venerdì 21 gennaio 2011

Occhio ai colpi di coda della Lega


L'ultima volta che sentii una frase simile fu nel 1991, quando Gorbacev venne amorevolmente mandato a "riposare", da un paio di suoi ministri, nella sua dacia in Crimea. Ne conseguì il definitivo smembramento dell'Unione Sovietica.

31 COMMENTI:

ilmetapapero ha detto...

sei cattivissimo

Anonimo ha detto...

Daniele non illuderci!!! noi purtroppo viviamo in uno stato con troppi parassiti consci della loro situazione di sanguisughe per poter ambire a quello che scrivi!!
Amico Padano

Gianluca Aiello ha detto...

Non vorrai mica paragonare Berlusconi con Gorbacev? E' vero che la Lega può essere molto pericolosa, ma la scomparsa politica di Berlusconi e quella di Gorbacev sono paragonabili solo per l'effetto contrario.

Padanus ha detto...

Concordo con Gianluca:
La Lega può essere molto pericolosa, addirittura micidiale per i burocrati parassiti che si sono creati lussuose nicchie di potere sperperando il denaro pubblico.

Quando un popolo riacquista la coscienza di se', nulla lo può fermare !

PADANIA LIBERA !!!

Marcello A ha detto...

Senza Berlusconi la Lega è finita. Non hanno i numeri per vincencere le elezioni, e nessun partito che non sia quello finto del nano ha intenzione di allearsi con loro.

Elmyr ha detto...

Senza gli aiuti del caimano il giornalino dei legaioli chiudeva già 10 volte (l'ultima volta lo ha rischiato a settembre)

Anonimo ha detto...

@daniele: si dice che danno "colpi di coda" gli animali feriti e abbattuti. Non mi pare che la Lega sia propriamente in quelle condizioni... Anzi, credo che non sia mai stata meglio...@Elmyr, hai detto una cosa proprio del tutto lunare, fidati...
Gioann Polli

PASTAPIPPO ha detto...

@Elmyr

CONFERMO!
SE LA PRAVDANIA E IL GIORNALE PIU RUFFIANO DI TUTTI VERSO I MANEGGI DI BERLUSKANE UN MOTIVO C E

Anonimo ha detto...

Non sò se La Padania esce ancora, certo vendeva meno della Voce Repubblicana.

Anonimo ha detto...

La Padania continua ad essere pubblicata.
A mio avviso è un buon giornale.
Ricordo tra l'altro che è stato il primo media in assoluto a parlare dei danni dell'uranio impoverito, tra il silenzio generale

Cesare ha detto...

Ma il quotidiano "La padania" è quella pubblicazione con i disegni da colorare?

Anonimo ha detto...

@Elmyr, Pastapippo, "Anonimo 21 gennaio ore 23.50" e Cesare: tra voi e me c'è una differenza abissale. Voi vi proclamate "eredi dei lumi" e di Voltaire e vorreste, con le bave alla bocca, la chiusura di un giornale. Io, "rozzo legaiolo che rutta", ho sempre sostenuto la massima secondo cui "non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere". E il 19 dicembre 2008 sono andato in edicola ad acquistare Il Manifesto. E se voi non sapeste che cosa è successo quel giorno significherebbe ancora una volta di più quanto vi sta veramente a cuore la libertà di stampa e di espressione. Sulla quale non sono disposto a scherzare.
Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

come ho già scritto, la Padania fu il primo -e a lungo l'unico- giornale a parlare della questione dell'uranio impoverito che stava già mietendo vittime quando NESSUN ALTRO ne faceva la minima menzione.
Questo basta a dimostrare come il sig. Cesare di cui sopra sia un imbecille.

david ha detto...

Esce ancora.Come ho già detto in passato ho letto spesso la Padania.A parte le solite esaltazioni scioviniste del dialetto e qualche articolo di "cultura" francamente poco digeribile ricordo alcune (poche) inchieste interessanti come quelle sull'uranio appena citata o quelle sugli affari loschi del Cavaliere.Le edicole vicino a casa mia non la tengono più a partire dai primi del 2000.Mi è capitato di leggere una copia di quel giornalino che è diventato la Padania di oggi poco prima dell'estate.Un bollettino per le sezioni della Lega.E mi risulta che i loro militanti più trinariciuti si guardano bene dal comprarlo.Leghisti e cultura sono un ossimoro, ieri come ora.Ma almeno dieci anni fà fra un rutto e l'altro in dialetto avevano il coraggio di dire la verità su quello che oggi è il loro padrun.A vendersi l'anima si diventa più brutti di quel che si era.

Anonimo ha detto...

@Gioann Pòlli

Leggo con interesse i suoi interventi, e le chiedo: visto che lei è vicino alla Lega, ma cosa ci vorrebbe ai suoi referenti politici per prendere dei modi meno rozzi?
Hanno delle responsabilità, non sono più (lei ne dovrebbe essere lieto) un partitino di provincia, e persino qualche idea condivisibile l'avrebbero. Peccato che poi vada sprecata, coperta dal raglio di tanti asini.

Paolo

Gioann Pòlli ha detto...

@David, sono qui con nome, cognome e faccia per scelta mia, e non ho certo paura di affrontare l'arena. Sono un giornalista professionista che lavora per la Padania, ininterrottamente, dal gennaio 1997. E sono l'autore della stragrande maggioranza di quelle che tu chiami "esaltazioni sciovinistiche del dialetto" che a tuo dire comparirebbero sul quotidiano organo ufficiale della Lega Nord. Miei - di conseguenza - anche quei "rutti in dialetto" di cui hai parlato con grande sfoggio di cognizione di causa. Ora, dal momento che asserisci di conoscere così bene quello che scrivo, rispondimi: per te pubblicare la Carta europea delle Lingue regionali o minoritarie, documento del Consiglio d'Europa, analizzare la legislazione dei Paesi civili in tema di minoranze linguistiche, divulgare l'atlante linguistico delle lingue in pericolo dell'Unesco, oppure ancora pubblicare contributi scritti tanto in lingua lombarda quanto in lingua siciliana, sighifica "esaltarsi sciovinisticamente" oppure "ruttare"? Bene, ne prendo atto. Ora, però, sii coraggioso anche tu: citameli tra virgolette, questi rutti e queste esaltazioni, magari - per precisione - aggiungendo la data di pubblicazione. Sarò ben lieto di rispondere in maniera argomentata a tutte le tue perplessità. Come ho già detto in un altro post, ho molta pazienza e so aspettare. Siete voi, quelli che non generalizzano mai e che sono "illumintati dalla Ragione"? Sicuramente non vi mancherà la possibilità di portarne le prove.
Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

@Paolo

Giuanin, Giuanin... chi si autoloda s'imbroda

Gioann Pòlli ha detto...

@Paolo: se non fossi sicuro del mio lavoro - in particolare sugli aspetti relativi alla salvaguardia delle lingue e delle culture in pericolo - non ci metterei la firma. Disposto naturalmente a dire "ho sbagliato" quando è il caso che lo dica. A tua disposizione per un confronto in materia.
Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

Io invece sono semplicemente uno dei tanti leghisti che visitano questo sito.

Voglio solo sottolineare che affermazioni come questa:

>Leghisti e cultura sono un ossimoro, ieri come ora.

sono assolutamente apodittiche e come tali non portano alcun contributo a noi nè a chi la pensa diversamente da noi.

Molto più interessante sarebbe invece che chi scrive tali banalità, motivasse piuttosto la sua contrarietà al federalismo, oppure raccontasse il suo punto di vista sulla guerra tra poveri che la nostra società multietnica sta sperimentando.

Lo leggerei - lo dico seriamente senza ironia- con grande attenzione.

Un saluto a chiunque voglia discutere civilmente.

Anonimo ha detto...

@Gioann Pòlli
Non volevo fare un appunto al suo (tuo?) lavoro, dicevo che la Lega, al di là di proposte condivisibili, si perde nel bicchiere d'acqua di tante provocazioni senza utilità, e spesso di levatura assai bassa, finendo per colpire non la "Roma ladrona" (e saremmo tutti d'accordo), quanto le fasce di persone più deboli, che - guarda caso - sono anche quelle che hanno meno modo per difendersi, o sono difese da altri in modo strumentale.
Faccio l'esempio di Calderoli e i noti maiali: non voglio credere che una persona assennata come lei (Gioann) possa credere che questo sia un modo di porre - e meno che mai risolvere una questione.

Paolo

Panda ha detto...

Motivare la contrarietà al federalismo? Ecco, per quanto mi riguarda potremmo partire di qui: http://www.economiaepolitica.it/index.php/primo-piano/federalismo-fiscale-chi-paga/ (E qui c'era qualcuno che sosteneva che si poteva star tranquilli: sulla vocazione solidale del federalismo garantiva Il Sole 24 ore. Ovvero il giornale della Confindustria. Rassicurante, non c'è che dire).

Anonimo ha detto...

più patetico di uno che si atteggia a fare il "fascista di sinistra" ci può essere solo uno che si atteggia a fare il "leghista di sinistra"

adesso ci manca solo il "nazismo dal volto umano"

Anonimo ha detto...

Più patetico di uno che, privo di argomenti, non riesce a fare altro che dare del nazista o dell'ignorante a chi la pensa diversamente...

beh è davvero difficile trovare qualcosa di più patetico....

Anonimo ha detto...

Panda sono andato a leggermi l'articolo del sindacalista Fiom che citavi tu (e anche i commenti sotto riportati). Evasione Irap al Sud dell'80%. Ma tu hai letto prima di postare? la macchia del federalismo sarebbe diminuire le tasse per attrarre maggiori investimenti? chissa allora le cose positive!!! Sai perchè nel Lazio l'aliquota Irpef è 1,4 e nelle regioni con i conti in ordine dello 0,9? perchè il Lazio spende soldi non suoi e ha accumulato un debito di 14 miliardi di euro per la sanità! Perchè non fanno pagare il ticket come succede in Lombardia ad esempio? (dove sono esentati comunque i redditi minimi sotto i 25 mila euro)
Amico Padano

Matteo Prandone ha detto...

Mah, io sinceramente credevo che il Federalismo fosse una cosa molto, molto diversa. E ci credevo, e ci speravo. Ma mi pare che alla fine risulterà una pappina buona giusto giusto per cambiare le fonti di approvvigionamento finanziario dei comuni, che continueranno comunque a rimanere alla canna del gas.
La differenza la faranno le tasse locali, quelle che si pagano maledicendo il sindaco e non il governo nazionale, e che aumenteranno vistosamente senza peraltro portare ad un miglioramento dei servizi forniti al cittadino.

Un esempio:

http://www.giornalettismo.com/archives/110857/lega-ladrona-regala-lici-alla-chiesa-e-aumenta-le-tasse-agli-artigiani/

Panda ha detto...

Sì, grazie, Amico Padano, l'ho letto e pure i commenti: tu? Vedo che non neghi, ma anzi sottolinei, quello che è il punto centrale: le tasse per le imprese diminuiranno; quelle per i lavoratori no e probabilmente anzi. E' la solita solfa confindustriale: tagliateci le tasse e vedrete che boom (grazie agli acquisti di quali consumatori è meno chiaro ma transeat). Chi non non ritiene che gli interessi di Confindustria conincidano con quelli del paese (e con i propri) continua e continuerà ad essere contrario al federalismo.
Ma poi i miliardi ad Alemanno e Lombardo quale governo li ha dati?

Anonimo ha detto...

Panda:
Ires - Tassa aziendale
Irap - Tassa aziendale
Irpef - Tassa su persone fisiche

In caso di malagestione aumenta anche l'IRAP oltre che l'IRPEF. e questo serve ai cittadin per fargli capire che i conti della loro Regione sono fuori controllo e che mentre prima ripianava pantalone ora non è più così. Al momento si tratta solo di qualche decimo di punto, con il federalismo se gli amministratori con i buchi alle mani si comporteranno così vedrai tu come aumentaranno le tasse dei LORO cittadini e vedremo poi chi li rieleggerà..
BASTA FAR PAGARE A PANTALONE
Amico Padano

Panda ha detto...

A parte che è ovvio che quando ci saranno situazioni più gravi di tanto Pantalone dovrà pagare in ogni caso perché saranno a rischio diritti costituzionali (e allora niente garantisce da una selezione perversa delle élite che premi quelle più in grado di ottenere favori, come in parte avviene già adesso, ma su scala ancora maggiore se le regioni saranno più abbondante a sé stesse), in ogni caso gli aumenti ci saranno come le regioni decideranno senza un vincolo di ferro tra aumenti Irpef e Irap che costituirebbe almeno una garanzia minima (perché ci sono poi comunque le imposte indirette) rispetto a possibili manomissioni della progressività. Ma poi, chi li rieleggerà? Questo governo il debito pubblico l'ha aumentato e ha aumentato anche la pressione fiscale eppure di elettori pronti a rieleggerlo ce ne sono eccome; per quale ragione dovrebbe andare meglio con un governo locale? Infine: il bilancio statale in pareggio è sempre stato uno dei cavalli di battaglia dei conservatori dall'Ottocento in poi ma non è che sia l'unica opzione di politica economica né necessariamente la migliore: vincoli europei a parte, che di fatto riducono già moltissimo i margini di manovra, a me interessa un uso trasparente e razionale delle risorse pubbliche per cui occorre un *ambiente* che non c'è e che sicuramente non potrà saltar fuori dal cappello del federalismo. In una situazione così opaca a pagare saranno i più deboli: come sempre.

Gioann Pòlli ha detto...

@Paolo: ti devo una risposta (diamoci tranquillamente del tu). Se dico che ci sono diversi livelli di comunicazione forse scopro l'acqua calda, ma è da qui che nasce tutto. "Di lotta e di governo", non a caso, fu uno slogan utilizzato anche dal Pci dei tempi "duri"... Per cui, sulle "provocazioni", se dico che, sul finire degli anni '80, dopo quarant'anni di linguaggio curiale da una parte e da iniziati da comitato centrale dall'altra, per finire in quel simbolico "convergenze parallele" che li ha sintetizzati entrambi, politicamente e semanticamente, per smuovere la maggioranza dei cittadini si è iniziata giocoforza un altra strategia comunicativa. Fatta di slogan forti, di "provocazioni" (l'importante è che se ne parli) e di immagini non più annegate nella formalina di un linguaggio ormai incomprensibile agli stessi ideatori della vecchia politica ma giocata con gli stessi toni della vita quotidiana delle persone. Non mi spaventano quelle che tu chiami "provocazioni", volte a richiamare l'attenzione su problemi che esistono davvero. Qualcuna magari mi piace poco, altre non mi piacciono affatto, ma se servono per iniziare una discussione altrimenti tenuta sottotraccia, ben vengano. Citi la famosa questione del maiale di Calderoli. Può essere esteticamente discutibile, e qui sono d'accordo con te. Ma quel gesto, bene o male, servì per lanciare un messaggio molto chiaro ai profeti della "dhimma" e dell'accoglienza a tutti i costi nei confronti di una comunità né integrabile né assimilabile, i cui fondamenti cozzano violentemente contro i fondamenti che nascono da quei "lumi" che qui tutti dicono di voler seguire. Se le coscienze dormono, occorre svegliarle. Perché il sonno della ragione - l'ha detto molto saggiamente Brecht - genera mostri. So benissimo di non averti convinto, ma questo è il mio pensiero.
Gioann Pòlli

Matteo Prandone ha detto...

@ Polli: "Il sonno della ragione genera mostri" non lo ha detto Brecht, ma il pittore spagnolo Goya nel 1797.
Giusto per la precisione. :-)

Gioann Pòlli ha detto...

Grazie Matteo per la precisazione Ho ancora fisso nella mente quel tema in classe dei(lontani) tempi del liceo che riportava nella traccia quella frase come riportata da Bertolt Brecht. Qualcuno l'aveva detta (e dipinta!) prima di lui... :-)

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