08 ottobre, 2008

Lega Nord: "A Parma i vigili hanno sbagliato bersaglio. Ma contro i clandestini è legittimo l'uso di metodi duri"

Parole ambigue quelle pronunciate dal segretario provinciale della Lega Nord di Parma, Roberto Corradi, intervenuto su Radio Padania Libera per commentare la brutta vicenda che ha coinvolto Emmanuel Bonsu, il giovane ghanese che ha denunciato di essere stato malmenato e insultato da alcuni vigili urbani parmensi. «Se le cose si sono svolte così come ha raccontato il ragazzo si tratterebbe di fatti gravissimi», ha dichiarato Corradi, che però ha aggiunto: «A fronte di una sempre maggior insofferenza dei cittadini italiani per la presenza, sul nostro territorio, di stranieri irregolari il cui comportamento, quando va bene, si pone al limite della legalità, le forze dell’ordine hanno il dovere di agire in modo anche deciso, scegliendo ovviamente il bersaglio giusto». 

L’ambiguità sugli allarmanti episodi di razzismo di questi giorni sembra essere la regola a Radio Padania. I conduttori che si alternano alla conduzione respingono con fermezza le accuse loro mosse di giocare con la paura e con i rigurgiti xenofobi: «Noi non ce l’abbiamo con gli immigrati in quanto tali; ce l’abbiamo con chi viene qui per delinquere, non con quelli che lavorano». Eppure ogni venerdì Radio Padania manda in onda un appello al «boicottaggio permanente delle attività commerciali gestite da immigrati» (non sono lavoratori, questi?). Per non parlare dei messaggi xenofobi lasciati dagli ascoltatori sul sito della Radio di cui si dà lettura in diretta. Pierluigi Pellegrin, animatore di punta della programmazione pomeridiana, giornalista che sempre esorta a non lasciare messaggi «offensivi o indecenti, altrimenti non li leggo», non reputa abbastanza indecoroso rilanciare nell'etere il richiamo di un simpatizzante a «difenderci dall’invasione dei vari negozi cinesi e dei vari uomini marrone scuro che infestano le nostre spiagge e i nostri parcheggi, facendo attorno a loro terra bruciata e rompendogli i coglioni». 

Ed è proprio sul forum di Radio Padania Libera che in queste ore la base leghista si confronta su immigrazione e razzismo. “Longobardia min” (utente iscritto dal 2006) non ha dubbi: «L’invasore, 99 volte su cento, non è mai stato cacciato con metodi gandhiani, ma con la battaglia. Dobbiamo quindi essere pronti a prendere la palla al balzo e rispondere». Gli fa eco “The Collector” (anche lui iscritto dal 2006): «Cominciate con l’armarvi, rispettando le leggi, per carità, perché comunque milioni di fucili censiti in Padania un qualche effetto lo avrebbero sulla politica». Metodi più sbrigativi auspica invece “Spalton”: «I clandestini vanno buttati a mare come i desaparecidos cileni, perché mandarli a casa costa troppo». Al Partito democratico e a chi “difende i neri” viene invece mossa l’accusa di «collaborazionismo», suggerendo il ricorso a «diversi piazzali Loreto», senza i quali «non si combina niente». Anche i nuovi iscritti paiono impazienti di partecipare al dibattito. Tra di essi si distingue “Finn Mc’Coll”, che, forse riferendosi alla strage di Castel Volturno dello scorso 18 settembre (e con una certa approssimazione geografica), si chiede quale differenza ci sia tra «negri e napoletani, dal momento che sia gli uni che gli altri puzzano di merda». Osservazione cui un utente più anziano consiglia maggior moderazione nei toni, ma mica per altro: «Altrimenti rischi di essere bannato». 

Daniele Sensi (per l'Unità.it)

27 settembre, 2008

La Francia condanna Jeunesses Identitaires, movimento gemellato ai Giovani Padani

Cinquemila euro di ammenda e quattro mesi di carcere con la condizionale: questa la pena comminata dalla Corte d’appello d’Aix-en-Provence a Philippe Vardon, presidente di Nissa Rebela (partito identitario per l’indipendenza di Nizza) a termine di un processo che ha visto le associazioni antirazziste MRAP e Sos-Racisme costituirsi parte civile. 

A Philippe Vardon è stata attribuita la paternità di un volantino -dalla Corte giudicato islamofobo- distribuito nel 2006 davanti ad un liceo nizzardo dal movimento Jeunesses Identitaries, organizzazione (di cui all’epoca Vardon era presidente) che si pone come punto di raccordo tra le diverse formazioni giovanili dei partiti identitari europei (ne sono gemellati anche i Giovani Padani) e di cui Nissa Rebela costituisce espressione politica. 

Disposte, anche, pene inferiori per semplici militanti del movimento identitario francese ritenuti colpevoli di discriminazione ed incitamento all’odio razziale, nonché un’ulteriore complessiva ammenda di trentamila euro per Jeunesses Identitaires ed altri 4 mesi di condizionale e due anni di privazione dei diritti politici per Philippe Vardon a seguito di un procedimento giudiziario parallelo in cui questi era accusato di aver ricostituito, proprio tramite Jeunesses Identitaires, la formazione neofascista d’Unité radicale, lega disciolta con decreto della Repubblica nel 2002 a seguito del fallito attentato, da parte di un suo aderente, ai danni dell’allora presidente Chirac. 

Il tono del volantino incriminato (“Né velate, né violate – giù le mani da mia sorella”) fa quasi sorridere in confronto alla propaganda anti-islamica di certi rappresentanti della Lega Nord, la cui spregiudicatezza da un po’ di tempo incontra l’ammirata invidia dell’estrema destra francese. Solo tre settimane fa Mario Borghezio aveva presenziato proprio all’inaugurazione della nuova stagione politica autunnale di Nissa Rebela, dietro invito dello stesso Philippe Vardon. L’eurodeputato leghista aveva relazionato sull’esperienza in corso degli “identitari padani al governo dell’Italia”, richiamando la necessità di rivalutare il lavoro di personaggi quali Julius Evola, capaci di fornire i “fondamenti metafisici e spirituali della battaglia identitaria”. 

Il ministro Maroni, lunedì scorso ospite di Bruno Vespa, ha rassicurato: “il Governo è impegnato nel contrastare ogni forma di intolleranza razziale”. Peccato che a Venezia, sul palco della recente “Festa dei Popoli Padani”, sia stato proprio Maroni a salutare come esempio, da cui tutti i sindaci dovrebbero prendere ispirazione, Giancarlo Gentilini. Il Giancarlo Gentilini che di lì a poco avrebbe arringato la folla chiedendole di seguirlo in una “rivoluzione” basata sulla “eliminazione dei bambini zingari che rubano” e delle “etnie straniere dalle nostre strade”. Succedeva lo scorso 14 settembre. Lo stesso giorno in cui a Milano veniva ucciso a sprangate Abdoul Guiebre, per gli amici “Abba”. 

Daniele Sensi

05 settembre, 2008

Mario Borghezio domani a Nizza ospite di Nissa Rebela

La Lega Nord continua a tessere, instancabile, le sue relazioni internazionali. E in attesa del Congresso anti-islamico di Colonia, l’eurodeputato Mario Borghezio prenderà parte (domani, a Nizza), all'incontro di inaugurazione della prossima stagione di lotta del movimento Nissa rebela, formazione identitaria di estrema destra che in Italia già aveva raccolto le simpatie del Blocco studentesco di Verona. 

È la stessa Nissa Rebela a dare notizia, in un comunicato stampa, dell’adesione leghista. Mario Borghezio, che sarà accompagnato dal giovane Edoardo Rixi (vicesegretario della Lega Nord Liguria), relazionerà sul tema: “Gli identitari al governo dell’Italia”. A fare gli onori di casa, Philippe Vardon,  presidente di Nissa Rebela ed ex-portavoce del Blocco identitario (organizzazione alla quale si deve l'iniziativa della “zuppa identitaria”, rigorosamente a base di carne di maiale), il cui motto è: “Maîtres chez nous”, padroni a casa nostra. Che fantasia.

29 agosto, 2008

L'estrema destra francese elegge la Lega Nord a guida e faro nella lotta contro gli "invasori musulmani"

Il sito francese “Observatoire de l’islamisation” (piattaforma che, “nel rispetto dei musulmani in quanto individui, prime vittime spirituali di un indottrinamento potente e alienante”, si pone come obiettivo quello di contrastare l’”avanzata di un Islam che, nella sua forma classica, è un’ideologia politico-religiosa conquistatrice, incompatibile con la civiltà laica e democratica europea”) saluta con entusiasmo la proposta di legge avanzata dalla Lega Nord che prevede costruzione di nuove moschee solo a seguito di consultazione referendaria tra i cittadini, celebrazione delle funzioni solo in lingua italiana ed interdizione delle attività non legate al culto, quali formazione ed istruzione.

Il sito, che sottolinea le parole di Roberto Cota, capogruppo leghista alla Camera, secondo cui l’Islam “è l’antitesi dell’Occidente e la moschea è un centro politico e simbolico che riveste, anche, una dimensione militare” , riferisce dell'imminente partecipazione di una delegazione della Lega Nord al congresso anti-islamico di Colonia, rimproverando all’UMP (il partito di Sarkozy) di non intrattenere rapporti col Carroccio nonostante la Lega faccia parte del governo italiano. Ma rimprovera anche Philippe de Villiers ed altri esponenti dell’estrema destra francese, i quali, si legge, in confronto all’”audacia” leghista sembrano dei “boy scout”. Philippe de Villiers è il leader dell’MPF (Movimento per la Francia), partito che denuncia l’”influenza insidiosa di elementi dell’Islam radicale in luoghi strategici quali aeroporti, scuole ed ospedali”. 

Il testo in elogio della “coraggiosa” battaglia leghista contro l’”invasione islamica” sta rimbalzando sulle pagine web della galassia "nera"  francese. È stato rilanciato da blog ufficiali del Fronte nazionale di Le Pen, dal periodico online NovoPress (organo del Blocco identitario, movimento al quale si deve la distribuzione, ai senzatetto, della “zuppa identitaria”, a base di carne di maiale) e dal sito delle Gioventù identitarie (organizzazione che si propone come luogo di aggregazione dei giovani europei ai quali stia a cuore la difesa delle proprie radici dalla “peste dell’immigrazione”). Rilanciano l'elogio anche pagine del Movimento nazional repubblicano, formazione nata da una scissione nel Fronte nazionale che, delusa da Le Pen, ora suggerisce: “L’esempio ci viene da Roma”.

12 agosto, 2008

Le Monde: "In Italia i sindaci-sceriffo hanno ormai carta bianca in materia di legge e ordine"

Traduco un articolo che uscirà sul Le Monde di domani:

Le ordinanze comunali italiane in materia di ordine pubblico erano percepite, fino ad ora, come folclore, operazioni di rappresentanti della Lega Nord in cerca di visibilità: dal “premio di produzione” di 500 euro promesso agli agenti della polizia municipale di Adro, in Lombardia, per ogni clandestino fermato e portato in questura, all’interdizione dell’accattonaggio nei pressi delle chiese, ad Assisi, città di San Francesco.

Ma con la destra al potere e l’arrivo di Roberto Maroni, dirigente del partito populista, al ministero dell’interno, il “sindaco-sceriffo” è divenuto realtà. Il 5 agosto il ministro ha firmato il decreto che concede ai sindaci pieni poteri in materia di sicurezza, rendendoli “funzionari governativi” sul territorio, potendo così esercitare il loro potere, ad esempio, contro la prostituzione, il traffico di droga, la mendicità -in particolare quella minorile- la violenza connessa all’abuso di alcol e l’“oltraggio alla decenza”. I sindaci sono semplicemente tenuti a comunicare le loro ordinanze al prefetto, che ad esse, comunque, non può opporsi.

E le ordinanze si moltiplicano. A Roma, il nuovo sindaco di destra, Gianni Alemanno, prevede, al rientro estivo, di riarmare la polizia municipale, di proibire l’accattonaggio e di prendere misure contro i lavavetri ai semafori. Il divieto di rovistare nei cassonetti dell’immondizia è stato, per il momento, messo da parte, in seguito all’allarme lanciato dal mondo cattolico.

Le iniziative vengono da destra come da sinistra. A Vicenza, in Veneto, il sindaco, Achille Variati, membro del Partito democratico (centrosinistra), se la prende con i bivacchi nelle città, misura che colpisce soprattutto i Rom. Uno dei pochi eletti di sinistra nel Nord alle scorse elezioni di primavera, e che aveva basato la sua campagna elettorale sulla “tolleranza zero”. “La sicurezza, dice, non ha etichette, ci riguarda tutti. I miei concittadini si aspettano che siano combattute tutte le illegalità, da quelle più piccole a quelle più grandi”. Con una differenza, tuttavia, rispetto ai suoi colleghi di destra. “Noi agiamo anche sul versante della solidarietà. La misura colpisce i nomadi che si installano in città al di fuori di ogni regola, ma a quelli che qui hanno la loro residenza offriamo posto in un campo regolamentato, con tutto ciò che questo comporta, a cominciare dalla frequenza scolastica per i bambini”, aggiunge in sindaco.

Come in certi comuni di destra, Vicenza ha introdotto un’ordinanza che alza a 500 euro la multa minima per le autovetture dei clienti delle prostitute che “rallentano il traffico”. Le prostitute stesse rischiano una grossa ammenda per “attentato al pudore”.

È stato un comune di sinistra, Firenze, a dare il via, nel 2007, all’interdizione dei piccoli “lavavetri”, provvedimento adottato poi da molte altre amministrazioni comunali, così come quello contro l’accattonaggio, che ha spinto il cardinale Renato Martino, responsabile del Vaticano per la giustizia e per i migranti, a reagire, l’8 agosto: “Mendicare è un diritto umano fondamentale per coloro che hanno fame e freddo. Il vero povero ha il diritto di cercare come può di procurarsi un pezzo di pane e chiedere aiuto al suo prossimo”.

A Verona, il sindaco della Lega Nord, Flavio Tosi, non la pensa così e prevede la confisca del denaro racimolato e una sanzione di 100 euro. Ad Assisi, il sindaco di destra, Claudio Ricci, difende l’ordinanza che proibisce la questua nei pressi delle chiese, “attività sovente legata alla microcriminalità. Lottando contro questo racket, noi non abbiamo che anticipato il decreto Maroni. La sicurezza, per una città come la nostra, con 6 milioni di turisti all’anno, è una condizione indispensabile”.

A Novara, in Piemonte, niente più gruppi formati da più di due persone, la notte, in alcuni parchi della città. “Avremmo potuto chiuderli, i parchi, tenendo conto delle proteste di chi ci vive vicino”, si giustifica l’assessore Mauro Franzinelli, della Lega Nord. La formazione populista vuole spingersi ancora più in là: a Boltiere, vicino a Bergamo, in Lombardia, a partire dall’autunno, alcuni cittadini volontari riceveranno l’addestramento da “ausiliari civici”, al fine di aiutare la polizia municipale. Ad Adro, la città del “premio anticlandestini”, non ce n’è bisogno: la norma, che risale al 2006, non ha avuto l’impatto previsto. Quattro clandestini portati in questura, il primo anno. Dopo, più niente. Nessun clandestino fermato, e nessun premio per gli agenti della polizia municipale.

Salvatore Aloïse, Le Monde, 13/08/2008
(traduzione di Daniele Sensi)

06 agosto, 2008

Radio Padania: "Boicottate i negozi degli immigrati!"

(Clicca per ascoltare un estratto audio della trasmissione) 

Boicottare tutte le attività commerciali gestite da cittadini immigrati: questa la parola d’ordine lanciata nel tardo pomeriggio di lunedì dall’emittente radiofonica Radio Padania Libera, nel corso della trasmissione "Padania sempre sarà repubblica del nord". 

A condurre in studio, Marco Pellegrini e Luca Talice, capogruppo leghista al consiglio comunale di Seregno (MI).

Un appello ripetuto, ossessivamente, per un’ora intera: un invito al boicottaggio permanente, rivolto a tutti i “soldati del nord”, contro la “colonizzazione in atto”, perché “per ogni loro attività che apre ne chiude una delle nostre”. Talice e Pellegrini reputano intollerabile vedere “italiani e padani che vanno a mangiare il kebab”, in zone nelle quali, per il “degrado portato da quelle attività”, le “persone normali non andranno più”, a danno “dei negozi padani lì ancora presenti”. E ammoniscono: “Quando non preparano il kebab davanti ai vostri occhi è perché agli infedeli vendono un panino diverso da quello che consumano loro”. 

Loro creano una diseconomia, fanno acquisti e vanno a mangiare solo nei 'loro' negozi, nei 'loro' ristoranti”, aggiunge Pellegrini. Il quale candidamente osserva: “Questa immigrazione sta creando ancora più problemi di quella meridionale”.

Nel corso della trasmissione, i conduttori danno prova della stessa ambiguità alla quale Maroni oramai ci ha abituati. “Le amministrazioni locali devono far di tutto per rendere il più difficile possibile l’apertura di queste attività”, spiegano Talice e Pellegrini, che però, pochi istanti dopo, sfacciati ripetono, da copione: “Noi non siamo razzisti, perché noi ce l’abbiamo con chi viene qui per delinquere, non con chi viene qui per lavorare”. 

Poi, come a voler mettere le mani avanti: “Non ci si può accusare di niente, il boicottaggio è sempre stata una forma lecita di lotta pacifica”. 


29 luglio, 2008

Lega Nord a congresso con i neofascisti di tutta Europa

La Lega Nord aderisce al “Congresso contro l’islamizzazione” indetto a Colonia, dal 19 al 21 settembre prossimo, dal movimento "Pro Köln". Ne dà notizia il sito informativo francese Rue 89

Al congresso sarà presente un po’ tutta la galassia dell’estrema destra europea. Tra gli altri interverranno il fiammingo Vlaams Belang, nato sulle ceneri del Vlaams Blok, partito sciolto dall’Alta Corte belga per incitamento alla discriminazione e all’odio razziale, e l’Npd, organizzazione orgogliosamente neonazista che in certe regioni del nord della Germania supera il 30 per cento dei consensi. 

LNpd è quel partito i cui deputati, un paio di anni fa, uscirono dall’aula mentre l’Assemblea osservava un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Auschwitz e che, in occasione del 60° anniversario della fine delle seconda guerra mondiale, intendeva manifestare nei pressi della Porta di Brandeburgo, sventolando la bandiera uncinata a pochi metri dal Memoriale della Shoah

Annunciata, anche, la presenza del "Lavoro, Famiglia e Patria" di Henry Nitzsche (già membro della CDU ma indotto ad abbandonare il partito a seguito di sempre più esplicite manifestazioni di simpatia per l’estrema destra neonazista) e della rivista, anch’essa tedesca, Nation-Europa, fondata da ex appartenenti alle SS e le cui pagine vantano la firma di Alain de Benoist, ideologo della Nuova Destra francese nonché uno dei “Buoni Maestri” dei nostri Giovani Padani, come si può leggere sul loro sito

Aderiscono anche l’Fpö austriaco ed il francese Front National di Le Pen, adesione, quest’ultima, che desta qualche preoccupazione oltralpe. Che dire, quindi, della Lega, la quale, a differenza di Le Pen, trova sponda presso i partiti conservatori sedendo con loro al governo.