La Radio lascia parlare l'ascoltatore, senza interruzioni. Ma censura le telefonate di chi critica il ddl intercettazioni.
senza la protezione di un forte presidio identitario questi criminali 'ndranghetisti ti spazzano via: quel poveraccio di Hannover probabilmente si è sentito in pericolo e si è difeso come poteva, quindi non è da rimproverare, noi li conosciamo bene i sudisti. Mi spiace solo che ne pagherà le conseguenze.
Il conduttore non lo interrompe. Anzi, sghignazza. Da parte sua, sul finire della telefonata, solo un timido invito a non divagare.
Il direttore dell'emittente, l'eurodeputato Matteo Salvini, è solito giustificare questi episodi tirando in ballo la vocazione democratica di un organo di informazione che dà voce a tutti, "senza filtri né censura". Eppure sembra che la regola valga solo quando gli ascoltatori intervengono per dare addosso a meridionali, immigrati e transessuali. Ascoltate infatti cosa succede su quella stessa radio quando a telefonare è gente che non si spiega come la Lega possa sostenere il ddl intercettazioni:
Ohibò, la democratica Radio Padania "senza filtri né censura" gli ha staccato il telefono.