giovedì 27 ottobre 2011

Macché Renzo Bossi: per Radio Padania chi fa carriera politica grazie al cognome sono Rosa Calipari, Rita Borsellino e Sonia Alfano

Lunedì scorso avevo scritto di Pierluigi Pellegrin, conduttore, su Radio Padania, di "Mai più senza", una rubrica di “resistenza alla società multiculturale” che ogni giorno elenca reati più o meno gravi (talvolta semplici infrazioni amministrative) commessi, “in Padania”, da “negri”, “zingari” e magrebini, ma anche da calabresi, campani e pugliesi (“hanno arrestato un calabrese e tre marocchini, mica un friulano, un veneto o un piemontese”).

Ora Pellegrin, che rigetta ogni accusa di razzismo (esiste l'audio, decidete voi) e che anzi vorrebbe “vedere in carcere coloro che, strimpellando sulla tastiera di un computer dandomi del razzista, si rendono complici di questi criminali”, attacca la deputata Pd Rosa Villecco Calipari (vedova di Nicola Calipari, l'agente ucciso in Iraq dopo la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena), colpevole di osteggiare un progetto di legge leghista contro il burqa e il niqab. Attacca Rosa Calipari, ma anche, seppur senza citarle, Rita Borsellino (sorella di Paolo) e Sonia Alfano (figlia di Beppe).

Con questi argomenti:
"Rosa Villecco Calipari è addirittura vicepresidente dei deputati del Partito democratico. Dico una cosa molto brutta, però avvalorata dalla cronaca: dalle parti dei progressisti essere vedove di personaggi uccisi comporta una carriera politica... essere vedove, o madri di figli uccisi. Bisognerebbe riflettere dal punto di vista etico e morale se non ci sia qualcosa da rivedere o perlomeno da rimproverare nei confronti di chi si approfitta, o sembra che si approfitti, di parenti più o meno famosi morti in circostanze cruente".

Questo l'audio:



ps. Pierluigi Pellegrin è così sensibile ai diritti delle donne islamiche che si chiede “se questa legge (contro il burqa), necessaria perché imposta dalla convivenza forzata con questo tipo di persone, non ci privi di spazi di libertà, impedendomi, per esempio, per colpa di una religione, di coprirmi il volto”, perché “è impressionate incrociare queste donne ridotte a fenomeno da baraccone, è uno spettacolo triste, di avvilimento, ma, attenzione, io penso a me stesso: è avvilente per me che le vedo, per me che sono costretto ad assistervi nella mia società, nella società dove sono nato, nella società dove sono cresciuto, nella società che è stata formata dalle mie generazioni, dalle generazioni che mi hanno preceduto. Poi, naturalmente, c'è anche l'empatia umana per quelle donne costrette ad indossare quel catafalco”.

9 COMMENTI:

pippoiii ha detto...

ma fra i conduttori e "giornalisti" della radio ce n'è ancora uno normodotato?

Anonimo ha detto...

“è impressionate incrociare queste donne ridotte a fenomeno da baraccone, è uno spettacolo triste, di avvilimento, ma, attenzione, io penso a me stesso: è avvilente per me che le vedo, per me che sono costretto ad assistervi nella mia società, nella società dove sono nato, nella società dove sono cresciuto, nella società che è stata formata dalle mie generazioni, dalle generazioni che mi hanno preceduto. Poi, naturalmente, c'è anche l'empatia umana per quelle donne costrette ad indossare quel catafalco”

I NUOVI MAITRES 'A PENSER SCOPERTI DA RADIO PADANIA....PICCOLI MONTANELI CRESCONO!!!!

AndrSci ha detto...

Sonia Alfano non è "madre di figli uccisi".
Credo che l'illustre commentatore si riferisse a Heidi Giuliani.

(con l'occasione, visto che ti commento per la prima volta, ti fo i complimenti per il blog, a ogni post non so se ridere o piangere, e credo sia esattamente il tuo scopo)

Anonimo ha detto...

L'avranno buttata giù senza formalismi e tatticismi di forma, ma credo sia lampante la cosa a tutti i non schierati a priori. Basta vedere anche il caso (ancor più meno nobile, dato il soggetto) della sig. Adelaide Cristina Gaggio. Ahh già, sapendo di non vedersi riconosciuta dall'elettorato come madre di un certo Carlo Giuliani, si fa chiamare col nome d'arte di Heidi Giuliani. Guarda un po'.
Potere, Soldi e Marketing, nessuno ne è immune. La sx è come la dx, stessa identica cosa, come pregiudicati, massoni, mafiosi e gente opportunista tra cui alcuni disposti pure a lucrare sulla morte dei propri cari. Da schifo.
Se R.Bossi è lì per pressioni di famiglia, dato che non vedevano per lui un futuro roseo fuori dalla campana di vetro di papà e mammà, sì sa. Come anche il perchè Bossi s'è separato dalla prima moglie forse, troppo Lombarda (lo si può trovare in giro sul web).

Cordialmente
Un cittadino Lombardo

Matteo Prandone ha detto...

Cittadino Lombardo, questa volta dovresti aggiustare un po' il tiro del benaltrismo, il paragone con l'ex senatrice Gaggio in Giuliani è decisamente inadeguato. Ci vuole un certo coraggio a confrontarla con una dinastia monarchica di potenti come i Bossi, che oltre ad Umberto (re a Roma e sanculotto nelle prealpi) e al delfino Trota designato erede al trono annovera anche la regina madre che becca dal Senato fantastici finanziamenti per la sua scuola privata; il principe Riccardo poco visibile ma ben locupletato ai tempi delle Cooperative Verdi e come euro-portaborse di Speroni; e il conte-zio Franco, senatore mancato per un rigurgito di decenza, ma anche lui ex-portaborse e prezzemolino paracadutato in enti ed associazioni varie. Per dire che i politici italiani in fatto di nepotismo "sono tutti uguali" dovresti trovarmi un'altra dinastia del genere, poi ne riparliamo.

david ha detto...

Quando ascoltavo Radio Padania trovavo intollerabili gli interventi di Oneto, Polli e Borghezio. Le nuove entrate, da Ortelli a Pellegrin passando per Lissoni sono però davvero non classificabili.

Gioann Pòlli ha detto...

@David, te lo chiedo per curiosità legittima, e anche perché amo mettermi sempre in discussione: che cosa trovavi di intollerabile nei miei interventi su Radio Padania? Sarò ben lieto di ascoltare le tue critiche e, se vorrai, di discuterle.
Gioann Pòlli

Anonimo ha detto...

Trota, Trota, come faresti senza papà...

Anonimo ha detto...

grande pellegrin

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