I quattro gol -e la vittoria- della Spagna visti da Radio Padania Libera:
I quattro gol -e la vittoria- della Spagna visti da Radio Padania Libera:
Pierluigi Pellegrin («io i neri li chiamo negri per gusto personale, per il piacere un po' perverso di essere insultato dai progressisti») conduce il preserale di Radio Padania Libera. Sua è la rubrica "Mai più senza società multiculturale", una rassegna stampa, quotidiana, di crimini più o meno gravi compiuti da cittadini stranieri in suolo "padano", una sorta di vespro dell'odio introdotto da un passaggio di "Colpa d'Alfredo" di Vasco Rossi ("è andata a casa con il negro la troia") e da un frammento dell'intervento di Nichi Vendola a Piazza Duomo per la vittoria di Pisapia ("noi vogliamo abbracciare i nostri fratelli rom e musulmani").
Con la voce che calca il tono sulle nazionalità dei «predoni stranieri» («calano i furti nei negozi, questa è la dimostrazione che i predoni stranieri oramai se la prendono con i più deboli, come gli anziani»), il suo è uno spazio che non risparmia neppure i bambini: «Avviato a Verona un programma di copertura vaccinale per un gruppo di bambini rom di origine rumena. Sarebbe una fantastica notizia, se esistesse il vaccino anti-furto»; o, ancora: «Assalto in villa ad opera di una banda di immigrati albanesi, e, per la serie le buone notizie non arrivano mai da sole, quasi la metà dei bambini nati a Susegana, nel trevigiano, è straniera: un futuro pieno di opportunità multiculturali come quella di cui vi ho appena dato notizia».
Un'ossessione xenofoba che, ieri sera, non ha avuto pietà neppure per la piccola "Anna", una bimba ucraina, affetta da tetraplegia muscolare dalla nascita, che, a Treviso, grazie all'interessamento di una Onlus, ha finalmente acquistato l'uso delle gambe ma che, a causa dello scadere del visto turistico, rischiava l'espulsione prima del termine delle terapie mediche. Tra storie di scippi, furti e stupri, la vicenda ha fatto capolino nella rubrica di Pierluigi Pellegrin. Il quale -«adesso fatemi sconvolgere i borghesi con una battuta caustica»- ha così commentato: «Questa bambina, adesso, tutto sommato, può andarsene con le proprie gambe a casa sua».
Di seguito, l'audio:
(per il blog dell'Espresso)
«Si guardino gli ultimi procuratori della Repubblica che abbiamo avuto a Mantova o a Vicenza, sono tutti uomini del meridione, questo perché lo Stato non vuole assolutamente che qualcuno di autoctono possa lavorare in certi posti, come anche nell'Agenzia delle Entrate del Veneto, la quale ha sì bandito un concorso per cento dipendenti, ma degli ottomila iscritti nessuno è di Verona o di Padova, proprio perché dietro c'è la volontà dello Stato centralista di sradicare le culture e le abitudini locali, quindi i nostri ragazzi nemmeno si iscrivono, perché vedono che i nomi di chi siede in commissione non sono nomi padani e sanno che i meridionali hanno la concezione della lobby e che quindi è possibile che vengano avvantaggiati coloro che provengono da una certa area.»
«Noi non ce l'abbiamo con il Sud, non ce l'abbiamo con la Calabria o con la Campania, diciamo solo che siamo diversi: loro hanno le loro doti, le loro caratteristiche positive come quelle negative, noi ne abbiamo altre (...). C'è insomma una cultura diversa: si sa che ai napoletani non piace molto lavorare come quanto ne sono portati i padani. Bisogna però che vengano sviluppate le doti positive di ogni singolo popolo, non cercare di uniformarli tutti nel tentativo di dire anche ai napoletani: "Voi dovete lavorare 8 ore al giorno", perché probabilmente non è nella loro caratteristica - loro possono fare altre cose, magari sono bravi a cantare. Ognuno ha le sue specificità, insomma: come negli sport, dove si sa che gli africani sono generalmente più veloci nei 100 metri, così ogni popolo ha le sue attitudini. Non bisogna forzare quella che è la natura».
«Sarà difficile trovare su giornali come l'Unità, o similari, notizie sui progetti occulti del Club Bilderberg, questo perché oggi la sinistra culturale è direttamente o indirettamente complice degli stessi poteri del Club Bilderberg. Ciò nonostante, alcune notizie sul Club Bilderberg sono passate grazie ad alcune interessanti trasmissioni televisive come Mistero, in cui ultimamente si è parlato spesso e volentieri del Club Bilderberg o di altre realtà che appartengono al peggior mondialismo. Ci sono infatti collegamenti del Club Bilderberg e della Trilateral Commission con alcuni aspetti esoterici e 'misteriosofici' -ossia con quello quello che io ho altre volte chiamato 'il cattivo esoterismo'. In altre parole, ci sono delle premesse di carattere non solo ideologico, ma anche pseudo-religiose, che starebbero alla base delle scelte fatte dai padroni del mondo. Qualcuno addirittura parla di 'ipoteca satanistica' , parla di conoscenze occulte che vengono usate male per riuscire in qualche modo ad impadronirsi dell'Universo.
Ieri sera, a Forlì, abbiamo avuto ospite alla nostra tavolata uno scrittore il quale ci ha raccontato come nella realtà ci sia una connessione tra il peggior satanismo e il mondialismo, portandoci ad esempio la famosa tela delle Nazioni Unite dove vengono riportati, in una immagine allucinante, i settantadue demoni che governano il mondo. Quindi se pensiamo come già la massoneria tradizionale sia stata complice di questa ipoteca satanistica, non possiamo che rimanere allarmati e disgustati da quanto i nuovi poteri forti si abbeverino e si allattino alle mammelle di Satana e di Dio Mammona per riuscire a portare a termine le cose che hanno in mente. Però in questo momento è meglio soffermarsi più particolarmente sugli aspetti economici e politici, perché ipotizzare che l'attuale Governo, non in termini di coscienza e di consapevolezza assoluta, sia in qualche modo un anello di una catena che ci tiene incatenati sulla base di idee, decisioni, progetti più grandi forse dello stesso pianeta Terra, questo è molto importante. L'Italia, probabilmente, e, soprattutto, la Padania, sono in questo momento al centro di questo progetto enorme».
Rosy Mauro smentisce: «Mi vedo costretta ad adire le vie legali per
tutelare la mia rispettabilità, onestà e onorabilità contro l’ennesima
fuga di notizie infondate, false e gravemente diffamatorie». Anche il
senatore Piergiorgio Stiffoni smentisce: «Ribadisco la mia posizione di
assoluta estraneità a qualsiasi movimentazione di denaro della Lega
Nord: di quello che facesse Belsito con i soldi del movimento non ho mai
saputo niente, dalla Lega non ho mai avuto soldi e di come investo i
risparmi miei e della mia famiglia sono solo affari miei e non devo
rendere conto a nessuno».
Parole che, nel pieno della bufera che
ha investito la Lega, rincuorano Matteo Salvini: «Abbiamo già espulso
chi ha portato i nostri soldi in Tanzania, se altri hanno sbagliato
pagheranno, ma così, almeno, possiamo lasciare i diamanti in
gioielleria». Già, i diamanti, diamanti e oro, quelli che, stando a
quanto emerge dalle carte degli inquirenti, sarebbero stati acquistati
con i soldi distratti dalle casse del Carroccio: 200 mila euro in
lingotti d'oro consegnati all'ex tesoriere Francesco Belsito, più altri
400 mila euro in pietre preziose che, sempre secondo gli inquirenti,
sarebbero stati «comprati e poi consegnati materialmente» nella
disponibilità del vicepresidente del Senato Rosy Mauro, del senatore
trevigiano Piergiorgio Stiffoni, membro del precedente comitato
amministrativo di tesoreria della Lega, e dello stesso Belsito.
Lingotti e diamanti che ora mancherebbero all'appello e che lunedì hanno
nuovamente portato la Guardia di Finanza in via Bellerio.
«Cercate
l'oro della Lega? Andate a controllare nelle sezioni, troverete decine
di migliaia di militanti che si impegnano con serietà e infinita
passione per la loro terra e per la loro gente, loro sono l'oro della
Lega», è, su Facebook, il commento dei militanti. «Oggi la Finanza è
tornata nella sede della Lega cercando oro e diamanti.
Droga
niente? Manca solo l'arrivo dei Caschi blu e siamo su 'Scherzi a
parte'», annota invece, sarcastico, Matteo Salvini, ben sapendo quanto
“oro” e “diamanti” stridano con il consueto vocabolario leghista e con
le parole d'ordine cui la base è abituata. Ironia della sorte, ciò che
Salvini sembra ignorare è che proprio dal seminterrato di via Bellerio,
ossia dagli studi di quella Radio Padania Libera di cui egli è
direttore, alternata a spot di prodotti biologici, olio d'oliva e vasche
da bagno per anziani, negli ultimi mesi è stata ciclicamente messa in
onda un curiosa inserzione pubblicitaria - 'curiosa' perché
apparentemente fuori target, considerato il pubblico di riferimento
dell'emittente.
Una radio-promozione (simile committenza
pubblicitaria, in via Bellerio, non passa da agenzie esterne ma viene
'raccolta' direttamente dalla radio), nel corso della quale lo speaker -
ex Radio Italia, 'borgheziano', conduttore delle prime trasmissioni del
mattino - dialogando con l'inserzionista sprona gli ascoltatori a
investire (indovinate un po'?) proprio «in una forma di investimento
ancora poco conosciuta in Italia, i diamanti» perché «mai come in
questo momento storico è meglio non lasciare i nostri soldi sul conto
corrente».
'L'Espresso' ha recuperato
l'audio
di
una di quelle rubriche commerciali, e ve lo ripropone integralmente. Il
recapito telefonico - che abbiamo oscurato - fa riferimento ad una
società di investimenti trevigiana. In catalogo, anche 'tondi', in
argento, del Ventennio fascista e ritratti del Duce. Ma soprattutto
loro: «diamanti e oro, «un investimento d'autore» disponibile in tre
differenti set. Tempi di consegna, 45 giorni lavorativi.
Daniele Sensi (per l'Espresso)