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09 luglio, 2010

Telefonata shock su Radio Padania: "I due italiani uccisi in Germania? Erano terroni, se lo meritavano"

La Radio lascia parlare l'ascoltatore, senza interruzioni. Ma censura le telefonate di chi critica il ddl intercettazioni. 

clicca sopra per ascoltare la telefonata
 
Radio Padania, primo pomeriggio. Un ascoltatore piemontese interviene in diretta telefonica nel corso della rubrica "scuola padana", oggi dedicata al fondamentale tema delle differenze tra il sistema scolastico italiano e quello bavarese. Si lamenta dei calabresi ("quando qui a Carmagnola portano il loro santo in spalle è qualcosa di terribile"), per poi commentare l'uccisione dei due italiani lunedì in Germania:

senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze.

Il conduttore non lo interrompe. Anzi, sghignazza. Da parte sua, sul finire della telefonata, solo un timido invito a non divagare. 

Il direttore dell'emittente, l'eurodeputato Matteo Salvini, è solito giustificare questi episodi tirando in ballo la vocazione democratica di un organo di informazione che dà voce a tutti, "senza filtri né censura". Eppure sembra che la regola valga solo quando gli ascoltatori intervengono per dare addosso a meridionali, immigrati e transessuali. Ascoltate infatti cosa succede su quella stessa radio quando a telefonare è gente che non si spiega come la Lega possa sostenere il ddl intercettazioni:

Ohibò, la democratica Radio Padania "senza filtri né censura" gli ha staccato il telefono.