15 luglio, 2008

Berlusconi alla tv francese: "Il 14 luglio? Mi ricorda Yves Montand e Pigalle"

Dichiarazione rilasciata da Silvio Berlusconi -a Parigi per i festeggiamenti del 14 luglio (Presa della Bastiglia, Rivoluzione francese, Diritti dell'uomo e del cittadino...)- all’emittente francese BFM: 

«Ero studente alla Sorbona, il giorno; e la notte lavoravo a Pigalle. E c’era una canzone che ricordo molto bene, “à Paris”, che diceva, nel finale: “Da quando a Parigi s'è presa la Bastiglia, in ogni borgata e ad ogni incrocio, ci sono ragazzi e ragazze che senza sosta danzano nella strada”. Questi sono i miei ricordi. Ed è per questo che sono veramente contento di essere finalmente qui per festeggiare con gli amici francesi il 14 luglio».

Laconici, alcuni blogger francesi si chiedono: “Ma che ci faceva Berlusconi a Pigalle, quartiere dei sexy shop?” 

29 giugno, 2008

Rifiuti campani, Umberto Bossi contestato dal popolo leghista

Fine settimana di imbarazzo negli studi di Radio Padania Libera. Dopo l'ok di Bossi e Calderoli allo smaltimento dei rifiuti campani nel nord Italia, simpatizzanti e tesserati leghisti si sentono traditi. “Nemmeno un grammo della spazzatura napoletana finirà nei nostri termovalorizzatori!”, aveva tuonato la Lega in campagna elettorale. Ed ora la fedeltà solennemente giurata a Pontida dal popolo padano vacilla. Si susseguono i programmi, si alternano i conduttori, ma il tenore delle telefonate che giungono in radio è sempre lo stesso: “State calando le braghe! State solo aiutando Berlusconi a farsi gli interessi suoi!”. 

Marco Pellegrini, speaker di “Padania sempre sarà repubblica del nord”, tenta di dirottare il malumore verso i nomadi: “Parliamo dei sinti che la sera vanno a giocare al casinò ma che pretendono villa e piscina gratis!”. Gli ascoltatori, però, non ci stanno. “Sarà il caldo, ma ho l’impressione che Bossi e Calderoli si stiano ammosciando, attentando ai nostri interessi e alle nostre idee”, replica uno. Per Pellegrini nemmeno il tempo di ribattere, che un altro rilancia: “Noi siamo già verdi, ma non vorrei che con la diossina Bossi voglia farci diventare verdi pure i cuori”. Mai l’esercizio di critica si era spinto tanto in alto, fino a coinvolgere il capo carismatico.

Anche Matteo Salvini, oggetto fino all'altro ieri di venerazione politica da parte della base leghista, non ne esce bene: “Stamattina Matteo ci aveva detto che si trattava solo di una bufala architettata da Repubblica e di non leggere quel giornale che racconta solo bugie”, si lamenta un’ascoltatrice lombarda, “ma, un’ora dopo, la notizia è stata confermata in televisione: che figura!”. Luca Talice, in studio con Pellegrini, gioca la carta della “magistratura politicizzata”: “Forse i nostri leader si sono espressi così perché la magistratura attacca il governo guarda caso ora che è alle porte il federalismo fiscale”. Per poi concludere: “Noi tutti abbiamo firmato una delega in bianco al nostro capo, dobbiamo avere massima fiducia in lui”. Ma la fiducia traballa. Un ascoltatore di Novara: “Com’è che prima parlavate diversamente? Non è che anche voi, come gli altri, pensavate solo a sistemarvi?” 

Altra trasmissione, altro conduttore: "Parliamo del campionato europeo di calcio". Chiama un militante modenese: “Che mi importa del campionato? Quello interessa agli italiani, ed io non sono italiano. Mi importa invece delle cose serie: ricordatevi che qui abbiamo fatto i presìdi durante il governo Prodi contro l’immondizia che arrivava, ci dicevate, per colpa del governo di sinistra… in quei presìdi noi militanti ci abbiamo messo l’anima! ”. Come risposta, di nuovo, la magistratura: “Questo è il momento di far quadrato attorno alla Lega, perché i giudici vogliono sovvertire il risultato elettorale”.

Un'ascoltatrice udinese avverte: “Arrivo adesso con mio marito dal parco: guardate che sono davvero in tanti a lamentarsi”. Un’altra esclama risentita: “Ma ci state prendendo in giro? Siamo stufi di fare i pagliacci!”. A corto di argomenti, il conduttore in  studio prima esorta a “non cadere nella trappola tesa dagli organi di informazione”, poi, spossato, sollecita gli ascoltatori a cambiare argomento, perché “che ci frega a noi della spazzatura napoletana!”. Ed una militante, al telefono, subito lo fredda: “La spazzatura napoletana non è una questione tanto marginale: se roviniamo il nostro terreno che ce ne facciamo poi del federalismo?

Parliamo di altro”, insistono ancora i conduttori, “parliamo del reato di clandestinità, parliamo dei rom che non lavorano: avete mai visto un rom lavorare?”. La base, tuttavia, non demorde. Le telefonate di protesta non cessano di arrivare. Nessuno vuol parlare d'altro. Quando infine da Radio Padania si leva l'appello a telefonare per “abbracciare Bossi, per esprimere solidarietà a lui che per il movimento ci ha rimesso la salute”, un’anonima voce femminile, sconsolata, annota: “Sono in Lega da trent’anni, ma oggi mi sento davvero tradita”.


16 giugno, 2008

Radio Padania: "I rom uccisi nei lager nazisti? Evidentemente qualche colpa ce l'avranno"

 

(clicca per ascoltare un estratto audio della trasmissione)

E’ ancora delirio anti-rom su Radio Padania Libera. Dopo le parole di Leo Siegel ("Certamente c'è stata la persecuzione nazista dei Rom, ma sarebbe facile fare battute sul perché e per come") e di Matteo Salvini ("è più facile derattizzare i topi che scacciare gli zingari"), è la volta della trasmissione (satirica?) "Mai dire Italia", condotta da Massimiliano Romeo, assessore alla sicurezza e viabilità del comune di Monza, e, in collegamento telefonico da Roma, dallo stesso Salvini.

Un ascoltatore parla di rom in termini di "parassiti, come pulci sui cani" coi quali, nei lager nazisti, "pure gli ebrei non volevano aver nulla a che fare". La replica di Massimiliano Romeo: "Se nel corso della storia i rom non si sono fatti molto amare, evidentemente qualche colpa ce l’avranno pure, qualche errore lo avranno commesso".

Sempre Romeo: "In Romania ci sono bravissime persone, in tanti cantieri si trovano tanti rumeni che sono persone oneste, mentre i rom sono un'altra cosa. I rom sono una etnia particolare, che crea problemi". 

Matteo Salvini richiama "all’ordine" il collega, invitandolo a precisare che "noi si è contro ogni forma di violenza", perché "Gad Lerner magari ci sta ascoltando e poi manda questo pezzo in onda". 

"Se c’è qualche rom che si vuole integrare ben venga, c’è la nostra disponibilità", precisa, allora, Massimiliano Romeo. 

Ma quando un ascoltatore ricorda di come "da piccolo mia nonna mi chiudeva in casa al passaggio degli zingari, perché si diceva che rapissero i bambini",  subito chiosa: "Li rubano ancora adesso, non ci dirai anche tu che si tratta di leggende metropolitane". E Salvini: "No, adesso li prendono in prestito, in affido".


08 giugno, 2008

Giovani Padani: "I Marocchini? Marroni come la cacca"

Radio Padania, trasmissione "La Catapulta" dei Giovani padani. Si commenta la delibera della giunta comunale di Milano che prevede l’innesto, in città, di 1600 alberi al fine di compensare quelle che saranno le emissioni di CO2 del Festival Internazionale dell’Ambiente. "Almeno Milano così sarà più verde e meno marrone… perché ce ne sono tanti di marocchini ormai a Milano", dice uno dei ragazzi. E il conduttore: "Sì, ce ne sono troppi di marocchini…. perchè la cacca è marrone!". 

Risate in studio. E poi una proposta: arresto in flagranza di reato per gli "islamici che stanno sul marciapiede a pregare". 

Qui sotto, l'audio.

01 giugno, 2008

France 2: "Lega Nord, un partito xenofobo al governo dell'Italia"

 

Servizio trasmesso dal canale pubblico francese "France 2" lo scorso 12 maggio. 

Di seguito, la traduzione. 

Corrispondente: Non è un trionfare modesto quello di Giancarlo Gentilini. Davanti ai suoi militanti euforici, nel suo piccolo paese veneto, il tribuno della Lega Nord coltiva il suo gusto per la provocazione.   

Voce che traduce Gentilini: Popolo della Lega, io voglio liberare le nostre strade dagli immigrati clandestini: via tutti! Non voglio moschee: distruggiamole! - viva la Lega! 

Corrispondente: Attorno a lui, sfilano alcuni dei 60 deputati e dei 25 senatori della Lega, come Luca Zaia, che da lì a poco sarà nominato ministro dell’Agricoltura del nuovo Governo Berlusconi.  

Voce che traduce Zaia: Occorre un archivio del DNA di tutti gli immigrati che vivono in Italia!  

Corrispondente: La Lega Nord, un partito xenofobo nel cuore del potere. In quel Veneto rurale e prospero in cui regna ancora la piena occupazione, la Lega attira il 30 per cento degli elettori e cristallizza le paure degli abitanti. Le grandi città del nord hanno ceduto al discorso securitario: Verona, 260 mila abitanti di cui 30 mila stranieri, è la nuova vetrina della Lega Nord. Le sue arene romane, il balcone di Romeo e Giulietta e il suo sindaco di 38 anni eletto lo scorso anno con il 61 per cento dei voti. Flavio Tosi è fiero di mostrare una delle sue opere: la distruzione di un campo che accoglieva nomadi rumeni.  

Voce che traduce Tosi: Queste macerie non sono qui per caso: servono a rendere il terreno impraticabile affinché quelli non possano tornare. Le persone che non vogliono integrarsi non sono le benvenute.  

Corrispondente: Chiudere le frontiere ed espellere i clandestini: l’ossessione di Umberto Bossi. Indebolito da un attacco cardiovascolare, il leader storico della Lega Nord intende ancora pesare sul suo alleato Silvio Berlusconi. I due uomini si conoscono bene: dal 2001 al 2006 Umberto Bossi ha già fatto parte del governo di Silvio Berlusconi. Ma questa volta la Lega Nord ha raddoppiato il suo peso elettorale e conta di imporre le sue vedute in materia di immigrazione in seno al nuovo governo.

09 aprile, 2008

Matteo Salvini, Lega Nord: "Gli zingari peggio dei topi"

Milano. Sgomberato il campo nomadi della Bovisa, Matteo Salvini, il "maître à penser" dei giovani padani, si aggira in zona, tra i banchi del mercato, in collegamento telefonico con Radio Padania Libera. C'è da raccogliere l'entusiamo del giorno dopo, la soddisfazione dei concittadini. Che per la verità parlano poco di nomadi. Preferiscono lamentarsi di pensioni e carovita. Anche quando un po’ imbeccati dallo stesso Salvini si esprimono su immigrazione e sicurezza, loro suggeriscono che sì, occorre essere duri con i violenti, ma accoglienti verso gli altri. Che delusione! Pensare che Salvini gioiva durante lo sgombero del campo, esultava davanti alle ruspe, dolendosi, in una giornata altrimenti impeccabile, di non poter condividere quello "spettacolo" con gli ascoltatori di Radio Padania. Perché non si era tutti lì a brindare per la becera conquista? 

Infine, qualcuno si avvicina al suo microfono, non per denunciare un principio di accampamento abusivo di nomadi, ma un vicino accumulo di macerie e di murature diroccate infestate dai topi. Ed è allora che Matteo Salvini rassicura: "I topi sono più facili da debellare degli zingari", dice. Senza remore. Senza vergogna. 

Qui sotto, l'audio.


 

10 marzo, 2008

Radio Padania: “Nebbia sparita grazie alla Lega Nord”

Al grido di "Venezia risorga, risorga Venezia!", Radio Padania dice la sua sui mutamenti climatici che stanno investendo il mondo. Senza imbarcarsi in tecnicismi su assottigliamento della fascia di ozono ed emissioni di Co2. Perché non sono le attività umane ma i mutamenti socio-politici a determinare, secondo Radio Padania, gli sconvolgimenti del clima. 

Così esposta, la tesi non sembrerebbe nemmeno bizzarra. Non è vero che atteggiamenti culturali dominanti determinano specifici sistemi di produzione industriale e di organizzazione urbana che interagiscono con l'ecosistema?  

Peccato che Radio Padania intenda affermare qualcos'altro, in un argomentare avulso al principio di causalità fisica. Tanto che il conduttore si sente di puntualizzare: non si tratta di posizione "spiritistica", ma "analogico-sincronica". 

All’origine ci sarebbe un non meglio specificato "studioso brasiliano" che avrebbe spiegato un presunto mutamento climatico verificatosi nell’altopiano brasiliano quale "effetto" dell’edificazione della città di Brasilia. Tale variazione non sarebbe da addebitarsi, secondo lo "studioso", all’intensa attività urbana - e magari al conseguente inquinamento- di una città costruita dal nulla, quasi da un giorno all’altro, bensì alla del tutto astratta nuova realtà "psicosociale" di una zona divenuta all’improvviso "regione di capitale". In virtù di una sorta di incontrollabile - e non verificabile- osmosi unidirezionale tra attività neuronica ed attività atmosferica. 

Il conduttore propone la tesi agli ascoltatori, elencando quelle che, secondo lui, sembrerebbero essere evidenze cronologiche in grado di avvalorarla: " L’11 settembre era un giorno molto bello in America, ma dall’incredibile foschia qui da noi, e da allora si è verificato qualcosa di non riconducibile alle tradizionali leggi meteorologiche: un 2002 rocambolesco; un 2003 estremamente asciutto; un 2004 ventosissimo; un 2005 dall’agosto molto piovoso; un 2006 complessivamente accettabile ma temporalesco; un 2007 tendenzialmente buono ma caratterizzato da forti scompensi climatici e da un’estate più fredda del solito". 

E se pure l’Inghilterra degli ultimi anni non conosce più "piogge bibliche" è perché "deve essere lì successo qualcosa di riconducibile al discorso socio-cultural-politico". 

La prova definitiva della validità della tesi? In "Padania", ovviamente. Le "ricerche" dello "studioso brasiliano" fornirebbero la chiave di lettura alla "evidenza di un parallelismo particolarmente accentuato tra evoluzione dirompente in senso federalistico del pensiero cultural-politico e il mutamento climatico verificatosi in Padania". 

Spiega il conduttore: "L’ultima estate di tipo tradizionale fu quella del ’79, l’anno del famoso incontro tra Salvadori, leader del partito autonomista valdostano, ed i grandi soggetti formatori di quella che sarebbe divenuta la Lega Nord. La sensibilità verso il federalismo si è accentuata negli anni ’80 per trovare definitivamente spazio in Parlamento e sui media negli anni ’90. E tra la fine degli anni ’70 e metà degli anni ’90 il clima ha subito un processo di accelerazione notevole, è aumentata progressivamente la piovosità così come si sono alzate le temperature, e, quanto alla nebbia, ora ve n’è meno da noi che non nelle valli romane, casertane e foggiane."

Il discorso si sofferma, in particolare, sul 1996, anno "assolutamente abnorme da un punto di vista climatico, con una primavera particolarmente mite ed un’estate particolarmente afosa, nonché un agosto tragicamente piovoso". Per chi non lo ricordasse, nel 1996 veniva dichiarata la "Padania indipendente". Sempre il conduttore: "Il giorno della consacrazione della Padania, in particolare, la temperatura era molto bassa e soffiava un vento elevato in un contesto, quello veneziano, generalmente non caratterizzato da particolare ventosità". 

I meteorologi tradizionali saranno in grado di registrare simili "parallelismi analogico-sincronici"? No; ecco perché il conduttore esulta per come " i meteorologi romani e napoletani " avrebbero lasciato parte del loro spazio "a quelli padani", che "per la prima volta si sono affacciati alla storia e hanno rivendicato la loro autonomia di giudizio".