giovedì 17 febbraio 2011

La risposta del PD Lombardia al ripiegamento identitario leghista


"Parliamo la tua lingua. Sempre connessi con i lombardi": ovvero, per i consiglieri del PD Lombardia non esistono, in Regione, residenti di origini meridionali, o figli di residenti di origini meridionali; e neppure stranieri, o stranieri naturalizzati, o figli di stranieri, naturalizzati e non. Ma nemmeno lombardi-lombardi, lombardi da generazioni, ai quali sia però mancato il tempo per mettersi a coltivare il dialetto locale, troppo presi dallo studio di un paio di lingue estere. O forse il PD è cosciente che tutta questa gente esista: ha giusto deciso di non rappresentarla.

(grazie a Arianna Ciccone)


Update. Una replica di Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Regione Lombardia:
Il video che abbiamo girato può piacere o no. L’abbiamo fatto consapevoli di poter suscitare qualche polemica e sicuramente di “far discutere”. Due cose sono certe: i dialetti lombardi non sono appannaggio della Lega Nord e usarli per uno spot - che voleva essere ironico, ma far passare anche un messaggio semplice – non significa ripiegarsi sui temi leghisti. In secondo luogo, BlogDem (il sito che collega i blog dei consiglieri regionali e delle federazioni provinciali del Pd che il video pubblicizza) ha proprio lo scopo opposto: parlare a tutti, prima di tutto ai cittadini che vivono in Lombardia. E farlo pensando proprio ai cittadini, per informarli su quello che succede nella regione in cui vivono, ma anche per raccogliere da loro commenti, suggerimenti e, perché no, anche critiche. Il Pd ha l’ambizione di rappresentare tutti e sicuramente BlogDem è un passo, neanche tanto piccolo, in avanti.
E poi vedrete che la campagna spot che seguirà vi sorprenderà!

20 COMMENTI:

andrealongoni ha detto...

perché, 'n
de l'è ul prublema de parlà'l dialet ? Persino gli immigrati imparano prima il dialetto l'italiano.

Claudio ha detto...

Non è molto difficile da capire: se uno lavora in qualcosa di più grande di una fabbrichetta non ha molte occasioni per sentire il dialetto. Mi dovessi trasferire in Lombardia (come hanno fatto alcuni miei colleghi di università) e un amministratore mi parlasse in dialetto dovrebbero levarmelo dalle mani. In realtà vivo già un'esperienza simile: continuo a lavorare in Toscana ma per ragioni di cuore mi sono trasferito in liguria: visto che faccio il piacere di pagare le tasse lì riterrei quantomeno scortese rimarcarmi in qualche modo che non sono del posto.
Una lingua comune serve anche a questo, poi ci sono i sederi di piombo che pensano che essere nati in un posto sia chissà cosa ...

Anonimo ha detto...

@Andrealongoni: concordo in pieno.

@Sensi: fate sempre più sorridere per queste vostre crociate. Ripeto, dove sta il problema? Non ci si poneva e pone questi problemi con il forte utilizzo del dialetto romano o napoletano in tv ad esempio. Perchè mai ci si deve scandalizzare se aspiranti amministratori locali si vogliono rivolgere ai loro possibili amministrati (nativi, d'adozione o di passaggio) anche nella lingua parlata in zona?

Sentir parlare in dialetto autoctono in Lombardia? Il problema si sarebbe potuto porre se un amministratore pubblico parlava esclusivamente nel proprio dialetto in altre regioni. Lì la questione sorgerebbe... ma nel caso in esame... dove sta lo scandalo? L'è mia un problema.

Quanta ipocrisia c'è a sinistra... direi troppa.

Un cittadino Lombardo

Anonimo ha detto...

@Daniele
Il video che abbiamo girato può piacere o no. L’abbiamo fatto consapevoli di poter suscitare qualche polemica e sicuramente di “far discutere”. Due cose sono certe: i dialetti lombardi non sono appannaggio della Lega Nord e usarli per uno spot - che voleva essere ironico, ma far passare anche un messaggio semplice – non significa ripiegarsi sui temi leghisti. In secondo luogo, BlogDem (il sito che collega i blog dei consiglieri regionali e delle federazioni provinciali del Pd che il video pubblicizza) ha proprio lo scopo opposto: parlare a tutti, prima di tutto ai cittadini che vivono in Lombardia. E farlo pensando proprio ai cittadini, per informarli su quello che succede nella regione in cui vivono, ma anche per raccogliere da loro commenti, suggerimenti e, perché no, anche critiche. Il Pd ha l’ambizione di rappresentare tutti e sicuramente BlogDem è un passo, neanche tanto piccolo, in avanti.
E poi vedrete che la campagna spot che seguirà vi sorprenderà!

Luca Gaffuri, capogruppo Pd in Regione

Anonimo ha detto...

La questione non è di scarso rilievo. Sento anch'io l'esigenza non tanto di parlare in dialetto (son lombardo, ma mi viene meglio il dialetto delle origini dei miei nonni, il basso padovano) ma di riappropriarsi della cultura locale. Chi vive qui in Lombardia sa che basta dire due parole in dialetto e ti credono leghista o, ancor peggio, i leghisti vogliono appropriarsi di tutto ciò che appartiene alla storia locale, trasformandola come se fosse loro. Io sento l'esigenza che riemergano le tradizioni lombarde proprio perchè contrarie alle idee razziste e, soprattutto, iper liberali della Lega (inteso, fasem quel che vulem). Si parli in dialetto di quello che erano ad esempio le mutue operaie fondate poco più di cent'anni fa dai lavoratori lombardi per aiutare chi stava peggio: un piccolo esempio per far capire cosa intendo quando parlo di riappropriarsi della vera cultura locale. Distante anni luce da quella rammostrata da chi si è autoeletto portavoce di tutto il nord.
Saluti
giaber

Anonimo ha detto...

son d'accordissimo con Giaber: questo non è inseguire la lega, ma sfidarla su ciò che ha indebitamente sottratto... la possibilità di essere orgogliosi delle proprie radici senza farne solo un baluardo identitario, tutelare la tradizione aprendola al mondo, al confronto.
mi dispiace che non venga capito

Emanuele ha detto...

"I dialetti non sono un tema appannaggio della Lega" lo trovo ridicolo. La questione non è di chi sia appannaggio, ma se sia un tema.

In Italia c'è forse scarso rispetto per i dialetti? Sono forse poco diffusi, o a rischio estinzione? C'è poca diversità culturale, tanto da voler rimarcare che esserci sul territorio significa differenziarsi dal governo centrale?

Non direi proprio. I colleghi internazionali sono sempre perplessi dal mio non riuscire a capire una canzone napoletana o comasca (per essere d'attualità).

In una nazione in cui non si parla inglese, i dialetti sono veramente un tema su cui accapigliarsi per metterci il cappello? Non posso crederlo. Per questo mi tocca quindi credere che il PD stia semplicemente correndo dietro alla lega.

miriam ha detto...

gazie dani

gravissimo che i democratici inseguano la lega sul suo terreno, fra un po' avremo le ronde pdine?

segnalo che oltre a gad e klaus davi anche la gruber continua a invitare borghezio: ne consegue che ho smesso di guardare la gruber

fate così anche voi

Gioann Pòlli ha detto...

Che bell'invito a nozze... Ricordo anche che il candidato alla presidenza della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha fatto campagna elettorale l'anno scorso parlando anche in genovese. In Piemonte tutte le leggi a tutela della lingua piemontese (anche quella cassata vergognosamente dalla corte costituzionale) sono state bipartisan. Il punto che dovrebbe far riflettere è che la sinistra ritrova se stessa soltanto... inseguendo le battaglie di civiltà della Lega (sissignori, civiltà: quanti di voi sanno che ieri era la Giornata internazionale della Lingua Madre, proclamata dall'Unesco, il cui "atlante delle lingue in pericolo" censisce anche il Lombardo?). Peccato solo che qualche mese fa il Pd in Veneto abbia votato contro la proposta di legge per inserire la lingua veneta nella tutela statale della legge 482.
La sinistra e il Pd si mettano d'accordo con se stessi, una buona volta, circa un tema che - concordo - deve essere di tutti e non di un solo partito politico. In ogni caso, anche questa iniziativa non fa che dimostrare che il futuro è global/local. Un po' tardi per accorgersene, ma meglio tardi che mai...
Gioann Pòlli

Claudio ha detto...

Scusa l'andar fuori tema Polli, ma tra le battaglie di civiltà della lega si deve annoverare anche la copertura finanziaria delle proroghe per le multe sulle quote latte utilizzando i soldi del fondo per le cura e assistenza dei malati oncologici (v. milleproroghe)?

Gioann Pòlli ha detto...

Se vogliamo andare fuori tema sulle quote latte, nessun problema. Ma andiamo all'origine: chi ha deciso e quando, che nella "libera europa del libero mercato" debba essere multato un produttore perché fa troppo bene il proprio lavoro? Libero mercato o libera pianificazione di stampo sovietico? Si può discutere quanto si vuole, ma se vogliamo contribuire a mandare a donnine allegre il nostro settore agroalimentare (settore un tempo definito "primario") provocando la chiusura di quei pochi che ancora resistono per favorire il latte in polvere cinese o quello importato comunque a forza in quanto - grazie all'insipienza di trent'anni - all'italia sono state assegnate quote di produzione inferiori al proprio fabbisogno, allora ben venga l'opposizione ad un'Europa di questo tipo e il sostegno a chi le maninon ha mai avuto paura di sporcarsele di letame. (Fine OT. Ma rientrando in tema, rispondimi in merito alla politica linguistica della sinistra, e sulla giornata Unesco. Entra nel merito, se iniziamo a cambiare argomento potremmo sfoderare tutta una Treccani di cose che non vanno!)
Gioann Pòlli
Gioann Pòlli

Claudio ha detto...

Gioann, mi sembra che il provvedimento riguardi un limitato numero di allevatori (la maggioranza, fessi,hanno pagato), stiamo parlando di qualche centinaio, quindi risparmiami lo scenario tragico. Un limitato numero di irregolari finanziato a spese di chi non si può difendere (ma vuoi mettere il cancro con l'eurabia nutrita a forza col latte cinese!). Putroppo hai la tendenza a prendere la tangente apocalittica come niente. Niente di male, ma eviterei di mettere nella stessa frase "civiltà" e "lega" finchè il milleproroghe rimane com'è. Ritornando in tema, ti posso assicurare che ho molta simpatia per chi difende la cultura locale, e non vedo affatto male molte iniziative nè l'idea di dedicare a tale scopo delle risorse (per cui: Viva l'Unesco senza se e senza ma) ma, dal punto di vista dell'uso da parte degli ammnistratori in campagna elettorale o a fini di "marketing" (che era poi da dove era partito Daniele) mi sembra che sia solo fuffa.
la vicinanza delle istituzioni ai cittadini (e, se vuoi, anche il loro impegno per la preservazione delle culture locali) lo si vede nel concreto

Gioann Pòlli ha detto...

D'accordissimo sulla tua ultima frase. Un po' meno sulle altre, ma fa parte del gioco :-)
Gioann

ps: "fuffa" sì, e non è certo per via di questo spot che la lingua lombarda si salverà.... Ma è comunque un'esemplare testimonianza di un trend che rivede sempre più la crescita di importanza delle identità territoriali, anche linguistiche, prescindendo dalle divisioni politiche. Ed è proprio il punto che divide irrimediabilmente Daniele e me... :-)

giacinto2000 ha detto...

Il GIoann Polli che si lamenta della pianificazione sovietica dovrebbe stare ben attento a quello che fa davvero il suo partito: rubare i soldi a ROma.

Anonimo ha detto...

@Polli: concordo con lei che è un bel segnale vedere che l'uso del dialetto inizi a diventare bipartisan (era ora). Alla fine non c'è nulla di male, c'è solo un tentativo di preservare delle tradizioni e lingue locali. Alla fine ci si esprime anche in dialetto, non esclusivamente, è questo che alcuni a sx non capiscono. L'ipocrisia sta nel fatto che mentre ad es. in Lombardia desta stupore e sdegno, in Calabria, ad es., è già realtà. Ripeto l'uso del dialetto l'è mia un problema.

@Giacinto2000: ok...se lo dice lei... quasi quasi ci credo. Residuo fiscale, gettito imposte, PIL... veda lei chi "ruba" a chi e chi vive al di sopra e/o al di sotto di ciò che produce.
Ripeto, i leghisti a Roma non ci sarebbero se certe regioni si potessero almeno amministrare come il Trentino/Sudtirol (godendo dello stesso status). Ci sarebbe solo una piccola delegazione di rappresentanza, il resto tutto sul territorio, come la Swp. Chissà perchè non si vuole applicare anche solo il trattamento fiscale e di competenze esclusive del Trentino/Sudtirol alla Lombardia per es., escludendo i trasferimenti di cui godono invece le attuali regioni speciali, inutili nell'ipotetico caso lombardo. Non se l'è chiesto? Le finanziarie statali si fanno con i soldi riscossi dalla tassazione...

Cordiali saluti
Un cittadino Lombardo

Gioann Pòlli ha detto...

giacinto2000: non sono uso ribattere ai post qualunquisti e gratuiti, né parlare quando si fa caciara, ma faccio raramente eccezione soltanto quando mi si tira in ballo. E dal momento che ti piacciono gli slogan, di fronte al tuo, ce ne ho uno anch'io: la Lega non ruba a Roma, semplicemente si riprende quello che Roma ha rubato al Nord per dare rappresentanza al Nord. Contento così? Io no.
Ma questa è la dimostrazione che se si vuole far caciara siamo comunque capaci tutti. A discutere entrando nel merito degli argomenti, evidentemente un po' meno.
Gioann Pòlli

ps: ma non si doveva parlare del Pd che - dopo aver "ammazzato" Prodi e Cacciari quando l'avevano proposto -ora si è svegliato ed ha riscoperto i territori?

legionariodinista ha detto...

Caro Gioann, come ho avuto modo di farti notare più di una volta i nemici della lingua locale sono destinati all'oblio della storia.

Grazie per tutto quello che fai.
Mai mollare!
otto-otto!
Paolo

valerio ha detto...

@Polli

Quella della tutela del veneto da parte della legge 482 è l'ennesima boutade propagandistica della Lega, dato che non c'è scritto da nessuna parte che le regioni possono introdurre la tutela per un'ulteriore lingua.
Lo può fare lo Stato, invece: e indovina chi c'è a governare lo Stato italiano?

Quando invece c'è la ciccia, come nel movimento dei sindaci IRPEF 20%, che finalemtne aveva unito sindaci veneti di tutti i colori politici, quale partito è che si è ritirato per interessi di bottega? Inizia per L- e finisce per -ord...

Stessa cosa per il referendum di passaggio di Belluno al Trentino Alto adige (che finalmente darebbe un po' di giustizia a dei bravi montanari): quale unico partito non ha votato a favore?

Gioann Pòlli ha detto...

@Valerio: come sarebbe a dire che "non c'è scritto da nessuna parte che le regioni possono introdurre la tutela per un'ulteriore lingua" Ma stai scherzando? C'è scritto nella Costituzione, e precisamente all'articolo 121: "Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione [cfr. art. 117 c.1,3,4] e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione [cfr. artt. 75 c.1, 83 c.2, 122 c.5, 123 c.2, 126 c.2, 132, 138 c.2 ] e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere [cfr. art. 71 c.1]." La Regione può fare proposte di legge alle Camere, mi sembra piuttosto chiaro. Se la sinistra in veneto non si fosse opposta, la Regione Veneto avrebbe presentato - a norma di Costituzione - una proposta di legge nel parlamento italiano per aggiungere all'articolo 2 della legge 482 anche la lingua veneta tra quelle sottoposte a tutela. Altro che boutade propagandistica. La sinistra spieghi piuttosto perché ha bocciato la proposta, mentre ad esempio in Piemonte, nel 1999, il Consiglio regionale al gran completo e all'unanimità - sinsitra compresa - ha chiesto (invano), con un Odg, al Parlamento italiano di inserire la lingua piemontese (insieme alla veneta e alla milanese già censita e riconosciuta nel documento 4745/81 del Consiglio d'Europa) nell'elenco di quelle tutelate. Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

Mi spiace, ma sta volta non concordo con Daniele.
Ha riassunto bene invece il mio pensiero Anonimo del 18 febbraio 2011 16:34.
Riappropriarsi di ciò che la Lega ci ha tolto (e che colpevolmente di siamo lasciati togliere). Riprenderci il dialetto e gli antichi valori di solidarietà e carità legati al mondo contadino e montano, non vuol dire per forza chiudersi nel proprio brodo o non essere aperti alla diveristà. Senza radici, l'albero muore. Inutile fare le lotte per difendere gli Indios amazzonici, se poi consideriamo inutili le nostre radici.
Nelle vallate la lega supera il 60%, in paesini in cui magari ci sono al max un paio di famiglie extracomunitarie perfettamente integrate. Ci siamo mai chiesti come mai? Un po' di autocritica in questo, caro Daniele, secondo me ci vuole. Apriamo pure il dibattito.
Intanto, grazie per il tuo blog.

Enrico . Novara

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