giovedì 24 marzo 2011

Caro Bersani, non prenderci per fessi, please

Dalla bacheca Facebook di Pierluigi Bersani, aggiornamento di stato:



Da un'Apcom del 3 febbraio 2009:
Il Senato ha approvato il ddl di ratifica del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 (...). Il Pd ha votato a favore, insistendo sulla necessità di ottenere da Tripoli garanzie per il rispetto dei diritti umani. E' stato Nicola Latorre a motivare la scelta del Partito democratico: "Un rinvio oggi suonerebbe come un'incomprensibile atto di ostilità nei confronti di quel paese"

10 COMMENTI:

miccolismauro ha detto...

E dei 25 morti in Siria cosa dice Bersani?

Anonimo ha detto...

beh scusa daniele ma bersani infatti mica ha detto che è stato sbagliato il trattato, ha detto che sono stati sbagliati certi atteggiamenti. E te lo dice uno che Bersani non lo voterà mai nella vita.

Dove starebbe l'incoerenza?

matmat

Gioann Pòlli ha detto...

Vedo che iniziano ad arrivare "le risposte" alle mie domande poste più sotto... ;-) Gli unici che possono "chiamarsi fuori" da questo pasticcio sono i radicali. Ma la sinistra nel suo complesso farebbe meglio a ricordarsi di Andreotti e Prodi, che se l'anello non baciarono fu soltanto per una questione estetica, non certo di sostanza. Mi sovviene ora - a proposito di misure e di pesi (e le armi pesano, oh se pesano) - di quando tre mesi prima della caduta del dittatore Suharto in Indonesia, Prodi e il suo ministro Dini andarono allegramente a Giacarta a riverire il deponituro tiranno, non certo per vendergli una partita di fiori di Sanremo... Ah, les Droits de l'Homme...
Gioann Pòlli

Panda ha detto...

Per dare a Cesare, pure IDV, UDC e Colombo e Sarubbi del PD votarono contro. Ma chi è di "sinistra", Gioann, (ammesso che il PD possa dirsi tale; l'attribuzione di Andreotti alla "sinistra" invece è veramente divertente) non credo patisca particolari imbarazzi a dire che fu un atto sciagurato; chi sta dall'altra parte, non so.

Anonimo ha detto...

Caro Sensi speriamo che capira una volta per tutte che il PD -L è solo immondizia tale e quale al PDL...!!
Oramai del PD non mi stupisce nulla e chi vota PD è tale e quale a un elettore del PDL

Gioann Pòlli ha detto...

@Panda. Non so quanti anni tu abbia, ma sul terzomondismo e sul filoarabismo di Andreotti (e di Craxi, vedi Sigonella) e del rapporto di Andreotti con Gheddafi si è parlato e scritto per decenni. Del fatto che il Pci, su questo (e non solo), spalleggiasse Andreotti, e che il "leader libico" (come veniva definito nelle veline del tempo) Gheddafi con al sua Jamahiriah socialista fosse, insieme ad Arafat e Fidel Castro un'icona della sinistra "à la page" degli ANni '70, sono piene le emeroteche facilmente consultabili da chiunque. Strano poi che la "sinistra estrema", oggi assente dal Parlamento, quella che ancora giustifica ed esalta il regime castrista a Cuba, giudichi "sciagurato" un accordo con un personaggio ancora oggi stimato proprio dallo stesso "lìder maximo", nonché dal grande capo sandinista Daniel Ortega, per il quale il raìs "è grande amico del popolo del Nicaragua che deve condurre nuovamente una grande battaglia". Quanto a Castro, ai primi di marzo, a rivolta libica scoppiata, ha condannato "la colossale campagna di menzogne" messa in piedi contro la Libia dalla stampa internazionale. Ed ha anche spiegato che la violenza in Libia ha ben poco in comune con le sollevazioni popolari in Egitto, Tunisia e altrove in Medioriente. "La Libia è al primo posto in Africa come indice di sviluppo umano - ha scritto Castro - Istruzione e sanità ricevono dallo stato una speciale attenzione e il livello culturale della popolazione è, senza alcun dubbio, il più alto". Praticamente, tutte le lodi che i filocastristi rivolgono a Castro, Castro le ha rivolte a Gheddafi. Poi, però invece è arrivato Olivero Diliberto, "portavoce della Federazione della sinistra", a spiegarci a Radio2 che "Gheddafi è un dittatore, Castro no: a Cuba non c'è una dittatura, ma un modo diverso di esercitare la democrazia". Ok. Castro "differentemente democratico", "Gheddafi dittatore", eppure il "differentemente democratico" elogia il "dittatore". Ma si può sapere quanta roba andata a male in quantità industriale si sono fatti, sotto il cielo di ciò che resta della "sinistra"?
Gioann Pòlli

Panda ha detto...

Io ho un'età che mi impedisce di aver votato, tanto meno di avere il mito del, PCI perché all'epoca della Bolognina andavo alle elementari. In ogni caso sui criteri per distinguere destra e sinistra scrisse anni fa un libriccino Norberto Bobbio; un altra cosina in riferimento alla storia d'Italia è dovuta alla penna di Giampiero Carocci; ti do un aiuto: nessuno dei due ritiene cha la pietra di paragone sia la politica estera.
Vedi, Gioann, capisco bene che la pratica di affibiare etichette e casacche sia uno degli sport preferiti in un paese il cui livello di dibattito politico ha raggiunto livelli infimi ma proprio chi si atteggia perenemmente a vittima di tale discutibile dialettica dovrebbe andarci un po' più cauto: io non ho mai votato, almeno a livello nazionale, quella che tu chiami "sinistra estrema"; non ho mai elogiato la dittatura castrista, di cui penso anzi tutto il male possibile; e ritengo che il giorno in cui Diliberto tornerà a insegnare diritto romano sarà una bocata d'ossigeno per quel che resta della sinistra. Non fatico a immaginare che dal tuo punto di vista sia difficile crederlo, ma c'è anche gente che ragiona con la propria testa e non è iscritto a nessuna tifoseria politica.
Torniamo a bomba: io continuo a pensare che Gheddafi sia un sanguinario dittatore e che non avremmo dovuto dargli 5 miliardi senza pretendere molto di più, o almeno qualcosa, in materia di rispetto dei diritti umani; tu, non so. Penso anche che una vera e propria alleanza, ché di fatto tale è il contenuto del trattato, fosse poco raccomandabile; tu, non so. Eccetera.

Gioann Pòlli ha detto...

@Panda. Guarda che ci deve essere un malinteso di quelli grandi: io non ho assolutamente voluto attaccare etichette a chicchessia, semplicemente rispondevo alla tua obiezione secondo cui, testuali tue parole riferite al trattato con Gheddafi, "chi è di "sinistra" non credo patisca particolari imbarazzi a dire che fu un atto sciagurato". Ed invece ho sostenuto che non dovrebbe essere proprio così, perché la sinistra, estrema e non estrema (fino ad Andreotti, che se di "sinistra" non era era comunque uno dei leader ideali di un certo "terzomondismo") ha sempre flirtato anima e cuore con la repubblica socialista popolare (Jahmairyah) di Gheddafi. E ho citato come ancora oggi i miti della sinistra che si definisce come tale, a sinistra del Pd, stimino, rispettino ed appoggino Gheddafi. E poi ho rilevato estreme contraddizioni tipo quella della pirotecnica frase di Diliberto. Se poi tu sia o non sia di sinistra estrema, questo non l'ho assolutamente tirato in ballo. E se lo fossi, non sarebbe certo un delitto, né io mi permetterei mai di usarlo come un insulto. Prova è che non l'ho mai fatto. Sarebbe soltanto un'opinione diversa dalla mia, tutto qui. Quello che mi fa specie e che ripeto, è che tutto il caos che sopra mi sembra di aver descritto con citazioni alla mano, oggi si sia impadronito di quella che un tempo si chiamava "sinistra" ed ora non lo so più. Perché molti che si definiscono "di sinistra" si collocano ben più a destra dei neoliberisti del Wto, e quindi evidentemente l'impazzimento (o la roba andata a male come da mia battuta precedente) da quelle parti regna sovrano.
Gioann Pòlli

Panda ha detto...

Concordo che ci sia stato un fraintendimento: quando parlavo di chi è di sinistra non mi riferivo certo ai partiti o partitini (non sono qui a fare l'agit-prop per conto di nessuno) ma a quella che è la mia esperienza, reale e virtuale, tra gli elettori di sinistra. Quanto a Gheddafi, più che il terzomondismo paternalista di Andreotti (che a mio parere nulla ha di sinistra) o la (a mio parere deleteria) fascinazione che il coté socialisteggiante del nazionalismo arabo può aver esercitato su una sinistra in fase di sbandamento direi che la spiegazione, almeno parziale (credo che ancora non sappiamo tutto quello che c'è da sapere), della cordialità dei rapporti italo libici sia da rintracciare in una trasversale politica estera italiana filoaraba che data almeno dal tempo del fascismo; prova ne sia l'ulteriore, servile, esasperazione intrapresa da Berlusconi: oppure, chiudiamo il cerchio, e diciamo che è di sinistra pure lui? Quali frutti abbia portato questa politica e a chi credo sarà materia interessante per gli storici del futuro.
Il mio giudizio sui sedicenti rappresentanti della sinistra, come avrai intuito, è severissimo, forse anche più di quello che puoi dare tu. Anche su questo, "a sinistra", nel senso precisato, mi pare ci sia un più di sano disincanto.

Roberto ha detto...

che coraggio bersani, ci prendono proprio per fessi...

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