22 settembre, 2011
«Cacciamo le Ong da Lampedusa»
Quello delle associazioni umanitarie che aiutano gli immigrati "informandoli esageratamente" dei loro diritti è un vecchio cruccio leghista. Ieri si trattava dei campi rom da sgomberare a Milano, oggi dei migranti detenuti nel Cie di Lampedusa. Della cui ribellione, esplosa martedì scorso dando alle fiamme il "centro di accoglienza", Angela Maraventano, senatrice della Lega e vicesindaco dell'isola, accusa, dalle onde di Radio Padania Libera, proprio le ONG: "Chiederò al Governo il loro allontanamento dall'isola, poiché sono le associazioni umanitarie che, venendo a vedere come li trattiamo e come non li trattiamo, fomentano questi delinquenti e ne sostengono le battaglie". Opinione condivisa da Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa, il quale, anch'egli intervenendo telefonicamente su Radio Padania Libera ("ho piena fiducia in Roberto Maroni perché è un ministro che ha avuto la forza di sterminare tutte le mafie presenti in Italia"), se la prende in particolare con le organizzazioni non governative che vigilano sulla condizione dei minori stranieri non accompagnati, "minori che in realtà non sono minori, poiché hanno 16 o 17 anni e sono ben dotati, pertanto dobbiamo stare attenti altrimenti ce li ritroviamo nelle camere da letto".
Daniele Sensi (per l'Espresso)
17 settembre, 2011
iPadania
"Voi che dite che la Padania non esiste e che nel mondo nessuno la conosce: ma lo sapete che un pezzo dell'iPhone lo fanno a Vimercate?"
13 settembre, 2011
Borghezio, il Blocco identitario e il Mein Kampf
Borghezio aiuta i neonazisti
Parigi, 14 luglio 2002, celebrazioni per l'anniversario della presa
della Bastiglia. Lungo gli Champs-Élysées, 163 cadetti ufficiali
dell'accademia di West Point e 75 pompieri di New York aprono il corteo
militare, seguiti, a bordo di una jeep scoperta, dal presidente Jacques
Chirac. A 150 metri, tra la folla, dietro le transenne, un ragazzo
estrae una carabina e spara. Il presidente Chirac sembra non accorgersi
di nulla e continua a salutare. ma nelle retrovie,la gente urla;
qualcuno si scaglia sul ragazzo per strappargli il fucile dalle mani.
Con l'auto presidenziale oramai lontana, fallito il tentativo di
assassinare il capo dello Stato, il giovane tenta quindi di puntarsi
l'arma addosso; ma è un attimo: gendarmeria e agenti in borghese lo
raggiungono, lo immobilizzano e lo disarmano.
Ammanettato e condotto alla centrale
della polizia parigina, il ragazzo verrà identificato come Maxime
Brunerie, un fanatico neonazista già candidato alle elezioni municipali
per il partito di estrema destra Mouvement national républicain e vicino
al gruppo di Unité radicale, formazione extraparlamentare della destra
rivoluzionaria. Da lì a un mese, Unité radicale sarà messa fuori legge
«per ideologia razzista e antisemita e per incitamento all'odio e alla
violenza». Da lì a nemmeno un anno, due dei maggiori esponenti di
Unité radicale, Fabrice Robert e Philippe Vardon, daranno vita ad una
nuova organizzazione politica, il Bloc identitaire, Blocco identitario.
Nizza, 9 settembre 2011, "Lou Bastioun", una delle "case
identitarie" (bar, biblioteca e palestra di pugilato) del Blocco
identitario, che qui opera con la sigla di Nissa rebela. Conferenza
stampa congiunta di Mario Borghezio e Philippe Vardon, il quale, in
veste di presidente della struttura regionale del Blocco, annuncia:
«Mario Borghezio intende mettersi al servizio della popolazione nizzarda
in qualità di deputato europeo».
Nei fatti: una presenza
fissa, a cadenza settimanale, dell'eurodeputato leghista nella
roccaforte del movimento neofascista francese. Condannato nel 2008 per
"ricostituzione di gruppo disciolto" (il riferimento è proprio a Unité
radicale) e per incitamento all'odio razziale, privato per due anni dei
diritti politici, Vardon aggiunge: «Insieme lavoreremo alla creazione
di una fondazione europea per la formazione dei giovani militanti: con
la Lega Nord abbiamo un legame di vecchia data, che d'ora in avanti si
farà ancora più stretto».
Un legame che risale almeno al
2008, quando, prendendo parte ai lavori di inaugurazione della nuova
stagione politica di Nissa Rebela e accompagnato dall'allora
vicesegretario della Lega Nord Liguria, Edoardo Rixi, Borghezio
consigliò ai militanti identitari nizzardi, che gli chiedevano come
fossero riusciti gli «identitari padani di andare al governo», di
rivalutare il lavoro di personaggi come Julius Evola, capaci di fornire i
«fondamenti metafisici e spirituali della battaglia identitaria». O
ancora al 2009, quando una telecamera della televisione francese colse
l'eurodeputato leghista suggerire a quegli stessi militanti la strategia
delle strategie: «Occorre insistere molto sul lato regionalista del
movimento. E' un buon modo per non essere considerati immediatamente
fascisti nostalgici».
E che il Blocco identitario, sotto sotto,
sia sempre lo stesso, ovvero la neonazista Unité radicale disciolta
nel 2002, appare più che evidente da un documento
trasmesso
,
la settimana scorsa, dall'emittente Canal +. Di nuovo una sede del
Blocco identitario, di nuovo una telecamera nascosta. Un giornalista
finge di voler aderire all'organizzazione. Questa la prima lezione di
dottrina che gli viene impartita: «A Norimberga non è stato condannato
solo l'ariano bianco, ma l'uomo europeo e i valori di cui quello era
portatore. E' per questo che voi siete militanti identitari: non solo
perché avete un capitale razziale nelle vene che tramanda geneticamente
quei valori (…). Oggi il nemico, la nostra grande battaglia, è il
meticciato. In quale famiglia oggi non c'è un meticcio? Tutti abbiamo
una cugina che sta con un ragazzo di una qualche razza improbabile. Qui
io vedo il pericolo, che i nostri giovani considerino ciò normale e che
pensino che la negra che ci sta vicino sia un essere umano come te e
me. E contro il meticciato non c'è battaglia militare che tenga: o hai
una coscienza razziale o non la hai. Come ha scritto un altro pensatore:
'Ogni animale si accoppia solo con un simile della sua stessa specie'.
Sta scritto nel Mein Kampf».
Un indottrinamento che passa pure
per la musica. Tramite Alternative-s, un'etichetta indipendente che fa
capo al Blocco identitario. Nel
catalogo
,
anche brani italiani, dalla classica "Bandiera nera" ad una più
recente "Me ne frego".
Gli stessi Philippe Vardon e Fabrice
Robert un tempo suonavano in una rock band. Il ritornello di una loro
hit faceva così: «Un proiettile per gli yankee, un proiettile per i
cosmopoliti, un proiettile per i sionisti».
Ma è alla luce del sapore paramilitare dei campi estivi organizzati ogni anno dal
Blocco identitario
che la "fondazione europea per la formazione dei giovani militanti" cui
accennava venerdì scorso Philippe Vardon appare inquietante. L'idea è
di Borghezio, che l'aveva illustrata nel corso della Conferenza di
Orange del 2009, meeting delle estreme destre di tutta Europa ancora una
volta promosso dal Blocco identitario. Si deve il resoconto di quella
giornata alla
televisione svizzera
:
una «scuola politica che dia vita ad una comunità studentesca di soldati
politici capaci di tener testa, sul terreno fisico, ai nostri
avversari».
Daniele Sensi (per l'Espresso)
09 settembre, 2011
07 settembre, 2011
On. Torazzi, Lega Nord: "I magistrati meridionali favoriscono la mafia"
"Se, oltre ad avere un ministro dell'Interno padano, avessimo anche i
magistrati padani, probabilmente in Padania la mafia non esisterebbe,
perché la nostra magistratura, che è fatta tutta di ragazzi del sud coi
loro burocrati del sud, è un autentico groviera di informazioni: come
fa uno a denunciare un mafioso se il mafioso, dopo tre minuti, lo sa
perché viene informato da qualcuno, dagli amici? Perché questi sono
così: qualcuno sarà codardo, qualcuno sarà venduto, qualcuno
semplicemente facilone... Poi il magistrato, quando tornerà dalle ferie,
quando avrà voglia, interverrà, perché questa è la
loro cultura, il loro modo di fare".
Inoltre: "La Lega è fatta di
Maroni che ha arrestato tantissimi mafiosi, ma è fatta anche di molti
sindaci coraggiosi, come Cesarino Monti e Gentilini, che hanno preso
iniziative contro i mafiosi, contro il riciclaggio, contro gli islamici (sic); poi è però intervenuta la Corte Costituzionale che, putacaso, è fatta tutta di ragazzi del sud che, putacaso, vengono da regioni mafiose".
E
ancora: "Ci sono moltissimi immigrati del sud anche in Svizzera, e la
Svizzera è da sempre un centro dove girano soldi e capitali, eppure, di
estorsioni, in Svizzera non ce ne sono: come mai? Credo sia dovuto al
fatto che in Svizzera ci sono i magistrati svizzeri".
A parlare,
nel corso di un filo diretto con gli ascoltatori di Radio Padania
Libera, è l'onorevole Alberto Torazzi, capogruppo del Carroccio in
Commissione attività produttive.
Di seguito, un estratto audio.
