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30 settembre, 2009

Radio Padania: "Nel nostro sangue c'è scritto ciò che il nostro popolo deve mangiare"

 

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L’ultima frontiera dell’ideologia leghista passa per la medicina alternativa. Su Radio Padania, Silvana Fandella (presidente dell’associazione Padana Assistenza) e Renata Galanti (collaboratrice del ministro Zaia) raccontano di una cooperativa, sull’Appennino, gestita da un medico che ha abbandonato la medicina ufficiale per dedicarsi a terapie alimentari e programmi dietetici basati sul gruppo sanguigno dei pazienti. 

Le due conduttrici sono andate ad incontrare personalmente il dietologo, rimanendo sedotte dal suo metodo: "Ogni persona, ogni popolo deve capire da dove viene e seguire il DNA alimentare dei suoi genitori". Ossia, nello specifico: "Chi proviene dal meridione non deve integrarsi completamente con le abitudini alimentari del nord, mentre chi appartiene a famiglie settentrionali deve tenere conto che i suoi avi mangiavano la selvaggina". Inevitabili gli "scompensi", altrimenti, "se sforzi l’organismo a consumare alimenti contrari al DNA dei tuoi genitori". 

Renata Galanti, tendenzialmente vegetariana, confida di non aver perso tempo e di aver già mutato il proprio regime alimentare, poiché "se i miei antenati erano carnivori devo mangiare carne, altrimenti cancello le mie radici". 

Resta da capire come dovrebbe comportarsi chi discende da coppie "miste", sempre che le coppie miste siano contemplate.

27 marzo, 2009

"La nostra gente non deve mangiare porcherie arabe"

  

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Ospite, su Radio Padania, di Renata Galanti (responsabile delle Associazioni padane, nonché membro del Consiglio nazionale consumatori e del Gruppo tradizione alimentare italiana, che fa capo al ministero dell'Agricoltura), Daniele Belotti, consigliere regionale della Lega Nord, introduce il provvedimento che la prossima settimana sarà approvato dalla Commissione attività produttive della Regione Lombardia. Con queste parole: 

“La gente nostra ovviamente deve comprare i nostri prodotti, non deve di certo andare a mangiare quelle porcherie di stampo arabo”.