Diversi movimenti di estrema destra si sono riuniti giovedì a Parigi per un meeting di "resistenza alla colonizzazione dell'Europa". A margine dell'incontro è stata posta la questione del congresso del Fronte nazionale e della successione di Jean-Marie Le Pen. Il Partito della Francia (PdF) dell'ex-Fn Carl Lang, la Nuova destra popolare (Ndp) di Robert Spieler, ex deputato Fn, e il Movimento nazionale repubblicano (Mnr) un tempo diretto da Bruno Mégret, hanno preso parte a questa quarta giornata annuale organizzata dalla rivista "Synthèse nationale". La manifestazione si è svolta in presenza di Mario Borghezio, deputato europeo dell'italiana Lega nord. Il PdF, la Ndp e l'Mnr hanno corso insieme alle Europee del 2009 e alle Regionali del 2010, raccogliendo tra il 2-3 per cento nelle sei regioni in cui erano presenti. In una di queste, la Bassa Normandia, il Fn non aveva potuto accedere al secondo turno. "Non vogliamo immischiarci negli affari del Fn, ma è certo che una vittoria di Bruno Gollnisch (al congresso del prossimo gennaio, ndr) aprirebbe la strada ad una collaborazione che non sarebbe possibile con Marine Le Pen", ha spiegato Robert Spieler, che giudica la figlia di Jean-Marie Le Pen troppo moderata. Nel corso della convention, Jérôme Bourbon, direttore del settimanale di estrema destra Rivarol, si è schierato a favore di Gollnisch ricevendo un'ovazione dopo un discorso dai toni antisemiti indirizzato contro Marine Le Pen. Davanti a 250-300 persone, Bourbon ha dichiarato che i "media ebraici" sosterrebbero la figlia di Jean-Marie Le Pen perché "essi sanno bene che con lei il nazionalismo verrà smantellato". Interrogato dall'AFP, Mario Borghezio ha espresso il personale auspicio che il Fronte nazionale possa "trovare un'intesa tra la tendenza tradizionalista di Bruno Gollnisch e il dinamismo di Marine Le Pen". Nel corso del meeting, diversi stand vendevano DVD di canti fascisti italiani, magliette "fieri di essere bianchi" e libri intitolati "La mafia ebraica". Era anche presente un comitato di sostegno al negazionista francese Vincent Reynouard, attualmente incarcerato per contestazione dell’esistenza di crimini contro l’umanità.
12 novembre, 2010
03 aprile, 2010
Ma Bossi non è Le Pen
In un suo articolo su Repubblica, Gad Lerner oggi accosta la Lega Nord al Fronte Nazionale del francese Jean-Marie Le Pen. Ecco, continuiamo a collocarla nell'estrema destra tradizionale e non riusciremo mai a decifrare a fondo la Lega. Perché sebbene alcuni suoi uomini provengano da ambienti neofascisti e sebbene con tali ambienti spesso essa condivida argomenti e battaglie, la Lega non è un partito neofascista. Sono semmai le formazioni classiche dell'ultradestra a star in parte "leghistizzando" il proprio linguaggio, ad esempio adottando, in luogo dell'oramai impresentabile e schietto razzismo, il più insidioso discorso "etno-differenzialista" ("non esistono popoli superiori o inferiori, tuttavia tra i popoli possono sussistere incompatibilità culturali superabili solo standosene ognuno a casa propria").
Ed è per questo motivo che da noi la Lega sfonda, mentre in Francia Le Pen rimane ai margini della politica. Perché essa, la Lega, non vìola esplicitamente il tabù del fascismo, nè hanno la sensazione di violarlo coloro che la votano. Non solo la Lega non è nata a destra, ma Bossi ha avuto pure l'intelligenza di collocarla nell'alveo dell'antifascismo, rispetto al quale nutre l'ambizione di accreditarsi in una continuità ideale: la Lega non disprezza la lotta partigiana, semmai ne esalta la settentrionalità.
È proprio rincorrendo il successo leghista che parte della destra neofascista francese si sta convertendo all'ideologia identitaria e regionalista. Si pensi ai vari movimenti localistici che fanno capo al Blocco identitario: gente che fino all'altro ieri militava chi nella destra extraparlamentare, chi nel Fronte Nazionale di Le Pen, e che oggi guarda al risultato delle Regionali italiane con invidia ed ammirazione. Si tratta di formazioni del tutto minoritarie, in un Paese dal radicato sentimento nazionale e patriottico, alle quali potrebbe tuttavia riuscire ciò che non è riuscito a Le Pen: rompere l'isolamento, allacciare convergenze con i gollisti, partendo dalle municipalità. E' a queste formazioni che la Lega andrebbe accostata, perché è con esse che la Lega dialoga, è con esse che la Lega struttura la propria strategia europea.
La Lega non è nostalgica. E' questo che la rende pericolosa.
13 marzo, 2010
La Francia vieta i manifesti anti-Islam
Francia, elezioni regionali. A soli due giorni dal voto, il tribunale di Marsiglia ha giudicato illegittimi i manifesti anti-Islam affissi dal Fronte nazionale di Jean-Marie Le Pen, ordinandone l'immediata rimozione. Tempo 24 ore, dopodiché scatterà una multa di 500 euro per ogni giorno di ritardo.
Manifesti messi al bando perché "incitano all'odio nei confronti di persone così discriminate per la propria religione o nazionalità", nonché per la "cattiva influenza" che essi potrebbero avere sui giovani.
Nell'immagine incriminata, alle spalle di una donna in niqab compare il territorio francese ricoperto dalla bandiera algerina e costellato da minareti
Intanto, a Sesto San Giovanni, banchettando con mortadella, pane e vino, oggi si celebra il "No Moschea Day"
08 agosto, 2009
Lega, badanti e destra francese: Oltralpe parte la sfida a chi ce l'ha più duro
«I ministri ‘identitari’ che compongono il governo Berlusconi, come il leghista Roberto Calderoli che, nel 2006, aveva sfoggiato, davanti alle telecamere, una maglietta con una caricatura di Allah e che aveva affermato che la maggioranza delle badanti erano ‘operaie del sesso e corrieri della droga’, hanno ceduto e si sono piegati al Sistema! Complice di questa regolarizzazione è anche Mario Borghezio, il deputato europeo della Lega Nord accolto da quegli stessi ‘identitari francesi’ che accusano il Fronte nazionale di tutti i mali e che sempre sono pronti a dar lezioni di ‘fondamentalismo’».
Grazie all'indefesso ministro Maroni, però, gli identitari già passano al contrattacco, sbandierando l’entrata in vigore, in Italia, del reato di clandestinità.
