio sembra non fare una piega quando gli si racconta della storia. E tutti gli altri documenti proposti? I discorsi a dir poco inquietanti dei leader della lega? (Parlo sempre del video, il libro non l'ho letto). Con quello che a momenti sbava sbraitando "TOLLERANZA ZERO!" e sparando a zero su tutta la comunità musulmana e sui "preti rossi" che nasconderebbero terroristi?!? E Bossi e Berlusconi che fanno dichiarazioni che, a posteriori, gli farebbero perdere totalmente qualunque credibilità politica? (Se non si fosse obnuniblati dalla propaganda o, come credo nel tuo caso, talmente legati ad una causa da giustificare ogni mezzo per il fine). Sono fotomontaggi anche questi? E Bossi che esorta le "colonie padane" alla lotta contro "l'Italia colonizzatrice"?!? Colonie?!? Italia colonizzatrice?!? Ma se sono stato i Savoia ad aver "colonizzato" il sud e poi Roma? (Come tra l'altro ricordavi tu stesso in qualche altro commento). Ma di che cazzo sta parlando? Dire che il nord è (o era all'epoca, cioè 15 anni fa) una "colonia" dello stato italiano è, oltre ad un falso storico, una palese assurdità, una menzogna incredibile. E poi mi vieni a parlare di mistificazione?

(Parlando di mistificazioni, colgo ancora una volta l'occasione per ringraziare Daniele Sensi per la sua costante opera d'informazione "demistificativa" che fa su questo blog).

Anonimo ha detto...

@Damiano Mazza del 7/12/2010

Il federalismo fiscale difficilmente si farà semplicemente perchè quelle sacche di mal affare, mafia, clientelismo politico, sono serbatoi di voti per quasi tutti i partiti di rilevanza nazionale presenti oggi in parlamento, quindi la loro linfa vitale (fortunatamente la LN non ha ancora questo problema).

Perchè scrivere il Sacco del Nord di L. Ricolfi (che ricordo NON è assolutamente leghista)? Perchè la popolazione deve continuamente restare all'oscuro dei perversi meccanismi dello Stato italiano, anche se magari vuole conoscerne le perversioni e capire perchè insieme, così come siamo ora, non andiamo da nessuna parte? Basta leggersi alcuni testi di conferenze di assolombarda, dell'istituto bruno leoni, della banca d'italia, per capire che il Sacco del Nord non è invenzione, ma la vera realtà. Quella che spiega anche il perchè non siamo in grado di fare come la Germania riducendo il gap con la nostra vasta DDR. Quanto pensa gravi sulla pubblica collettività il mantenere il Molise e la Basilicata con le loro 4 province, quando insieme fanno a malapena la provincia lombarda di Monza e Brianza? Tra l'altro fossero piccole, ma ricche... invece no. L'ennesimo regalo al clientelismo politico che vide far nascere nel 1972 l'insulso Molise. Clientele e malaffare che da sempre governano e influiscono sugli avvenimenti italiani. Berlusca in confronto è un signore nessuno e pure non nocivo.

Poi ognuno viva con le proprie convinzioni, si viva con la mentalità da anni '60/'70, dx sx e centro, unità nazionale e quant'altri bei programmi... continuate a vivere nell'illusione che la LN sia il problema... mi spiace per voi che non lo vediate.

Cordiali saluti
Un cittadino Lombardo (tra BG e BS)

Anonimo ha detto...

sempre a Damiano...

Non si è mai chiesto come mai il Pd si sia astenuto, e Fini con i suoi si sia svegliato proprio a ridosso dell'apporovazione dei "veri" decreti attuativi (costi standard e finanza regionale) che già sono mooolto annacquati rispetto a quello che s'era promesso nel 2008?
Se avvallano il provvedimento e s'adoperano per renderlo efficace, come lo spiegano ai loro "delinquenti" che permettono alla spazzatura di napoli di restare per le strade, ma nel contempo richiedere alla cittadinanza di pagare la tassa sui rifiuti più alta d'Italia? Come faranno a giustificare i loro nominati nelle ASL meridionali che non possono più gonfiare le spese e farne un pargheggio per le loro numerose famiglie e amici?
Suicidio politico, perchè son partiti il cui consenso popolare si basa solo su questi compromessi... la LN questo problema ce l'ha in minima parte, perchè ciò che colpisce la base elettorale e la cittadinanza, non è tanto la rappresentanza a livello di leadership, quanto l'idea che racchiude in sè la LN. Per quanto "fantasiosa" è però un progetto di lungo periodo che piace (comunque non disprezzato) e che tutti gli altri partiti non hanno. Non l'idea di Padania, ma semplicemente l'idea di qualcosa...

Un cittadino Lombardo

eL tiZ ha detto...

@ Un cittadino Lombardo (tra BG e BS)

nel 2004 il parlamento ha istituito la provincia di Barletta-Andria-Trani che amministra la bellezza di 10 Comuni!
(3 città che amministrano 10 comuni)

ora, non ricordo, chi c'era al governo nel 2004?
chi ha fatto si che nascesse quest'ennessimo carrozzone mangia soldi?
chi vuole fortemente che rimangano in vita le Province?
forse che la lotta per "meno soldi a Roma" ha lo scopo di darne di più a consiglieri e assessori provinciali?
è forse questo un piano per combattere il forte debito pubblico?


un cittadino di Turate (CO)
(la zona a nord che confina con Lomazzo però!!)

Anonimo ha detto...

@ El Tiz: se non ricordo male, in cambio del via libera della provincia di Monza e Brianza (2004), potentati locali della casa delle libertà (del sud), chiesero come "indennizzo", come bilanciamento degli equilibri (per loro sempre sbilanciati a nord), la creazione di questa ridicola provincia da lei citata.

Un ente intermedio tra regione e comuni ci vuole, si può discutere sulle competenze e composizione (ad es. l'assemblea provinciale potrebbe essere composta dai vicesindaci o comunque da esponenti rappresentativi della giurisdizione), ma ci vuole. Certo che se la maggiornaza delle regioni raggiungono a malapena 4 milioni di abitanti, quando va bene... Non si creda poi che abolendo le province tout court si risparmi... organici, uffici ecc... resteranno a bilancio di comuni o regioni... non è un gran guadagno...solo propaganda.

Il forte debito pubblico è derivato da ben altre voci, spesso tra i cavilli della spesa corrente, sotto le più svariate voci che si nascondono subdolamente dietro "solidarietà nazionale", "aree disagiate", "sussidio..." ecc.

Cordiali saluti
un cittadino Lombardo

Matteo Prandone ha detto...

Sono d'accordo col Cittadino Lombardo sull'esigenza di enti intermedi tra le Regioni ed i Comuni; ovviamente che non siano le provincie-barzelletta come quelle di recente istituzione.
Mi sembra strano che mentre le Provincie, quasi sempre utili ed opportune, da un po' di tempo in qua sono sottoposte ai tiri dell'artiglieria pesante, nessuno denunci gli sprechi faraonici che si consumano nelle cosidette "Comunità Collinari"; nate per razionalizzare i servizi fra piccoli comuni, sono diventate vere divoratrici di risorse pubbliche, e feudi dello spreco più protervo.

Damiano Mazza ha detto...

@Un cittadino Lombdardo:

Ti prego (mi permetto di darti del "tu", ti esorterei a fare lo stesso con me), finiamola una volta per tutte con questa storia del "sacco del Nord"!!! Che razza di "sacco" è se il saccheggiatore (il sud) resta sempre povero mentre il saccheggiato (il nord) continua a diventare sempre più ricco? Chiaramente i soldi che il sud "succhia" al nord 1) non sono così tanti come si vuole far credere; 2) da qualche parte alla fine rientrano. Come evidenziava Panda, le modalità di tale rientro possono essere sottili. Ad esempio, succede che la mafia spende per la sua "ordinaria amministrazione" (droga, armi, corruzione e altre amenità varie) solo parte del maltolto. Il resto lo reinveste... ma non al sud!!! All'estero o, in particolare, proprio al nord Italia, dove è ben nota l'esistenza di ampi fenomeni di riciclaggio di denaro in attività industriali. Tali attività, pur essendo finanziate da soldi "sporchi", sono di per sé legali e "pulitissime", e senz'altro contribuiscono al sostentamento economico di tanti onesti (e ignari) "cittadini lombardi" come te.

Questi meccanismi ovviamente sono malsani, la situazione attuale giova solo ai mafiosi. Mi trovi tra i primi (assieme a chissà quanti) ad essere d'accordo con te che uno dei problemi fondamentali dello Stato italiano è la collusione delle organizzazioni mafiose (nel senso pìu largo possibile del termine) con la politica. Su questo le tue analisi sono ineccepibili. Allo stesso modo, cercare il modello di amministrazione territioriale che ottimizzi la gestione delle risorse, localizzando o globalizzando a seconda di cosa sia più efficiente, è secondo me una priorità non solo italiana ma, te l'ho già detto, mondiale.

Damiano Mazza ha detto...

Ancora @Un cittadino Lombdardo:

Vedi, se la Lega fosse il partito della lotta alle infiltrazioni mafiose e agli sprechi amministrativi, sarei leghista anch'io. Peccato che la stragrande maggioranza delle proposte di legge firmate Lega dimostri che non sia così: non guerra agli sprechi ma incentivo alle discriminazioni di ogni tipo, soprattutto contro quelli che socialmente ed economicamente contano (e costano) praticamente zero (clandestini, zingari, ecc.). Mi spieghi cosa c'entra il reato di clandestinità con l'efficienza dell'amministrazione territoriale? Prendere le impronte digitali di tutti gli zingari avrebbe fatto sì che il sud "saccheggiasse" di meno il nord? E le ronde di quartiere? E incitarci tutti all'islamofobia, ci farà diventare più forti contro la mafia? Maroni si vanta abilissimamente degli arresti di boss che avvengono sotto il suo dicastero ma in realtà sappiamo bene che le indagini di polizia e carabinieri vanno avanti silenziose per chissà quanti anni, sotto tutti i governi, fino a che quello di turno se ne prenda il merito.

Quanto alla secessione, parliamone. Davvero credi che la mafia (o la 'ndrangheta, o chi per lei), che da tempo ormai fa ricchissimi affari proprio al nord, si fermerà semplicemente perché da qualche parte tra nord e centro-sud qualcuno pianterà un cartello con scritto "Padania", magari sorvegliato da un soldato con le corna in testa? Agli Stati Uniti non è bastato un oceano per fermare i vari Lucky Luciano, vuoi che i mafiosi di oggi li fermi il Pò? La soluzione non sta nello spostare le frontiere, è ovvio.

Che la Lega poi sia davvero immune alle infiltrazioni mafiose, non ci crede più nessuno. Neanche politicamente la Lega è innovativa. I meccanismi di partito sono sempre gli stessi, dall'esistenza del "leader supremo" che ce l'ha duro fino al peggior nepotismo, che vediamo perfettamente incorporato nel tuo partito senza macchia. Fare il superiore e dire che consideri antiquata la divisione destra/sinistra non basta a definire un nuovo modo di far politica.

E non ho mai detto, come mi fai dire tu, che la Lega sia "il" problema; semmai, ho sempre detto e continuo a ribadire che non è la soluzione.

Concludo sulla tua analisi del successo della Lega, che è di grandissimo interesse. Se ho capito bene, il successo della Lega è secondo te attribuibile al fatto che essa stia colmando un vuoto ideologico. Mi trovi d'accordo, e credo che la stessa analisi sia stata proposta altre volte su questo blog. La cosa mi sembra di grande interesse perché mi fornisce un modo di spiegarti cos'è che più mi fa paura della Lega: quel "semplicemente l'idea di qualcosa" è terribile. È terribile perché la Storia ci insegna che, più che i vuoti ideologici, bisogna temere ciò con cui li si riempie...

Anonimo ha detto...

@Damiano Mazza: "sacco del nord" semplicemente perchè ciò che "va via" dai cittadini onesti paganti del nord (Lombardia e poi Veneto in particolare), non ha alcuna compensazione. Se eventualmente qualcosa ritorna sottoforma di finanziamenti mafiosi (come dici), non va certo a giovare alla cittadinanza ma solo agli affiliati mafiosi ed ai suoi boss e picciotti (il libro nn parla di finanziamenti privati, ma solo di tassazione: finanza pubblica).
In Sudtirol, per quanto ricchi, non hanno questi problemi perchè hanno dei vincoli politici ed amministrativi (lo statuto speciale), lo stesso vale per altri Stati esteri (a maggior ragione). Se i mafiosi comandano al centro e se le regioni vengono gestite finanziariamente dal centro e ne devono chiedere il lascia passare su ogni cosa è chiaro che la mafia controlla facilmente tutto spostandosi a roma, influenzandone le leggi nazionali che entrano in vigore in tutte le regioni a statuto ordinario (la maggioranza, comprese quelle che contano).
Con un'autonomia spinta si possono limitare meglio certe infiltrazioni come nella Pa ad esempio o negli ospedali, ovviamente non nelle regioni di provenienza delle mafie, dove salvo eventi esteri da causa maggiore, le cose sono destinate a rimanere immutate.

La LN non colma solo un vuoto ideologico, ma propone risposte alle esigenze percepite dalla cittadinanza (e da un po' di tempo documentate).
Il "semplicemente l'idea di qualcosa" era un modo ironico per dire che gli antagonisti della Lega Nord sono delle scatole vuote tutte uguali senza nessuna prospettiva se non nel continuare a preservare l'esistente. Sono solo specchi per le allodole, stesse persone che continuano da 30/40 anni a far politica rinominando i partiti dandogli la parvenza di nuovo. E' questa la metastasi che ha portato la nascita della LN e dell'insofferenza di un'ampissima fetta d'elettorato nordista a prescindere dall'aver votato LN...

Cordiali saluti

Un cittadino Lombardo

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano Mazza/1: "E fatelo allora 'sto benedetto federalismo fiscale". Ti ha risposto molto bene Un Cittadino Lombardo. Perché credi che si siano messi tutti di traverso al governo proprio ora? Per il bunga bunga? Insisto: ci vogliono altro che le barzellette per smontare il consenso alla Lega, unica forza politica dotata di un progetto coerente di ristrutturazione di questo stato in coma irreversibile, e capace di coinvolgere i cittadini in una politica "attiva" sul territorio e non più di mera partecipazione televisiva ed assente. Personalmente, aggiungo però che sono molto scettico sul fatto che gli aspetti più perversi del sistema possano essere davvero cambiati dall'interno del sistema stesso. Perché senza "quegli" assetti perversi, il sistema perverso "italia" cadrebbe in un soffio. Ed è logico che chi ha interesse a conservarlo così com'è farà di tutto per mantenere lo status quo di sprechi e di finanziamenti alle mafie a fondo perduto. Altro che "fatelo, il federalismo fiscale": aspettate che - come ipotizza oggi il professor Zingales su "la Repubblica" - si arrivi ad un "euro del Nord e uno del Sud", e vedrete come va a finire l'italia, senza nemmeno bisogno di camicie verdi e di Soli delle Alpi...

E qui vengo anche alla seconda parte: sì, io credo fortemente che soltanto attraverso una rottura traumatica del sistema si possa arrivare ad una soluzione. Una rottura che è tutta scritta nella realtà di oggi, non nelle previsioni da sfera di cristallo. E, sui fondamentali, credo fortemente nel fatto che (non certo da oggi) il Nord sia colonia non del Sud, ma di Roma. E' vero: con l'aggressione del cosiddetto "risorgimento" i Savoja avevano fatto del Sud una colonia, poi accentrando però il sistema di controllo di tutti i territori a Roma. E da lì - passando per il frullatore micidiale del fascismo, un mix tra imperialismo d'operetta, avanguardismo d'accatto e brandelli di nazionalismo maldigerito con conseguente alleanza criminale con il nazismo e l'orrore delle leggi razziali - siamo arrivati alla divisione in blocchi del dopoguerra, che ha congelato le questioni interne agli Stati, talvolta insormontabili come nel caso dell'italia. E, finalmente, al risveglio del dopo crollo del Muro.
Ma per comprendere meglio il concetto di come i territori del Nord siano di fatto soltanto "colonie" romane sarebbe un errore fermarsi ai discorsi di Bossi e dei leader leghisti. Restano fondamentali gli scritti di Emile Chanoux - fino a giungere a quel capolavoro di ideali e di lotta che è contenuto nella Carta di Chivasso, tradita in pieno dai costituenti italiani - e di Bruno Salvadori. Ed era quindi finalmente ora che queste verità uscissero dai libri per essere gridate nei comizi.Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano Mazza/2: "Camicie verdi". Francamente, siete liberi di credere a tutto ciò che vi fa piacere. Anche che Borghezio rispondesse seriamente alla domanda (la cui esatta formulazione non ricordo peraltro di aver sentito nel "documentario") sul complotto dei vertici per ucciderlo... il tono e la costruzione di quel "documentario" è talmente fuori dalle righe e dalla decenza che mi sento di fare un'offesa alla mia stessa intelligenza (ed anche alla vostra) nel commentarlo oltre. Perché è vero che nei comizi (di tutti i partiti, forse ci si dimentica che cosa si urlava negli anni '70 quando per motivi politici si sparava davvero con la p38 ad altezza d'uomo) si grida di tutto e di più. Ma nell'agitare lo spettro di una Lega violenta e fanatica "ci si dimentica" che le comunicazioni in politica avvengono sempre su più piani. E "ci si scorda" di mostrare che a Pontida (ci sono andato dal 1990 e lo testimonio in prima persona) e nel 1996 dal Monviso a Venezia (in quell'anno ero sul Po in diverse tappe) c'erano prima di tutto famiglie, nonni figli e nipotini e coppie di fidanzati. Altro che "hitlerjugend". E, soprattutto, si respira sempre tanta voglia di fare festa ritornando ad appropriarsi della politica non più "cosa loro dei palazzi" e dei diritti di decidere sulla propria terra con determinazione e allegria. Tentare di far passare tutto questo per un tetro e bieco raduno di SS è un'operazione che, oltretutto, si è sempre ripercossa come un boomerang su chi l'ha lanciata. Controproducente, oltre che stupida e menzognera. La Lega "a 360 gradi" è ben altra cosa, che ci si voglia credere o no.
Quanto alle dichiarazioni dei leader circa le alleanze, ma che cosa pensate che sia la politica? Forse la politica coerente è scritta nella scelta del sindaco "rottamatore Pd" di Firenze Renzi, che quattro giorni fa si reca in visita ad Arcore? Non a Palazzo Chigi, ma proprio ad Arocre? E, allora, perché quel documentario così veritiero non si occupa del giochino che tentò il Pds dalla famosa "cena delle acciughe" in poi con tanto di celebre dichiarazione "La Lega è una costola della sinistra" di D'Alema? Allora, dov'è la verità vera?
Certo, quando c'è una rivoluzione da compiere, è normale che il fine giustifichi i mezzi e che i toni in certe circostanze siano quello che siano. Ed anche che qualcuno dica "tolleranza zero" come a suo tempo il sindaco democratico di New York Rudolph Giuliani. E allora?
Chi prende come fondamento della propria ideologia e cultura politica la rivoluzione francese (come nel passato per qualcuno anche con quella d'Ottobre), certi meccanismi dovrebbe conoscerli molto bene da vicino.
Gioann Pòlli

Matteo Prandone ha detto...

@ Polli: erano sardine sott'olio, a quella cena, e non acciughe sotto sale.
E anche la Lega di allora era un'altra cosa, quando il Capo gridava dal palco: "Mai coi fascisti! Maaaaai!!!"

Gioann Pòlli ha detto...

@Matteo: ed in effetti... o forse vuoi sostenere ancora che Fini è un fascista? Fa molto più paura (anche e soprattutto alla sinistra) come democristiano, credimi...
Quanto alle sardine/acciughe invece hai ragione, è stato un puro lapsus. Però ricordo bene che erano accompagnate da una confezione di pan carré, e che tra i commensali sedeva Rocco Buttiglione, ora quasi-sodale dello stesso Fini...
Gioann Pòlli

Panda ha detto...

Tutta questa discussione è molto interessante e focalizza quello che secondo me è forse il maggiore atout ideologico della Lega: il fato che è l'ultimo partito rivoluzionario rimasto in Parlamento. Come ogni partito rivoluzionario, Gioann lo rivendica esplicitamente, è pronto a ogni compromesso, giravolta, contrordine - per quanto sul momento cinico e controproducente possa sembrare - e assenza di democrazia interna in nome dell'escathon salvifico che redimerà da tutti i peccati: in questo caso il federalismo. Quello che però le "repliche della storia" dovrebbero aver insegnato è che, come diceva il tale, i mezzi sono elementi frazionari del fine: è in quest'Italia che oggi nella classifica di Transparency International scivola dietro Ghana e Ruanda, che anche voi avete contribuito a rendere tale, che dovrebbe essere costruito questo famoso federalismo. Che nella migliore delle ipotesi si risolva in un gattopardismo è previsione di semplice buonsenso ed è tra l'altro proprio quella avanzata da Ricolfi (l'aspetto del libro su cui, guarda caso, si tende di più a sorvolare). Naturalmente c'è anche chi vede nel federalismo una buona occasione per smontare lo Stato, per spartirsene le spoglie con le solite privatizzazioni allegre o per semplice opzione ideologica (e/o di classe, se si può ancora usare questa parola), e non è quindi un caso che Cittadino Lombardo possa pescare a piene pani da vari think tank più o meno liberisti. Il punto su cui però i liberisti sorvolano è che non è questione di soldi che ritornano ma di peso delle decisioni politiche sulle sviluppo economico del paese. Una sintetica ed equilibrata, nonostante il sito che la riporta, sintesi on-line si può trovare qui: http://www.duesicilie.org/spip.php?article121 Arrivare a sostenere che uno dei più grandi imperi economici dell'Italia (e che sta al nord), che è stato costruito non da un onesto cittadino ma da un corruttore e monopolista protetto da leggi su misura saldamente installato a Roma da anni grazie anche al vostro supporto, in realtà non conta nulla, o - ancora più esilarante - sarebbe altro rispetto a quel famoso malaffare che costantamente denunciate essendone complici, dà la misura del tasso di disconoscimento della realtà che certe opzioni ideologiche di partenza impongono (e delle cortine fumogene che consentono di sollevare). Ma certo, la Lega mica coltiva clientele, jamais! Facciamo un paio di esempi nella mia regione (così sembro "radicato sul territorio" anch'io): la strada del Maghetto a Mongrando, con quali soldi è stata completata e da chi? E il tentativo di allargare il doc dell'erbaluce da Caluso al greco di Novara (qui un indizio c'è...), da chi è stato intrapreso? La Lega ci salverà; come no: basta crederci.

Damiano Mazza ha detto...

@Un Cittandino Lombardo:

Guarda che quello dei soldi che rientrano per gli investimenti mafiosi era solo un esempio delle retroazioni "inattese" di cui parlavo (se rileggi il mio post, troverai scritto "Ad esempio, succede che..."). Altri esempi li ha dati Panda in un post precedente.

Inoltre, mi sembra anche di aver già detto che la mafia ha fatto ben di più che spostarsi a Roma: si è insediata direttamente al nord, dove fa affari, come ad esempio nella regione della quale tieni a farci sapere di essere cittadino.

Senza parlare dei fenomeni di gestione "mafiosa" del sistema politico/economico, in senso lato, compresi quelli in cui non c'è nessun boss di mezzo (corruzione, concussione, ecc.). Di questo modus operandi mi sembra siano maestri anche certi politici e uomini d'affari lombardi, non solo i mafiosi propriamente detti (la parola Tangentopoli ti dice qualcosa?).

Questi problemi, la mentalità della corruzione, del nepotismo, ecc. esistono già nel tuo territorio, non sono conseguenza di fantomatici "sacchi". E mi sa tanto che non sparirebbero soltanto perché un giorno dei tizi in camicia verde che vanno dietro a uno che dice di avercelo duro decidono che il nord Italia si chiama "Padania".

Va be', comunque dal fatto che ripeti sempre le stesse cose è chiaro che hai esaurito i tuoi argomenti, quindi non infierisco oltre. Piuttosto, ripeto anch'io, esplicitandola, la domanda che implicitamente ti avevo posto nel commento precedente, rimasta senza risposta: al fine di lottare per il decentramento e una migliore amministrazione della cosa pubblica, anche dimenticando il sud e i suoi problemi (che tanto, sencondo te, lì o arriva Mazinga o non si risolve niente) e concentrandosi solo sul nord, è proprio necessario essere razzisti, xenofobi, nazionalisti, machisti, omofobi, bigotti e tutto quello che i tuoi eroici diligenti leghisti non mancano occasione di mostrare di essere?

Damiano Mazza ha detto...

@Gioan Pòlli:

Come dicevo a Un Cittadino Lombardo, alcuni dei meccanismi perversi su cui secondo te si regge l'Italia li ritrovi tali e quali in "Padania" (tangenti, corruzione, ecc.). Ma l'indipendenza, ovviamente, cambierà la mentalità delle persone da un giorno all'altro, nevvero?

Sul fatto che le regioni del nord siano "colonie" di Roma non mi sai dire gran che, a parte un bla bla propagandistico e un riferimento a testi a partire dai quali arriverei alla conclusione che l'Italia intera è una colonia di Roma; che la Francia (forse Île-de-France esclusa) è una colonia di Parigi; e via discorrendo. Ovviamente, sapendo che tanto tu vorresti che il mondo intero fosse diviso in fazzolettini di terra non più grandi di fin dove riesci a vedere tu in un giorno di nebbia, so benissimo che l'idea che, diciamo, Lille sia una colonia parigina è per te delle più naturali (puoi risparmiarmi il pippone sull'oppressione del popolo bretone, la volontà d'indipendenza degli alsaziani, ecc. ecc.).

Riguardo al tuo secondo post, la morale mi sembra essere: è inutile che vi lamentiate degli sproloqui xenofobi dei leghisti ai comizi e delle loro spaventose incongruenze a livello di alleanze; tanto così fan tutti. Rudolph Giuliani è come i leghisti; certo, come no. Visto che tanto sono tutti uguali, perché la prossima volta in cabina elettorale non ti porti un paio di dadi? Vedo che anche tu, come Un Cittadino Lombardo, hai ancora in serbo validissimi argomenti a favore della tua parte politica.

E a te la domanda che ho posto a Un Cittadino Lombardo non la faccio neanche; dal tuo post (in un altro thread) in cui citi John Lennon capisco che per te la chiusura mentale è la reazione adeguata e necessaria alla chiusura mentale degli altri.

Va be', tolgo il disturbo, ché sarete tutti super impegnati, in fondo avete una "rivoluzione" da fare... In bocca al lupo!


PS: Un paio di incisi:

1) Ti segnalo che anche alle sfilate fasciste degli anni 30 c'erano famiglie tutte intere, e che la gente a piazza Venezia era tutta contenta. Se i raduni della Lega fossero come quelli dei naziskin, non sprecherei un secondo di più su questo blog.

2) Ti informo che alle ideologie, che siano o meno fondate su un evento rivoluzionario, preferisco la mia coscienza.

Anonimo ha detto...

@Damiano Mazza:

attualmente fenomeni di corruzione, concussione, peculato li trovi anche qui al Nord (come da altre parti d'EU anche se di minor intensità), come in Lombardia, per citare una regione abbastanza bersagliata. Questo fenomeno però non è collegato al "sacco del nord" che invece si basa sul residuo fiscale della zona studiata, cioè riguarda solo il dare e il ricevere dello Stato, del pubblico (tasse/servizi ed investimenti statali).

L'indipendenza ovviamente non può cambiare mentalità dall'oggi al domani, ma può porre senza ombra di dubbio le basi affinchè si possa instaurare uno Stato di diritto, che abbia solide basi economico-sociali. Uno Stato moderno al passo con i tempi. Si potrebbero cercare di risolvere problemi come il debito pubblico (oggi impensabile), l'istruzione, lavoro (vivere in una regione "ricca" non significa che tutti siano ricchi e/o con un lavoro), ecc.
Certo è che lo Stato italiano è nato, è vissuto, e vive grazie a fenomeni quali la corruzione e la mafia. Cambiare mentalità richiede un percorso di medio-lungo termine sconosciuto alla classe politica.
Preservando lo stato attuale, lo Stato italiano così come lo vogliono preservare, il destino sarà finire come la Colombia (e personalmente l'osteggerò). L'indipendenza dà quella speranza e opportunità che lo Stato italiano preclude per la sua stessa natura.
Porre le basi per un cambiamento di mentalità necessita un cambiamento di contesto, quello in cui vivi. Per questo sarei molto favorevole ad un'indipendenza dallo Stato italiano. Il non dipendere esclusivamente da quello che decidono quella manica di delinquenti a più di 650 km di distanza, però, potrebbe bastare (statuto speciale). Ma se non si vuole... la prima ipotesi è l'unica via d'uscita.

cordiali saluti

un cittadino Lombardo

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano/1: mi sconcerta un po' (ed è un eufemismo, credimi) leggere certe tue "argomentazioni"... Mai sentito parlare dei concetti di "responsabilità" e di "sussidiarietà"? Ma ti fa proprio piacere essere suddito (di Roma la Grande) piuttosto che cittadino della tua terra? Ti fanno tanto paura la libertà ed il potere di decidere nelle tue mani piuttosto che nelle mani di chi è lontano mille chilometri dalla tua città e dai tuoi problemi? "Libertà è partecipazione", cantava il grande Gaber, non "delegazione"... Ancora mi chiedo quale forma di gratificazione personale ricevi nel mettere al centro dell'attenzione della politica "O Stato" anziché "le persone"? Quindi i concetti di autonomia, responsabilizzazione dei centri di potere (più vicini sono ai cittadini e ai loro territori, più sono controllabili e "tuoi") per te devono cedere il passo alla statolatria centralistica la cui unica legittimazione è se stessa?
Poi, scusami, non mi va di dare lezioni a chicchessia, soprattutto a chi dimostra di non ascoltare. Ma che tu confonda la Carta di Chivasso con il "bla bla propagandistico" mi pare un pensiero davvero irrispettoso - nella migliore delle ipotesi- dei Resistenti che quel documento firmarono nel dicembre 1943. Denunciando "i venti anni di mal governo livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto
brutale e fanfarone di "Roma doma", ricordavano la colonizzazione avvenuta "attraverso l'opera dei suoi
agenti politici ed amministrativi (militi, commissari,
prefetti. federali, insegnanti), piccoli despoti
incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale di
cui furono solerti distruttori". Perché oggi, invece, le statistiche della provenienza di prefetti, insegnanti, dirigenti della P.A., delle Forze dell'Ordine, insomma dello "Stato", dicono che la stragrande maggioranza di essi, al Nord, è originaria del Nord, non è vero? Le lingue, culture e tradizioni dei territori sono rispettate, vero? Ai territori che producono Pil viene lasciato il diritto allo sviluppo, senza che accada che le risorse vengano drenate al solo scopo di NON generare sviluppo (ma mafie e clientelismo) in territori più deboli, vero?
Vai a rivederti un po' i fondamentali su che cosa significhi "colonizzare" uno territorio da parte di un Stato, e poi ne riparliamo. Per la cronaca, Emile Chanoux, primo firmatario della Carta di Chivasso, organizzatore della Resistenza in Valle D'Aosta, fu arrestato, torturato dalle SS e da loro ucciso nel maggio del 1944. Libero tu di considerare la sua azione politica, il suo pensiero e la sua vita al pari di un "bla bla propagandistico" e di "pipponi". Chapeau.
Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

@Damiano/2: Quindi non posso, a questo punto, nemmeno pretendere che tu comprenda la differenza tra le "adunate oceaniche" di chi si esaltava al grido di "spezzeremo le reni alla Grecia" e chi invece si raduna pretendendo soltanto il diritto di di essere "padrone a casa propria", invocando uno dei sacrosanti principi della carta dell'Onu, quello dell'autodeterminazione dei popoli. Già, tutti uguali, governo ladro, non ci sono più le mezze stagioni! Per fortuna, per scegliere da che parte stare, non ho bisogno di dadi come gentilmente mi suggerisci. Di certo, nell'italietta del 2010, non sto con chi ha come unico progetto politico la poltrona purché sia - incurante se il palazzo intorno sta crollando -, e per questo va bene tutto il giro dell'oca dei partiti e delle alleanze, ma preferisco sempre chi si "sporca le mani" facendo pure il giro dell'oca ma per portare a compimento un progetto che mira a CAMBIARE gli assetti di potere, e non a limitarsi ad occuparli. Già, ma tanto sono tutti uguali, governo ladro!

Gioann Pòlli

ps: per te non tollerare che i totalitarismi religiosi e politici si radichino e si espandano è "chiusura mentale"? Per me è "sopravvivenza della civiltà dei diritti". Questione di punti di vista.

ps2: non mi trattengo da un'altra citazione in ambito musicale, riferito alla tua uscita sui "fazzoletti di terra" eccetera. Interrogato in merito alla secessione, il grande Fabrizio De André (che l'ultima volta che votò lo fece a favore degli indipendentisti sardi di Sardigna Natzione) disse che, fosse per lui, sarebbe a favore della secessione anche del suo condominio. E io - nel mio minuscolo - la penso allo stesso identico modo.

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann Pòlli:

Ancora un commento sulla storia della "colonizzazione" e poi basta perché la cosa sta diventando ridicola. Dalla creazione dello Stato italiano ai giorni nostri, gli abitanti dei territori del nord Italia hanno uguale (se non maggiore, a causa del loro peso economico, vedi ad esempio i commenti di Panda qui sopra) potere decisionale sullo Stato stesso. La Costituzione garantisce gli stessi diritti di voto, di rappresentanza, di partecipazione alle attività gestionali della cosa pubblica al nord come al sud (se ti da fastidio che ci siano troppi insegnanti terroni dalle tue parti, dì ai tuoi figli che da grandi facciano i prof). Senza parlare del fatto che, di 14 ministri dell'attuale governo (contando anche il primo ministro), 10 sono di provenienza settentrionale.

Mi sforzo di trovare, nel corso della Storia, una colonia che abbia avuto una tale eguaglianza di diritti e un tal peso decisionale sulla politica dello Stato colonizzatore; ma non ci riesco. Senza dubbio è perché, come dici tu, devo andarmi a rivedere "i fondamentali su che cosa significhi "colonizzare" un territorio da parte di un Stato".

È dall'inizio di questa dicussione, giorni fa, che ho detto chiaro e tondo che non contesto in nessun modo l'evidenza che il sud "succhi" soldi al nord. Vorrei giusto che si avesse l'onestà intellettuale di ammettere che il concetto di "colonie padane" è propaganda da comizio (ed è in un comizio di Bossi incluso in "Camicie Verdi" che l'ho sentito). A questo punto, però, mi sembra ovvio che sto chiedendo troppo.


Una precisazione: il "bla bla propagandistico" per me è solo tuo, non negli scritti di Émile Chanoux, ovviamente. A quelli mi riferivo dicendo che, se la giustificazione del termine "colonia" fosse lì, allora ogni Stato non federale sarebbe colonia della propria capitale (e continuavo dicendo che non mi sorprenderebbe se mi dicessi che, per te, quest'affermazione è vera).

Altrettanto propagandisca, perché esagerata, è la tua denuncia del calpestamento della cultura locale da parte dello Stato italiano. Ad esempio, per parlare di una cosa che a te sta a cuore, diffondere la conoscenza di lingue locali in Italia non è vietato a nessuno e, anzi, mi pare che tu stesso sia coinvolto in attività d'insegnamento del piemontese. Tu invece parli come se l'Italia fosse la Spagna franchista, che diamine. Esagerazione, sempre esagerazione propagandistica. Certo, sarebbe bello se ci fosse un riconoscimento ufficiale delle lingue locali; sarebbe bello ad esempio se, laddove la cosa sia sensata (e non una forzatura politica), lo Stato incoraggiasse, mediante l'istruzione pubblica, lo sviluppo di una cittadinanza bilingue o trilingue (ad es. dialetto, italiano, inglese). Purtroppo non lo fa, ed è un peccato; ma ciò ovviamente non basta, secondo me, a votare Lega...

Damiano Mazza ha detto...

@ Gioann Pòlli:

Ho ribadito più volte, a te come a Un cittadino Lombardo, di non aver nulla in contrario ad una localizzazione della gestione delle risorse, qualora questa si dimostri più efficiente (e in vari casi sono convinto che lo sia). E sta scritto in un mio commento qui sopra (5 dicembre 2010, 14:51), proprio rivolto a te, che considero il concetto di Stato "arbitrario", in un contesto in cui sostenevo che le persone dovrebbero avere gli stessi diritti idipendentemente dalla loro cittadinanza.

Come diamine fai, alla luce di ciò, a dire che metto lo Stato al centro della politica invece delle persone? Che gioisco nel considerarmi "suddito" di "Roma la Grande" (qualunque cosa sia)? E, in tutto questo, hai anche la faccia tosta di dire che sono io che non ascolto!

Francamente sono stufo di dialogare con una persona che spesso mi fa dire il contrario di ciò che ho detto; sono anche un po' stufo del tuo opportunismo intellettuale, che consiste nell'estrapolare senza sosta citazioni dal loro contesto per poter affermare "avete visto, non lo dico io, ma Tizio e Caio!", dove Tizio e Caio sono preferibilmente personaggi che mai condividerebbero la tua visione politica, perlomeno non al punto da sostenere anche loro la Lega Nord. Capisco che, essendo tu un giornalista di propaganda, si tratta di una deformazione professionale di cui forse ormai non ti accorgi neanche più. Ma io me ne accorgo, e un po' mi da fastidio.

Provo a ribadire, un'ultima volta, quello che ho già detto in precedenza, sperando che stavolta tu lo legga. Se la Lega fosse il partito della lotta alle infiltrazioni mafiose e agli sprechi amministrativi, anche attraverso il federalismo, sarei leghista anch'io. Ma il federalismo, me lo avete confermato sia tu che Un cittadino Lombardo, è una grossa balla, un esempio di doppio linguaggio leghista, utile solo per arrivare al potere (una volta mi parlavi di dhimma, o "dissimulazione islamica"; questa cos'è, "dissimulazione padana"?). In realtà, qualunque siano i suoi veri fini, vedo che la Lega ha come attività principale la promozione della xenofobia e del nazionalismo più becero. Scusami se mi preoccupo del fatto che sia arrivata a governare un Paese europeo.

Un'ultima cosa, riguardo alla libertà: ti ho già detto una volta che, anziché le radici, che secondo me ce le hanno solo le piante, io, da uomo e migrante, preferisco avere delle gambe, che ho usato per andarmene a vivere lontano da dove sono nato. Quindi, scusami, ma da uno che si equipara ad una pianta lezioni sulla libertà proprio non le voglio, grazie.

Anonimo ha detto...

Scusate, seguo da giorni gli interessanti scambi di battute tra i commentatori, ma questa delle radici è fantastica.
Forse lo dico perché anch'io mi sono spostato...

Paolo

Gioann Pòlli ha detto...

Chiedo scusa per un'ultima volta. Non voglio autopromuovermi, ma una risposta a Damiano, che mi definisce graziosamente "giornalista di propaganda" mi sento in diritto di dargliela. E lo faccio invitandolo a dare un'occhiata qui, sempre che ne abbia voglia:
http://linguedialetti.splinder.com/post/23751536/
Quanto io sia un "giornalista di propaganda" lo capirà leggendo quali sono i miei veri orizzonti ideali e di azione. Altrimenti, libero come tutti di pensarla come preferisce.
Gioann Pòlli
ps: anch'io sono emigrato e non vivo dove sono nato. Cionondimeno le mie radici le sento molto forti. E non lo vivo come un problema ma come una ricchezza.

eL tiZ ha detto...

@ Gioann Pòlli:

ho dato un occhio al tuo blog scoprendo questa tua trasmissione radiofonica che purtroppo, a causa dell'orario, non posso ascoltare.

Io sono un grande amante della musica tradizionale popolare italiana, in particolar modo del nord.
E il piemonte (seguito da Liguria e nord-est) è senza dubbio la zona più viva per la sua musica tradizionale.

Moltissimi dei dischi usciti negli ultimi anni sono tra l'altro patrocinati/finanziati/coprodotti(o non so cosa) proprio dalla Regione Piemonte all'epoca amministrata dal centro sinistra.
Per quanto ne so nessun'altra amministrazione di centro destra ha mai investito in progetti così importanti e con un prolungato effetto temporale per la promozione della propria cultura (la casa folkclub-etnosuoni distribuisce in tutto il mondo!)

buona parte del repertorio più recente poi arriva dai canti della resistenza,
un momento della storia in cui il piemonte e tutto il nord italia sono stati protagonisti e che inspiegabilmente ora i leghisti ignorano.. o forse se ne vergognano e ne prendono le distanze.

qui nel varesotto/comasco ad ogni festa organizzata dalla Lega si ascolta sempre e solo Davide Van De Sfross (lo stesso che poi ritroviamo alle feste de L'Unità!!) con la sua musica da neri, ovvero il rock-blues.

questo per dire che, almeno per quanto riguarda la musica, la Lega Lombarda non è per niente attenta alle proprie tradizioni.


saluti

tiz.

daniele sensi ha detto...

@ eL tiZ,
è possibile riascoltare il registrato delle trasmissioni di Polli sul sito di Radio Padania, nella sezione Archivio Audio.

Damiano Mazza ha detto...

@Gioann Pòlli:

Il tuo blog e il tuo attivismo a favore delle lingue locali li conoscevo; non a caso avevo preso proprio la questione dei dialetti come esempio in uno dei miei ultimi commenti. (Però non ero al corrente della storia degli spot della Rai).

Che bello sarebbe se i leghisti, dirigenti di partito per primi, si occupassero di questo genere di cose senza, ad esempio, incentivare l'odio per il diverso. Forse, tra l'altro, potresti anche tu concentrarti di più sui tuoi "veri orizzonti ideali" senza sprecar tempo a dover difendere taluni loro indifendibili propositi (che continuo a non capire come tu possa far tuoi).

Che le lingue, il proprio bagaglio culturale, e tutto ciò che tu chiami "radici" siano una ricchezza non l'ho mai messo in dubbio. Ma sono convinto che lo siano ancor di più quando vivono gomito a gomito con quelle degli "altri".

Ti saluto e ti auguro altri successi con la tua attuale mobilitazione (io non so se posso esserti d'aiuto, non sono iscritto a Facebook... :-) ).

Gioann Pòlli ha detto...

Grazie Damiano :-)))
Gioann Pòlli

Gioann Pòlli ha detto...

@el Tiz: fortunatamente non è così... Collaboro io stesso con Folk-club Ethnosuoni e sono nella giuria del Folkontest. La loro storia è innegabilmente di sinistra, ma ti assicuro che da parte delle amministrazioni di centro-destra (in particolare con la Lega) il sostegno a loro non è mai mancato. E Maurizio Martinotti è uno degli ospiti ricorrenti nelle mie trasmissioni... Grazie poi a Daniele, ancora una volta, per la tua estrema correttezza e - lasciamelo dire - amicizia nei miei confronti.
Gioann Pòlli

eL tiZ ha detto...

@ Gioann,

ok, però dunque vogliamo ammettere che la difesa delle culture non è prerogativa della Lega?

l'unica "colpa" (o a mio avviso merito) che si può dare alle persone di sinistra è di voler difendere e promuovere TUTTE le culture e tradizioni; autoctone e non.


tiz

Gioann Pòlli ha detto...

Tiz, la difesa delle culture territoriali dovrebbe essere prerogativa di tutti e di tutte le forze politiche. E' una "mission" del Consiglio d'Europa e dell'Unesco, e questo è scritto nei documenti ufficiali. Se poi le culture territoriali, in questo scombicchierato paese, vengono difese e promosse quasi solo dalla Lega, la colpa non è certo tanto della Lega ma di tutti gli altri che non solo non muovono un dito, ma che quasi sempre attaccano gli unici che fanno qualcosa. Quanto alla sinistra, mi spiace deluderti (e deludermi), ma sul fronte delle culture autoctone si mette quasi sempre di traverso, preferendo sostenere quelle esogene. Scene di vita vissuta da organizzatore: questo il colloquio con il responsabile di un ente pubblico: "Danze popolari piemontesi? No, mi spiace, abbiamo già finanziato un corso di danze africane". E la cosa si ripete una, due, dieci volte. Così, tutti a conoscere le danze del mondo, nessuno a conoscere quelle della terra in cui vivono. E, ti garantisco proprio perché lo frequento, il mondo del "folk", storicamente di sinistra, è incazzatissimo proprio contro la sinistra che preferisce sempre e solo l'esotico. Se poi guardano sempre più alla Lega (ma senza dirlo troppo forte), la colpa di chi è?

Anonimo ha detto...

Credo che tutti(o quasi) abbiate ben affrontato il problema del sempre maggior appeal della Lega Nord sui giovani. A questo aggiungerei un disamore per i partiti tradizionali (malgoverno), la storia d'Italia poco e mal studiata a scuola e una diffusa ignoranza della geopolitica mondiale. Quale sinistro e terrone confermo quanto Gioan Pòlli accenna sulla esterofilia ad ogni costo dei VIP di sinistra. E moli che non sono VIP tale esterofilia caritatevole a volte non riescono proprio a condividerla. Ultima cosa, forse solo un Federalismo ben fatto aiuterebbe a risparmiare qualcosa (per esempio qualche migliaio di posti di lavoro della Regione Sicilia? oppure la mondezza di Napoli?). Ma la Sicilia e Napoli sono e restano Italia, con tutti i loro difetti e virtù.

Anonimo ha detto...

In libreria

"Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord"

di Fabio Bonasera e Davide Romano, Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90



Il libro che la Lega non vuol farvi leggere

2a ristampa in una settimana



Da oltre vent’anni la Lega Nord fa parte stabilmente del panorama politico italiano. Tutti ne conoscono i principali leader, i programmi, le parole d’ordine, la balzana simbologia. Sono pressoché ignoti, invece, taluni aspetti poco virtuosi che la pongono sullo stesso piano delle peggiori consorterie politiche della cosiddetta Prima Repubblica. Questo libro racconta alcuni retroscena volutamente sottaciuti attraverso le testimonianze di coloro che hanno creduto, all’inizio, alle idee moralizzatrici di Umberto Bossi, per staccarsene successivamente quando dalla propaganda si è passati alla gestione del potere. Diventano altresì chiare le ragioni di fondo che stanno alla base del patto d’acciaio che unisce la Lega al partito-azienda di Silvio Berlusconi.



Fabio Bonasera (Messina, 1971), giornalista. Gli esordi professionali nella sua città natale, al Corriere del Mezzogiorno, dopo qualche breve esperienza in alcuni periodici locali. Successivamente, il trasferimento in Veneto, al Corriere di Rovigo, prima di approdare alla corte de Il Gazzettino, dove rimane per diverso tempo, occupandosi prevalentemente di cronaca bianca e politica. Attualmente, è direttore responsabile del mensile di Patti (Me) In Cammino.



Davide Romano (Palermo, 1971), giornalista. Ha lavorato per diversi anni nell’ambito della comunicazione politica. Ha scritto e scrive per numerose testate, tra le quali: L'Ora, Il Giornale di Sicilia, Il Mediterraneo, Centonove, La Repubblica, Antimafia2000, Jesus, La Rinascita della Sinistra, Avvenimenti, Narcomafie, L’Inchiesta Sicilia, e Riforma. E' stato anche fondatore e direttore responsabile del bimestrale di economia, politica e cultura Nuovo Mezzogiorno e del mensile della Funzione Pubblica Cgil Sicilia Forum 98. Ha pubblicato, tra l’altro: Nella città opulenta. Microstorie di vita quotidiana (2003, 2004), Dicono di noi. Il Belpaese nella stampa estera (2005); La pagliuzza e la trave. Indagine sul cattolicesimo contemporaneo (2007). Ha curato il saggio inedito del dirigente comunista Girolamo Li Causi, Terra di frontiera. Una stagione politica in Sicilia 1944-60 (2009).



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