mercoledì 8 giugno 2011

Amina chi?

Non una tra le discussioni del momento monitorate da Blogbabel, Wikio e OkNotizie rimanda al blog di Amina. E allora io penso che ci sia qualcosa che non va nel nostro modo di concepire - e di "usare"- la Rete. Che è internazionalista per definizione, ma che rischia di soccombere al protezionismo mentale -reazionario- del più dei suoi utenti.

5 COMMENTI:

dans un coin à moi ha detto...

Mah...su facebook è appena apparso un post sul gruppo di riferimento e si lascia supporre che potrebbe trattarsi di una bufala. L'identità della ragazza non è stata ancora confermata dall'ambasciata americana e dai reporters... il testo apparso è il seguente...ognuno tragga le proprie considerazioni...

Questions about Amina's identity have begun to surface on the internet. Reporters and the US Embassy have been unable to verify her identity. At the time this site was created, there was no reason to doubt her authenticity of the story. However, the administrators of this site cannot verify her identity. Investigations are underway.

Amina's story has raised the awareness of the human rights abuses occurring every day in Syria. It is important that people continue to voice support for the many, many political prisoners held by the Syrian authorities. Their stories need to be told and remembered. Over 10,000 people have been detained by authorities within the last few months.

We think it is possible that the writer of the blog is indeed in custody, in which case, it is important to continue to support her. Many people in Syria are forced to use alternative identities to protect themselves.

Whatever the case, we hope she is save and that we will read her words again soon.

Cristian ha detto...

'sta storia di Amina è una delle tante bufale che si inventano per impressionare noi fessacchiotti occidentali, tanto attenti a svelare le falsità propinateci dai nostri TG ma così stupidi quando a prenderci per culo sono i media internazionali.

Anonimo ha detto...

nei sacri confini ci sono dei lager: guardarci dentro potrebbe anche essere una buona cosa.
se pure si fosse trattato di realtà, non si capirebbe comunque perché amina, o sakineh, sì e miliardi di altre persone no.
la trasformazione della vita in spettacolo è la preparazione dell'assassinio dell'umanità, altro che rivoluzione dei social network.
con stima
ghuluww

Io Non Sto con Oriana ha detto...

Non si capisce per quale motivo una donna damascena con propensione per i rapporti affettivi ed amorosi con rappresentanti del suo stesso sesso dovrebbe riscuotere tanto interesse.

http://damascusgaygirl.blogspot.com

A lesbian girl in Damascus.
Cosa volere di più dalla vita?
Donna, lesbica e di Damasco: tre scarogne in un corpo solo.
Secondo certa gente, almeno.
Con in più la cittadinanza siro-americana, che ha una sua giustificazione, come si dirà più avanti.

Mesi fa lessi qualche post del blog e mi venne subito qualche sospetto. In particolare non capivo i toni da turista entusiasta con cui venivano descritti alcuni aspetti della vita damascena come il fashionable hijab.
Normalmente risulta strano che un individuo che appartiene contemporaneamente a due (anzi, tre data la situazione di scontri di piazza continui che ci sono in Siria in questo periodo) minoranze che si postulano conculcate e vessate ed oppresse trovi la maniera di sprecare tempo e visibilità mediatica per osservazioni di questo tipo.

In tutto il blog non compare una sola parola, un solo vocabolo in arabo. Anzi, i testi sono tutti in un inglese privo della minima sbavatura.

In terzo luogo, uno dei post in cui mi imbattei raccontava dell'irruzione compiuta all'alba dalla polizia siriana, venuta a consegnarle un qualche cosa che potremmo definire "avviso orale" o roba del genere. La lesbian girl in Damascus trovava il modo, anche in quelle circostanze, di descrivere nel dettaglio gli abiti che aveva deciso di indossare per presentarsi alla pattuglia.

Qualcosa non quadrava affatto.
Poi, a ventiquattro ore di distanza dalla sua asserita scomparsa, si legge quanto segue:

http://www.corriere.it/esteri/11_giugno_08/amina-giallo-foto-mazza_64b0287a-91d4-11e0-9b49-77b721022eeb.shtml

Foto false, nessuno ci ha parlato, solo scambi via e-mail di cui sarebbe interessante conoscere gli header.

Secondo William Dalrymple la fine degli Assad, che da sempre governano con le minoranze (ivi compresa quella cristiana, il 10% della popolazione) sarebbe nientemeno che una tragedia. C'è da chiedersi il cui prodest di cialtronate come quella che qui si sospetta.
E non è che le folle nelle piazze hanno ragione per definizione. Questo deve essere il punto di partenza.

Anonimo ha detto...

tutto falso, proprio come Neda. C'è sempre tanta gente che abbocca alle bufale made in USA.

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