venerdì 11 febbraio 2011

Ma perché Napolitano non scrive due righe anche a quelli della Lega?

Bene ha fatto Napolitano ad indirizzare una vibrante lettera di protesta a Luis Durnwalder rammentandogli che "un presidente di Provincia non può parlare a nome di una pretesa minoranza". Vorrei tuttavia far sommessamente notare al presidente della Repubblica che in Parlamento siedono 59 deputati e 26 senatori membri di un gruppo ("Lega Nord Padania", oggi; "Lega Nord per l'indipendenza della Padania", fino alla scorsa legislatura) il quale è espressione non solo di un partito che da statuto mira alla disintegrazione dello Stato, ma pure di tre ministri che proprio dalle sue mani ricevettero tale alto e nobile incarico istituzionale. Ecco, veda, se possibile, appena ne ha tempo, di inoltrare due righe "di rammarico" anche a loro, grazie.

25 COMMENTI:

Maria ha detto...

Se ai sedicenti Padani fosse convenuto separarsi dallo Stato Italiano lo avrebbero fatto già da un bel pezzo, visti i picchi di consenso che ha ricevuto negli ultimi tempi.
Il presidente Napolitano li considera per il loro valore effettivo, per questo li ignora.

Maria.

W LA PADANIA !!! ha detto...

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EESTI ha detto...

Le scelte del Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano mi fanno assalire da due idee spontanee.
La prima è storica: Durnwalder ha tecnicamente ragione, perché non è vero che l'Italia è unita da 150 anni, bensì da 93.
La seconda è fantasiosa: se l'Italia del 1919 avesse trattato la minoranza austriaca come gli Slavi avrebbero trattato gli Italiani dell'Istria nel 1945 (infoibamenti o espulsioni), quel signore che pontifica da una città che aveva un nome latino (Bauzanum) quando i barbari germanici erano alle prese con la pietra focaia alle sponde del Dniep, forse ora neanche esisterebbe.

valerio ha detto...

@EESTI
Due osservazioni: la prima è che l'Italia è unita dal 1861, così come gli Stati Uniti d'America sono tali dal 1776. Anessioni successive, sono per l'appunto, annessioni successive.

La seconda è assurda: l'Italia dopo la prima guerra mondiale ha perpetrato un intenso programma di italianizzazione forzata contro le minoranze di etnia tirolese, slovena e savoiarda, equivalente alla russificazione effettuata nei territori non-russi dell'unione sovietica. Questo per una pretesa superiorità storica della nazione italiana, basata su rivendicazioni della grandezza latino-romana di duemila anni prima. Pretesa che a quanto pare è ancora viva e si diffonde in ambienti anti-fascisti a sessant'anni dalla caduta del fascismo.

Se l'URSS del 1940 avesse trattato gli estoni come gli slavi hanno trattato gli istriani, ci sarebbe una persona in meno a pontificare in questo blog. Ma nessuno in Estonia ringrazia l'Urss per non aver deportato tutti gli Estoni in Finlandia.

valerio ha detto...

P.S.
bello il tuo blog. le foto dei confini africani sono introvabili!

Quello che penso è che: un popolo minoritario non deve ringraziare il popolo dominante che lo ha pesantemente discriminato, perché da un'altra parte un altro popolo dominante ha fatto di peggio.
Così come gli estoni non devono ringraziare Stalin, perché Hitler con gli ebrei ha fatto di peggio.

Scorrecto ha detto...

Mi chiedo, invece, come mai il senso di appartenenza tenda spesso a manifestarsi come un "sentirsi diverso" da qualcun'altro.

Più che la propria identirà si cerca qualcuno con cui prendersela.
E' un meccanismo necessario. L'alternativa sarebbe prendersela con se stessi. Ma ci vuole carattere per riuscirci.

Anonimo ha detto...

@scorrecto: il senso di appartenenza porta a sentirsi diverso da qualcun altro quando quello stesso "qualcun altro" pretende con le armi e con la forza che si debba essere tutti uguali a lui. E'il concetto di assogettazione di un popolo: non si puo' confondere lo schiavo con il padrone, anche se quest'ultimo, per non farti fuggire, ti costruisce intorno una gabbia dorata. Tutta la mia ammirazione per il coraggio di Durnwalder.
Gioann Polli

Anonimo ha detto...

A mio modo di vedere fa bene Luis Durnwalder ad esporre le ragioni della maggioranza residente nella provincia autonoma che presiede. Sono italiani solo sulla carta d'identità. Per chi rimpiange il fatto che lo Stato versa nella regione Trentino/Sudtirol il 50% del loro bilancio devono ringraziare solo De Gasperi e i partiti nazionali (però son più dispendiose Sardegna e soprattutto la Sicilia). Senza quel compromesso il Sudtirolo sarebbe già stato riunificato al Tirolo.
Napolitano come molti esponenti politici nazionali sbrodolano di unità ed impongono un sentimento che invece deve nascere spontaneamente e che deve essere sentito (non imposto simil fascismo), si deve essere fieri e/o per lo più soddisfatti della propria comunità per sostenerla serenamente. Oggigiorno non ce ne sono i motivi. Sperequazioni fiscali, criminalità, richiami unilaterali all'unità, quando poi ad esempio, nella terra del napoletano Napolitano, fan quello che gli pare senza che si elevi un richiamo formale e sostanziale(altrimenti s'incorre in biechi razzismi). E' disgregante la LN, la Swp e simili o il comportamento di certe realtà che ci lucrano e non poco sugli apparati centrali e sul clientelismo locale fine a se stesso? Il Nord italia come PIL procapite è ai livelli degli Stati scandinavi, il Meridione dietro a Portogallo e Grecia... due estremi opposti che però hanno un'unica regia centrale che vincola severamente pochi lasciando poi un regime di anarchia nell'altra maggior parte dello Stato (quasi 2/3). Come si fa a voler questo stato delle cose e sentirsi in obbligo morale, o semplicemente essere felici di festeggiare questo infelice traguardo?

La disaffezione è la logica conseguenza dell'ipocrisia italiana e dell'espressione geografica che rappresenta, in quanto il tessuto sociale è lontano dall'essere ben amalgamato in una sintesi che possa dar sfogo alle potenzialità inespresse dei territori che ve ne fanno parte. Sterilizzazione avviata proprio nel momento in cui s'è unita una sempre divisa penisola, uniformandola, sotto un'unica corona.

Cordialmente
Un cittadino Lombardo

Scorrecto ha detto...

Caro Gioann Polli,
leggo male o lei ha veramente scritto "...quello stesso "qualcun altro" pretende con le ARMI e con la FORZA..."?!?!?!

Comunque, io sono molto sensibile al tema dei "popoli assoggettati", degli "schiavi", come li definisci.
Per questo nel mio post http://politicalliscorrect.blogspot.com/2011/02/durnwater-noi-siamo-austriaci-no-tu-sei.html
mi pongo il problema della rappresentanza della minoranza etnica italiana in Alto Adige, primo caso di "ospiti in casa propria"

Anonimo ha detto...

Caro scorrecto, non mi risulta che il cosiddetto processo di unificazione dell'italia sia avvenuto con i garofani. Non mi risulta che i savoja avessero messo fiori nei cannoni e che i soldati del loro esercito, arruolati con la coscrizione obbligatoria, avessero sparato cioccolatini durante l'occupazione di terre non loro, in particolare il Regno delle due Sicilie. Occupato comunque in primo luogo attraverso la corruzione con i denari inglesi dell'esercito borbonico. Le armi le avrebbero usate non i "mille" garibaldini ma l'esercito "italiano" contro i partigiani del Sud bollati con la denominazione di "briganti". Molto più' italiano corrompere il nemico e sparare sul popolo insorto. L'italia nacque con le armi e la corruzione vigliacca. Un bel peccato originale, non c'e' che dire. E poi, la prima guerra mondiale fu una semplice scampagnata, vero? Di armi nemmeno l'ombra. "O Gorizia tu sei maledetta" ti dice nulla? E il fascismo che tento' di italianizzare a forza il Sudtirolo lo fece con la forza della persuasione missionaria, non con la forza e con le armi? Ho scritto davvero qualcosa di cui stupirsi? La minoranza etnica "italiana" in Sudtirolo dovra' essere tutelata, ma da un Tirolo libero e riunificato. Gioann Polli

valerio ha detto...

@Polli
scusami sai, ma la schiavitù è una cosa seria, non è il sud tirolo. sarà un'esagerazione propagandistica utile ai raduni di massa di pontida, ma che qui puoi risparmiarti.

@scorrecto
sinceramente durnwalder ha dimostrato, questa volta, molta più sensibilità di napolitano.

durnwalder ha detto: io non mi sento italiano, così come la gran parte della popolazione della mia provincia. questo perché questa popolazione fa parte dell'italia per motivi squisitamente militari e ha sempre dimostrato uno scarso attaccamento alla nazione italiana. se chi si sente italiano vuol festeggiare festeggi, io e la mia provincia non lo faremo per questi motivi.

napolitano ha detto: l'italia festeggia la sua fondazione e tu non puoi permetterti di non farlo. per questo motivo: l'italia pormai ha piantato la sua bandiera sul territorio dove vivi e tu devi adeguarti.

il problema della minoranza italiana in alto adige che potrebbe risultare offesa dalla non partecipazione di durnwalder è un falso problema.
pensare che la minoranza italiana altoatesina abbia il diritto di costringere durnwalder a festeggiare, per non risultarne offesa, è come pensare che la minoranza tirolese in italia abbia il diritto di costringere napolitano a non festeggiare, per non risultarne offesa a sua volta.
e durnwalder, come detto prima, non si offende se gli italiani festeggiano.

infine sono d'accordo nel dire che questa letterina dovrebbe essere spedita alla lega nord. la quale, a differenza di durnwalder, ha voluto prendersi la responsabilità di governare l'intera Italia, e non solo della propria provincia.

p.s. ma il "cittadino lombardo" è chi penso io?

Anonimo ha detto...

@Valerio: chi pensa chi io sia, non lo so... son passato qua e là in questo blog sporadicamente. Gioann Polli, Sensi ed altri frequentatori di questo blog lo sanno. Poi non so se c'è qualcuno che si prende la briga di firmarsi come me, ad ogni modo Sensi sul suo pc può risalire all'IP. Quindi no problem ;)

Cordiali saluti

Un cittadino Lombardo

Scorrecto ha detto...

@Gioann Polli
Ok, hai aggiustato il tiro ed hai detto cose sulle quali sono pienamente d'accordo con te. Ma se sono questi gli eventi storici che reggono il tuo discorso, per favore, scrivi "...ha preteso..." e non "...pretende...". Perchè io, ora, tempo presente, non vedo militari "romani" alle porte di Bolzano o alle rive del Po. La differenza tra tempi verbali è sostanziale.
Inoltre io non accosterei la parola "schiavitù" a nessuna regione del Nord Italia. Per nessuna regione e per nessuna ragione.

@Valerio
Napolitano, essendo il garante della Costituzione, è anche il garante dell'Unità (almeno in teoria). Quindi, scrivendo quello che ha scritto ha fatto il suo lavoro (una volta tanto).
Durnwalder, essendo il presidente di tutta la sua provincia e non solo di chi lo ha votato, ha dei doveri anche nei confronti di quegli italiani che, pur vivendo in territorio italiano (da 90 anni tale, non da ieri...), sono la vera minoranza in questione.

E comunque lo spunto che avevo proposto era un altro, e più generale rispetto alla questione "Durnwalder".

valerio ha detto...

@scorrecto

Napolitano, essendo il presidente di tutta l'Italia e non solo di chi si sente italiano, ha dei doveri anche nei confronti di quegli austriaci che, pur vivendo in territorio altoatesino (da 1200 anni, non da 90), sono la vera minoranza in uno stato per la gran parte italiano.
Durnwalder, essendo uno dei garanti del Trattato di Pace di Parigi, è anche il garante della minoranza tirolese. Quindi, rifutando di partecipare alle celebrazioni, ha fatto il suo lavoro.

Si potrebbe andare avanti all'infinito. Ciò che cambia è l'atteggiamento verso chi la pensa diversamente: Durnwalder non pretende nulla da chi la pensa diversamente da lui o da enti diversi dal suo, Napolitano invece sì.

@Cittadino lombardo
Ovviamente puoi scrivere quello che vuoi col nome che vuoi (nei limiti della pazienza di Sensi). Mi sarò sbagliato, allora.

Scorrecto ha detto...

No, senti Valerio, se ci dobbiamo mettere a giocare con le parole invece di guardare alla realtà allora facciamo scadere il confronto ai livelli dei bambini saputelli delle elementari...

La realtà è che la parola "integrazione" non vale solo per Rom e compagnia bella ma anche per questi fantomatici sudtirolesi che, in 90 anni, di tempo per integrarsi ne hanno avuto (direi che il 99% di loro non sia mai stato cittadino austriaco....)
In virtù di questo, se loro si sentono una minoranza è perchè VOGLIONO SENTIRSI UNA MINORANZA; perchè VOGLIONO convincersi che bastino occhi azzurri, capelli biondi e lingua tedesca per essere diversi da altri esseri umani. Ma quello che vogliono loro deve essere un problema loro, non degli italofoni dell'altoadige che per una ripicca (perchè, porca miseria, è solo una ripicca) di un germanofono frustrato non possono celebrare l'Unità della loro Nazione.

Anzi, basta girarci attorno, ti sintetizzo il concetto nel mio stile scorrecto:
Quelli come Durnwalder rompono il caz=o per il gusto di rompere il caz=o. Se dopo una vita da cittadino italiano vivi la tua differenza culturale e etnica(?!) come una barriera e non come un valore aggiunto allora la COLPA E' TUA! E le colpe tue devono essere PROBLEMI TUOI!
A Durnwalder non gli sta bene l'Italia? SE NE VADA! OPPURE SI FOTTA!

Gioann Pòlli ha detto...

@Scorrecto: lo Stato italiano non "pretende più con la forza"? Papalia allora - solo per citare un nome a caso - ha scherzato? Non vedi "militari romani"? Allora nulla in contrario se organizziamo un bel referendum sull'autodeterminazione, magari partendo proprio dal Sud Tirolo? Sarei proprio curioso di vedere come andrebbe a finire...
Gioann Pòlli

ps: vallo a dire agli irlandesi dell'Ulster che se a loro non stanno bene i britannici e i trattati di pace "se ne vadano oppure si fottano". Vai a tenere il tuo discorsetto a Derry, sotto il murales di Bobby Sands, magari il giorno di san Patrizio, e poi se torni tutto intero dimmi come è andata.

Scorrecto ha detto...

Eh si, certo, il rapporto AltoAdige/Italia è identico al rapporto Ulster/UK....
Tutti ricordano il famoso Bloody Sunday di Bolzano!!! Vero???

Senti Polli, il paragone non regge ed è anche molto ridicolo e fuori luogo.

Scorrecto ha detto...

Si confondono i problemi seri con i capricci di bambini paffuti e viziati...
Voglio proprio capire che cavolo di problema gli fa a questi "austriaci" di vivere in una Nazione che non li opprime, non gli toglie diritti, gli ha dato gradi di autonomia e tanto altro...

E' per questo che dico che chi non ama l'Italia se ne può andare! Visto che il problema non siamo noi, che non stiamo facendo niente di male, allora il problema è nella testa di chi se lo pone il problema! SE IL TUO PROBLEMA SEI TU, RISOLVITI!

valerio ha detto...

@scorrecto
ma che stai dicendo?

"ma anche per questi fantomatici sudtirolesi che, in 90 anni, di tempo per integrarsi ne hanno avuto"
ma che vuol dire "integrarsi"? abbandonare la propria lingua e tradizioni? per compiacere chi? tu? esistono paesi centenari, ricchi e democratici al mondo con all'interno popolazioni di lingua e tradizioni diversa: a che pro bisogna per forza livellare tutto?

"se loro si sentono una minoranza è perchè VOGLIONO SENTIRSI UNA MINORANZA; perchè VOGLIONO convincersi che bastino occhi azzurri, capelli biondi e lingua tedesca per essere diversi da altri esseri umani"
loro si sentono una minoranza perchè SONO una minoranza. sono una popolazione che ha una propria lingua e cultura diverse da quelle maggioritarie in italia: bisogna farne un dramma? occhi azzurri, capelli biondi e lingua tedesca NON li fanno diversi dagli altri esseri umani, ma li fanno diversi dagli italiani: e allora? E' un problema la diversità culturale? In italia lo è stato dal 1924 al 1944, speravo fosse passato quel periodo...
peraltro l'italia è stata sotto il dominio austriaco per secoli: perché allora quei risorgimentali italiani, invece di "integrarsi" nella cultura austriaca o andarsene hanno combattuto per poter comandare sulla terra italiana?

"A Durnwalder non gli sta bene l'Italia? SE NE VADA"
Penso che sarebbe d'accordo anche lui ad andarsene DALL'ITALIA... ma non lasciando LA SUA CASA. il punto è che tu, suppongo, vorresti pure che se ne andasse abbandonando la propria casa, la terra su cui hanno vissuto i suoi avi per 1200 anni, la società in cui è nato e cresciuto, dove ha imparato a sciare e a parlare tedesco, a far politica e a vestire tirolese. questo perchè nella tua mente l'interesse dello stato deve prevalere su tutto, sulla casa dove uno vive ed è nato, sulla comunità in cui è cresciuto, sulla lingua che i suoi genitori gli hanno insegnato, su tutto ciò che fa di un uomo una persona, prima di farlo cittadino (cosa che per l'appunto decide lo stato, quando, la settimana dopo che sei nato, ti spedisce il codice fiscale).

quando leggo certi ragionamenti iperstatalisti e centralisti non mi stupisco affatto che ci siano tanti padani in giro che vogliono l'indipendenza della padania.
il Polli potrà prendere i tuoi commenti e distribuirli a piene mani, per convincere anche i più ragionevoli abitanti del nord (quelli che non girano con l'elmo cornuto in testa, sembra strano, ma ce ne sono tanti) dei suoi argomenti.

Scorrecto ha detto...

Valerio, ne ero convinto che facevi partire uno sproloquio partendo da una manipolazione del significato della parola "integrazione".
Ti giuro, mi aspettavo proprio le precise parole che hai scritto.

C'è una standardizzazione della risposta in questa società del "contraddire sempre e comunque" nata con i Talk Show.

Non ribatto sui contenuti perchè hai risposto a qualcosa che non ho detto.

p.s.: Sono un napoletano che ha studiato in Germania, una Nazione dove molti idioti odiano i meridionali. Ma io non ho mai odiato i tedeschi, sono diversi ma non ho mai fatto diventare DISTANZA questa DIVERSITA'. E ponendomi così i tedeschi che ho conosciuto hanno imparato ad amare la mia napoletanità. E io ad amare loro.
QUESTO, anche se in piccolo, E' INTEGRARSI.
Ora hai capito che significa questa parola???

Anonimo ha detto...

@Scorrecto: mi sa proprio che viva male questa sua "napoletanità, tenendo conto dell'astio e della poca pacatezza nelle sue argomentazioni: molto ideologiche e passionali, invece che tendenti alla razionalità.
Se la società meridionale non fosse quella che è, violenti distinguo come quelli padani, sudtirolesi, le diffidenze all'estero, non ci sarebbero. Attualmente i cittadini estranei alle regioni meridionali, facilmente si sentono offesi se vengono accumunati a certe "culture" a loro estranee. Ahimè, la cittadinanza politica amministrativa ci accomuna. Perciò, finche i Sudtirolesi, i Lombardi, i Veneti, i Padani e chi voglia aggiungere, saranno accumunati ai meridionali nell'appartenenza politico/amministrativa e geografica dello Stato italiano, dovra fare i conti con la rabbia per il danno che quelle comunità subiscono a livello economico e d'immagine.

Cordiali saluti
Un cittadino Lombardo

Gioann Pòlli ha detto...

In effetti, Valerio ha già detto tutto nel migliore dei modi. Non mi resta che ringraziarlo e quotarlo, malgrado le conclusioni a cui lui arriva non mi pare siano certo le mie.
Gioann Pòlli

Scorrecto ha detto...

Sarei d'accordo anche io con molto di quello che ha scritto Valerio se avessi scritto veramente ciò di cui mi accusa.... ma non l'ho scritto.

Comunque... io ho ripetuto in tutti i miei commenti un unico, semplice concetto che voi non avete focalizzato (forse neanche capito) e al quale non avete risposto:
-Perchè il sentirsi se stesso, l'IDENTITA' di una comunità, si manifesta spesso come un sentirsi IRRIMEDIABILMENTE DIVERSO??? Vi sembra un modo "sereno" di rapportarsi agli altri, pur essendo essi colpevoli di essere italiani, o peggio ancora, napoletani?!

Anzi... Cittadino Lombardo me l'ha data una risposta. Ed è proprio quella che dimostra la mia teoria sulla gente come lui (sempre che non sia un troll).

Un'ultima provocazione prima di abbandonare questa discussione che non ritengo più costruttiva...
Volete la mia risposta ai quesiti che vi ho posto?
Vuoi vedere che i Durnwalder che popolano non l'Alto Adige, ma il mondo, sono un po'... razzisti? Va bene questa parola? O ne preferite una "meno passionale" e più socio-antropologico-culturale?!
"Mediocri che sfogano le proprie frustrazioni figurandosi come vittima di una massa sotto-svliuppata" la preferite come espressione?

Anonimo ha detto...

@Scorrecto: se si fa parte di una comunità (voluta o no), e se ci sono delle componenti che recano danno, e ledono il buon nome della comunità, è normale che le altre componenti si sentano in dovere di rimproverare e di applicarsi affinchè le cose cambino, sempre se si vuole preservare la comunità e se si vuole rispettare le norme che la regolano.
Altrimenti è come se tra due contraenti uno di essi, in malafede, volontariamente, decida di non adempiere ai suoi obblighi.
Veda lei la parte lesa come si dovrebbe sentire e come dovrebbe agire.

Cordialmente
Un cittadino Lombardo

PS: non sono nè un troll, nè tesserato ad alcun partito o settore "giovanile" ad esso legato, nè legato ad associazioni e/o comitati. Sono semplicemente un cittadino sciolto votante.

valerio ha detto...

@scorrecto
ok. forse ho capito quello che vuoi dire. durnwalder dovrebbe dire "sono tirolese", parlare tedesco, vestirsi da schuetzen, ma dire "sono ANCHE italiano": un'identità non dovrebbe escludere l'altra. ma se lui non si ritene italiano, ma austriaco (durnwalder austro-tirolo-itailiano? oppure austro-tirolo-italo-congolo-argentin-cinese dato che, alla fine, siamo tutti uomini?), che me ne dovrebbe fregare a me delle sue opinioni fintanto che lui rispetta quelle di coloro che si sentono italiani?

a quanto pare tu ti senti napoletano e tedesco, benissimo, son contento per te. il fatto è che sei tu che sei andato a vivere in germania, e non i tedeschi che son venuti a comandare a casa tua e a pretendere che tu ti senta ANCHE tedesco!

"Sarei d'accordo anche io con molto di quello che ha scritto Valerio se avessi scritto veramente ciò di cui mi accusa..."

Ok, visto che ho inteso male il termine "integrazione", spiegami bene cosa intendevi con la frase "A Durnwalder non gli sta bene l'Italia? SE NE VADA", potrei aver sbagliato di nuovo.Sinceramente, cosa intendevi? Che il sudtirolo può andarsene dall'italia con durnwalder dentro o che durnwalder può abbandonare la sua casa lasciando il sudtirolo agli italiani che si sono integrati?

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