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03 maggio, 2012

Università belga dice NO a Mario Borghezio

Mario Borghezio è stato respinto, ieri, dall'Università di Gent, in Belgio, dove avrebbe dovuto tenere una conferenza su 'Crisi, banche e Club Bilderberg' organizzata da una sigla studentesca che fa capo all'N-SA, formazione dell'estrema destra nazionalista. «Un'ulteriore conferma che pluralismo e libero dibattito in questo Istituto non sono consentiti», accusano gli organizzatori. «Balle», replica il rettore: «Esaminata la storia politica dell'eurodeputato italiano e considerata la lunga lista di addebiti che gli vengono mossi, vi avevo avvisato per tempo, almeno un mese fa, che l'Università non avrebbe concesso le sue strutture». 
 
L'N-SA ('Nuovo solidarismo alternativo') è un movimento extraparlamentare dall'ispirazione neofascista nemmeno troppo velata. «Chiamateci pure 'Solidaristen'», scrivono nella propria mission, con riferimento piuttosto esplicito all''Unione nazionale di Solidarietà' (Verbond der Dietse Nationaal Solidaristen), partito autoritario che nel Belgio degli anni '30 e '40 propugnava lo stesso socialismo nazionale e corporativista di Mussolini e Hitler (nonché il loro antigiudaismo). A moderare i lavori della conferenza era stato chiamato Ruben Rosiers, esponente dell'N-SA che, sul proprio blog, si autodefinisce 'Mr. Hooligan': ultrà degli stadi, fautore degli stessi come luogo di reclutamento e di espressione politica, Rosiers contesta la 'tessera del tifoso' introdotta in Italia da Roberto Maroni. Pagine preferite, su Facebook: Casapound e 'Le più belle frasi di Benito Mussolini'.

Gli organizzatori fanno sapere che Mario Borghezio ha potuto poi tenere la sua relazione in serata, «in un luogo segreto».
 

13 settembre, 2011

Borghezio aiuta i neonazisti

Parigi, 14 luglio 2002, celebrazioni per l'anniversario della presa della Bastiglia. Lungo gli Champs-Élysées, 163 cadetti ufficiali dell'accademia di West Point e 75 pompieri di New York aprono il corteo militare, seguiti, a bordo di una jeep scoperta, dal presidente Jacques Chirac. A 150 metri, tra la folla, dietro le transenne, un ragazzo estrae una carabina e spara. Il presidente Chirac sembra non accorgersi di nulla e continua a salutare. ma nelle retrovie,la gente urla; qualcuno si scaglia sul ragazzo per strappargli il fucile dalle mani. Con l'auto presidenziale oramai lontana, fallito il tentativo di assassinare il capo dello Stato, il giovane tenta quindi di puntarsi l'arma addosso; ma è un attimo: gendarmeria e agenti in borghese lo raggiungono, lo immobilizzano e lo disarmano.

Ammanettato e condotto alla centrale della polizia parigina, il ragazzo verrà identificato come Maxime Brunerie, un fanatico neonazista già candidato alle elezioni municipali per il partito di estrema destra Mouvement national républicain e vicino al gruppo di Unité radicale, formazione extraparlamentare della destra rivoluzionaria. Da lì a un mese, Unité radicale sarà messa fuori legge «per ideologia razzista e antisemita e per incitamento all'odio e alla violenza». Da lì a nemmeno un anno, due dei maggiori esponenti di Unité radicale, Fabrice Robert e Philippe Vardon, daranno vita ad una nuova organizzazione politica, il Bloc identitaire, Blocco identitario.

Nizza, 9 settembre 2011, "Lou Bastioun", una delle "case identitarie" (bar, biblioteca e palestra di pugilato) del Blocco identitario, che qui opera con la sigla di Nissa rebela. Conferenza stampa congiunta di Mario Borghezio e Philippe Vardon, il quale, in veste di presidente della struttura regionale del Blocco, annuncia: «Mario Borghezio intende mettersi al servizio della popolazione nizzarda in qualità di deputato europeo».

Nei fatti: una presenza fissa, a cadenza settimanale, dell'eurodeputato leghista nella roccaforte del movimento neofascista francese. Condannato nel 2008 per "ricostituzione di gruppo disciolto" (il riferimento è proprio a Unité radicale) e per incitamento all'odio razziale, privato per due anni dei diritti politici, Vardon aggiunge: «Insieme lavoreremo alla creazione di una fondazione europea per la formazione dei giovani militanti: con la Lega Nord abbiamo un legame di vecchia data, che d'ora in avanti si farà ancora più stretto».

Un legame che risale almeno al 2008, quando, prendendo parte ai lavori di inaugurazione della nuova stagione politica di Nissa Rebela e accompagnato dall'allora vicesegretario della Lega Nord Liguria, Edoardo Rixi, Borghezio consigliò ai militanti identitari nizzardi, che gli chiedevano come fossero riusciti gli «identitari padani di andare al governo», di rivalutare il lavoro di personaggi come Julius Evola, capaci di fornire i «fondamenti metafisici e spirituali della battaglia identitaria». O ancora al 2009, quando una telecamera della televisione francese colse l'eurodeputato leghista suggerire a quegli stessi militanti la strategia delle strategie: «Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E' un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici».

E che il Blocco identitario, sotto sotto, sia sempre lo stesso, ovvero la neonazista Unité radicale disciolta nel 2002, appare più che evidente da un documento trasmesso , la settimana scorsa, dall'emittente Canal +. Di nuovo una sede del Blocco identitario, di nuovo una telecamera nascosta. Un giornalista finge di voler aderire all'organizzazione. Questa la prima lezione di dottrina che gli viene impartita: «A Norimberga non è stato condannato solo l'ariano bianco, ma l'uomo europeo e i valori di cui quello era portatore. E' per questo che voi siete militanti identitari: non solo perché avete un capitale razziale nelle vene che tramanda geneticamente quei valori (…). Oggi il nemico, la nostra grande battaglia, è il meticciato. In quale famiglia oggi non c'è un meticcio? Tutti abbiamo una cugina che sta con un ragazzo di una qualche razza improbabile. Qui io vedo il pericolo, che i nostri giovani considerino ciò normale e che pensino che la negra che ci sta vicino sia un essere umano come te e me. E contro il meticciato non c'è battaglia militare che tenga: o hai una coscienza razziale o non la hai. Come ha scritto un altro pensatore: 'Ogni animale si accoppia solo con un simile della sua stessa specie'. Sta scritto nel Mein Kampf».

Un indottrinamento che passa pure per la musica. Tramite Alternative-s, un'etichetta indipendente che fa capo al Blocco identitario. Nel catalogo , anche brani italiani, dalla classica "Bandiera nera" ad una più recente "Me ne frego".

Gli stessi Philippe Vardon e Fabrice Robert un tempo suonavano in una rock band. Il ritornello di una loro hit faceva così: «Un proiettile per gli yankee, un proiettile per i cosmopoliti, un proiettile per i sionisti».

Ma è alla luce del sapore paramilitare dei campi estivi organizzati ogni anno dal Blocco identitario che la "fondazione europea per la formazione dei giovani militanti" cui accennava venerdì scorso Philippe Vardon appare inquietante. L'idea è di Borghezio, che l'aveva illustrata nel corso della Conferenza di Orange del 2009, meeting delle estreme destre di tutta Europa ancora una volta promosso dal Blocco identitario. Si deve il resoconto di quella giornata alla televisione svizzera : una «scuola politica che dia vita ad una comunità studentesca di soldati politici capaci di tener testa, sul terreno fisico, ai nostri avversari». 

Daniele Sensi (per l'Espresso)

24 agosto, 2011

29 luglio, 2011

Il cavallo di Troia della Lega

"La Lega sta 'sovvertendo' il profilo di questo Paese dall'interno; la tattica è quella del cavallo di Troia: non potendo secedere la 'Padania', stanno padanizzando l'Italia. Secondo prassi democratiche, però, grazie ai tanti troiani che per ingenuità, opportunismo o indifferenza hanno spalancato loro le porte delle istituzioni": un'intervista sulla Lega per Valigia Blu.

26 novembre, 2010

12 novembre, 2010

Canti fascisti e toni antisemiti al congresso parigino di Borghezio

Dall'agenzia francese AFP, un primo resoconto del congresso di estrema destra svoltosi ieri a Parigi che ha visto la presenza dell'eurodeputato Mario Borghezio in qualità di ospite d'onore:
Diversi movimenti di estrema destra si sono riuniti giovedì a Parigi per un meeting di "resistenza alla colonizzazione dell'Europa". A margine dell'incontro è stata posta la questione del congresso del Fronte nazionale e della successione di Jean-Marie Le Pen. Il Partito della Francia (PdF) dell'ex-Fn Carl Lang, la Nuova destra popolare (Ndp) di Robert Spieler, ex deputato Fn, e il Movimento nazionale repubblicano (Mnr) un tempo diretto da Bruno Mégret, hanno preso parte a questa quarta giornata annuale organizzata dalla rivista "Synthèse nationale". La manifestazione si è svolta in presenza di Mario Borghezio, deputato europeo dell'italiana Lega nord. Il PdF, la Ndp e l'Mnr hanno corso insieme alle Europee del 2009 e alle Regionali del 2010, raccogliendo tra il 2-3 per cento nelle sei regioni in cui erano presenti. In una di queste, la Bassa Normandia, il Fn non aveva potuto accedere al secondo turno. "Non vogliamo immischiarci negli affari del Fn, ma è certo che una vittoria di Bruno Gollnisch (al congresso del prossimo gennaio, ndr) aprirebbe la strada ad una collaborazione che non sarebbe possibile con Marine Le Pen", ha spiegato Robert Spieler, che giudica la figlia di Jean-Marie Le Pen troppo moderata. Nel corso della convention, Jérôme Bourbon, direttore del settimanale di estrema destra Rivarol, si è schierato a favore di Gollnisch ricevendo un'ovazione dopo un discorso dai toni antisemiti indirizzato contro Marine Le Pen. Davanti a 250-300 persone, Bourbon ha dichiarato che i "media ebraici" sosterrebbero la figlia di Jean-Marie Le Pen perché "essi sanno bene che con lei il nazionalismo verrà smantellato". Interrogato dall'AFP, Mario Borghezio ha espresso il personale auspicio che il Fronte nazionale possa "trovare un'intesa tra la tendenza tradizionalista di Bruno Gollnisch e il dinamismo di Marine Le Pen". Nel corso del meeting, diversi stand vendevano DVD di canti fascisti italiani, magliette "fieri di essere bianchi" e libri intitolati "La mafia ebraica". Era anche presente un comitato di sostegno al negazionista francese Vincent Reynouard, attualmente incarcerato per contestazione dell’esistenza di crimini contro l’umanità.

03 novembre, 2010

Dieci euro per vedere Mario Borghezio

In Francia, le formazioni dell'estrema destra nazionalista e quelle di ispirazione regionalista non si litigano solo il medesimo elettorato, ma anche l'ospite d'onore dei loro convegni: Mario Borghezio. 

L'eurodeputato leghista, da tempo vedette delle convention dei movimenti autonomisti transalpini, di provenienza per lo più extraparlamentare, che fanno riferimento al Blocco Identitario, è ora annunciato come "invité d’honneur" al meeting "nazionale e identitario" che il prossimo 11 novembre riunirà a Parigi la galassia della destra radicale nata per infinito processo di scissione dal Fronte Nazionale e che gravita attorno alla rivista "Synthèse nationale".  

Tema dell'incontro: "La secessione dall'Europa". Ingresso, 10 euro. 


 

11 marzo, 2010

Borghezio superstar delle Regionali francesi

Anche in Francia si è a ridosso di elezioni regionali (si vota il 14 e il 21 marzo). E chi c'era ieri in Alsazia a chiudere la campagna elettorale del movimento della destra identitaria Alsace d'abord? Mario Borghezio.

Alsace d'abord fa capo al Blocco identitario, organizzazione, di cui spesso ho parlato su questo blog, che riunisce e coordina diverse formazioni regionaliste francesi. 

Guidato da Fabrice Robert (ex di Unità radicale, messa fuori legge nel 2002 a seguito del fallito attentato all'allora presidente Chirac da parte di uno dei suoi militanti), il Blocco identitario ha oramai individuato nella Lega Nord il modello di riferimento per uscire dall'isolamento politico. Ed i suoi militanti, che provengono da ambienti dell'estrema destra tradizionale, da tempo hanno fatto di Borghezio il proprio guru

Gli identitari francesi saranno presenti con una propria lista (Ligue du sud) anche nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, tradizionale feudo del Fronte nazionale. Il loro candidato è proprio un ex dirigente locale del Fronte, Jacques Bompard, sindaco d'Orange, cittadina dove lo scorso ottobre s'è tenuta la convenzione delle destre identitarie di tutta Europa. In quell'occasione, un applauditissimo Borghezio aveva proposto l'istituzione di una scuola transnazionale per i quadri delle organizzazione politiche lì riunitesi, una scuola per "soldati politici che tengano testa, anche fisicamente, ai nemici". 

In Provenza-Alpi-Costa Azzurra è anche candidato il rivale e più noto Jean-Marie Le Pen. Che proprio facendo leva sulle simpatie leghiste del suo ex compagno di partito, così nei giorni scorsi si è rivolto, a mezzo stampa, a Jacques Bompard: "Bompard si ispira alla Lega Nord, ma per la Lega tutti coloro che stanno a sud di Milano sono dei negri. Secondo la filosofia leghista, Bompard è un bougnoule". Ovvero, nello slang francese, un misto tra "terrone" e "negro", riferito in particolare ai maghrebini.

03 dicembre, 2009

Video della tv svizzera. Borghezio lancia una scuola per "soldati politici"

Ritorno ancora una volta sulla Convenzione identitaria di Orange organizzata lo scorso ottobre dal Blocco identitario francese. Alla due giorni di dibattito anti-islamico e "anti-racaille" aveva aderito anche la Lega Nord, rappresentata da Mario Borghezio. Avevo già riferito di come in quella sede l’eurodeputato leghista avesse lanciato la proposta di una scuola di formazione transnazionale per i quadri dei  movimenti europei votati al radicalismo identitario. Ma pare ci sia qualcosa di più.

Alla convenzione era presente anche Dominique Baettig, deputato dell’Assemblea federale svizzera e membro dell’UDC, uno dei partiti promotori del recente referendum anti-minareti. La partecipazione di Baettig ad un congresso che riuniva la crème del populismo xenofobo europeo aveva suscitato accese polemiche in Svizzera, tanto che il deputato UDC dovette abbandonare i lavori prima della loro chiusura. Nel frattempo, però, una rete della televisione elvetica aveva deciso di inviare una telecamera al "Palais del princes", sede della convenzione, proprio per testimoniare a quale genere di raduno avesse aderito un esponente del maggior partito svizzero.

Quella è stata la sola telecamera ad aver ripreso i lavori per intero, compreso l’intervento di Mario Borghezio. Ed è proprio sul passaggio relativo alla "scuola di formazione" che si soffermano, in particolare, le immagini della tv elvetica. Lo speaker è sbigottito: Borghezio non ha in mente una semplice scuola per dirigenti, ma per veri e propri "soldati" che "tengano testa fisicamente ai nemici".

Vi ripropongo il servizio, tradotto e sottotitolato in italiano.

21 ottobre, 2009

19 ottobre, 2009

23 settembre, 2009

Lega Nord e Giovani Padani alla Convention dell'ultradestra europea

Mario Borghezio è annunciato come l'ospite d’onore della Convention Identitaire che il 17 ed il 18 ottobre riunirà in Provenza i movimenti della destra identitaria di tutta Europa. 

Quella dell’eurodeputato leghista non è un’adesione personale: è la Lega Nord in quanto tale a figurare nella lista dei partecipanti, assieme al movimento dei Giovani Padani. 

Tra gli invitati anche Frank Vanhecke, deputato del Vlaams Belang (già segretario del Vlaams Blok, disciolto dalla corte belga per incitamento all’odio razziale) e Philippe Vardon, presidente di Nissa Rebela (condannato nel settembre del 2008 per propaganda xenofoba e privato per due anni dei diritti politici). 

Proprio durante un incontro di Nissa Rebela, ignorando la presenza della telecamera di un giornalista, Mario Borghezio aveva confidato: "Occorre insistere molto sul lato regionalista del nostro movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, nonostante siamo sempre gli stessi".

08 agosto, 2009

Lega, badanti e destra francese: Oltralpe parte la sfida a chi ce l'ha più duro

L’annuncio dell’imminente regolarizzazione di colf e badanti varca le Alpi per rinfocolare gli attriti nell’estrema destra francese. Da un lato, la destra radicale tradizionale del Fronte nazionale; dall’altro, la destra identitaria ed autonomista (che Oltralpe, e nel resto d’Europa, vede nella Lega Nord il modello vincente per uscire dall'isolamento). Nonostante sovente condividano la medesima piazza (antislamica), i toni tra le due fazioni, che si contendono il medesimo elettorato, talvolta si inaspriscono. Così, alla galassia identitaria che rilancia l’intervista rilasciata da Mario Borghezio all’emittente Radio Courtoisie, il Fronte nazionale replica rinfacciando la prossima regolarizzazione di “350 mila stranieri illegali”:
«I ministri ‘identitari’ che compongono il governo Berlusconi, come il leghista Roberto Calderoli che, nel 2006, aveva sfoggiato, davanti alle telecamere, una maglietta con una caricatura di Allah e che aveva affermato che la maggioranza delle badanti erano ‘operaie del sesso e corrieri della droga’, hanno ceduto e si sono piegati al Sistema! Complice di questa regolarizzazione è anche Mario Borghezio, il deputato europeo della Lega Nord accolto da quegli stessi ‘identitari francesi’ che accusano il Fronte nazionale di tutti i mali e che sempre sono pronti a dar lezioni di ‘fondamentalismo’».

Grazie all'indefesso ministro Maroni, però, gli identitari già passano al contrattacco, sbandierando l’entrata in vigore, in Italia, del reato di clandestinità.

10 aprile, 2009

Borghezio torna a Colonia. Con i neofascisti di tutta Europa

Il prossimo 9 maggio l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio parteciperà alla riedizione del Congresso anti-islamico di Colonia. Il suo nome figura tra quelli dei primi aderenti all’iniziativa, promossa dal movimento populista di destra Pro Köln

Dalla Francia all’Inghilterra, passando per Austria, Paesi Bassi e Belgio, la locandina dell’evento sta facendo il giro dei blog e dei siti di estrema destra, raccogliendo ogni giorno nuove adesioni. Sarà tutta la galassia neofascista e neonazista europea quella che si riverserà nella città renana. 

Per Borghezio e per agli altri anti-islamici si tratta di una seconda volta. Il congresso contro “l’islamizzazione dell’Europa” dello scorso settembre non ebbe molta fortuna. In quell'occasione il sindaco di Colonia (il democristiano Fritz Schramma) era sceso in piazza improvvisando una contromanifestazione ed invitando i suoi concittadini a respingere “questa banda di eurofascisti, questi ometti in camicia bruna, questi razzisti incendiari”. La cittadinanza rispose all’appello: i negozi abbassarono le serrande, le storiche birrerie del centro esposero il cartello “Niente birra ai nazisti” ed i tassisti si rifiutarono di dar passaggio ai manifestanti di Pro Köln. 

Il congresso venne condannato dal governo federale di Berlino come “dannoso per la convivenza tra tedeschi e stranieri”, con un certo imbarazzo per l’adesione del deputato leghista, unico rappresentate europeo di un partito di governo. Lo stesso Umberto Bossi definì inopportuna quella partecipazione. 

La manifestazione di settembre fu infine annullata dalle autorità tedesche per motivi “di ordine pubblico” e Mario Borghezio si vide staccare il microfono quando il suo comizio era appena iniziato.

17 marzo, 2009

Mario Borghezio: "Il regionalismo è solo una copertura. Noi siamo sempre i fascisti di un tempo"

Una videoinchiesta francese smaschera il leader europeo del Carroccio 

Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio. Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ossia di Philippe Vardon, che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole di islamofobia e di ricostituzione di partito fascista) non s’è accorto di come una telecamera lo abbia seguito anche a margine del suo intervento, quando, appartatosi con alcuni militanti della destra identitaria nizzarda, ha suggerito loro, sottovoce, la strategia per uscire dall’isolamento politico. Queste le sue parole:

"Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma, sotto sotto, siamo sempre gli stessi".  
 
(il passaggio su Borghezio comincia al quinto minuto) 
Il video fa parte di un’inchiesta (“Ascenseur pour les fachos”), trasmessa venerdì sera dal francese Canal Plus, che documenta il montare dell’estrema destra in tutta Europa. Dall’Ungheria alla Svezia, passando per la Francia e la Germania, il reportage offre un inquietante viaggio nella galassia neofascista e neonazista che, ovunque, guadagna terreno. Per buona parte il documentario si focalizza sull’Italia. Perché è solo in Italia che la destra radicale, altrove marginalizzata e tenuta a distanza dai grandi partiti di governo, vanta ministeri, scranni parlamentari e amministrazioni locali. “In Italia è caduto un tabù: quello del fascismo”, dice la voce narrante, denunciando un clima di ordinarietà che normalizza e legittima il fascismo. 
 
Nelle immagini non ci sono solo il premier Berlusconi che minimizza gli orrori del Ventennio (“Mussolini non ha mai ucciso nessuno – ha giusto mandato qualcuno in vacanza”), o suoi sostenitori che lo acclamano come nuovo duce. Ci sono anche due sindaci esemplari: Flavio Tosi e Gianni Alemanno. Il primo viene mostrato alla testa di un corteo organizzato da Forza Nuova e Fronte Veneto Skinheads, a braccetto con Andrea Maggioranzi, consigliere comunale che del Fronte Veneto è stato leader. Di Alemanno viene invece mostrato uno scatto fatografico inedito che lo ritrae al funerale del suo “consulente personale”, Peppe Dimitri, uno dei fondatori di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L’attuale sindaco di Roma, circondato da braccia tese, porta in spalla il feretro. A pochi passi da lui, il saluto romano di Gabriele Adinolfi, protagonista degli anni di piombo, condannato per appartenenza ad organizzazioni terroristiche (ancora Terza Posizione e Nuclei Armati Rivoluzionari).
   
 (a 4 minuti e 35 secondi il passaggio su Tosi, Berlusconi e Alemanno)
 

11 dicembre, 2008

Le Monde: "La Lega Nord seduce i populisti europei"

Su Le Monde, un breve resoconto del convegno che, agli inizi di dicembre, ha riunito in Francia la crème del populismo europeo (ne avevo scritto qui).

Il Club de l’Horloge, un think tank che riunisce intellettuali di destra e di estrema destra, ha tenuto a Parigi, sabato 6 e domenica 7 dicembre, la sua ventiquattresima università annuale il cui tema era: “Il populismo, una soluzione per l’Europa in crisi”.  

Erano invitati alcuni degli eurodeputati dei principali partiti populisti e xenofobi europei: Johannes Hübner per l’FPÖ austriaco, Francis Van den Eynde del Vlaams Belang (Belgio) e Mario Borghezio della Lega Nord italiana.  

Per il presidente del Club de l’Horloge, Henry de Lesquen, è soprattutto il “modello italiano che occorre seguire”, ricordando che, dei tre partiti, la Lega Nord è la sola a partecipare ad un governo. Fedele alla linea del suo circolo intellettuale, che lavora per una “unione della destra” che vada fino al Fronte nazionale (FN), de Lesquen ha difeso l’idea secondo la quale, in Francia, “i populisti devono partecipare a coalizioni di governo per ridurre il fossato che li separa dal popolo”.  

Tutti gli intervenuti hanno additato i media e gli intellettuali “di sinistra” come responsabili della “demonizzazione” del populismo. Ma è stato Borghezio il più applaudito, soprattutto quando ha elencato le riforme ispirate dal suo partito come la reintroduzione del “grembiule per gli scolari”, o ancora quando ha sostenuto la necessità di “introdurre il tema dell’identità culturale e della sua difesa da ogni suo nemico” al cuore della politica.  

Accoglienza molto più fredda, invece, quando il deputato europeo ha spiegato che il suo partito ha dovuto votare in favore del trattato di Lisbona per far passare, in cambio, quelle riforme tese a rendere più severa la politica italiana sull’immigrazione.  

“CONQUISTARE GLI SPIRITI”  

Nella sala che contava un’ottantina di persone, per lo più anziane, c’erano membri del Club, vecchi quadri del FN, come Bernard Antony, vecchio capofila dei cattolici tradizionalisti in senso al FN, e Jean-Yves Le Gallou, che aveva seguito Bruno Mégret all’epoca della scissione del partito nel 1998. Ma anche un nuovo arrivato, Fabrice Robert, presidente del Blocco identitario, un gruppo di estrema destra radicale. Affermando di essere stato “invitato a titolo amichevole da Henry de Lesquen”, Robert, che non figurava sulla lista dei relatori, ha partecipato al dibattito di chiusura del sabato, al fianco di Le Gallou e de Lesquen.  

Sul palco, Robert ha vantato le azioni del Blocco identitario come “le ronde dei militanti nelle zone del racket” e la “distribuzione di zuppa di maiale” ai senzatetto – misure, queste, molto applaudite dalla sala. Ma Fabrice Robert ha anche svelato parte della strategia del suo gruppo politico: “Vogliamo conquistare gli spiriti e intervenire sul terreno sociale. Seguiamo una logica di "entrismo" in sindacati come l’FO (Forza operaia, ndt) o la CFTC (Confederazione francese dei lavoratori cristiani). D'altronde già alcuni delegati dell’FO appartengono al Blocco identitario.”  

Abel Mestre, 8.12.2008, Le Monde (traduzione di Daniele Sensi)


20 novembre, 2008

L'estrema destra francese a lezione da Borghezio

Si stringono sempre di più i rapporti del leghista Mario Borghezio con l’estrema destra francese. Lo scorso settembre l’amicizia oramai consolidata con l’identitarismo d’Oltralpe aveva portato l’eurodeputato del Carroccio a presenziare ai lavori per il rientro estivo di Nissa Rebela. Il padrone di casa, Philippe Vardon, di lì a poco sarebbe stato condannato dalla Corte d’appello d’Aix-en-Provence per incitamento all’odio razziale (cinquemila euro di ammenda, quattro mesi di carcere con la condizionale e sospensione dei diritti politici per due anni). In quell’occasione, Mario Borghezio, chiamato a relazionare sull’esperienza degli "identitari al governo dell’Italia", aveva invitato a rivalutare Julius Evola, il cui lavoro "fornisce i fondamenti metafisici e spirituali della battaglia identitaria". Ora è il Club de l’Horloge (espressione, con il Grece di Alain de Benoist, della Nuova destra francese) ad annunciare, in un comunicato stampa, la presenza di Borghezio all'Università annuale di dicembre, un ciclo di conferenze dedicato al populismo ("soluzione per un’Europa in crisi") durante il quale verrà anche analizzata l'"originalità della Lega Nord, un movimento che ha saputo imporre il proprio peso alla coalizione di governo". 

Si rinnova, dunque, l’interesse dell'intricata rete della destra estrema francese per il "laboratorio Italia", tanto che negli ultimi mesi si sono moltiplicate le parole d'elogio per il movimento leghista (capace di stringere alleanze di governo e, allo stesso tempo, di esprimere rivendicazioni tali da far apparire "timidi boy scout" i Le Pen d’Oltralpe). Non è un caso che a tentare una sintesi dei rapporti tra Lega Nord e PdL sia il Club de l’Horloge, ossia un circolo che nel passato ha preparato il terreno per l'affermazione politica di Le Pen e che adesso lavora per l’unità delle destre (moderate e non) al fine di mettere fine all’isolamento del Fronte Nazionale e  riuscire a traghettare l’estrema destra al Governo. Un "laboratorio di idee per la destra", il Club de l’Horloge, ispirato ad una concezione evoluzionistica della storia, alle teorie delle diseguaglianze naturali tra individui e gruppi di individui, e che, "contro l’ideologia dominante, espressione dell’utopia egualitaria", chiede la riabilitazione della pena capitale. Al convegno è inoltre annunciata la partecipazione di Frank Vanhecke, rappresentante dell'ultradestra fiamminga dei Vlaams Belang e compagno di lotta in sede europea dell’onorevole Borghezio. A Frank Vanhecke, martedì scorso, il Parlamento europeo ha revocato l’immunità parlamentare a seguito di una indagine della Procura belga per propaganda razzista. 

Daniele Sensi (per l'Unità.it)

27 settembre, 2008

La Francia condanna Jeunesses Identitaires, movimento gemellato ai Giovani Padani

Cinquemila euro di ammenda e quattro mesi di carcere con la condizionale: questa la pena comminata dalla Corte d’appello d’Aix-en-Provence a Philippe Vardon, presidente di Nissa Rebela (partito identitario per l’indipendenza di Nizza) a termine di un processo che ha visto le associazioni antirazziste MRAP e Sos-Racisme costituirsi parte civile. 

A Philippe Vardon è stata attribuita la paternità di un volantino -dalla Corte giudicato islamofobo- distribuito nel 2006 davanti ad un liceo nizzardo dal movimento Jeunesses Identitaries, organizzazione (di cui all’epoca Vardon era presidente) che si pone come punto di raccordo tra le diverse formazioni giovanili dei partiti identitari europei (ne sono gemellati anche i Giovani Padani) e di cui Nissa Rebela costituisce espressione politica. 

Disposte, anche, pene inferiori per semplici militanti del movimento identitario francese ritenuti colpevoli di discriminazione ed incitamento all’odio razziale, nonché un’ulteriore complessiva ammenda di trentamila euro per Jeunesses Identitaires ed altri 4 mesi di condizionale e due anni di privazione dei diritti politici per Philippe Vardon a seguito di un procedimento giudiziario parallelo in cui questi era accusato di aver ricostituito, proprio tramite Jeunesses Identitaires, la formazione neofascista d’Unité radicale, lega disciolta con decreto della Repubblica nel 2002 a seguito del fallito attentato, da parte di un suo aderente, ai danni dell’allora presidente Chirac. 

Il tono del volantino incriminato (“Né velate, né violate – giù le mani da mia sorella”) fa quasi sorridere in confronto alla propaganda anti-islamica di certi rappresentanti della Lega Nord, la cui spregiudicatezza da un po’ di tempo incontra l’ammirata invidia dell’estrema destra francese. Solo tre settimane fa Mario Borghezio aveva presenziato proprio all’inaugurazione della nuova stagione politica autunnale di Nissa Rebela, dietro invito dello stesso Philippe Vardon. L’eurodeputato leghista aveva relazionato sull’esperienza in corso degli “identitari padani al governo dell’Italia”, richiamando la necessità di rivalutare il lavoro di personaggi quali Julius Evola, capaci di fornire i “fondamenti metafisici e spirituali della battaglia identitaria”. 

Il ministro Maroni, lunedì scorso ospite di Bruno Vespa, ha rassicurato: “il Governo è impegnato nel contrastare ogni forma di intolleranza razziale”. Peccato che a Venezia, sul palco della recente “Festa dei Popoli Padani”, sia stato proprio Maroni a salutare come esempio, da cui tutti i sindaci dovrebbero prendere ispirazione, Giancarlo Gentilini. Il Giancarlo Gentilini che di lì a poco avrebbe arringato la folla chiedendole di seguirlo in una “rivoluzione” basata sulla “eliminazione dei bambini zingari che rubano” e delle “etnie straniere dalle nostre strade”. Succedeva lo scorso 14 settembre. Lo stesso giorno in cui a Milano veniva ucciso a sprangate Abdoul Guiebre, per gli amici “Abba”. 

Daniele Sensi

05 settembre, 2008

Mario Borghezio domani a Nizza ospite di Nissa Rebela

La Lega Nord continua a tessere, instancabile, le sue relazioni internazionali. E in attesa del Congresso anti-islamico di Colonia, l’eurodeputato Mario Borghezio prenderà parte (domani, a Nizza), all'incontro di inaugurazione della prossima stagione di lotta del movimento Nissa rebela, formazione identitaria di estrema destra che in Italia già aveva raccolto le simpatie del Blocco studentesco di Verona. 

È la stessa Nissa Rebela a dare notizia, in un comunicato stampa, dell’adesione leghista. Mario Borghezio, che sarà accompagnato dal giovane Edoardo Rixi (vicesegretario della Lega Nord Liguria), relazionerà sul tema: “Gli identitari al governo dell’Italia”. A fare gli onori di casa, Philippe Vardon,  presidente di Nissa Rebela ed ex-portavoce del Blocco identitario (organizzazione alla quale si deve l'iniziativa della “zuppa identitaria”, rigorosamente a base di carne di maiale), il cui motto è: “Maîtres chez nous”, padroni a casa nostra. Che fantasia.